martedì 22 settembre 2009

diventare sè stessi

Ci pensavo oggi, dato che le cose più belle a me vengono nei momenti più insignificanti. Tipo mentre stai lavando i piatti.


Saper essere e rimanere sè stessi è l'impresa più bella e straordinaria della nostra vita.

Tante volte, ve lo assicuro, sono tentata di cambiare radicalmente. Mi dico che dovrei adottare uno stile diverso nel vestirmi, più alla moda, più conforme, un taglio di capelli che renda giustizia alla mia povera testa (e ci vorrebbe davvero!), un carattere più estroverso e meno riservato. In quei momenti mi sento tutta sbagliata, come se Chi mi ha progettata non avesse considerato bene le conseguenze nel creare una tipetta come me. Una ragazza introversa, semplice e sempre senza trucco, tacchi alti e troppi fronzoli per la testa. Una brava e normale ragazza. Non do nell’occhio, e quando qualcuno mi nota, fa dei commenti o parla di me, vi confesso che è un po’ una tortura. In genere faccio in modo che la gente non parli di me, dev’essere un modo per difendermi.
Le scuole elementari e medie non sono state esattamente il periodo migliore della mia vita, i miei compagni mi prendevano in giro per via del cognome e per il fatto che a 9 anni ho iniziato ad andare a cavallo, e io mi ero molto isolata. Questa è una parte della mia storia che in genere tengo chiusa nel cuore con il lucchetto, e non racconto mai a nessuno. Neanche (o quasi) ai miei amici più cari. Mi rendo conto che questo significa non aprirsi, o, se volete, non essere del tutto sinceri, ma in genere, quando mi chiedono com’ero da piccola, cerco sempre di tagliare corto e cambiare argomento. La “trasformazione” di cui sono un pochino più orgogliosa è quella del Liceo: frequentare un Liceo Classico per cinque anni, e soprattutto con la classe che ho avuto, mi ha aiutata parecchio. I miei compagni, tra battute e commenti (e commentacci), non hanno mai risparmiato nessuno, e ho dovuto imparare a difendermi con le parole. È stata un’impresa, credetemi: il fatto di essere gentile per natura mi è sempre stato di ostacolo, anche nel rifiutare di aiutare qualcuno che mi aveva fatto dei torti. Eppure, dice Vasco, “adesso sono qui”.

Mi sono persa, me ne rendo conto. ^_^ Spero che abbiate comunque capito ciò che volevo dire. Il fatto è che nessuno deve sentirsi in dovere di cambiare perché giudicato dagli altri: questo è il più grande torto che possiamo fare a noi stessi, e, francamente, il modo più veloce per finire in analisi. La nostra prima e principale missione è quella di diventare noi stessi, ossia di sviluppare la nostra personalità cercando di smussare i difetti e di evidenziare e potenziare i nostri pregi. Mettere a frutto, scommettere sui nostri talenti, come diceva Gesù. Su ogni vita si può scommettere moltissimo, ne sono certa.

Un forte abbraccio,
coccola5

ps. perdonate il mio periodare un po' intricato e, tavolta, sconnesso. So che dovrei semplificare parecchio la mia scrittura, ma questo è il defluire dei miei pensieri. Prendetelo come uno stream of consciousness, o un interior monologue, se volete. Un po' una sperimentazione attualizzata del grande Joyce. Tanti cari saluti.

4 commenti:

  1. Mi è piaciuto molto quello che hai scritto; ho percepito un'anima sana e forte e sarebbe un vero peccato se tu cambiassi! Ho scritto anch'io di questo argomento la scorsa settimana....


    Mr.Loto

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  2. Ti ringrazio per le tue parole. Torna presto a trovarmi, farò anch'io un salto dalle tue parti!

    coccola5

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  3. mi piace come scrivi.

    leggerezza e profondità in un unico mare.

    per me hai un ottimo stile...libero^^

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  4. mille grazie, iperbario. Avrai presto mie nuove news.
    Baci,

    coccola5

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