mercoledì 11 giugno 2014

Do no harm

We accept the love we think we deserve.
-          Accettiamo l’amore che crediamo di meritare.
(dal film Noi siamo infinito)

Frase tratta da un film adolescenziale per niente memorabile, pur se girato con un’attrice abitualmente memorabile come Emma Watson. Niente che si senta il bisogno di rivedere, fermare per riascoltare, capire meglio. Uno di quei filmetti che fanno oggi sugli adolescenti in cui i ragazzini sono supertirati e strafighi. E che non rappresentano la realtà, dato che chiunque darebbe fuoco alle foto dei suoi sweet 16. Gli adolescenti sono brutti, brufolosi, si conciano in modi assurdi in nome della moda o – nei casi più patetici – della libertà di… stile. Qualche anno dopo si guardano indietro e scoprono l’amara verità.

Ma almeno la frase è veritiera e semplice. Un po’ sentimentale, ma incontrovertibile.
Strano che sia io a dirlo, sostenitrice del non-matrimonio, delle non-relazioni, del non-cambiamento per l’altro e soprattutto di una cosa che generalmente fa incazzare i più: non tutti gli amori meritano di essere vissuti. (Not all love stories are worth living)

E se è vero che ci si accorge del valore di qualcosa quando la si perde, tanto meglio. Alcune cose è meglio non trovarle mai, altro che perderle. Parlo di quegli appuntamenti non concessi, di quei baci non dati, di quelle scopate negate. Ma anche di quei divorzi richiesti, di quei figli abortiti, delle eutanasie permesse. Non tutto vale la pena di essere vissuto, provato, amato, odiato. Cerco sempre di ragionare secondo un principio semplice: perché mettere al mondo un figlio che sai che non amerai? Perché condurre una vita che odi, o finirai per odiare? Perché insistere in un amore, un’amicizia che non ci farà crescere?

Amori, vite, amicizie ridicole. Kundera docet. Sentimenti ridicoli, incompleti. In un estro di grandezza, possiamo dire che solo i sentimenti grandi dovrebbero essere vissuti. Solo un amore totale vale la pena – e le pene che porterà. Se facessimo il gioco della torre, salveremmo tutti la grande amica invece del cretino con cui usciamo il sabato per fare cagnara.

I sentimenti grandi sono quelli che tutti credono perfetti. Una coppia affiatata, a vederla dall’esterno; Brian e Justin (Queer As Folk), alias la personificazione del sesso; la coppietta litigarella eppure così inappuntabile. Sono perfetti proprio perché lo sembrano e basta: chi li vive sa quanta fatica costi l’apparenza. O meglio, sa quanto è stato faticoso arrivare al punto in cui tutti pensano che sei il “moroso storico”, “l’unico”. Quante liti, parole, quanto amore condito di lacrime, lontananze e scopate riavvicinatrici sono servite. Sono servite davvero, sì. L’imperfezione di quegli amori li rende grandi. E questo completa il mio ultimo post: quelle persone che non riteniamo desiderabili, le scartiamo perché inconsciamente sappiamo che non ci garantiranno un amore grande, worthy.

Quel rapporto perfetto che si creerebbe con chi ci dà tutto quello che vogliamo, è una storia mediocre. Quella che tutti vogliono e pochi ottengono – o credono di ottenere. Perché non esiste, NON ESISTE. Piantatela di fare stragi nel nome della felicità, di lasciare le persone a causa della loro imperfezione: è il prenderne atto a rendere grande ogni amore, ad elevarlo. Sapere che le persone non cambiano, soprattutto non per gli altri. A volte, raramente, lo fanno per sé stesse, ma è più che altro evoluzione forzata, istinto di sopravvivenza. È l’assecondare la natura dell’altro a creare un vero sentimento, nient’altro.

NESSUNO CAMBIA, PER NESSUNO. Nella peggiore delle ipotesi si sforza – si illude – di farlo, poi la verità gli si rovescia addosso come una doccia gelata. Credete a chi vi dice che vi ha tradito ma non ha significato niente. Non perdonatelo, mai, ma credetegli. Mandatelo a farsi fottere – di nuovo – e ditegli di non fottere voi, ma abbiate la bontà di credergli. Monogamia e matrimonio non fanno per noi, davvero. Né le relazioni lunghe. E se volete saperlo, temo che promettere a qualcuno di provare qualcosa per lui a prescindere da soldi, fortuna e salute sia la più grande cazzata che possiamo raccontargli. Promettetegli l’autenticità del vostro amore finchè durerà, e promettetegli che anche dopo lo considererete con il giusto valore: una scopata, tempo perso con un idiota o uno stronzo, la più grande storia d’amore della vostra vita. Ma non promettetegli l’eternità. L’ha promessa Dio e non gli crede nessuno, e quelli che lo fanno vengono presi per pazzi (e parlo per esperienza personale). L’unico che potrebbe mantenerla, bella ironia.

Do no harm, dice il giuramento di Ippocrate. Non nuocete a nessuno, se potete. Vivere un amore mediocre – una vita mediocre – significa nuocere a noi stessi, all’altro.

In questo periodo ho visto Queer As Folk, la serie statunitense. La coppia più bella è quella tra Justin e Brian: sono sensuali, ma soprattutto sono pop, sexy, alla moda. Sfacciatamente ma MAI volgari. Sono gay fino all’eterofobia, cancellerebbero il mondo etero dalla faccia della terra. Sono diversi, quasi incompatibili. E per questo grandi.

coccola5