mercoledì 23 marzo 2011

Neanche se lo volessi

Non ho scritto per un po', e adesso, dopo l'ultima fatica letteraria (anche per la fatica di scrivere oggi, per tirare un po' fuori le cose) sembra che le parole escano così velocemente, ora.
Il pomeriggio di ieri è stato una vera schifezza. Fiumi e fiumi di pensieri che uscivano a chili dalla mia testa senza che potessi fare qualsiasi cosa. Nemmeno lo sforzo di ascoltare ore di musica è valso a molto.

L'unica cosa che ha aiutato è stata E., anche se non subito. Gli telefono alle 19, appena salita in treno per tornare. E' un po' fuori, me ne accorgo dal timbro della voce volutamente effeminato e canzonatorio: mi dice che è fuori per un'aperitivo con S. e qualche altra persona, che forse ci vedremo giovedì. La sua voce mi sfida implicitamente a prenderlo in giro, mi incoraggia a provarci, ma io manco il bersaglio. Altra nostra piccola consuetudine. Lo saluto, promettendo di richiamarlo giovedì pomeriggio. Riattacco e mi sento da schifo: tutte le mie parole erano così inesatte, così afasiche.. cazzo, è sempre la solita storia.

Poi il treno arriva a Verona, e io riesco a prendere l'autobus prima del solito. Sporadici miracoli di Trenitalia. Lo richiamo all'istante, non appena mi passa il fiatone, dicendogli che volendo possiamo vederci in serata. Lui ha sempre la sua vocetta, sta un po' fuori stasera, chissenefrega. Ti richiamo dopo, mi dice. Sì, mi raccomando però che se usciamo devo fare tutto in cinque mi.. Sì, lo so che ti devi organizzare, mi canzona lui di rimando. Alle 20.40, sul filo del ritardo, appena scesa dal bus, mi chiama. Okay, allora. Nove e un quarto sotto casa mia, andiamo al Crème. Ah, ma al limite ti raggiungo più tardi se fossi in ritardo. Ah, ma siamo solo io e te. Le cosiddette ultime parole famose.

 Mi presenta tre o quattro candidati che potrebbero essere, a suo dire, gli uomini della mia vita. Mi domando che cosa voglia dire quest'espressione, cosa ne sa lui in fin dei conti dei miei gusti (devo ancora confidargli che mi piacciono anche le donne), e soprattutto come gli è venuto in mente di organizzarmi un appuntamento al buio!
Comunque, di questi uomini uno che mi attira c'è: biondino, occhi azzurri, la pelle chiara un poco arrossata dal freddo, qualche lievissima riga accanto agli occhi che lo rende più attraente. Sul momento non so di che parlare, aspetto che sia lui, che ogni tanto mi guarda, ad accennare un discorso. Parliamo a fine serata, di amici in comune, di come io ed E. ci siamo conosciuti, del suo lavoro, di quello che studio. E., premuroso, entra a prendere un altro drink. Poco prima che io vada via, entro a salutare lui e S., spariti tatticamente. Hai fatto due parole, alla fine?, mi dice quasi rimproverandomi bonariamente. Sì sì, le ho fatte. Brava, brava, mi dice con un sorriso e la voce di nuovo effeminata. Lo sai che l'ho fatto per te, vero patatina? Di entrare, dico. Lo so, ci mancherebbe, E.  Bene, bene, allora dai, vai a casa e non studiare troppo, solo 16 o 17 ore.

In macchina, di ritorno a casa, ripenso alla serata. E. è sempre premuroso nei miei confronti, davvero. Mi vede stanca e mi prende una sedia, dicendomi "dai, siediti. Ma siediti, siediti, che sei stanca." Io cerco solo di distogliere l'attenzione con un semplice "Ma mi vedi così tanto sull'orlo dello svenimento?!", pronunciato ridendo. Due o tre volte mi domanda cosa c'è, perchè sono così tesa, perchè non faccio la stupida (in senso buono, ovviamente). Mi dà gentilmente della testa di cazzo quando oso replicare che non ho un fisico da minigonna, dicendomi che se lui mangiasse quanto me sarebbe ormai pelle e ossa. E. qua, E. là, E. in molti dei miei pensieri e in molta parte della mia vita. E. di cui non potrei proprio fare a meno, neanche se lo volessi.

coccola5
Aggiornamento del 24 marzo, ore 11.57. Avevo dimenticato di raccontarvi la parte migliore della serata. Quando sono tornata a casa, ho tolto le Tiger che avevo ai piedi ancora dalla mattina, e sono andata in bagno. Non perchè avessi una necessità fisiologica.. o meglio, l'avevo: volevo assolutamente osservare il mio viso, il mio sorriso, le pieghe della pelle delle mie palpebre. Ero un poco spettinata, l'aria stanca ma non distrutta, la pelle asciutta, ma non secca come al solito. E stavo bene, ero serena. Mi sono sentita bellissima, come non accadeva da secoli, come non era forse quasi mai accaduto. E allora sono salita, in cucina ho preso il telefonino e ho composto il numero di E. Pronto?, risponde lui facendo la vocetta. Ehi, sono coccola.  Oddio, ma perchè mi chiami a quest'ora? Ti sei schiantata contro un palo della luce? No, sia io che la macchina siamo ancora intatte e incolumi. Beh, ma sei ancora fuori, giusto? Comunque volevo ringraziarti per la bella serata. Sono stata davvero bene, E.  Okay, mi fa piacere sentirtelo dire. Anch'io sono stato bene. Allora ti chiamo domani, d'accordo? Vorrei raccontarti un paio di cose, dato che stasera non abbiamo parlato molto.  Okay, capo! A domani, allora, ma non chiamare la mattina che dormo! Naturalmente, E.! A domani, e buonanotte!

Non volevo dirgli che mi sentivo così bene e in pace con me stessa, non avrebbe avuto senso. E' una cosa mia per la quale non devo cercare consenso negli altri. Ma è giusto dir loro che sto bene, in questi momenti. E' un po' pararsi il culo, un po' raccontare una mezza verità, un preservarsi dall'assoluta sincerità che appartiene ai bambini, ma non voglio mettere E. a disagio. Magari non succederebbe, ma gli abissi si raccontano (quasi) sempre in parte, se capite cosa voglio dire.

5 commenti:

  1. Ma quanto siamo monotoni, nel parlare dei nostri amici preziosi? 

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  2. Ehi, piano con la monotonia!! XDXD Intanto grazie ad E. ho conosciuto un tipo carinissimo e fortunatamente anche libero! Non si sa come questa combinazione si è avverata, ma.. tanto meglio!
    Comunque è stata davvero una serata fantastica, saremmo dovuti uscire anche stasera, ma ho preferito tirarmi indietro.. uscire fra settimana non deve diventare un'abitudine finchè ho l'uni! Piccole regoline di buona autocondotta! XD [Che suorettina, eh?!]

    coccola5

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  3. Da me si fa il martedì e il giovedì universitario!!! Neanche in questi giorni è concesso uscire un po'? ^___*

    Brava brava :)

    :*

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  4. Ihih!! Belle queste serate infrasettimanali tra amici, rilassano molto! Comunque sì, raccontavo proprio di martedì sera, poi c'era stata la proposta di uscire giovedì cui ho rinunciato. Non si tratta di non poter uscire (o meglio, è uno dei motivi), più che altro di norma rientro alle 21.40, o, se riesco, alle 20.40.. decisamente distrutta per fare qualsiasi cosa!
    Tu come stai, Lucy? Perdonami se non passavo da un po'!

    coccola5

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  5. Bella serata! Ce ne vorrebbero tante così. Bella l'immagine di te che ti guardi allo specchio e ti senti bella... lo sei sicuramente :)

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