martedì 13 aprile 2010
Oppi dei popoli
Per i nuovi adepti del blog, le scenette sono situazioni che mi capitano, di cui talvolta sono protagonista, altre soltanto semplice spettatrice. Dell’ultima sono stata, mio malgrado, protagonista.
Dopo pranzo parlavo con mia madre e mia sorella. Ad un certo punto, quest’ultima ha esclamato: “Non vedo l’ora che sia estate, ma non mi ricordo quando inizia!”. Lì per lì, la cosa mi ha fatto sorridere. Come si può dimenticare le date d’inizio delle stagioni? “Tu la sai?”, mi chiede accigliata. “Sì… 21 giugno.”, rispondo io secca. Devo dire che la simpatia, in certi casi, non è esattamente il mio forte, ma comunque… Mia madre a difenderla e a giustificare: “Ma se non lo sa, non è la fine del mondo! Non darle addosso!”
Ora, il punto non è tanto non ricordarsi la data d’inizio dell’estate, ci mancherebbe. Tutti dimentichiamo qualcosa, prima o poi. “E’ lo stesso.”, mi sento però spesso dire, quando c’è qualche errore storico o geografico in casa. Mi dispiace essere così dura, ma proprio non è lo stesso.
Non vorrei risultare puntigliosa o eccessivamente moralista, ma il problema che si denota spesso, e qui parlo in generale, è il disprezzo verso la cultura. E la mancanza di curiosità. La curiosità è il miglior mezzo per combattere e sconfiggere l’ignoranza, questo terribile mostro. L’ignoranza è da temere e aborrire, per il fatto che essa stessa è alla base delle dittature, della manipolazione delle masse, dei vari oppi dei popoli. Più di ogni altra cosa, la mancanza di interessamento è alla radice dello sviluppo di regimi. Noi come singoli siamo perciò primariamente responsabili di questi. Il confronto continuo con la storia e con la cultura può permetterci di allargare le nostre visuali sul mondo, di formare un’opinione completa su quanto accade quotidianamente.
In Italia, è proprio questa mancanza di curiositas, l’assente desiderio di conoscenza, che favorisce la crescita politica di partiti come Lega Nord e Il Popolo delle Libertà. Perdonatemi… il popolo dell’ignoranza, più che altro. O il popolo cieco, che non vuole vedere né sentire. Che non vuole i dibattiti televisivi perché considerati “risse e pollai”. Che non vuole sapere che la crisi c’è ancora, oh, se c’è!
Alle ultime elezioni, l’affluenza è stata del 63%. Scarsina. Tralasciando il discorso retorico sul fatto che i cittadini di un Paese hanno l’obbligo morale di votare, soprattutto dopo le conquiste fatte per ottenere il diritto al voto, ho visto pochissimi giovani alle urne (io ho partecipato come scrutatrice). Questo mi è particolarmente dispiaciuto perché denota, oltre che una sostanziale sfiducia nelle istituzioni, proprio ciò di cui si parlava poco sopra. Disinteressamento. Indifferenza verso la situazione politica, a prescindere dall’idea cui aderisce il singolo. Trovo che non andare alle elezioni sia una grave mancanza. Denota poco amor di patria, che gli antichi Greci cantavano tanto, e poca coscienza, in un certo senso. Come si può fregarsene di chi ci governerà, di chi porterà in Parlamento il nostro volere, di chi usufruirà dei nostri soldi (p.s. politically incorrect: per andare a spasso in aereo, magari)?
Queste cose mi dispiacciono tantissimo. Tornando a noi, non tanto per essere stata “prevaricata” (in senso buono) in una discussione ma, davvero, a livello personale. Riprendo le parole di un amico blogger per spiegare il perché: “Ci si rende conto che questo non è il mondo, l’Italia che avremmo sognato e desiderato per i nostri figli.” E, a soli 20 anni, mi sarei augurata di sognare un po’ di più.
coccola5
sabato 14 marzo 2009
Confronto storico
In questi giorni ho pensato a due cose in particolare: il fascismo e un film che abbiamo visto a scuola, Sophie Scholl - Die letzten Tage (trad: Sophie Scholl - Gli ultimi giorni, anche se nella versione italiana il titolo è "Sophie Scholl - La rosa bianca", calza più quello originale tedesco, ndr). Ho realizzato che saranno questi gli argomenti della mia tesina d'esame, contestualizzati in storia moderna e antica, per il collegamento che voglio aggiungere in Greco con l'Antigone di Sofocle.
Del fascismo mi ha molto colpito un discorso tenuto da Mussolini il 3 gennaio 1925, con il quale si assume la responsabilità di quanto accaduto sino ad allora, compreso il delitto Matteotti. Un branetto che mi ha colpito dice:
"Ebbene, dichiaro qui, al cospetto di questa Assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto. [...] Se il fascismo è stato un'associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere! Se tutte le violenze sono state il risultato di un determinato clima storico, politico e morale, ebbene a me la responsabilità di questo, perché questo clima storico, politico e morale io l'ho creato con una propaganda che va dall'intervento ad oggi."
Mi sembra tanto incredibile che nessuno abbia reagito ad una simile cosa. Un capo di governo si dichiara il capo di un'associazione a delinquere, e l'Italia non muove un dito per fermare o interdire un simile criminale! Nemmeno il Re, figuriamoci il Paese. Ho come la sensazione che oggi, pur in circostanze diverse, le cose non siano molto cambiate. Il nostro Paese giace in uno stato di silenzio, di muto consenso, in un fiume di banalità e pigrizia, come impedito da qualcosa che non lo può smuovere. E' troppo comodo non dire nulla. Non ritengo Berlusconi un criminale, assolutamente, ma non tollero l'atteggiamento di scarsa considerazione che ha tenuto nei confronti del Parlamento (l'uso ripetuto dei decreti legge lo conferma) e di Eluana - posto comunque che far morire una persona di fame e sete è da veri incivili -, dopo la sua morte, di assoluto menefreghismo.
E il film, Sophie Scholl, tratta di questo. Sophie non accetta il silenzio tedesco davanti ai massacri hitleriani. Con un gruppo di studenti universitari, scrive una serie di sei volantini contro il regime, che vengono mandati in tutta la Germania. Quando per un incidente all'università di Monaco lei e il fratello, anch'egli coinvolto, vengono arrestati, ripetutamente interrogati, processati nel giro di venti minuti ciascuno e condannati a morte, alla ghigliottina, Sophie non mente a lungo, racconta la verità. Sophie e il suo gruppo, interamente mandato al patibolo, si battono per la libertà e per una Germania più giusta. Sophie, come Antigone, difende il predominio della coscienza, una legge valida sempre, difende la vita, la decenza. Lascio il link a un video di YouTube che riporta questo brano.
http://www.youtube.com/watch?v=e1Cl_gqtQSs&feature=PlayList&p=FF170FF6D61F370C&index=6
Il video è piuttosto lungo, circa 9 minuti, guardatelo dall'interrogatorio di Sophie della mattina. Io trovo la discussione valida e assai attuale. Fatemi sapere cosa pensate del mio poema.
Bacioni,
coccola5
ps. ho dimenticato di segnalarvi che il video è in lingua tedesca con sottotitoli in inglese. Se nessuno riesce a seguire, posso cercarlo in italiano.