Mamma, scusa. Non volevo darti la colpa di niente, ho esagerato. Mi dispiace aver aspettato fino ad oggi per parlarti.
Io vado a letto. – mi dice lei. Raccoglie in fretta la tisaniera, il cartone della pizza, con un gesto di rabbia, e poi sale le scale senza più nemmeno guardarmi.
Mia madre non è l’unica a cui io debba delle scuse. Le debbo anche a voi, miei cari lettori, perché questo blog è sempre stato scritto con un’aura di sufficienza, come se io avessi un’estrema istanza di verità sulle cose.
Mia madre non dice che sono orgogliosa, dice che sono piena di me, che probabilmente è diverso. Mi sono infarcita come una torta di così tante cose: di cultura e di grammatica, di mancanza di pazienza, di paura, di voglia di guardare chi mi sta accanto, di voglia di condivisione. Ma c’è del vero anche nel fatto che sono troppo orgogliosa. Non avrei dovuto aspettare stasera per chiederle scusa.
So che è un luogo comune, che si dice sempre, ma non credo troppo nel ricominciare daccapo. Credo che contenga un voler cancellare tutto quello che è stato prima, un resettare tutto che bene non fa. E se invece rielaborassimo, partissimo da quegli errori per costruire delle cose nuove? Se invece di distruggere il muro che stavamo costruendo lo restaurassimo, lo rinforzassimo? I restauri sono sempre belli, hanno il potere di risanare le cose.
Risanare è la parola giusta, anche nel mio caso. Sapete che non ho davvero analizzato tutto quello che è successo dalla lite con mia madre in poi? Non ho analizzato nemmeno tutto, non sono stata troppo a scandagliare il nostro rapporto, che invece è la prima cosa che si dovrebbe fare per iniziare a restaurare. Abbiamo litigato giovedì pomeriggio, rientrate dalla spesa. Sabato e domenica lei e mio padre si sono concessi un finesettimana di vacanza per San Valentino. Mi ha chiesto di non uscire sabato sera, mentre io, in realtà, ne avevo tutte le intenzioni. Volevo vedere F., fare qualcosa con lei che poi ci vediamo così poco. E invece no, stroncato tutto sul nascere. Mi sono arrabbiata: loro in giro, mia sorella in giro e io costretta a casa. Non mi è piaciuto il modo in cui la discussione è iniziata, figuratevi quello in cui è finita. Ma la devi vedere proprio sempre, F.? Peccato che i muri non parlino, altrimenti potrei fare amicizia con loro, potrei uscire con loro invece che stare sempre con F. O con E., visto che ti piace tanto anche lui. Ad ogni modo, una volta rientrate le ho detto che stavo decidendo di uscire ugualmente, contro la sua volontà, per una serie di ragioni. A ventun’anni, sono grande abbastanza da sapere quello che faccio; in macchina, se pur qualche incidente l’ho fatto, sono abbastanza intelligente da evitare incidenti, nei limiti del possibile, quando loro non ci sono; e poi il cavallo è più pericoloso. Quando si è impennato, avrei potuto tranquillamente finire al Creatore, dritta spedita. Non è successo, ma poteva. Se fossi caduta, ipotesi non troppo remota, avrei potuto finire male, peggio che quando spacco il paraurti del malcapitato davanti a me in auto. Non molto bello nemmeno quello, ma meno peggio. Così, mi ha risposto che ero una stronza e chese l’avesse saputo.. non sarei venuta fuori quel giorno con JW, ti pare che potessi saperlo? Le nostre discussioni hanno spesso come punto all’ordine del giorno che io sono una stronza, il che è parzialmente vero. Anch’io rinfaccio le cose, specie quando sono molto arrabbiata, e lo ero. Mi ha lanciato delle cose, quelle della spesa, un pacco di biscotti, e io a un certo punto ho risposto. Si è concluso tutto con un forte vai via da parte sua, un’esclamazione che trasudava rabbia.
Bene o male sono quattro giorni che piango. Anche adesso che scrivo, anche prima che le chiedevo scusa, anche quando sono rientrati dalla vacanza. Non lo so bene perché piango, in realtà. Le pretese sull’uscita le considero ancora, anche se probabilmente ho esagerato.
Non mi sento bene a casa. È una sensazione orribile. Questa famiglia mi sembra come una gabbia, e io mi sento come il leone chiuso dentro. Esco per andare al circo, per assomigliare a loro e accondiscendere quando ce n’è bisogno, anche perché sembra l’unica soluzione per essere accettata un pochino. Mi sento odiata perché diversa, perché ho troppi difetti, perché faccio così fatica a cambiare, perché le persone che frequento non sono quelle giuste, quelle cui pensano loro.
Stasera ho visto la fiction con la Littizzetto, Fuori classe. Ho pensato che mi piace parecchio perché racconta molte imperfezioni in modo genuino e aderente al vero. Perché le persone che vengono prese in considerazione non sono tutte giuste o sbagliate, tutte buone o cattive. Alcune sono false e altre no. Ognuno a suo modo. Ognuno nel suo dolore, ma ognuno anche nella gioia di vivere, nell’essere sé stesso. Ognuno bellissimo, ecco.
Anch’io devo imparare a sentirmi bellissima, in tutti i sensi. Mi sento bellissima ed elegante a cavallo, su JW, ma non basta. Non si vive di soli cavalli, così come non si vive di sola letteratura, anche se mi piacerebbe.
Ecco perché vi rinnovo le mie scuse. Non sono stata sempre bellissima. Alle volte la mia presunzione è stata sparsa su questo luogo che invece potrebbe accogliere tanto, dare tanto, anche e proprio perché ci siete voi. È vero, un blog è un luogo proprio dove l’autore decide l’andazzo, ma con gli altri. La storia si costruisce con gli altri, insieme. E quindi risaniamo anche qui, risaliamo dall’abisso. Facciamolo perché è più bello e genuino, anche se spesso le cose si fanno per convenienza.
Forse anche le scuse che ho rivolto a mia madre sono state un po’ di convenienza. Un po’ ho esagerato nella lite, e un po’ credo in quello che ho detto. Ma così non si può andare avanti. In casa nessuno ha detto una parola tranne mia sorella. Io e mia madre non possiamo continuare nel silenzio, ciascuna come se l’altra non esistesse. Le ho parlato tante volte in questi giorni, lei risponde a monosillabi. Spero di avere gettato un seme con le mie scuse, che tutto volgerà per il meglio..
coccola5
Sai?
RispondiEliminaHo cominciato a leggere arricciando il naso. E non perché il tema sia di nuovo il rapporto con tua madre, no: perché, in qualche modo, sembrava l'incipit di un post strappalacrime, sentimentale, buonista ai massimi livelli.
Poi invece hai tirato fuori la rabbia: parecchia rabbia inascoltata, fremente, che era lì lì e cercava solo un'occasione per uscire. Parti parlando di riconciliazione (passami il termine) e finisci riaffermando te stessa.
Sì, può essere vero quella cosa che sei piena di te stessa. Anzi, è probabilmente così. Ma non solo il saccente o l'arrogante sono pieni di sé: anche una persona essenziale può essere piena di sé. Non intendendo con ciò una marea che vuol traboccare per allagare tutti gli altri quanto, piuttosto, un fiume placido e costante, ben conscio di sé. Ecco: un pieno di sé può essere semplicement un conscio di sé.
E nell'ultima parte del post questa è l'immagine che vien fuori, quella di una ragazzetta (passami pure il vezzeggiativo) che è consapevole di sé e che proprio per questo in alcuni casi, come i cavalli che adora, punta i piedi. Niente di male, in tutto ciò, anzi. Quindi, sta' tranquilla
Un abbraccio forte forte
PS:
Le nostre discussioni hanno spesso come punto all’ordine del giorno che io sono una stronza
Perdonami, ma 'sta frase è troppo bella Ahahahahah!
Grazie, il tuo commento è molto forte. Non avevo mai pensato a questo "piena di me" in questo senso. E' una visione nuova quella che mi fornisci, ma pare che ci possa stare. Coincide, sì.
RispondiEliminaChissà quanto tempo ci metteranno le cose a tornare apposto, non lo so. Forse non torneranno mai com'erano, si evolveranno.. e speriamo bene, ecco.
Forse sì, finisco riaffermando me stessa: in effetti quello che non so fare nelle liti è mettere me da parte, trovare un compromesso tra la mia affermazione e quella dell'altro. Un 50/50.
So che non va bene, ma.. sarà un punto arduo da cambiare.
Oggi c'è stata un po' di luce, comunque: ho visto D. dopo un bel pezzo, e poi.. un ottimo profumo di gelsomino. Stasera racconto.
Fidati, i sentimentalismi non fanno per me. Non mi illudo di potermici abbandonare. (Che sia colpa di tutto il Leopardi che ho letto?)
Un abbraccio anche a te,
coccola5
Carissima coccola,
RispondiEliminacome ti capisco. Ultimamente pure io sono in rotta di collisione con mia madre. Per motivi un po' diversi dai tuoi, ma che ugualmente mi rendono insopportabile la vita in casa. Il problema più grave è il suo isterirsmo. E non stare troppo tempo davanti al pc perchè poi non riesci a preparare l'esame, e studia, e hai studiato abbastanza? Mi pare che tu non faccia un bel nulla ultimamente. Come se, come dici giustamente tu, a vent'anni io non sappia regolarmi riguardo allo studio. Poi c'è il classico piagnisteo, che io davvero non sopporto più: "Mi sento una Cenerentola.". A volte le vorrei urlare: Cazzo, te lo sei voluto tu!
Ci sono troppi piatti da lavare? Comprati una lavastoviglie. No, perchè le lavastoviglie non lavano bene i piatti. Devi per forza tutti i giorni lavare e stirare? Io non la capisco, giuro. Siediti un attimo e per un giorno non far nulla, che non muore nessuno se non spazzi a terra, per una volta. E invece no. Deve per forza tutti i dannatissimi giorni venire ad urlarmi nelle orecchie. Non importa il fatto che io l'aiuti: non farò mai abbastanza e lei sarà sempre la cenerentola della situazione. Ok, forse sarò pigra di natura io, ma non mi pare che sia un grave reato prendersela comoda una volta ogni tanto. Anche adesso che ti sto scrivendo, la sento che corre di qua e di là per casa sbattendo sportelli e brontolando. Spero di non diventare così a 50 anni, e spero soprattutto che non sia una prerogativa delle mamme l'essere isteriche, altrimenti non farò mai figli in vita mia.
Scusami per lo sfogo
un bacio
Daygum
P.s.
A me non sei mai sembrata una "miss so tutto io", anzi: adoro leggerti e ti reputo una persona matura.
Hai lo stesso identico problema mio, giuro. Anche mia madre non sta mai ferma un attimo.. a parte dopo cena una mezz'ora, prima di crollare addormentata sul divano, è sempre dietro a stirare, lavare, riordinare.. in via di esaurimento! E poi mi parla di appartamenti, altro che della nostra gigante casa! Lasciamo perdere..
RispondiEliminaIo spero che a cinquant'anni sarò disordinata e spensierata, e la persona più felice al mondo di dedicare del buon tempo (o tempo di qualità, come dicono gli americani) per i miei figli. E soprattutto che sarò felice.
coccola5
ps. mi sei mancata qui sul blog!
Mi sei mancata pure tu! prometto che domani aggiorno il mio blog!
RispondiEliminaSono contenta di non esser l'unica ad avere a che fare con l'isteria materna. Pure a te sembra che le altre madri siano più calme?
Bacio!
@Daygum89
RispondiEliminaA volte le vorrei urlare: Cazzo, te lo sei voluto tu!
Questo è anche il problema con la mia, di madre: si lamenta che le cose non vadano come, secondo lei, dovrebbero andare in base a quello che fa. Va bene, le dico, hai provato a cambiare modus operandi? Se tu fino ad oggi non sei mai riuscita ad aprire a mano una scatola in alluminio di pelati, non pensi che sarebbe ora di comprare l'apriscatole? O di cambiare confezione?
Niente. Secondo lei a quello che fa si può reagire in un solo modo, quello previsto da lei: vale per noi figli, vale per il destino. Ed io sono lì che le mostro altri cinquemila scenarii possibili e lei resta attaccata.
Poi si lamenta. E se lei si lamenta io mi ci incazzo e finisce a male parole, perché poi siamo due capoccioni dalla testa in cemento armato.
E quando le dico che anche lei s'è voluto quello che le è capitato, lei mi risponde: "Non è così".
Meno male che io madre non ci diventerò mai
Mi sento decisamente meno sola. :) Il problema di casa mia è che sono sempre i miei ad avere ragione, noi ragazzi stiamo crescendo e difficilmente prendiamo la decisione giusta, sappiamo cos'è meglio per noi.
RispondiEliminaAnch'io ho quasi sempre l'impressione che i genitori degli altri siamo più calmi e affettuosi dei miei, specie il padre di F., la mia migliore amica. Alle volte la invidio parecchio, ma questo non glielo dico.
In realtà dico "quasi" sempre. Ho notato che i genitori di E., i genitori di S. (nostra comune amica) non sono questo granchè, non sono poi così invidiabili, per tanti motivi. Resta il fatto che non sono in molti a voler fare scambio con i miei. Venerdì sera E. mi ha detto: certo che i miei rompono, ma anche i tuoi si danno da fare, eh? Come contraddirlo?
coccola5
ps. LM: =PPP
@Logorroicamente
RispondiEliminaLa mia urla. E poi si mette a piangere. E mi fa sentire dannatamente in colpa: il torto, ce l'ho sempre io. -.-'
Hai ragione coccola: sentendo tutto ciò, mi sento davvero meno sola!
Mi dispiace per questo litigio (e scusa se leggo solo ora), spero che adesso le cose vadano meglio; comunque, i litigi fanno male, ma almeno ti permettono di tirare fuori quello che senti... e a volte servono anche per sanare le incomprensioni, spero sia questo il tuo caso. Meglio un litigio che il silenzio, comunque.
RispondiEliminaPer il discorso madri isteriche che puliscono in continuazione: la mia non fa così, ma ne conosco altre che lo fanno, e neppure io le capisco; meglio un ciuffo di polvere in più e la serenità, che la casa linda e splendente ma con l'esaurimento.