Svegliami, ti prego, succede ancora
d’implorare in un sogno a questa tenera
età, aiutami, fa’ che non sia vera
l’oscena materia del buio. Sfiora
allora davvero una mano il mio
corpo assiderato e di colpo so
d’averti chiamata e che non saprò
più niente.
Giovanni Raboni
coccola5
VIOLACEA…i varchi dell’amore sono un po’ assurdima riesco ad immaginarli e penetrarli… È successoChe il mio grido non senta chi sente,Non senta chi sente È successoChe quando provo a comunicarleLa mia gioiaLa sua voce è sangue neroUna cantilena infantile che sale,Invade le orecchie sciolte e dannateE un colpo percorre il corpo;Brucia e lo senti,È dentro,È saturo di piacere. È successoChe il mio grido non senta chi sente.Non senta chi sente È successoChe sono un folleChe sto per scoppiareMorire e strillareQuando le mie dita tremantiSi posano sulla sua rassicurante bocca…Violacea. È successoChe il mio grido non senta chi sente.Non senta chi sente È successoMa prima di svenireSollevo ancora l’aura ustionante del desiderioAl suo bollente ventreE credoNel buon sapore del sapertiIl mio vestito di ogni giorno. È successoChe il mio grido non senta chi sente.Non senta chi senteMa gira e rimbalzaValutando…Da dove continuare,Dove abbandonare il mio vecchio corpo arrogante? Quanto ce n’è di amore e unioneIn un groviglio di costole, parole e viole? ©Da “Violacea”di Maurizio Spagnawww.ilrotoversi.com info@ilrotoversi.comL’ideatore creativo,paroliere, scrittore e poeta al leggìo-
RispondiElimina