sabato 19 maggio 2012

La furia compratrice di mia madre

Scritto così, fa un po' manuale di istruzioni. Che però, diciamocelo, ci vorrebbero sempre, per un matrimonio. Mi raccontava LM per telefono, e io puntualmente confermavo, che questi eventi possono essere delle piacevolissime occasioni di passare qualche ora con parenti e conoscenti, ma possono anche trasformarsi nella fiera del cattivo gusto. Quindi sì, un manualetto ci vorrebbe eccome! Ma, a dire la verità, volevo raccontarvi del mio matrimonio, quello cui devo andare oggi. A cui mi tocca andare, vorrei sottolineare.

A casa mia vige la regola che per ogni matrimonio serve un vestito nuovo. O per lo meno, finora a me è sempre andata così. Le ricerche iniziano con un mese abbondante d'anticipo, e precisamente quando mia madre inizia ad agitarsi e accende il disco: "Ma con i tuoi orari a scuola avremo pochissimo per cercare il vestito! Guarda che non è detto che ne trovi subito uno adatto!". In generale, una settimana o due dopo, io perdo la pazienza e acconsento a farmi accompagnare in grandissimi centri commerciali, dove naturalmente le ricerche non vertono solo sull'abito matrimoniale, ma anche su otto miliardi di altre scarpe, borse, maglie e pantaloni.
Come prevedibile, in capo a un pomeriggio ne ho fin sopra ai capelli di negozi, commesse invadenti e continui togli e metti di abiti. Di conseguenza, io e mia madre abbiamo messo a punto un modo per fare acquisti che consenta a me di non perdere la calma, e a lei di girare quarantaseimila negozi: il primo sabato cerchiamo - e a furia di girare, troviamo - l'abito, quello successivo le scarpe, il terzo borsa o eventuali accessori. Ne converrete, la più avvantaggiata è ancora lei.

Questa volta le cose sono andate un po' diversamente. In una giornata avevamo trovato abito e blusa da mettere sopra, e qualche giorno dopo abbiamo acquistato anche i sandali - ho ceduto per quelli col tacco -, quindi fondamentalmente ero a posto. Avendo deciso di non mettere orecchini per via dell'allergia e avendo adocchiato a casa una collanina perfetta, non avevo in programma ulteriori scampagnate nei centri commerciali. Di fatto, sono riuscita a evitarli, ma non la furia compratrice di mia madre che in mia assenza mi ha preso un altro paio di scarpe (chiuse, e ovviamente sempre con tacco) e una stoletta per coprire le spalle in chiesa. La cosa, onestamente, mi ha sconvolto non poco: mi manca solo un secondo vestito!
Parlandone un po', ci abbiamo riso su: il tutto si è rivelato quantomeno buffo, in effetti. Non mi era mai capitato di avere "due di tutto" per una sola occasione, fra l'altro con il vantaggio di evitare di acquistare di persona metà degli oggetti!

Lo avrete capito, in fatto di vestiti sono molto maschile. La mia semplicità rasenta quella dei monaci, ed è raro che decida spontaneamente un suicidio commerciale (mio neologismo per "suicidio conseguente a ore e ore trascorse in un centro commerciale"). Odio accompagnare chiunque a provare vestiti, scarpe, orecchini o collane e, se avrò in futuro un compagno, credo che non odierà questo mio lato. In caso di compagna, dovrò un po' smussarlo!
Non sento il bisogno di essere sempre trendy, chic, glamour, cool o come diavolo si dice. Preferisco un abbigliamento semplice e funzionale alle varie occasioni, e la cosa turbava, ai gloriosi tempi del liceo, le mie compagne che dicevano di impiegare mezz'ora la mattina per scegliere cosa indossare. Per me, che mi alzavo alle 6.20 e avevo il bus alle 6.48, sarebbe stato impossibile, anche solo per una questione di tempi. In genere aprivo l'armadio, sceglievo un paio di jeans, e siccome insieme ci sta bene tutto, una maglia qualunque andava benissimo. Le mie abitudini in questo senso non sono ancora cambiate.

Uno degli ultimi complimenti di mia madre è stato: sembri una muratrice lesbica! Non sa che sull'ultima parola, si sbaglia solo a metà. ;-)

coccola5

2 commenti:

  1. Anche da me il trauma "vestito per occasione speciale" inizia un mese prima: infatti, mi laureo il nove luglio, e da domani inizio già a girovagare. Con un leggero ritardo sulla tabella di marcia che solitamente seguiamo. Mia madre, poverina, pesa 42 kg, e ha una 36: difficile trovare vestiti da signora con quella taglia. Io, viceversa, porto una 46-48: ovviamente, è un casino trovare vestiti giusti per me.
    Stessa cosa per le scarpe: lei porta un 35, e di 35 ne producono una rarità, io porto un 38 e coi tacchi non so camminare, vivendo di converse e ballerine...XD

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  2. io porto una 44 o 42, a seconda della marca, quindi paradossalmente alle volte non si trova proprio perchè come taglie vanno via velocemente. Le cose si complicano più che altro perchè ho gusti super-particolari, e non mi piace mai niente. Motivo per cui, tra l'altro, non si accumulano molti vestiti nel mio armadio! :D

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