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mercoledì 26 gennaio 2011

Nervi

Abbiamo due esami questo semestre, e odio sentire lamentele a caso. Purtroppo, sono stati messi molto vicini, uno il 23 e uno il 24 febbraio. Ma sono esami da cinquanta pagine ciascuno.
-Andiamo dal preside a ribellarci!- fa una mia compagna.
-Sai cosa ti risponde il preside? Che avevamo tempo sin da novembre!- faccio io, un poco indispettita.
-Ma io la mattina lavoro!
-E io lavoro il pomeriggio, e la sera torno a casa alle 21.30, molto più tardi di te.. eppure sto ripassando!

Conosco persone che a gennaio danno tre esami da trecento pagine o più ciascuno, e magari sono uno il lunedì, uno il martedì e uno il venerdì.

Imparare ad accettare la mia scontrosità.

coccola5

domenica 24 ottobre 2010

A perfect day

Eccoli, sono venti. Lo sono stati “ieri”, il 23 ottobre. Il 23 ottobre 1957 la popolazione ungherese di Budapest si ribellava al comunismo. E il 23 ottobre di quest’anno è stato speciale a modo suo. Ogni cosa è andata al meglio.

Questa settimana la canzone giusta sarebbe stata Come mai degli 883, mentre adesso… non lo so. Ho aspettato, pianto, la mia gastroenterite mi ha completamente impedito di mangiare da lunedì a stasera compresa, nessun pasto escluso. Poi mi ha chiamato E. Vieni in Abbazia così parliamo mi scrive in un sms. Mi si accartoccia lo stomaco. Tutti i miei sforzi per tenerlo lontano dalla mente vanno in frantumi. Lo richiamo all’istante, so che se lo aspettava. Non si ricorda del mio compleanno, ma chissenefrega. Non ha mai risposto alle mie chiamate, credevo che fosse talmente arrabbiato da non volermi più nemmeno rivolgere la parola, ero sul punto di andare a casa sua per scusarmi. Quanto sono stata male. Per poco non ho rovinato l’esame di Linguistica. Però mi dice che non ha risposto perché era a lavoro, mi augura una buona serata e un buon compleanno.

Se quello che ci fa stare male ci fa anche stare bene, non ne faremo mai a meno. Sono stata un po’ un tappetino, ma lo conosco. Voglio giustificarlo in nome di qualcosa d’altro, di più importante. Io sono fatta così, ma vale la pena se poi le persone ti richiamano, non buttano un’amicizia dal balcone. Per me questo vale più delle chiamate mancate, degli sms lasciati cadere, dei messaggi su Fb a cui non ha risposto, per mille motivi suoi. Vale di più. Mia madre non sarebbe stata disposta a cedere, ma io sì. Sarà che ho un assoluto e disperato bisogno di lui, sarà che così stronzo non è, forse è solo fatto a modo suo.

Sono felice.

La giornata è stata normalissima, come la volevo io. Sono uscita a cavallo, volevo dimenticarmi di questa settimana orrenda. Non volevo che la gente mi facesse troppo gli auguri, non volevo sentirmi egoista. Il giorno del tuo compleanno è un giorno bastardo: ti aspetti che tutti ti facciano gli auguri, che ti regalino qualcosa, che sia tutto speciale. Perché mai dovrebbe esserlo? È solo un giorno in più, è stupido e assurdo pretendere che gli altri siano diversi per una giornata, per una questione di facciata, perché noi lo vogliamo.

Io volevo solo galoppare, oggi. Galoppare fino a restare senza fiato, con la forza immensa di JW che mi trascina ai cento all’ora su e giù per le colline. Non ho più paura. Ho fiducia in lui. Vorrei essere in sella anche ora, a galoppare ancora. Sento una nostalgia pazzesca di JW quando non lo vedo. C’è qualcosa di fortissimo che mi lega a quel cavallo per cui ho una vera e propria adorazione.

Stasera cinema. Benvenuti al sud. Chissenefrega se culturalmente vale poco, ha una morale ripetuta e opinabile. Io volevo solo ridere. Ci sono andata con F. e con i miei e alcuni amici che escono a cavallo con noi.
Sei contenta del tuo compleanno? Mi ha chiesto mia madre. Sì, ho avuto tutto quello che volevo. Ogni cosa, il cavallo, E., F. Non desideravo altro. Volevo sentirmi normale come gli altri giorni ed è andata così, tranne qualche secondo.

Sono felice. Sono felice. Sono felice.

coccola5

mercoledì 6 ottobre 2010

Una muta battaglia


Cosa volete che vi dica? Non ho aggiornato ieri sera, a notizia fresca, perchè non sapevo bene cosa scrivere. I miei l'hanno presa ovviamente in modo tragico, per quanto mi riguarda. Non ne vogliono parlare, mio padre mi ha soltanto chiesto perchè l'ho fatto. "Perchè voi non volevate che io lo vedessi, ma io tengo a lui." Tutto qui, non ci sono stati discorsi, prediche, tante altre domande. Era la pura verità, non credo ci fosse bisogno di aggiungere molto altro. Poi mi ha chiesto di Tranquipsycho, se trovo i nostri incontri una cosa positiva. Ero spiazzata e quasi irritata. Quando succede qualche casino del genere, io avverto il bisogno di parlarne, anche di sentirmi dire che ho sbagliato. E di cercare di spiegare le mie ragioni. Che cazzo centra Tranquipsycho?? Continuavo a domandarmelo mentre mi si spezzava la voce parlando. Da qualche anno mio padre è cambiato: ha perso la voglia di "predicarci dietro", è come se credesse che tanto non funziona, l'unica a farlo è mia madre. Che per ora è molto fredda con me, cosa del tutto normale. Ha una voce che trasuda rabbia, amarezza... Per il momento non ne abbiamo parlato, ma so che succederà. Quando una cosa la delude parecchio, ne parla a distanza di qualche giorno, dicendomi che "ci è rimasta male, che l'abbiamo ferita." 
 


Non so i vostri genitori, ma i miei non si sono mai scusati con noi ragazzi. Questo mi dà sempre l'impressione che credano di fare tutto giusto. Non esternano mai i loro pensieri riguardo quello che fanno e ci dicono, del tipo "forse non ho fatto la cosa giusta", o cose del tipo. Sembra che abbiano capito tutto della vita, ci parlano dicendo "che adesso che hanno quarant'anni hanno molta più esperienza di noi", come a dire che per quel motivo la loro parola vale comunque più della nostra.



Ogni volta che parlo dei miei genitori, salvo qualche rara eccezione, si sente perfettamente quanto il nostro rapporto sia complicato e conflittuale. Ogni tanto penso di vivere un'adolescenza ritardata. Ho fatto cinque anni di liceo andando a scuola dalle 8 alle 16 tutti i giorni, e rientravo alle 18. Avevo un sacco da studiare, penso di non aver mai saltato un giorno. Parlavamo molto poco, soprattutto a cena, per via del fatto che in casa non c'ero mai. Questo ha fermato il rapporto e la mia crescita con loro a 14 anni. Non che io mi comporti come una ragazzina, ma tante esperienze che altri hanno fatto prima io le sto facendo adesso. La lunga bugia su E. ne è un esempio perfetto.



Quanto ad E., dicevo a pequenaeva nel commento che gli ho raccontato ogni cosa. E. non era al corrente del fatto che i miei non sapevano di tutta questa fila di balle, e l'ha saputo lunedì sera, in un modo un po' drastico, direi. Mi ha detto che non ha niente da dirmi al momento attuale, di chiamarlo quando le cose con i miei saranno a posto, e che allora ne parleremo. La sua probabilmente è stata una reazione normale: spero che non mi creda un'ipocrita o una persona falsa. Spero capisca soltanto il motivo per cui l'ho fatto, che tra l'altro ho detto anche a lui (tengo troppo al nostro rapporto). Ho paura che la nostra amicizia si chiuda così, bruscamente e di colpo, di perdere una persona cui tengo tantissimo. Mi ha detto che non è arrabbiato, suppongo voglia prendere le distanze da una situazione familiare in cui non sarebbe il massimo se lui entrasse e si schierasse.
Solo ho paura che niente vada a posto con i miei, che questo stupido divieto permanga.

Ieri ho avuto un esame di traduzione. In treno ho letto, non ho ripassato assolutamente nulla. Ho evitato la musica perchè mi faceva concentrare su quello che è successo a casa e con E. Ho cercato di ascoltare i dialoghi dei miei vicini di posto. Parlavano del liceo, dei professori, di quelli seri, di quelli ridicoli e di quelli divertenti. Mi ha aiutato a distrarmi. In auto il silenzio. Ho pensato a osservare la strada, a non pensare troppo.



Mi manchi tantissimo, E. Manchi al cuore come un battito, per chi si ricorda la mia poesia. E' un post di qualche tempo fa. Perchè quello che scrivo, alla fine, è sempre una premonizione di quello che succederà in futuro.



Stay strong. E' per me, forse serve.



Grazie a tutti per il vostro sostegno, siete preziosissimi.



coccola5
ps. quanto mi spiace intitolare così il post.

sabato 12 giugno 2010

War at home

Vi ho tormentato per qualche giorno con la mia ansia pre-esame, e alla fine non vi ho raccontato com'è andata a finire.

28!!!! Sono stra-felice!!

Sono molto contenta per il voto, non me l'aspettavo proprio. Quando l'insegnante mi ha chiesto se accettavo, ho risposto di sì con un grandissimo sorriso.

Intanto martedì e giovedì ho altri due esami. Gli ultimi due saranno il 22 e 28 giugno. Ad essere sincera sono un po' esausta. Sette esami sono veramente tantissimi, neanche alla maturità...

Le uniche cose che veramente mi ha buttato giù di morale sono state le critiche dei miei genitori per il 28 di giovedì. Davvero non me l'aspettavo. Mia mamma ha avuto il coraggio di dirmi che mi sono accontentata, quando potrei benissimo arrivare al 30. E' vero che potrei arrivare al 30, ma l'esame era difficile e io ce l'ho messa tutta. Tanti miei compagni di corso hanno raggiunto risultati più bassi, quindi perchè non dovrei essere felice del mio?

I miei genitori hanno la rara capacità di farmi sentire completamente un disastro, in ogni circostanza. Fra di noi non c'è esattamente quello che si definirebbe un buon rapporto. Credo che mia madre non accetti il fatto che io e lei siamo diverse, e abbiamo opinioni spesso divergenti. Quindi si rifiuta sistematicamente di parlare con me e di scherzare, cosa che fa invece piuttosto spesso con mia sorella e mio fratello. Non che a loro ogni cosa sia concessa, questo no, però si avverte una bella differenza nel trattamento.
Alle volte penso di essere la sua "valvola di sfogo": è a me che rivolge il 90% delle critiche, e per qualsiasi cosa. Perchè mi sono vestita in un certo modo piuttosto che in un altro, perchè in quelle due ore ho letto e non studiato, e mille altre cose simili. Sta davvero esagerando.
La conclusione più semplice cui sono arrivata è che le sto antipatica, e questo è quanto. L'unica soluzione è non rispondere con una sola sillaba alle sue stupide critiche: lo fa per provocarmi, e darle risposta non avrebbe proprio senso.

Vi ricordate la strategia di Lisbeth Salander davanti agli psichiatri? La mia sarà la stessa.

coccola5

mercoledì 9 giugno 2010

Pubblicità occulta a sprazzi

Sono sempre più distrutta! Lunedì ho avuto l'altro esame scritto, Mediazione Scritta di Tedesco. Altre tre ore di esame. E dopo domani ne avrò un altro. Mediazione Orale di Inglese. So che l'argomento sarà il turismo, ma ci sarà comunque da divertirsi.
Oggi mi sono letta qualche articolo pubblicato su Internet, qualcosina sul Melanoma e i tumori della pelle. Mi sono fatta una testa così fra freckles (efelidi, nei) che a un certo punto diventano sempre più puffed (gonfi), persone che si sono pentite di aver frequentato troppo a lungo i tanning salons (solarium) senza protezioni.. Insomma, sono molto preparata sull'argomento!

Passando ad argomenti più leggeri, e che soprattutto influenzano meno i miei mal di testa, stasera hanno passato su Sky Nanny McPhee - Tata Mathilda. Sapevo che come film non era particolarmente impegnato, ma ho deciso di guardarlo ugualmente, e questo per due motivi: il fatto che adoro Colin Firth, che nel film è il padre dei sette bimbi pestiferi, e secondo una ragione un po' più profonda. Qualche giorno fa, quando era uscita la notizia dell'uscita del sequel del film sulla tata, era passato un servizio al tg che parlava del primo film. Ben sapendo che la tata non era piacevolissima alla vista, mi incuriosiva comunque parecchio come figura.
Allora, direte voi, il tuo giudizio? La smetti di intrallazzarci con queste tue riflessioni simil-profonde? Avete perfettamente ragione. Il film mi è molto piaciuto. Mi è piaciuta parecchio la figura della tata, ma anche quella di Evangeline, la sguattera che alla fine.. alt! Vi sto per raccontare tutto il film! La tata è severa, ferma nei suoi propositi e metodi, ma ha fiducia nei bambini, che dopo poco tempo, convinti più dalle sue magie che dalla sua figura, la ascoltano. E, poco a poco, le si affezionano. In ogni caso, lei li ritiene intelligenti, e glielo dice esplicitamente.
Quest'ultimo è un aspetto che mi è molto piaciuto.

Ultima piccola pubblicità occulta. Come probabilmente vi avevogià detto, ho fatto incetta di libri per l'estate (in realtà c'è un progetto di cui, per sola scaramanzia, non vi ho ancora parlato, ma vi racconterò ogni cosa al più presto). Tra i titioli acquistati, per cui proprio non ho saputo resistere, La ragazza che giocava con il fuoco, il proseguo di Uomini che odiano le donne, il mio amore letterario di cui vi avevo parlato. Lo adoro quanto il primo! Ne ho già lette 300 pagine su più di 700! Se continua così, temo che sarò molto presto in libreria!
Vi racconto tutto nei dettagli fra qualche giorno, è tardino e, soprattutto, il post è già sufficientemente lungo.

Vi pubblico la poesiola del giorno, è davvero molto bella. Il sito è questo: www.poesia.it


A noi
si addice
la
paura
della
tenerezza.
                                    Herta Müller

 



coccola5

mercoledì 30 settembre 2009

Patti chiari... amicizia lunga - Regole

Come sempre si dice, patti chiari... amicizia lunga. Mi dispiace molto dover iniziare il post con questa premessa, ma ubi maior, minor cessat. Il passaporto di questo blog è il rispetto, condizione imprescindibile per chiunque si accinga a commentare. Nella colonna scroll a lato vi è una sezione molto chiara in merito, le mie Rulez, le mie regole.
Rispetto per la mia vita e per le mie scelte, per i miei amici, che sono in questa sede intoccabili e iper-protetti, e per tutto quello che riguarda le cose che vengono qui narrate. Il fatto che io scelga di tenere un blog non significa che la mia vita possa essere giudicata da chiunque.

Scrivo questo a seguito di un commento un tantino spiacevole, ma tant'è. La faccenda è stata chiarita e il commento è rimasto, ma dalla prossima volta i commenti saranno cancellati senza esitazione. Non è questione di chiusura mentale, solo di "privacy". Se non vi piaccio, sul Web ci sono milioni di altri blog, anche più interessanti del mio.

Cambiando argomento, ho fatto un po' quiz per la patente. su 15, ne ho passati 12. Mica male! Domani fisso l'esame di teoria, anche perchè il foglio rosa mi scade a gennaio e devo sbrigarmi!
Prosegue la lettura de Il petalo cremisi e il bianco, e, a proposito, per correttezza devo informarvi che il nome dell'autore non è Michael Faber, bensì Michel. Devo aver sbagliato a digitare. Se mi date qualche giorno vi racconterò meglio l'argomento e la strategia narrativa, è molto interessante.

Stasera ho dedicato parte del mio tempo alla poesia. Ho interrogato mia sorella sulle figure retoriche, così ho ripassato anch'io! Di alcune avevo solo un vago ricordo, ho scoperto! Mi dispiace molto non fare più Latino e Greco, erano le mie materie preferite e mi mancano molto, prof compreso. Il suo modo di spiegare, di interessarsi alla critica rendevano le lezioni molto interessanti. Io poi sono molto curiosa, e, dove mi interessava particolarmente mi sono fatta dire proprio tutto! 
Devo vedere, tra le altre cose, di studiare un po' di Storia del Novecento italiano, a partire dal secondo dopoguerra. Il mio prof era molto lento e ci siamo fermati alla seconda guerra mondiale. Andrò a rispolverare il mio vecchio libro di storia!

Vi lascio, Morfeo mi chiama a gran voce!
coccola5

giovedì 19 marzo 2009

News of mine

Da più di qualche giorno manco all'appello blog, e non senza una valida ragione. I miei impegni sono stati diversi durante la settimana, tra cui, il più particolare e da datarsi a mercoledì, una conferenza sulla poesia tenuta da Franco Loi. A dire la verità, se il professore di Filosofia non ce ne avesse parlato, non saprei chi è questo Franco Loi. Poi ci ha raccontato qualcosa di lui, e la mia curiosità mi ha spinto fino a scuola a sentire cosa aveva da dirci.


Per parlarvene un attimo, è da dire innanzitutto che rimanere in città dalle 16 alle 20 da soli è pressochè terribile, per non dire assurdo. I miei compagni rientravano a casuccia (beati loro che abitano in città!), così io sono rimasta in biblioteca a leggere e studiare un poco fin quasi alle 19, orario di chiusura, poi mi sono fermata dalle paoline, in libreria e ho infine mangiato qualcosa al Mac. Mangiare fuori è un tormento.. gira un sacco di gente, passatemi il termine, losca, sicchè sono arrivata a scuola ben mezz'ora prima del previsto. Ma, tornando a noi, il poeta ci ha dato una visione splendida della poesia, vista come concetto da estendersi anche a chi non scrive, ma vive con amore. I bambini sono poeti, ad esempio. Vivono la verità quasi assoluta, non hanno peli sulla lingua, e soprattutto vivono la pienezza dei loro sentimenti senza rimorsi, rimpianti o mezzi termini.


Franco Loi ha citato Dante, i Vangeli, ma il suo parlare è semplice, comprensibile e pulito da ogni arcaicismo od espressione “difficile” (la conferenza era aperta a tutti, non solo a noi studenti del Classico). E' una grande cosa. Ricordo ancora la conferenza di Umberto Galimberti, un filosofo, cui ho partecipato qualche settimana fa. E' stata bella, certo, ma si esprimeva solo per citazioni dotte non del tutto spiegate, termini in greco, e tutto questo era aperto alla cittadinanza.


Stasera ci si trovava con i giovani per una pastasciutta. Sono incontri che apprezzo moltissimo, anche se, avendo spesso da studiare, preferisco uscire e partecipare ad un dibattito, magari andare a letto presto. Abbiamo parlato di tutto: X-Factor (che io non seguo, né intendo farlo in seguito), maturità, ricordi dei vecchi campi, proposte per il futuro. Abbiamo riso tanto.


Mi porterei il mondo appresso, ovunque. Ai giovani porterei i miei compagni di classe, con i quali vado molto d'accordo, nonostante qualche piccolo dissapore di recente con un'amica. Nella mia classe introdurrei i miei amici del Biennio della Fede.


Sto così bene. So che fra tre mesi ci saranno gli esami di maturità, ma passeranno, passeranno e non mi condizioneranno la vita, ne sono certa. Anche per il lavoro, spero di valere più di un misero 80 o 90, misero perchè non parla di me, dà solo un giudizio sul mio stress finale. Sto bene anche se siamo a marzo inoltrato e non riesco a decidere un benedetto corso di laurea o facoltà (scegliere questa sarebbe già qualcosa!). Sto bene, ho qualcuno di importantissimo, un grandissimo amico al mio fianco.


coccola5

sabato 14 marzo 2009

Confronto storico


In questi giorni ho pensato a due cose in particolare: il fascismo e un film che abbiamo visto a scuola, Sophie Scholl - Die letzten Tage (trad: Sophie Scholl - Gli ultimi giorni, anche se nella versione italiana il titolo è "Sophie Scholl - La rosa bianca", calza più quello originale tedesco, ndr). Ho realizzato che saranno questi gli argomenti della mia tesina d'esame, contestualizzati in storia moderna e antica, per il collegamento che voglio aggiungere in Greco con l'Antigone di Sofocle.



Del fascismo mi ha molto colpito un discorso tenuto da Mussolini il 3 gennaio 1925, con il quale si assume la responsabilità di quanto accaduto sino ad allora, compreso il delitto Matteotti. Un branetto che mi ha colpito dice:



"Ebbene, dichiaro qui, al cospetto di questa Assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto. [...] Se il fascismo è stato un'associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere! Se tutte le violenze sono state il risultato di un determinato clima storico, politico e morale, ebbene a me la responsabilità di questo, perché questo clima storico, politico e morale io l'ho creato con una propaganda che va dall'intervento ad oggi."



Mi sembra tanto incredibile che nessuno abbia reagito ad una simile cosa. Un capo di governo si dichiara il capo di un'associazione a delinquere, e l'Italia non muove un dito per fermare o interdire un simile criminale! Nemmeno il Re, figuriamoci il Paese. Ho come la sensazione che oggi, pur in circostanze diverse, le cose non siano molto cambiate. Il nostro Paese giace in uno stato di silenzio, di muto consenso, in un fiume di banalità e pigrizia, come impedito da qualcosa che non lo può smuovere. E' troppo comodo non dire nulla. Non ritengo Berlusconi un criminale, assolutamente, ma non tollero l'atteggiamento di scarsa considerazione che ha tenuto nei confronti del Parlamento (l'uso ripetuto dei decreti legge lo conferma) e di Eluana - posto comunque che far morire una persona di fame e sete è da veri incivili -, dopo la sua morte, di assoluto menefreghismo.



E il film, Sophie Scholl, tratta di questo. Sophie non accetta il silenzio tedesco davanti ai massacri hitleriani. Con un gruppo di studenti universitari, scrive una serie di sei volantini contro il regime, che vengono mandati in tutta la Germania. Quando per un incidente all'università di Monaco lei e il fratello, anch'egli coinvolto, vengono arrestati, ripetutamente interrogati, processati nel giro di venti minuti ciascuno e condannati a morte, alla ghigliottina, Sophie non mente a lungo, racconta la verità. Sophie e il suo gruppo, interamente mandato al patibolo, si battono per la libertà e per una Germania più giusta. Sophie, come Antigone, difende il predominio della coscienza, una legge valida sempre, difende la vita, la decenza. Lascio il link a un video di YouTube che riporta questo brano.



http://www.youtube.com/watch?v=e1Cl_gqtQSs&feature=PlayList&p=FF170FF6D61F370C&index=6



Il video è piuttosto lungo, circa 9 minuti, guardatelo dall'interrogatorio di Sophie della mattina. Io trovo la discussione valida e assai attuale. Fatemi sapere cosa pensate del mio poema.



Bacioni,
coccola5



ps. ho dimenticato di segnalarvi che il video è in lingua tedesca con sottotitoli in inglese. Se nessuno riesce a seguire, posso cercarlo in italiano.