venerdì 9 settembre 2011

Tre righe di tempo

Ho qualche riga di tempo. Ho qualche riga da scrivere – e di libri, grazie al cielo.

L’unica libreria di Verona che rimane aperta in orari serali è in pieno centro, vicino la chiesa di S. Anastasia. Non è particolarmente vasta, ma compro lì la maggioranza dei libri e dei vocabolari che mi servono, e poi l’atmosfera è piacevole.

Una sezione di dimensioni accettabili è dedicata ai classici greci e latini, e ogni tanto si trova qualche nuova edizione, una traduzione rivista dell’Iliade o di Sallustio, uno sconticino su quei libri che a nessuno – tranne a me e pochi altri, suppongo – viene in mente di leggere. È così che stasera, destreggiandomi fra novità editoriali, libri in lingua e classici BUR in sconto, noto un’edizione in due volumi di lirica greca, edita da Bompiani. La carta è ottima, vi sono note e testo a fronte in greco, mi accingo a guardare il prezzo sperando che sia abbordabile. E... 18 euro! Lirici greci sarà mio la prossima settimana, non appena avrò ricevuto lo stipendio di questo mese.

Per il momento mi “accontento” di Umberto Eco: ho finalmente acquistato un libro che mi ha sempre incuriosita, Dire quasi la stessa cosa. Per una maniaca della lingua e della grammatica come me, è un vero calmante dell’anima (dopo Gianna Nannini, è ovvio). Non vedo l’ora di iniziare a leggerlo e di raccontarvi qualche cosina.

Si si, e poi? Passa ad altri lidi narrativi, la grammatica nuoce alla salute psichica..*
Davide? Il lavoro? F.? E. è morto? Orbene, risponderò a puntate. Oggi, in tre righe, vi dirò di Davide.

L’ho rivisto oggi a fine turno. Come sapete, è ora in un altro bar della G.A. Faceva il figherrimo (dai, me lo concedete invece che “superfigo”?!)  con i suoi amici, e mi ha chiesto di aspettarlo per fare due chiacchiere. Dopo dieci minuti mi accompagna alla macchina e intanto parliamo. Davide è uno dei pochi colleghi con i quali eludo perfettamente l’argomento lavoro. Inevitabilmente ci ritroviamo sempre a parlare d’altro: masturbazione (!), gusti musicali, famiglie ammattite.. c’è una buona sintonia fra noi, e a me – come negarlo? – fa davvero bene una compagnia così positiva.

Nel prossimo episodio vi racconterò del lavoro: ce n’è da scrivere, ma devo calibrare una giusta dose di ironia per voi.
coccola5 

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