giovedì 19 marzo 2009

News of mine

Da più di qualche giorno manco all'appello blog, e non senza una valida ragione. I miei impegni sono stati diversi durante la settimana, tra cui, il più particolare e da datarsi a mercoledì, una conferenza sulla poesia tenuta da Franco Loi. A dire la verità, se il professore di Filosofia non ce ne avesse parlato, non saprei chi è questo Franco Loi. Poi ci ha raccontato qualcosa di lui, e la mia curiosità mi ha spinto fino a scuola a sentire cosa aveva da dirci.


Per parlarvene un attimo, è da dire innanzitutto che rimanere in città dalle 16 alle 20 da soli è pressochè terribile, per non dire assurdo. I miei compagni rientravano a casuccia (beati loro che abitano in città!), così io sono rimasta in biblioteca a leggere e studiare un poco fin quasi alle 19, orario di chiusura, poi mi sono fermata dalle paoline, in libreria e ho infine mangiato qualcosa al Mac. Mangiare fuori è un tormento.. gira un sacco di gente, passatemi il termine, losca, sicchè sono arrivata a scuola ben mezz'ora prima del previsto. Ma, tornando a noi, il poeta ci ha dato una visione splendida della poesia, vista come concetto da estendersi anche a chi non scrive, ma vive con amore. I bambini sono poeti, ad esempio. Vivono la verità quasi assoluta, non hanno peli sulla lingua, e soprattutto vivono la pienezza dei loro sentimenti senza rimorsi, rimpianti o mezzi termini.


Franco Loi ha citato Dante, i Vangeli, ma il suo parlare è semplice, comprensibile e pulito da ogni arcaicismo od espressione “difficile” (la conferenza era aperta a tutti, non solo a noi studenti del Classico). E' una grande cosa. Ricordo ancora la conferenza di Umberto Galimberti, un filosofo, cui ho partecipato qualche settimana fa. E' stata bella, certo, ma si esprimeva solo per citazioni dotte non del tutto spiegate, termini in greco, e tutto questo era aperto alla cittadinanza.


Stasera ci si trovava con i giovani per una pastasciutta. Sono incontri che apprezzo moltissimo, anche se, avendo spesso da studiare, preferisco uscire e partecipare ad un dibattito, magari andare a letto presto. Abbiamo parlato di tutto: X-Factor (che io non seguo, né intendo farlo in seguito), maturità, ricordi dei vecchi campi, proposte per il futuro. Abbiamo riso tanto.


Mi porterei il mondo appresso, ovunque. Ai giovani porterei i miei compagni di classe, con i quali vado molto d'accordo, nonostante qualche piccolo dissapore di recente con un'amica. Nella mia classe introdurrei i miei amici del Biennio della Fede.


Sto così bene. So che fra tre mesi ci saranno gli esami di maturità, ma passeranno, passeranno e non mi condizioneranno la vita, ne sono certa. Anche per il lavoro, spero di valere più di un misero 80 o 90, misero perchè non parla di me, dà solo un giudizio sul mio stress finale. Sto bene anche se siamo a marzo inoltrato e non riesco a decidere un benedetto corso di laurea o facoltà (scegliere questa sarebbe già qualcosa!). Sto bene, ho qualcuno di importantissimo, un grandissimo amico al mio fianco.


coccola5

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