martedì 22 marzo 2011

Il fasto sbrecciato

Escono con grande difficoltà le parole, almeno in questi giorni. Mi sto sforzando di non appartenere all'apatia e ho qualche risultato solo scrivendo. Poco male, allora.
Il rituale, bene o male, è sempre il solito: bus fino a Verona, orzo macchiato, treno, lezione. Tutti i giorni incontro qualcuno con cui parlare: persone nuove, vecchi amici, non importa. E pensare che solo un anno fa mi infastidiva mortalmente se qualcuno mi rivolgeva la parola, assorta com'ero nei miei libri o pensieri.

Stamattina ero a casa: ho fatto un po' di mestieri in camera mia e in giro per la casa con mia madre, in ferie per due giorni. Abbiamo lavorato in sintonia, lei con la sua durezza vocale che l'accompagna quando manca mio padre, io richiusa nella musica della mia camera: Gianna Nannini, Ligabue, Nickelback, qualche singolo dance di tanto in tanto. Si ricomincia a parlare, noi due, con molta lentezza, ma ogni giorno c'è qualche sillaba in più. Io le parlo di JW (altrimenti detto il piccolino), di F., delle nostre sere casalinghe e dei film che ci va di vedere. Lei si sfoga un po': a volte si parla dei nonni, altre di noi ragazzi.
Le manca una vitalità forte quando manca mio padre, sia nei modi che nel viso. In questi giorni mi sembra pallida, la pelle opaca, gli occhi un poco più stanchi. Son più di sei mesi che vediamo nostro padre a singhiozzo, due settimane smangiucchiate ogni mese, se tutto va bene. E forse più avanti prenderà un lavoro all'estero, sempre distante dall'Italia. Non so davvero come mi sento.

La settimana scorsa, tanto per cambiare argomento, si è allagata nuovamente la mia cittadina. Nelle strade del paese si sentiva Vaffanculo di Masini. E proprio quel 17 marzo di festa noi buttavamo l'acqua fuori dai cortili, ripulivamo i vetri delle finestre in silenzio, che rabbia non ce n'è più. L'argine è tale e quale allo scorso novembre, nessuno ha appaltato i lavori per ricostruirlo, i sacchi di sabbia giacciono acora inerti lungo le vie e intralciano il traffico. E pensare che fino a pochi mesi fa ero convinta che in una cittadina come la mia non sarebbe mai successo niente. Il sindaco ammette candidamente che niente è stato fatto, da quattro mesi a questa parte. Solo sono state disfatte molte cose, come le cantine di molti di noi. C'è solo una gran voglia di lapidarlo senza troppe parole.

E il 17 marzo, quel giorno di festa annunciato, discusso, canzonato più nel bene che nel male, è stato quello che si era preannunciato. Niente di più, niente di meno. Un candido, semplice, ennesimo disastro. Vespa si è impegnato in una trasmissione di ricordo che di piacente non aveva nemmeno lo spot pubblicitario. I politici se ne sono andati beatamente al bar all'intonare di Fratelli d'Italia, e di quelli che non l'hanno fatto, pochi credono veramente a quest'inno. Inutile dire che non la sognavo così, l'Italia, inutile dire che vorrei tanto cambiarla. Ma da che parte incominciare? Alle volte pare tutto un fasto sbrecciato, e che cosa si deve solo ristrutturare e cosa va demolito e poi ricostruito daccapo? Forse qui sta l'inghippo, e in tante altre cose. Se in molti hanno definito questo nostro Paese come un teatro continuo e comprensivo di tutto, persone e cose, mi sembra adesso più vicina a un'esclamazione tragicomica. Per quanto dannatamente non lo vorrei.

coccola5

2 commenti:

  1. Era tanto che non scrivevi, vero: t'immaginavo di ritorno con cavalli e amici gay.
    Invece no.
    Inutile dirti che mi dispiace. Inutile, perché già lo sai; inutile, perché non serve a nulla. Però, mi dispiace.
    Per tutto il resto, verranno altri tempi.
    Nel mentre, torno ad abbracciarti. Di nuovo. E forte, come al solito.

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  2. Sì, sul momento anch'io avevo pensato di scrivere delle mie ultime uscite, ma avevo questa urgenza di raccontare della mia cittadina, de mio astio nei confronti di quanto sta succedendo abbastanza impunemente, così il post che mi sono ritrovata è molto diverso da quello che avevo immaginato. Ma come vedi in "Neanche se lo volessi", amici gay e cavalli sono l'80% abbondante della mia vita.
    E questa tastiera che salta i caratteri facendomi incavolare al momento è il restante 20%!! Arghh!!

    coccola5 - sotto mentite spoglie, ma sempre lei!

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