Gli esami sono finiti anche per me, finalmente. Non vedevo l’ora. L’orale l’ho fatto venerdì scorso, ma non avevo troppa voglia di scrivere, così vi ho lasciati sulle spine per un po’. Credevo che sarebbero stati qualcosa di sconvolgente, invece se ne sono andati come sono venuti.
Il giorno della prima prova ero un po’ scombussolata, lo ammetto. Mi ha accompagnata a scuola mia madre, in autostrada non ho parlato molto, e mi sono agitata solo quando nel mezzo del Corso sono apparse orde di studenti con il Dizionario di Italiano sotto braccio. “Mamma, quelli vanno tutti a fare l’esame!” ho esclamato, o comunque qualcosa di simile. Sul banco, poi, non ho messo neanche molte cose: penne, matite colorate e matita, dizionario, acqua, l’unica provvista che mi fossi ricordata di portare con me. Un mio compagno aveva la cioccolata e la Gatorade, un’altra panino, acqua e actimel. Manco fossero sul punto di morire! Dei temi ho pensato che erano semplicemente banali, ho scelto l’analisi testuale, quella che so fare meglio. Avevo riletto qualcosa di Svevo il giorno prima e mi sono buttata. Ricordo una cosa in particolare: è stata l’unica volta che ho utilizzato cinque ore scarse per scrivere, copiare e rileggere un tema! La seconda e la terza prova non sono poi andate così male, invece la sera prima dell’orale non riuscivo a rileggere o a ripassare nulla. Messaggiavo con un mio amico e la concentrazione è andata letteralmente a farsi benedire!
Questa settimana me la sono presa un po’ di pausa. Ieri sono andata a Gardaland con una mia amica, è stata una giornata simpatica. Delle varie giostre non ricordavo molto: erano anni che non ci andavo, e non avevo mai fatto “Fuga da Atlantide” o altre cose simili. L’unico inconveniente l’ho avuto ieri sera, e con chi? Ma con Trenitalia, naturalmente!! Alle 22 alla stazione di Peschiera del Garda l’unico posto aperto era il bar, figurarsi la biglietteria o un immaginario Punto Informazioni per sapere qualcosa sul Regionale delle 22.01 che si era letteralmente volatilizzato. La bella vocina registrata che fino a qualche minuto prima annunciava l’arrivo di un treno era andata a dormire o, non so, ha preso freddo e ha avuto un improvviso attacco di mal di gola perché: a. alle 22.30, benché evidente, nessuno aveva annunciato il ritardo del treno o cosa fare, b. quando questo è successo, non si sentiva quasi nulla e il mio ascolto veniva costantemente disturbato da una stronza con la valigia. Ogni volta che l’(alto)parlante apriva bocca, questa si spostava. Ecchecca**o! E scusate la volgarità. Il treno, alla fine, l’abbiamo preso alle 23.30 quando io e la mia amica avevamo una faccia da disperate, tipo immagini di repertorio del TG5, quando gli aerei sono in ritardo di secoli! Siamo arrivate a casa a mezzanotte..
Domenica vado a fare un bel giro in bici, su una pista ciclabile del Trentino. Vi aggiornerò lunedì!
Coccola5
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