Venerdì sera, dopo il gruppo adolescenti, ci siamo ritrovati fra animatori per bere un caffè in compagnia. Al momento di decidere dove andare, qualcuno ridendo ha proposto: "Andiamo allo Sky, lista don!" e qualcun'altro gli ha risposto: "Si, si, poi non sai come esci la mattina dopo!" e altre volgarità che la maggior parte delle persone ha preso come "divertenti battutine". Lo Sky è una discoteca gay qui vicino. Ricordo che quando avevo tredici o quattordici anni, era un punto di ritrovo quasi esclusivamente omosessuale, ma negli anni si è molto aperta e adesso è frequentata da quasi tutti i ragazzi della zona (anche perchè le discoteche più vicine sarebbero quelle di Verona, e a quattordici anni i genitori non si fidano ancora a lasciare i loro figlioli in preda agli ormoni a 25 km di distanza). Rimane il fatto, però, che le persone più grandi la stigmatizzano ancora, nonostante sia un luogo assolutamente tranquillo.
Io francamente devo dire che non riesco a mandar giù questi discorsi, in nessun modo, e quando ci siamo ritrovati al bar, ho detto apertamente che non sono d'accordo. A., un animatore con cui vado particolarmente d'accordo, mi ha detto: "Io capisco la tua posizione, ma scherzare su questa tematica non è così grave e non te la devi prendere. E' come se io mi offendessi perchè qualcuno fa battute sui miei capelli rossi. E poi, io la vedo un po' come quando si usano parole come "terrone", riferite ai meridionali. Non sono necessariamente offensive."
Non troppo sbalordita, mi sono limitata ad osservare che io trovo "terrone" un termine offensivo, perchè utilizzato da tantissime persone in senso spregiativo. E trovo anche che utilizzare termini come finocchio, frocio per tacere delle peggiori, sia sempre e comunque offensivo. Perchè si deve ironizzare su questi argomenti? Usare una parola piuttosto che un'altra non è la stessa cosa, anche se lo faccio scherzando. Tesi, questa, che però non riesce a capire un numero abbastanza ampio di persone.
A. mi ha poi detto che, a suo parere, io sono troppo fiscale su questo argomento e che ogni tanto devo anche lasciar correre. Altra cosa che io non capisco proprio. Perchè, invece di lasciar correre, non proviamo ad entrare in un clima di rispetto e di tolleranza? Non mi sembra così difficile.. Io approvo la filosofia del "non condivido, ma rispetto la tua opinione".
Adesso, vi prego, non ditemi che parlarne in un gruppo cristiano è impossibile e preferibilmente da evitare. Lo so che io mi tiro la zappa sui piedi in questi casi, ma non riesco a fare a meno di impuntarmi su certi argomenti.
Prima o poi mi scomunicheranno, ne sono certa!
coccola5
Avendo amici gay e meridionali, capisco la tua opinione. Ho proibito al mio moroso e ai miei amici più stretti di pronunciare le parole "frocio" e "terrone" in loro presenza. Tuttavia, credo che a volte sia concesso utilizzare un determinato tipo di linguaggio, purchè lo si faccia con la persona interessata presente. Mi spiego: il mio migliore amico è gay e meridionale, e molto sperso ironizza su queste cose. A volte me lo dice pure lui: "tesoro, sii meno fiscale, non me la prendo mica, capisco quando la gente scherza oppure no!". Però davvero capisco come ti senti: io non riuscirei mai a pronunciare certe parole davanti a lui, perchè io per prima le trovo estremamente offensive.
RispondiEliminaPS: dove sei sparita? =)
Dunque.
RispondiEliminaPer poterti commentare, devo prima specificare due cose. La prima: sono un ragazzo. La seconda: ero un eterosessuale.
Questo vuol dire che la mia formazione e il mio substrato culturale sono stati sicuramente influenzati da una serie di luoghi comuni inevitabilmente maschilisti e omofobi. Almeno a livello verbale (ché poi la realtà dei fatti è tutt'altra cosa), tra noi maschietti vige quel cameratismo da caserma che ci portiamo presso dalla culla alla tomba: grandi pacche sulle spalle, strette di mano, strette di palle e insulti sono all'ordine del giorno. Anzi, se non tratti così un amico vuol dire che tra voi è successo qualcosa, che non gli stai usando la dovuta intimità.
Quindi, penso che il loro atteggiamento sia, più che normale, legittimo. Può darsi che si celi sotto una traccia di omofobia, ma forse niente di più: non è raro, in fondo, che anche tra noi invertiti ci si sbeffeggi o si scherzi su determinate cose.
Perché, sostanzialmente, l'omosessualità è normalità. E deve essere considerata come tale: io e i miei amici continuiamo a scherzare in mia presenza su argomenti omo, così come gli amici del tuo animatore lo prendono in giro per i capelli o come io ti prendo in giro per il tuo fanatismo religioso :p
Se non c'è cattiveria, scherzarci su è comunque un'accettazione della realtà.