Quest’anno ho completamente dimenticato l’11 agosto, la festività di S. Chiara d’Assisi. Dall’estate del 2008 sono particolarmente legata a s. Chiara: quell’anno il campo-scuola si svolse ad Assisi, cittadina che ho amato tantissimo, e ricordo quanto mi legai ai luoghi della santa, alla sua vicenda biografica e alla sua vocazione così strana e – solo – apparentemente assurda. Assieme agli animatori visitammo tutte le chiese di Assisi, fra cui quella dedicata a lei, e lì scoppiai a piangere come una bambina. Ero entrata con due amiche e decidemmo di inginocchiarci a pregare. Non c’era tantissima gente all’interno della chiesa e l’inginocchiatoio davanti al crocifisso era libero. Lì trovai una preghiera che conservo tuttora a casa. La cosa davvero strana di quel momento fu che la preghiera si impresse nella mia mente in modo indelebile alla prima lettura: la ricordo perfettamente, e la recito abbastanza spesso quando ne sento il bisogno.
S. Chiara mi ha sempre un po’ “salvata”: non voglio dire che esaudisce tutte le mie preghiere, ma sento vivida la sua presenza nella mia vita. È a lei che torno spesso col pensiero quando sento il bisogno di semplicità, di stabilità o di una certezza. Lei c’è, in altre parole.
Queste poche righe sono una pubblica ammenda per essermi dimenticata del suo giorno, nonostante lei mi abbia aiutata in così tante circostanze. Il mio pensiero dunque va a lei questa sera.
Non ho mai raccontato l’episodio di Assisi apertamente. Lo conoscono poche persone: oltre alle due compagne che erano con me quel giorno, soltanto mia mamma e la mia nonna paterna. Di queste, solo mia nonna ha compreso appieno l’importanza per me di quella vicenda e, francamente, in pochi sanno qualcosa della mia vita spirituale, per non dire nessuno.
Che cosa voglio dire? Voglio dire che spero mi perdonerete anche voi se non vi racconto dei 30.000 ospiti di sabato a Gardaland, se non vi racconto dei leggeri e passeggeri alterchi fra colleghe o della mia giornata di oggi. Abbiate pazienza, ogni tanto le necessità mi sovrastano e questa è una di quelle.
coccola5
Tu mi fai uno strano effetto: quando ti leggo, mi sembra che in fondo i cattolici siano esseri umani proprio come me. Ma per fortuna poi mi riprendo dallo stordimento
RispondiElimina(Bischerate a parte: i tuoi post intimi ed intimistici sono fantastici, chiari e bellissimi come un raggio di sole che penetra dalla vetrata in una chiesa in ombra.)