Fatta questa premessa, vi racconto. Ieri sera, verso l’una, sono uscita con due miei amici, B. ed E., che, per inciso, sono gay. Andiamo in un piccolo bar poco distante dalla mia cittadina, all’aperto, tanto per berci qualcosa e fare due chiacchiere. Parlando, E. racconta velocemente di alcune serate in cui si era vestito (da donna, ovviamente) e infilato i tacchi alti, di cerette.. Io rido tranquillamente con lui e tutti gli altri. Non considero strane queste cose e, in un certo senso, mi divertono. B. parla poco, ogni tanto fa qualche battuta ma di sé non svela nulla, o quasi.
Più tardi decidiamo di prendere la macchina e di andare dal “Merd”, un paninaro, di quelli a bordo strada, poco distante. In macchina si parla. E.: “ma secondo te di me lo ha capito?” B.: “non lo so, magari sì.” E., sbottando: “beh dai, cazzo, se non lo ha capito quando ho detto che mi vesto.. su, svegliati, caro!”. Io ascolto e basta. Preferisco non entrare in questa conversazione tanto delicata. B.: “secondo te, invece lo ha capito di me?” E.: “non credo...”.
Progetti futuri. Comprare una kefiah bianca e nera. Mi piace molto, e la indosserei per solidarietà verso il popolo palestinese. Finire di studiare per la patente (ah, maledetta!). Cominciare l'università.
A bientòt!
coccola5
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