We accept the love we
think we deserve.
-
Accettiamo l’amore
che crediamo di meritare.
(dal film Noi siamo infinito)
Frase tratta
da un film adolescenziale per niente memorabile, pur se girato con un’attrice abitualmente memorabile come Emma Watson. Niente che si senta il bisogno di rivedere, fermare per
riascoltare, capire meglio. Uno di quei filmetti che fanno oggi sugli
adolescenti in cui i ragazzini sono supertirati e strafighi. E che non
rappresentano la realtà, dato che chiunque darebbe fuoco alle foto dei
suoi sweet 16. Gli adolescenti sono
brutti, brufolosi, si conciano in modi assurdi in nome della moda o – nei casi
più patetici – della libertà di… stile. Qualche anno dopo si guardano indietro
e scoprono l’amara verità.
Ma almeno la
frase è veritiera e semplice. Un po’ sentimentale, ma incontrovertibile.
Strano che
sia io a dirlo, sostenitrice del non-matrimonio, delle non-relazioni, del
non-cambiamento per l’altro e soprattutto di una cosa che generalmente fa
incazzare i più: non tutti gli amori
meritano di essere vissuti. (Not all love stories are worth living)
E se è vero
che ci si accorge del valore di qualcosa quando la si perde, tanto meglio. Alcune
cose è meglio non trovarle mai, altro che perderle. Parlo di quegli
appuntamenti non concessi, di quei baci non dati, di quelle scopate negate. Ma anche
di quei divorzi richiesti, di quei figli abortiti, delle eutanasie permesse. Non
tutto vale la pena di essere vissuto, provato, amato, odiato. Cerco sempre di
ragionare secondo un principio semplice: perché mettere al mondo un figlio che
sai che non amerai? Perché condurre una vita che odi, o finirai per odiare? Perché
insistere in un amore, un’amicizia che non ci farà crescere?
Amori, vite,
amicizie ridicole. Kundera docet. Sentimenti
ridicoli, incompleti. In un estro di grandezza, possiamo dire che solo i
sentimenti grandi dovrebbero essere vissuti. Solo un amore totale vale la pena –
e le pene che porterà. Se facessimo il gioco della torre, salveremmo tutti la
grande amica invece del cretino con cui usciamo il sabato per fare cagnara.
I sentimenti
grandi sono quelli che tutti credono perfetti. Una coppia affiatata, a vederla
dall’esterno; Brian e Justin (Queer As
Folk), alias la personificazione del sesso; la coppietta litigarella eppure
così inappuntabile. Sono perfetti proprio perché lo sembrano e basta: chi li
vive sa quanta fatica costi l’apparenza. O meglio, sa quanto è stato faticoso
arrivare al punto in cui tutti pensano che sei il “moroso storico”, “l’unico”. Quante
liti, parole, quanto amore condito di lacrime, lontananze e scopate
riavvicinatrici sono servite. Sono servite davvero, sì. L’imperfezione di
quegli amori li rende grandi. E questo completa il mio ultimo post: quelle
persone che non riteniamo desiderabili, le scartiamo perché inconsciamente
sappiamo che non ci garantiranno un amore grande, worthy.
Quel rapporto
perfetto che si creerebbe con chi ci dà tutto quello che vogliamo, è una storia
mediocre. Quella che tutti vogliono e pochi ottengono – o credono di ottenere. Perché
non esiste, NON ESISTE. Piantatela di fare stragi nel nome della felicità, di
lasciare le persone a causa della loro imperfezione: è il prenderne atto a
rendere grande ogni amore, ad elevarlo. Sapere che le persone non cambiano,
soprattutto non per gli altri. A volte, raramente, lo fanno per sé stesse, ma è
più che altro evoluzione forzata, istinto di sopravvivenza. È l’assecondare la
natura dell’altro a creare un vero sentimento, nient’altro.
NESSUNO
CAMBIA, PER NESSUNO. Nella peggiore delle ipotesi si sforza – si illude – di farlo,
poi la verità gli si rovescia addosso come una doccia gelata. Credete a chi vi
dice che vi ha tradito ma non ha significato niente. Non perdonatelo, mai, ma
credetegli. Mandatelo a farsi fottere – di nuovo – e ditegli di non fottere
voi, ma abbiate la bontà di credergli. Monogamia e matrimonio non fanno per
noi, davvero. Né le relazioni lunghe. E se volete saperlo, temo che
promettere a qualcuno di provare qualcosa per lui a prescindere da soldi,
fortuna e salute sia la più grande cazzata che possiamo raccontargli. Promettetegli
l’autenticità del vostro amore finchè durerà, e promettetegli che anche dopo lo
considererete con il giusto valore: una scopata, tempo perso con un idiota o
uno stronzo, la più grande storia d’amore della vostra vita. Ma non
promettetegli l’eternità. L’ha promessa Dio e non gli crede nessuno, e quelli
che lo fanno vengono presi per pazzi (e parlo per esperienza personale). L’unico
che potrebbe mantenerla, bella ironia.
Do no harm, dice il giuramento di Ippocrate. Non nuocete a nessuno, se
potete. Vivere un amore mediocre – una vita mediocre – significa nuocere a noi
stessi, all’altro.
In questo
periodo ho visto Queer As Folk, la
serie statunitense. La coppia più bella è quella tra Justin e Brian: sono
sensuali, ma soprattutto sono pop, sexy, alla moda. Sfacciatamente ma MAI volgari. Sono gay fino all’eterofobia, cancellerebbero il mondo etero
dalla faccia della terra. Sono diversi, quasi incompatibili. E per questo
grandi.
coccola5