sabato 11 febbraio 2012

Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino

Ieri sera ho iniziato a leggere Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino di Christiane F. Inutile dirlo, il romanzo mi ha preso dalla prima pagina e ora lo sto divorando. Se lo apro, non riesco a chiuderlo prima di averne lette almeno cinquanta pagine.

E, inutile dirlo, questo libro mi sta riportando velocissimamente ai miei anni di adolescente, benchè gli psicologi moderni dicano che si è adolescenti fino a 23 anni. Accidenti. Conoscevo questo titolo già quando avevo quattordici anni, quando letture come Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire o Trainspotting di Irvine Welsh per me erano pane quotidiano. Ho sempre avuto una forte attrazione verso quelle storie rovescie, dannate e ad ogni libro speravo che il personaggio si salvasse, e due pagine dopo che morisse solo per coronare una storiella drammatica.

Mia madre, di questa come di tante altre cose, non è mai stata al corrente. Non si è mai interessata alle mie letture, forse perchè anche lei non ha mai letto molto. E devo dire che parlarne con lei probabilmente mi avrebbe fatto bene. Mi avrebbe aiutato a prendere le distanze da queste storie. Non che mi sia mai drogata, o mi sia prostituita, o abbia sofferto di anoressia o altre cose, ma mi immedesimavo molto nei personaggi sbandati e sballati e, a romanzo chiuso, cercavo un'altra storia simile.

La motivazione che mi ha spinta a recuperare il testo di Christiane F. in biblioteca è diversa da quella che potevo avere da adolescente: lo sto leggendo principalmente perchè è ambientato a Berlino, perchè in qualche modo la gioventù berlinese mi affascina. Perchè Berlino mi è rimasta nel cuore. Le sue storie, i suoi quartieri periferici, i suoi colori sgargianti e un po' dissintonici. Sto andando alla ricerca di tantissime storie ambientate negli anni '60-'70, e questa sicuramente è ottima per cominciare. Mi ricorda un po' Thirteen, film di alcuni anni fa con una giovanissima Evan Rachel Wood, che come percorso segue abbastanza quello dei Ragazzi dello zoo di Berlino.

Ci ostiniamo a dire che le cose sono cambiate dai tempi di questo libro, pubblicato nel 1978. Io ho l'impressione che invece, mutatis mutandis, la situazione non sia troppo cambiata. Magari i ragazzi non si fanno più di eroina, però sniffano coca e sono disposti a cedere le proprie foto di nudo a degli sconosciuti e, se non per una dose, magari in cambio di una ricarica del cellulare. Come si dice? L'uomo non cambia. Mai.

coccola5

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