Un mese di pausa, poi si torna a Milano. A casa, in un certo senso.
E ti fa strano vedere che ormai fai tutto in automatico: metro gialla, direzione Comasina, fermata Sondrio. Metro verde, direzione Abbiategrasso, non ti sbagli più. E in metro stai a testa china, immersa nella musica, per abitudine, e quando ti togli le cuffiette senti il silenzio, ma il vagone è pieno. Milanesità, le chiamo io.
E ti fa strano vedere che ormai fai tutto in automatico: metro gialla, direzione Comasina, fermata Sondrio. Metro verde, direzione Abbiategrasso, non ti sbagli più. E in metro stai a testa china, immersa nella musica, per abitudine, e quando ti togli le cuffiette senti il silenzio, ma il vagone è pieno. Milanesità, le chiamo io.
Eppure, questa volta desideravo tornare a casa presto,
prima, quasi subito. In collegio mancano le persone con cui mi trovo di più, l’orario
delle lezioni in uni si è allungato, il lunedì e il giovedì finiamo alle 18...
mi sento scardinata, asociale. Un po’ come se mi avessero spostata di peso in
un’altra città, in un’altra vita, senza nessun preavviso.
E allora giovedì, quando F. mi dice che il giorno dopo ci
saranno i carri del Carnevale a Verona, che ci sarà il caos, butto tutte le mie
cose in valigia, in venti minuti chiudo la cerniera e mi fiondo in Centrale. So
già a che ora è il treno, timbro il biglietto e salgo. E lentamente questo
senso di fuga si placa. Sistemo la valigia sulla cappelliera, mi appoggio allo
schienale e respiro. Si torna a casa, si torna a casa.
coccola5
la milanesità, specie in autunno e in inverno, è adorabile. Adoro essere soli in mezzo a fiumane di persone, adoro le fermate della metro di periferia e camminare ancora, incontro ai propri pensieri
RispondiElimina@ phoenix794501: "soli in mezzo a fiumane di persone", spesso mi sono sentita così. Mai davvero sola, del resto. Quando mi si sedeva accanto qualcuno, e sentivo la sua giacca contro la mia, il suo braccio contro la mia pancia, mi sentivo di nuovo "insieme" a qualcuno. E' stranissimo fermarsi a pensare che tutte quelle persone, come te, sono avvolte in un proprio stream of consciousness, magari scendono alla tua fermata e non le vedi nemmeno. Vite che si sfiorano appena.
RispondiEliminacoccola5