Leggevo oggi diversi articoli sugli ultimi fattacci, e di cose da commentare ce ne sarebbero parecchie. Berlusconi e i suoi presunti rapporti con la mafia, cosa che mi spaventa moltissimo, la condanna di Amanda Knox e Raffaele Sollecito e mille altre cose.
Ho scelto l'argomento che più mi si addice, vale a dire la lettera di Pier Luigi Celli al figlio pubblicata su Repubblica, "Figlio mio, lascia questo Paese". La potete trovare qui, se intendete leggerla per intero.
Personalmente, non ho mai inteso rimanere a vivere e lavorare in Italia dopo la laurea: trasferirmi stabilmente all'estero è un mio sogno sin da quando ero piccola, ma mi sembra quasi una necessità adesso che vedo come girano le cose qui. Si fatica a trovare un lavoro, anche semplice, e dopo anni di studio sono pochi quelli a trovare un'occupazione adatta alla loro laurea. Il governo, poi, non è molto a favore dei giovani, benchè dichiari il contrario: dove sono le possibilità tanto vaneggiate? I giovani sono il futuro dell'Italia, ci hanno sempre detto. Ebbene, questi giovani non possono esserlo. Questi giovani non sembrano avere futuro in Italia. Io stessa, che pur frequento una facoltà che mi dà buone possibilità lavorative, sono incerta e tesa riguardo alla mia occupazione.
La lettera di Celli mi ha molto colpita per la schiettezza. In Italia il merito sembra non contare molto, anzi. Spesso a fare fortuna sono persone che non hanno studiato, poco esperte e competenti per il loro mestiere, più spesso ancora ci si basa sull'aspetto fisico. E non è una mia idea: chi aveva presentato nelle liste elettorali due ex veline, o escort, o quello che erano? E, francamente, dubito che avessero esperienze o conoscenze in fatto di politica. Anche l'esempio che viene dato, l'idea che passa attraverso tutto questo, non è delle migliori.
L'Italia non è un posto dove stare volentieri. L'Italia è un Paese che più che il suo popolo e la sua economia, tiene a salvare la faccia. Che poi riesca in quest'impresa, lascio giudicare a voi, ma queste sembrano essere le pretese. L'Italia non è un Paese che ringrazia, piuttosto punisce ingiustamente, flagella persone spesso inutilmente (vedi il recente caso Boffo, ecc.). L'Italia, e con essa intendo anche il suo popolo, mi ricordano la descrizione del popolo fatta da Tacito: pronto ad acclamare prima questo e poi quello imperatore, senza alcuna coerenza. L'Italia non protegge le libertà dei suoi cittadini, piuttosto le nega.
E' un Paese dove vorrei poter stare, l'Italia, un Paese che amo e che tuttavia mi dà poco. Se ne avrò l'occasione, lo lascerò, pur con grande dolore, ma resterà nel mio cuore. Vado per trovare il meglio, the best of the best.
coccola5
ps. cito solo una frase della lettera di Celli, mi lasciate? Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.
se il meglio sta altrove e si ha la possibilità, beh allora è giusto prenderlo.
RispondiEliminachissà, poi magari non vedrai l' ora di ritornare ;)
Ieri ho visto su mtv Il Testimone, e parlava proprio di questo. Eppoi scusa, se il paese non investe su di noi, perchè noi dovremmo investire nel paese?
RispondiEliminaps: buon natale e buon anno ^^
Ciao, mi fa piacere che abbia trovato il blog rilassante. In fondo, di rabbia ci tocca provarne già tanta (per quello che hai scritto qui sopra, ma anche più sotto). (The waste land di Eliot?? Letture allegre...). Passa casualmente da me quante volte vuoi :-)
RispondiEliminaBuone feste, ciao.