mercoledì 15 giugno 2022

Che tu sia per me il coltello

 Mi ritrovo seduta a questa scrivania a pensare a una diciottenne sudafricana in partenza. Una ragazza che a suo modo mi ha voluto bene e mi ha fatto riflettere sul titolo che anni fa avevo dato a questo spazio, Che tu sia per me il coltello, dal titolo di un libro di David Grossman. Lei è stata davvero il coltello che mi ha aiutata a scavare dentro me stessa e, anche se magari non sono giunta a capo di questa ricerca, sono felice di essermi rimessa in gioco.

Di essermi chiesta, ancora una volta, se preferisco i ragazzi o le ragazze. Forse preferisco i ragazzi, ma va bene chiederselo, indagare sè stessi. 

Ciascuno di noi ospita dentro di sè un mondo intero e credo che l'unica cosa che conti davvero sia la volontà di volerlo o meno esplorare. Questo ci rende potenzialmente delle persone migliori.

Detto questo ho ripreso ad ascoltare Gianna. Mi sono resa conto di quanto mi sia mancata la sua musica in questi anni in cui avevo creduto di poterne fare a meno. La verità è che la sua voce è magica per me, i testi delle sue canzoni mi cullano e mi trasportano in un universo meraviglioso, che ho sempre amato. Quindi ci sono ricascata, felicemente. Ho comprato il biglietto per un suo concerto a Vicenza in settembre, e sono davvero felice di andarla a risentire. (In realtà l'ho sentita anche sabato scorso a Campovolo, a Una, nessuna e centomila, un maxi concerto contro la violenza sulle donne).

Io faccio schifo con le conclusioni dei post, infatti alle elementari i miei temi finivano sempre con una frase aperta dalle parole "spero che...". E quindi, spero che passerete una buona serata, e di non far passare troppo tempo prima del prossimo post.

coccola5