Parlavo con mia
sorella, venerdì. Una conversazione in auto, dirette da mia nonna. E
lei mi dice che il suo ragazzo non è particolarmente entusiasta
della sua partenza, ormai prossima, per il Sudafrica. Ah, no?
Be', sai.. dice che quando tornerò sarà tutto diverso, dovrà
riabituarsi ad uscire con me e trascurare i suoi amici. Me la sono
presa, per me stare con lui non è.. un hobby, un gioco. Voglio
costruirci qualcosa, con Spilungone. E le credo.
Anch'io, al suo posto, desidererei la stessa cosa. Tesoro
mio,
le dico, come puoi
stare con qualcuno che non vuole la tua felicità? Il viaggio in
Sudafrica, per imparare l'inglese, è parte della tua felicità. È
qualcosa che vuoi. Non lasciare che lui ti impedisca di realizzare i
tuoi sogni. E digli che, se il tuo essere felice lo rattrista, lo
mette in difficoltà, forse avete un problema. Come coppia.
Mia
sorella è abituata a sentirmi parlare così. A sentirmi dire che io
sono libera come
l'aria, indipendente, selvatica come i fiori di campo.
A sentirmi dire che non accetterei mai un giogo simile, non potrei
sopportarlo.
L'altra
sera non sono uscita, sai. O meglio, non sono uscita veramente. Sono
rimasta nel parcheggio sotto casa a piangere. Da
sola?, le chiedo io
sorpresa. No, con Spilungone. E
perchè? Perchè io
parto. E lui che reazione
ha avuto? Lui mi stava
spiegando le sue ragioni, perchè è triste che parta. E
tu facevi la fontana, nel frattempo. Sì.
Io
non ci credo che Spilungone è triste. Lui non vuole che mia sorella
parta, il che è diverso. Altrimenti non avrebbe imposto le sue
motivazioni a mia sorella, mentre lei piangeva in auto. Lui non
gliele ha spiegate, l'ha costretta ad accettarle, come una mostruosa
giustificazione.
Lui
è un maschio.
E non vuole che la sua femmina
sia indipendente. Mi sembra quasi strano che lui mostri così
timidamente le sue rimostranze.
Lui
non odora di buono. Le cose, le persone, i luoghi hanno un odore.
Odorano di buono, di semplice, di dio, di amore o di non-buono.
Io,
che in certe cose sono assolutamente istintiva, non riesco a ignorare
il suo odore, a dire a mia sorella che sa di buono.
Non
posso fare a meno di dirti ciò che sento. Ma soprattutto non posso
fare a meno di dirti che devi essere libera, e che non ci vuole
chissà che. Libertà è dirgli “lascia che io sia felice”. E
accettare, per quanto doloroso, il fatto che se lui non condivide
questo con te, non è la persona giusta. La libertà, il rispetto,
esortarvi reciprocamente ad essere felici sono alla base di una buona
relazione, di qualunque rapporto.
Io
sono libera quando resisto.
Quando non accetto il compromesso. Sorrido, sono paziente con
chiunque incontri,
ascolto le parole, guardo negli occhi e nelle labbra; allora sono
libera. Non ci vuole tempo per essere liberi, è un attimo, perchè
ogni secondo in più è un secondo perso, è il nodo di un
compromesso che si stringe.
Ma
ogni attimo di libertà è un filo tirato per sgrovigliare il nodo,
una mano paziente che scioglie una matassa. Le nostre abitudini –
spesso - sono quelle matasse.
coccola5
coccola5
Penso che in una coppia nessuno dei due debba dipendere dall'altro. Bisogna sapersi realizzare come individuo, perchè se non lo si fa poi si finisce per assoggettarsi all'altro, e una coppia dove uno dei due è più - per così dire - "potente" rispetto all'altro non funziona.
RispondiEliminaIl mio moroso, l'anno prossimo, va a fare uno stage alla nato di Bruxelles per sei mesi. Mi dispiace e la cosa mi rattrista, ma non lo blocco, semplicemente perchè so che sarà un'esperienza utile per lui. Io progettavo un mesetto a Vienna, per la specialistica, a spulciare negli archivi viennesi. Chissà...
Se per lui stare insieme è abituarsi ad uscire insieme e trascurare i suoi amici, be', non penso ci sia molto da aggiungere.
RispondiElimina@ LM: già, penso anch'io.
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