domenica 20 settembre 2009

dettagli

Inizialmente questo blog era partito, tra l'altro, con l'intento di raccontare delle "scenette". Le scenette, per quelli che mi leggessero da poco, sono dei brevi spaccati di vita, che non necessariamente mi riguardano in prima persona. A volte sono cose che osservo o semplicemente sento, piccoli pezzetti di dialogo.

Fatta questa premessa, vi racconto. Ieri sera, verso l’una, sono uscita con due miei amici, B. ed E., che, per inciso, sono gay. Andiamo in un piccolo bar poco distante dalla mia cittadina, all’aperto, tanto per berci qualcosa e fare due chiacchiere. Parlando, E. racconta velocemente di alcune serate in cui si era vestito (da donna, ovviamente) e infilato i tacchi alti, di cerette.. Io rido tranquillamente con lui e tutti gli altri. Non considero strane queste cose e, in un certo senso, mi divertono. B. parla poco, ogni tanto fa qualche battuta ma di sé non svela nulla, o quasi.
Più tardi decidiamo di prendere la macchina e di andare dal “Merd”, un paninaro, di quelli a bordo strada, poco distante. In macchina si parla. E.: “ma secondo te di me lo ha capito?” B.: “non lo so, magari sì.” E., sbottando: “beh dai, cazzo, se non lo ha capito quando ho detto che mi vesto.. su, svegliati, caro!”. Io ascolto e basta. Preferisco non entrare in questa conversazione tanto delicata. B.: “secondo te, invece lo ha capito di me?” E.: “non credo...”.

 

Mi piacerebbe che la vita fosse più facile. Invece, un particolare, un nostro dettaglio ci dà dei problemi grossissimi. A dimostrazione che la gente guarda sempre le sfumature, invece che l’insieme delle cose, la loro suprema sostanza, come direbbe Aristotele. Come riflettevo in un post di Agosto sul campo-scuola, una persona non è il suo peccato, il suo passato.. una persona non si identifica come brutta, bella, grassa, down, gay.. si identifica come Io, nucleo fondamentale e irrinunciabile. Poi c’è il resto, ma ognuno è quello che vuole, o semplicemente quello che è, ma non per questo meno meraviglioso.

Progetti futuri. Comprare una kefiah bianca e nera. Mi piace molto, e la indosserei per solidarietà verso il popolo palestinese. Finire di studiare per la patente (ah, maledetta!). Cominciare l'università.

A bientòt!
coccola5
 

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