lunedì 12 settembre 2011
Senza godermi ancora (Tributo - anche - a Gianna Nannini)
Che si tratti di una persona o di un cavallo, per me la difficoltà è eguale. Il grado è sommo, lo è sempre stato per una qualche logica ragione. Non avrebbe potuto essere più difficile trattandosi di JW, un amore grandissimo e malato. Non so quanto ho pianto, lottato e scalpitato, non saprei misurare in quanta parte mi sono data. Eppure doveva essere nell’anima, e lì ti lascio per sempre, sospeso immobile, fermo immagine, un fermo che non passa mai.
È così, con questo spirito, che questa mattina sono uscita a cavallo dopo tre mesi abbondanti di inattività. Ma non è lui che ho sellato, piuttosto Carrie, quella cavalla di cui vi avevo narrato qualche post or’è. Una passeggiata innamorante, anche se dall’inizio dubbioso, perché la piccola è morbida alla mano (leggi: la si guida facilmente), forse perché non esce spesso, ubbidiente e molto serena d’animo. Cammina come voglio e dove voglio, va da sola se glielo chiedo, sta davanti e dietro, non impazza per la strada al galoppo né si impenna dallo spavento. Ha il cuore forte, a voler usare una metafora.
Ha un cuore uso alle abitudini di molti cavalieri, più o meno rispettosi della sua indole così docile, della sua avanzata età, del suo carattere. Ci siamo conosciute lentamente, noi due. Stranamente, e inaspettatamente, ha compreso la mia difficoltà nel risalire a cavallo dopo tanto. Ancor più particolarmente, in qualche maniera affettuosa è “entrata” nel mio dolore, nel mio malinconico sentimento di abbandono per JW, e ha camminato per tutto il tempo vicino a lui, concedendomi di toccargli le orecchie e di carezzare più lui che lei.
A pranzo ci siamo fermati in un ristorantino molto carino. Dopo che abbiamo legato i cavalli, i miei sono andati a sedersi a tavola e io, forte del fatto che dall’interno non mi vedevano, mi sono coccolata JW. È stato straziante, un disperato baciarsi e carezzarsi di chi ha compreso che un amore è fallito e finito e, come negarlo?, ho infine pianto. Appoggiata alla sua criniera con la testa, con la voce completamente strozzata e le guance rigate, gli mormoravo la mia nostalgia. Mi manchi tanto, mi manchi tanto, ho ripetuto per due o tre minuti. Quando mi sono accoccolata vicino a lui, mi ha baciato un paio di volte e poi si è voltato, come un amante che se ne vada tristemente senza più guardare dietro sé.
È stato emozionante, dopo tutto. Bello e meraviglioso infine. Cantavo Pazienza di Gianna Nannini anche a Carrie, mentre i pensieri si disperdevano nell’aria. Nel pomeriggio il bosco mi ha soccorsa. Come se dai rami potesse parlare il divino, le fronde degli alberi sussurravano piano, il cielo azzurrissimo mai si è rannuvolato od oscurato, mai i sentieri mi sono parsi ardui e impervi. E quand’anche lo siano stati, Carrie ascoltava la mia voce canterina.
E infine Franco, compagno nelle nostre passeggiate da una vita, che mi ha portata lontano al galoppo. Un galoppo dietro l’altro, ad occhi chiusi, un orgasmo sempre più grande ed innamorante, un sentimento di dolcissimo oblio e accettazione. Rinascere al galoppo, a cavallo, ecco perché non posso accantonare l’equitazione per via di un amore fallito. Se non fossi sempre e comunque salvata dai galoppi, non so che altro potrebbe ridarmi la vita e la gioia di vivere.
Qui c’è tutto quello che volevo scrivere di oggi, tutti i miei contrastanti sentimenti. La giornata di oggi è stata poesia e musica, è stata dolore e gioia, serenità nuova e ritrovata. È vero, è tempo che le cose cambino per me, e io ho iniziato così. A cavallo, come sempre.
Ti bacio, JW, ti auguro di essere sereno, ti auguro che la tua paura venga sventrata dalla forza del tuo galoppo. Fa come se fosse un muro nero di cartongesso: saltale dentro e divorala. Distruggila con le tue zampe forti, con le macchie bianche della tua schiena. Verrà un giorno in cui staremo ancora insieme, ma non è ora quel tempo. Dobbiamo avere pazienza, come dice Gianna, mio adorato JW. Ti stringo forte al petto, lì dove ti strofini sempre. Se c’è una tua strada, seguila con forza, con le falcate dei galoppi. Ti prometto che ti salveranno sempre.
coccola5
domenica 21 agosto 2011
La cosa più figa al mondo
Stamattina, contrariamente alla norma, mia madre mi ha chiamata alle 11.40. Solitamente a casa mia la sveglia suona alle 8.15, e questo trecentosessantacinque giorni l’anno compresi i bisestili, il giorno di Pasqua e di Natale e i nostri compleanni. È una regola della casa. Adesso però si rende conto che la sera sono proprio sfinita e che ho bisogno di dormire maggiormente, almeno nel giorno che ho di riposo. Certo, è venuta a svegliarmi con la sua solita cortesia (Allora, ti vuoi alzare?!), ma considero questo di oggi un grande progresso!
A pranzo ne ho approfittato per parlare con i miei dell’equitazione: per me esiste l’idea (e la possibilità economica) di comprare un cavallo, loro invece aspetterebbero. Il lavoro nella Grande Azienda mi consentirebbe l’acquisto di un pargoletto equino e circa due mesi di mantenimento, ma poi? Mio padre dice che, a questo punto, potrei chiedere la mezza fida di Carrie, una cavallina che nessuno usa da tanto. Ha il mantello di un marrone molto scuro, ha circa vent’anni ma fa davvero poco movimento: in mezza fida mi costerebbe cento euro al mese e la cosa sarebbe fattibile, ma... il problema è che questi cavalli, che di solito chiunque usa, principianti e non, non sono abituati alla mano di un solo cavaliere e sotto questo punto di vista sono abbastanza difficili da gestire. Carrie, anche per la sua età, è molto tranquilla e perfettamente affidabile, almeno in teoria. La pratica è un altro discorso. Per il momento, dunque, non abbiamo deciso nulla, se non di provarla alla prima passeggiata e poi decidere il da farsi.
Senza cavallo non riesco proprio a stare. In realtà, di chi non posso fare a meno è JW, e ogni volta che ci penso è un dolore lancinante. Quasi nessuno, se non – forse – chi legge il blog, ha intuito la mia immensa sofferenza. Perderlo, ritrovarlo e perderlo di nuovo è stato davvero arduo da accettare. Si trattava di riconoscere che cavallo e cavaliere non sono fatti l’uno per l’altra. O meglio, accettare anche il fatto che, se pure un cavallo come JW ti ama al punto di seguirti senza longhina, non riesce però a superare le sue paure e a fidarsi completamente di te.
Io e Beauty, la cavalla che avevo prima di lui, eravamo un tutt’uno, perfettamente in sintonia sempre. Mi fidavo di lei al punto da lasciare le redini per qualche minuto, in caso di necessità.
Mi resta sempre la mia micina, è vero, che adesso mi osserva dal letto mentre scrivo. È gelosa incredibilmente del mio pc, perché non possono stare sulle mie gambe contemporaneamente, però la notte si fa spazio fra le mie gambe e si addormenta lì fino alle tre, le quattro di mattina.
Qual è la cosa più figa al mondo, secondo te? mi ha detto Davide qualche giorno fa.
Il galoppo a cavallo.
coccola5
martedì 29 marzo 2011
Assenze
Intendevo cancellare il vecchio post con su la traduzione e modificare la data ma, non essendo possibile, l'ho fatto manualmente. Mi dispiaceva l'idea di cancellare i vecchi commenti.
La settimana è scorsa abbastanza tranquilla, a parte il pesce d'aprile delle Ferrovie dello Stato, anticipato dalla giornata di scioperi (31 marzo) dei bus, che mi ha costretta ad andare a Verona in auto. Venerdì quindi ho fatto una levataccia: alle 5.20 ero sveglia per prendere il bus delle 6.23. Da Verona avevo un altro bus che mi porta fino quasi in università che sarebbe partito alle 7.40. Arrivata alle 9, entro in stazione per vedere com'è la situazione e scopro che il mio treno in realtà c'era. Mi sono venuti quelli che si chiamano cinque minuti (nel mio caso forse anche quindici).
Stamattina JW era in passeggiata con un amico di mio padre e non potevo uscire. Il gruppo è andato in montagna e io li ho raggiunti a pranzo: due orette piatte, colme di risate e di gente. Io e mia madre spieghiamo la storia di JW: qualcuno la conosce, qualcuno la scopre sul momento. Tanti dicono che in campo tutti i cavalli sono bravi, la sfida è fuori. Mi astengo dal commentare, più che altro per rabbia, che due mesi fa il mio piccolo non era bravo nemmeno in campo, anzi, proprio in campo si impennava e si spaventava. Ma oggi è stato bravo, mi dicono. Mi fa piacere.
Ho terminato la lettura di Togliamo il disturbo - Saggio sulla libertà di non studiare di Paola Mastrocola. Più avanti cercherò di scriverne una breve recensione: è scritto molto bene, mi è parso oggettivo e libero da ideologie di destra o sinistra (sempre che, al momento attuale, di ideologie si possa parlare). Sto leggendo La sinfonia degli addii, di Edmund White. E' una sorta di autobiografia: l'autore racconta circa una trentina d'anni della sua vita partendo dalla sua giovinezza di gay americano negli anni '60, passando per i suoi soggiorni in Italia e a Parigi e per la grande epidemia di AIDS che, alla fine, travolgerà anche lui. E' una storia strana, non avevo mai trovato qualcuno che parlasse di sesso così. Mi piace il modo fisico, naturale e quasi svogliato in cui mette il lettore a parte delle sue vicissitudini con i vari partner. Peccato che la punteggiatura non sia proprio il forte di chi ha tradotto il romanzo in italiano.
Devo copiare un po' di appunti. La cosa mi snerva parecchio, ma forse un po' di musica mi farà scrivere più velocemente. Stasera pizza, film o libro, letto. Domani torna mio padre, è passato un altro mese. Com'è che ci si abitua all'assenza delle persone? Strano caso, questo mese che lui mancava non ho mai litigato con mia madre. Lei però continua a dire che non sono portata per le relazioni umane. Mi rassegno a darle ragione.
Io benedico la tua assenza,
beata me...
pazienza.
Gianna Nannini - Pazienza
coccola5
giovedì 17 febbraio 2011
The power of dreams
Un piccolo miracolo. Miracolo è l'unica parola giusta, perchè un cavallo che fino a sabato aveva paura della sua stessa ombra e che ieri faceva quietamente (o quasi) tutti gli esercizi mi ha fatto davvero commuovere. Faceva gli slalom, le barriere, le diagonali con tutti gli altri cavalli al trotto. Al galoppo non abbiamo fatto quasi nulla, non ne voleva sapere, ma va bene così. Va splendidamente così.
Nel pomeriggio sono tornata dai miei ragazzi, i due ragazzini delle scuole medie cui dò ripetizioni. Uno di loro ha la verifica di inglese domani, così gli ho dato una mano a prepararsi, facendo qualche esercizio. E' molto recettivo, e con un minimo sforzo può ottenere degli ottimi risultati. E' stato bellissimo quando oggi, prima di andarmene, mi ha detto: Ma abbiamo già finito? Ecco, sarei rimasta anch'io fino a non so quando, a raccontargli tutto l'inglese che so. Un grandissimo sorriso.
Ed E.? Ci siamo visti venerdì scorso, nel pomeriggio. Siamo andati insieme a un centro commerciale e la sera siamo andati a bere un caffè assieme. Mi ha scritto poi l'altro ieri, all'1.15 di mattina, chiedendomi se il giorno dopo mi andava di fare un giro con lui. Inutile dire che a quell'ora dormivo e ho visto il messaggio molto più tardi.. Mi è dispiaciuto.. Ma recupereremo! In ogni caso, hanno sempre un che di bello le nostre uscite: oltre a JW, è un'altra delle cose che mi mancano tutti i giorni, come un battito al cuore.
coccola5
giovedì 10 febbraio 2011
My hero
Io lo so che certe carezze le riserva soltanto a me, e non ad altre persone, ma alle volte mi chiedo se vogliano dire veramente qualcosa. Perché questa paura gli impedisce di fidarsi di me? Va tutto bene, piccolo, va tutto bene, tesoro mio. Continuo a chiamarlo con la voce, ad accarezzargli il collo, le orecchie. A sfidarlo a suon di baci e abbracci a chi ne concede di più.
Ci sono questi momenti di down, di domande interiori che spaccano. JW sembra essere l’unico argomento che meriti una parola, in questo momento. Sono l’unica a occuparmi di lui. Mio padre, al solito, ha pagato senza essere minimamente interessato alla cosa. Mia madre considera tempo sprecato parlare di lui. Io vado su due volte la settimana, mi faccio un mazzo quadro – e ben volentieri, si intende – per conciliare ripetizioni, lavoro, cavallo, amici e studio. Dicono tutti che devo avere pazienza. Mi auguro che abbiano ragione. È solo che io non me lo ricordavo così, il mio JW. Era più coraggioso anche lui.
You are my lost cause, you are my hero. Keep holding on.
coccola5
lunedì 7 febbraio 2011
Salvata
Che succede, dunque? Partiamo dalle cose fondamentali, dalle priorità: ho iniziato un corso di equitazione in un maneggio qui vicino casa mia. Vi chiederete per quale motivo, dal momento che esco a cavallo da tanti anni. Dopo l’impennata di JW, non me la sono più sentita di uscire in passeggiata con lui. Qualcuno mi ha proposto di usare Carry, la cavalla dell’amico che ospita i nostri piccoli. Ho rifiutato perché sentivo che dovevo riprendere a studiare, ossia sistemare la mia tecnica e il mio modo di andare a cavallo. Si è rivelata una scelta azzeccata, devo dire, e anche saggia. Di solito è mia madre a consigliarmi su queste cose, ma ho preferito parlargliene a decisione presa. Sentito l’istruttore, C., abbiamo deciso di portare JW nel nuovo maneggio per qualche mese in modo che venga montato tutti i giorni da una persona esperta. Chi ha letto qualche mia avventura a cavallo, sa che non è stato addestrato da un professionista, quindi è ancora quasi allo stato brado. Ha imparato molte cose, certo, ma gli rimane quell’istinto forte che a volte mi spaventa. Adesso, in ogni caso, viene mosso alla corda tutte le mattine, poi fa un’oretta in campo oppure esce. Gli servirà per riabituarsi ai rumori delle auto, delle moto, dei trattori, ai nastrini appesi agli alberi (per segnare il percorso ai ciclisti), alle vasche e ai sacchi neri. Ma domenica sono andata in maneggio per lavorare con lui. L’abbiamo portato a sellare, fatto girare alla corda e poi montato. C. mi ha chiesto se volessi salire, e ne ho approfittato per confessargli che non lo facevo senza timore. E poi.. poi è andato tutto bene. JW era tranquillo come non lo era da un po’ di tempo, ascoltava sereno i miei comandi e la mia voce, il suo trotto si trasformava armonicamente in galoppo o in canter. Mi sono sentita di nuovo bene. Solo per un momento si è spaventato, ma poi si è subito ripreso.
E JW che mi bacia la fronte e le guance. JW che si strofina sulla mia schiena, JW che mi abbraccia appoggiando il muso sulla mia spalla. JW che non è più geloso perché oggi sono tutta per lui. JW che mi segue mentre mi allontano per tornare a casa. JW che mi salva tutte le volte.
E poi cose nuove. Qualche settimana fa avevo messo fuori un annuncio per delle ripetizioni di Inglese e Tedesco. Mi ha contattata la madre di due ragazzini di prima e seconda media, chiedendomi se avessi un po’ di tempo. Così sabato e domenica sono andata da loro: per il momento ho conosciuto il figlio più piccolo, cui ho fatto fare gli esercizi. Mi ascolta e pare che gli stia simpatica. La cosa più bella è stata quando mi ha detto lo sa che lei dovrebbe fare la prof? Son soddisfazioni.
coccola5
lunedì 24 gennaio 2011
Partire volevo
Partire volevo, ma a cavallo.
Arianna Corradi
Il nuovo libro che sto leggendo, finalmente sui cavalli. Stasera vi racconto per bene. Buona giornata a tutti!
coccola5
Aggiornamento serale. La frase iniziale non è in realtà il titolo del libro (Quel sogno di partire a cavallo), ma una frase in esso contenuta. L'ho iniziato stamattina, fra treni e autobus. Mi ha messo serenità, mi ha lasciato il sapore della terra, del cielo e del vento. Arianna, autrice del libro, racconta il suo viaggio interamente a cavallo da Susa sino a Canterbury, in Inghilterra, andata e ritorno. Dotata esattamente del minimo indispensabile, resterà in viaggio quattro mesi, da giugno 2007 sino a ottobre.
Chi mi legge sa che ogni tanto amo partecipare a qualche trekking: li trovo il modo migliore per empatizzare con il cavallo, e comunque un'esperienza unica. Anche sotto la pioggia, anche quando c'è freddo. Mi piacerebbe partire, magari per qualche giorno, e restarmene da sola nella natura. Contemplare tutta la bellezza.
Volevo inserire una frase della Nannini. La sto ascoltando in questi giorni, sto imparando anche le canzoni vecchie per il concerto. La mia conoscenza di quest'artista è molto strana, in effetti. Un filo mi ha sempre legata alle sue canzoni. Al liceo avevo sull'iPod Bello e impossibile e America. Non sapevo nemmeno che significato avessero quelle allusioni all'America, all'epoca. Ricordo di averla ascoltato in tutto due o tre volte e di averla trovata molto rock. Non mi ero nemmeno soffermata sul testo, all'epoca. L'America! Iersera l'ho messa su YouTube e ho riso della mia passata ingenuità. Qualche anno fa, ricordo di aver imparato qualche pezzo di Meravigliosa creatura. Della Nannini mi sono innamorata con Maledetto ciao e con Sei nell'anima, nel film Genitori e figli - Agitare bene prima dell'uso. Soprattutto con il film Viola di mare, di cui ho parlato un po' di tempo fa. La musica della cantante ha fatto da colonna sonora al film. E allora, consapevolmente, ho inserito Sogno, Sogno per vivere e Attimo nell'iPod. E di averle imparate a memoria.
Mi piace la poesia infinita nelle sue canzoni. La gioia di vivere, come la chiama lei, la voglia di sorridere ed essere felice. In un universo di cantanti che trasmettono all'ascoltatore la disperazione e la depressione, è raro trovarne uno che sorrida nei video. Che trasmetta gioia e allegria.
Ciao, maledetto ciao,
ora sono qui,
voglio sorridere.
Ciao, maledetto ciao,
nell'aria resterai,
gioia di vivere.
[...]
Ora sei con me,
gioia di vivere.
Gianna Nannini, Maledetto ciao
coccola5
ps. come faccio ad aspettare fino al 20 Maggio? Mancano ancora 115 giorni!!
lunedì 17 gennaio 2011
Non risalirò
Avete mai pianto per la delusione, la rabbia e… per la sconfitta? Lo hanno fatto tutti, chi prima e chi dopo, chi per un motivo e chi per un altro. Ma avete mai pianto perché avete capito che una parte del vostro mondo stava finendo? Io l’ho fatto questa mattina, dopo l’ennesimo spavento a cavallo. Quello più forte, probabilmente.
Dopo cento metri di strada asfaltata, cinque minuti dopo che siamo partiti, dopo aver tentato inutilmente di calmare JW agitato per non so quale motivo, quest’ultimo si impenna sulle zampe posteriori per due volte consecutive. Non ho quasi nemmeno il tempo di rendermene conto, per un attimo non vedo nulla, poi parte un urlo acuto e lungo, preludio di una possibile caduta. Il paesaggio attorno a me è piccolo, continua a muoversi, sto per vomitare. Sono terrorizzata, non riesco a muovere un muscolo e ho paura di cadere. Ho paura che arrivi una macchina e ci spazzi via, che succeda il finimondo. Mi sento leggera, minuscola e impotente. Il cavallo riappoggia le zampe a terra e io scendo al volo. Non me la sento. Oggi non ce la faccio. Nel momento in cui lo dico mi rendo conto che non risalirò su JW, che non ne ho la forza. Che ho perso la fiducia in lui, che si è cancellato tutto in un attimo. Prendo le redini in mano, mi giro e ritorno in scuderia. Mia madre è d’accordo, naturalmente. Abbiamo sentito entrambe un’ansia troppo forte.
In scuderia non riesco nemmeno a togliere la testiera e il morso al cavallo. Mi tremano le mani dall’agitazione. Il senso di sconfitta, di essermi arresa è più forte di qualsiasi altro sentimento. Sento le lacrime pungermi agli occhi. Mi fermo ad accarezzare JW prima di riportarlo in box, ma sembra l’abbraccio di due innamorati che si sono lasciati. Lo accompagno alla longhina, mentre le lacrime mi scendono sulle gote tre alla volta, tre per guancia. E le mie guance sembrano le tracce vuote di un torrente che, per causa della pioggia, si riempie velocemente d’acqua. Scusa, piccolo mio. Mi dispiace tanto. È tutto quello che riesco a sussurrare a JW prima di uscire dalla scuderia, con le lacrime agli occhi. Fuori mi aspetta Anto, un’amica che esce a cavallo con noi. I nostri fanno comunque una passeggiata e noi, a questo punto, li raggiungiamo per pranzo. Ne approfittiamo per chiacchierare: io per calmarmi, lei per raccontarmi un po’ di cose. Parliamo ininterrottamente fino alle quattro di pomeriggio, quando i ragazzi tornano da cavallo.
Eppure… eppure questo sensazione di essermi arresa, di non essere stata all’altezza della situazione, di non aver avuto sufficientemente coraggio. A fatica lo reprimo dicendomi che tornare indietro è stata la soluzione migliore, che così facendo ho evitato di rompermi una gamba o di cadere malamente. Che l’ammettere che un cavallo non sia quello giusto per me non significa arrendermi. Ma quanto mi odio?
Mi rendo conto che, per quanti non frequentano l’ambiente equestre, questo possa assomigliare ad uno spavento da cui ci si riprende facilmente. La mia reazione può sembrare inconsulta ed esagerata, ma chiedetevi quanti di voi risalirebbero su un cavallo che si alzato sui posteriori – e sull’asfalto. Andare a cavallo significa stabilire un rapporto di amicizia e fiducia con l’animale, che in questi momenti si cancella. Non ci si sente più sicuri e, quando l’ansia ci impedisce di dominare il cavallo, succede sempre il finimondo. Finisce un pezzo del mio mondo perché andare a cavallo è per me qualcosa di fondamentale, è vitale. Galoppare mi fa sentire libera, nelle falcate di un canter io rinasco continuamente, mi ricarico positivamente per la settimana successiva. Ma non così. Andare a cavallo non significa necessariamente essere spericolati e cercare di farsi del male. Io ho paura di finire con una gamba o un braccio rotto. E d’altra parte vado a cavallo da quando avevo nove anni, ritrovarmi ora così impaurita mi terrorizza perché non credevo che avrei mai avuto paura su un cavallo. Mi terrorizza per l’orrida novità della sensazione.
Volevo chiudere con le parole di una canzone (Meravigliosa creatura) di Gianna Nannini, cantante che io amo. Forse nel mio inconscio si collegano a quanto è successo oggi.
Meravigliosa creatura,
sei sola al mondo.
Meravigliosa paura
di averti accanto.
coccola5
Aggiornamento mattutino: (12.17) Okay, questo potrebbe essere il mio ultimo post. Ho lezione dalle 12.45 alle 19. Ininterrottamente. Nel caso non vedeste miei post futuri, il mio funerale si terrà giovedì alle 15 in Scuderia. A fianco a me JW e la Jade. Anche Beauty è invitata.
Ho tre ore di Diritto, due di Spagnolo e tre di Mediazione Orale Tedesco. Sono le ultime tre ore a preoccuparmi, quelle con la prof AncoraALetto. Stasera vi spiego come mai.
martedì 28 dicembre 2010
La mia scimmietta
Beh, effettivamente va aggiunto che, non uscendo da molto, abbiamo pensato bene di fare due passi nel tondino per far sgranchire i cavalli. JW, che evidentemente non si ricordava del sottocoda, ha fatto diversi salti fino a quando non sono caduta, questa volta sul sedere - e menomale. Recuperato il coraggio, siamo partiti e abbiamo passeggiato e galoppato tranquillamente, certo è che un poco mi sono spaventata.
Ogni tanto penso a Beauty, la mia dolce cavalla di cui ho parlato qualche volta. Mi dava una grande sicurezza, maggiore di quella che mi dà JW, forse anche per il fatto che è ancora un cavallo giovane. Che poi non mi disarciona con cattiveria. Un amico con noi ha lasciato sfogare il cavallo e poi me lo ha riportato. JW, che deve avermi vista un po' dolorante, si è messo a sbaciucchiarmi, come mi piace dire, sulla guancia e sulla fronte, e lo stesso ha fatto in seguito durante l'uscita. Mi piace pensare che voglia rassicurarmi delle sue paure in questo modo, con la sua affettività.
Questo mi consola parecchio. Che poi, tolta qualche incresciosa caduta non dovuta a malumori suoi, è una scimmietta stupenda, un bravissimo cavallo pazzo.
Cavallo pazzo? E perchè mai? Prossimo post vi racconto la mia penultima caduta spettacolare.
coccola5
martedì 16 novembre 2010
Trekking montano
Qualche tempo fa un amico mi ha chiesto come faccio ad alzarmi presto la mattina e a sopportare il gelo alle mani e ai piedi nelle giornate di inverno. “Prova a farti una lunga galoppata, poi ne riparliamo.” È l’unica cosa che mi fa alzare alle 7 il sabato o la domenica mattina. Quando senti tutti i muscoli del cavallo contrarsi ritmicamente, il paesaggio che scorre via, non riesci a pensare a niente. È qualcosa di adrenalinico.
Sabato abbiamo fatto una lunga passeggiata fino a Velo V.se, qui in provincia di Verona. È una località di montagna stupenda, l’autunno le dona colori impagabili. Non è particolarmente grande, non è mai stata presa d’assalto dai turisti che in genere scelgono San Giorgio (amanti dello sci) oppure altri posti in Lessinia inoltrata. Ma merita davvero. C’è un sentiero molto carino che porta in centro paese, si attraversano i faggi, gli olmi, i roveri e le betulle tra una cascata di foglie, come un tappeto rosso. JW si è rifatto gli occhi: continuava a girare la testa da una parte all’altra per guardarsi intorno e, arrivati in stalla, si è lasciato coccolare come al solito.
Il giorno dopo siamo andati fino a San Rocco, abbiamo pranzato abbondantemente e poi siamo tornati in scuderia. Inutile dire che i cavalli, lasciati al pascolo la sera prima, non erano esattamente raggianti nel rivederci la mattina dopo. JW si è lasciato ingannare da una carezza, gli altri più o meno anche. Al ritorno aveva accumulato una certa stanchezza, così un pezzo di strada l’ho fatto a piedi. Quando ci siamo fermati un attimo, ha appoggiato la testa sulla mia spalla a mò di bracciolo del divano e si è fatto grattare il muso. Ha già cambiato il pelo, anche se non fa ancora freddissimo: adesso sembra un peluche e suda più del solito. La sera gli ho lavato per bene le zampe, gli ho pulito sotto i piedi e gli ho spazzolato il pelo, per togliere un po’ di sudore e per far asciugare uniformemente il manto. Era proprio distrutto. Io anche. Quando ho toccato il letto, mi sono addormentata all’istante. Felice.
La libertà. Il mio grande amore. JW. (Per un attimo mi sono chiesta se riuscirò ad amarlo come Beauty, la mia cavalla precedente. Inutile dire che m sono già innamorata)
coccola5
lunedì 8 novembre 2010
Una piccola critica
Mi sono sempre innamorata dei miei cavalli. Forse perché sono una valida alternativa per passare il sabato quando non sono d’accordo di uscire con qualcuno, forse perché sono abituata così fin da piccola e non ci penso poi molto, forse perché sono animali che mi hanno sempre donato un affetto straordinario.
Vorrei fare una critica su una politica adottata dall’ente fieristico in merito all’evento Fieracavalli. Durante questi quattro giorni, a cavalli e persone è consentito circolare a piedi insieme, senza norme precise. Parlandone con Giada oggi, le dicevo che a mio parere la cosa andrebbe regolamentata: ogni tanto si vede anche qualche calesse girare e diventa pericoloso se ci sono persone nelle immediate vicinanze. Ora, io vorrei far presente che un cavallo pesa circa 4 quintali e che ricevere un pestone sul piede o un calcio fa veramente male. Soprattutto il sabato e la domenica, in fiera ci sono moltissime persone: i cavalli si agitano davanti a una folla, di per sé sono nervosi in quell’occasione, le persone non guardano dove vanno. Si rischia che qualcuno prenda un pestone o un calcio da un cavallo, che per la cronaca pesa in media circa quattro quintali. E immaginate cosa succederebbe se il calcio lo prendeste in faccia, o sulla pancia! Si corre inutilmente il rischio di farsi del male. Un esempio concreto? Oggi abbiamo incrociato un puledro mentre usciva dal campo. Il piccolo, forse di un anno, ancora incapace di ricevere positivamente i comandi e agitato dalla ressa, ha cominciato a girare su sé stesso innervosendosi. Noi eravamo vicini e ci siamo spaventati parecchio. Purtroppo, sono quelle cose cui nessuno presta attenzione finchè non ci scappa, se non il morto, almeno il ferito. E poi una denuncia seria.
In serata sono uscita nuovamente con E. Siamo andati a mangiare cinese, o giaccinese come diciamo noi, dal momento che in quel ristorantino uniscono le due cucine cinese e giapponese. Solo io e lui, come quasi sempre. Eravamo d’accordo di sentirci per oggi, e francamente mi stava anche passando la voglia di uscire, ma quando mi ha chiamata ho visto la possibilità di evitare una serata familiare e non ci ho pensato due volte. Non ti aspetto più fuori dalla via di casa mia, mi dice appena sale in macchina, mi sentivo troppo una puttana. Sono passati pure i Carabinieri che mi hanno guardato malissimo! E io che pensavo pensa io quando ti aspettavo sotto il vicolo! Mi sentivo anch’io parecchio una puttana, aspettavo che qualcuno si fermasse a chiedermi la marchetta!! Mi scopro sempre più simile a lui, con grande disappunto di mia madre. A ogni modo, abbiamo mangiato con calma (io veramente con lo stomaco chiuso) e a fine cena vado in bagno un attimo, pensando che mi stesse venendo da vomitare. Quando sono tornata E. mi chiede se sto bene e gli spiego la situazione. Ogni volta che mangiamo osserva che mangio pochissimo e non ha tutti i torti. In effetti salto quasi sistematicamente la colazione ed evito di mangiare in mattinata perché anche un biscotto mi rovina l’appetito per il pranzo. Ho lo stomaco molto piccolo, evidentemente, o molto rovinato. Sto pensando di prenotare una visita con un gastroenterologo per capire come stanno le cose. Comunque sia, ho notato il suo disagio: quando qualcuno sta male va sempre nel panico. Mi ha raccontato un po’ di cose: ha sempre un sacco di novità. Porca puttana, mi hanno fatto la fiancata uscendo dal parcheggio!, mi dice urlando mentre mi racconta l’ultimo giorno di lavoro. Se lo trovo, gli faccio entrambe le fiancate e anche il muso! Posso capirlo perfettamente. Di ritorno da lui, ce ne siamo rimasti in macchina un’ora a parlare, come al solito. Un’ora abbondante a ridere e confidarci, ne vale sempre la pena.
E domani università, cioè stamattina, fra qualche ora. Economia Aziendale per cominciare, che gioia!
coccola5
sabato 6 novembre 2010
Good days
In ogni caso, avevo promesso a pequenaeva un piccolo aggiornamento su E., ma d’altra parte è anche d’obbligo, visto quanto ve ne ho parlato e tutte le paranoie di cui vi ho messo a parte recentemente. Giovedì sera ci siamo visti verso le 21.30. Siamo andati a bere un caffè (caffè shekerato, questa volta!) vicino a casa sua, a cinque minuti di strada da me. Abbiamo iniziato a raccontarci della sua giornata lavorativa, di un cliente che lo aveva fatto impazzire, e poi abbiamo condiviso tutte le ultime novità. A fine serata, tornando a casa, mi sono scusata per quanto accaduto e gli ho raccontato di mia madre. Gli ho detto che mi dispiace che la sua antipatia per lui condizioni la nostra amicizia e che, al momento attuale, si è rassegnata. Non ha accettato la cosa, ma ha semplicemente chiuso l’argomento con un “tanto fai sempre quello che vuoi”. Dal nervoso, E. ha girato per il paese in macchina con me per tre quarti d’ora, mentre tentavo di spiegargli che l’antipatia di mia madre per lui è qualcosa di immotivato, che nemmeno io capisco a fondo e che è anche una cosa a pelle. Lui non riesce a capirlo e ad accettarlo, e d’altra parte non posso biasimarlo. Il colmo, tuttavia, è stato mercoledì, quando mia madre mi ha chiesto di portare E. a casa. Giovedì ne ho parlato con lui, entrambi eravamo allucinati da questa proposta: ma se lo ucciderebbe seduta stante!! Ad ogni modo, mi fa piacere aver riallacciato il rapporto con lui. Mi ha detto che inizialmente si era arrabbiato: non sono l’ultima battona, mi ha detto, e senza che aggiungesse altro, ho capito al volo quello che voleva dire. Ha perfettamente ragione. Spero solo abbia capito la motivazione del mio gesto.
Questa sera serata tranquillissima. Non credo di uscire, a meno che E. non voglia fare quattro chiacchere dopo lavoro, ma penso che resteremo entrambi a casa e che ci vedremo domani, se avremo voglia di uscire. Credo che un buon libro, La stanza degli usignoli, mi terrà buona compagnia. Se riesco ad aggiornare domani, vorrei recensire il libro di Dacia Maraini di cui vi avevo parlato, lettura che personalmente consiglio.
Buona serata anche a voi.
coccola5
domenica 24 ottobre 2010
A perfect day
Questa settimana la canzone giusta sarebbe stata Come mai degli 883, mentre adesso… non lo so. Ho aspettato, pianto, la mia gastroenterite mi ha completamente impedito di mangiare da lunedì a stasera compresa, nessun pasto escluso. Poi mi ha chiamato E. Vieni in Abbazia così parliamo mi scrive in un sms. Mi si accartoccia lo stomaco. Tutti i miei sforzi per tenerlo lontano dalla mente vanno in frantumi. Lo richiamo all’istante, so che se lo aspettava. Non si ricorda del mio compleanno, ma chissenefrega. Non ha mai risposto alle mie chiamate, credevo che fosse talmente arrabbiato da non volermi più nemmeno rivolgere la parola, ero sul punto di andare a casa sua per scusarmi. Quanto sono stata male. Per poco non ho rovinato l’esame di Linguistica. Però mi dice che non ha risposto perché era a lavoro, mi augura una buona serata e un buon compleanno.
Se quello che ci fa stare male ci fa anche stare bene, non ne faremo mai a meno. Sono stata un po’ un tappetino, ma lo conosco. Voglio giustificarlo in nome di qualcosa d’altro, di più importante. Io sono fatta così, ma vale la pena se poi le persone ti richiamano, non buttano un’amicizia dal balcone. Per me questo vale più delle chiamate mancate, degli sms lasciati cadere, dei messaggi su Fb a cui non ha risposto, per mille motivi suoi. Vale di più. Mia madre non sarebbe stata disposta a cedere, ma io sì. Sarà che ho un assoluto e disperato bisogno di lui, sarà che così stronzo non è, forse è solo fatto a modo suo.
Sono felice.
La giornata è stata normalissima, come la volevo io. Sono uscita a cavallo, volevo dimenticarmi di questa settimana orrenda. Non volevo che la gente mi facesse troppo gli auguri, non volevo sentirmi egoista. Il giorno del tuo compleanno è un giorno bastardo: ti aspetti che tutti ti facciano gli auguri, che ti regalino qualcosa, che sia tutto speciale. Perché mai dovrebbe esserlo? È solo un giorno in più, è stupido e assurdo pretendere che gli altri siano diversi per una giornata, per una questione di facciata, perché noi lo vogliamo.
Io volevo solo galoppare, oggi. Galoppare fino a restare senza fiato, con la forza immensa di JW che mi trascina ai cento all’ora su e giù per le colline. Non ho più paura. Ho fiducia in lui. Vorrei essere in sella anche ora, a galoppare ancora. Sento una nostalgia pazzesca di JW quando non lo vedo. C’è qualcosa di fortissimo che mi lega a quel cavallo per cui ho una vera e propria adorazione.
Stasera cinema. Benvenuti al sud. Chissenefrega se culturalmente vale poco, ha una morale ripetuta e opinabile. Io volevo solo ridere. Ci sono andata con F. e con i miei e alcuni amici che escono a cavallo con noi.
Sei contenta del tuo compleanno? Mi ha chiesto mia madre. Sì, ho avuto tutto quello che volevo. Ogni cosa, il cavallo, E., F. Non desideravo altro. Volevo sentirmi normale come gli altri giorni ed è andata così, tranne qualche secondo.
Sono felice. Sono felice. Sono felice.
coccola5
domenica 10 ottobre 2010
Un'indagine personale su Emanuela Orlandi
Ieri ho ripreso JW e un po’ di tranquillità. Dire felicità avrebbe un altro significato, serenità un altro ancora, ma sono due parole che non coincidono. Tranquillità è il termine giusto, quello che cerco. Ad ogni modo siamo partiti presto da casa, verso le 7, e poi via con i trailer (i rimorchi per trasportare cavalli) fino a Stallavena, dove alcuni amici gestiscono un maneggio. È un luogo bellissimo, all’ingresso c’è la casa in pietra dove abita il proprietario. È una casa quasi gotica, sia per le forme che per il colore della pietra, mi sembra che a sera potrebbe fungere da location per un horror. E invece no. Ci sono i cavalli, i meravigliosi ad aspettarti poco oltre, a tenderti un bacio quando ti avvicini loro. Pulisco e sello JW, in un quarto d’ora partiamo. Conosco subito nuove persone, simpaticissime e aperte. Si parla, mi faccio raccontare molto, racconto altrettanto. Peccato per il pranzo: ho mangiato del formaggio abbrustolito che mi ha poi fatto venire i crampi allo stomaco, ahi! Però abbiamo chiacchierato, ricordato persone che non escono più a cavallo, fatto tante battute.. Di persone così allegre e solari c’è bisogno, rendono il mondo migliore.
Il pomeriggio abbiamo fatto un canter, di quelli corti e raccolti cui non sono abituata. Ma tant’è. È pur sempre galoppo, è pur sempre libertà. Al galoppo le mani larghe e le redini un po’ rialzate, in modo che non dessero fastidio al cavallo nella corsa. [Le redini all’americana, quelle che uso io, sono molto lunghe e arrivano circa al petto del cavallo, ma sono più semplici da gestire. Un’amica usava le redini all’inglese: in pratica consistono in un’unica corda che si tiene tra le mani e che va da una parte all’altra del morso o filetto.]
Siamo rientrati in scuderia alle 19, i cavalli felici e noi stanchi, ma comunque leggeri. Ho dissellato JW, gli ho lavato le zampe, l’ho portato al box dalla sua amica Jade, la puledra di mia madre. Continuava a chiamarla, benché sapesse dov’era. Ho dovuto lavarlo in un attimo perché non riuscivo a calmarlo.
C’è una grande libertà, un grande senso di pace, ad avvolgermi quando ritrovo i miei cavalli. Mi sento protetta da quegli animali. Beauty, la mia cavalla storica prima di JW, aveva un modo particolare di muoversi quando io mi trovavo sopra di lei. Molti dicono che cambiasse quand’era montata da altre persone. Mi proteggeva. Anche al galoppo, anche dopo e prima di una caduta, non mi sono mai sentita in pericolo. Ho sempre la sensazione che ogni cosa andrà per il meglio, che comunque sia non mi può succedere niente. Ultimamente è forte questa sensazione, e per me unica.
Oggi spagnolo, ma volevo prima riflettere brevemente con voi su delle cose che ho letto. Negli ultimi giorni i tg alla tivù hanno parlato di Emanuela Orlandi, la ragazza scomparsa il 22 giugno 1983. Leggendo più articoli, non ho mai smesso di chiedermi se quella povera donna, che adesso ha 41 anni, sia viva o morta. Da una parte c’è sempre la speranza, dall’altra la razionalità. Dopo 26 anni viva? E comunque ho sempre avuto la sensazione che la Chiesa centri parecchio in questa storia. Digitando con un errore il nome della ragazza, sono capitata in un sito che faceva un resoconto, tendenzioso ma, a mio parere attendibile, di quanto è successo alla ragazza.
Come scritto non è il massimo, ha errori di battitura e di sintassi, che rendono a volte un poco faticosa la comprensione, ma penso che valga la pena leggerlo. Io vi lascio il link. E anche quello di Wikipedia, che riferisce parte della storia che “Criminal News”, il primo sito, non riporta [quella su Sabrina Minardi, se avete seguito la vicenda]. Quanta amarezza al fondo. Un caffè non zuccherato e riscaldato perché preparato un’ora prima. Un po’ come se il popolo italiano e la famiglia di Emanuela fossero ospiti non graditi, e tenuti al silenzio, della vicenda. Io vi posto tutto: è una vicenda importante, parlarne mi sembra dovere.
Link:
http://1922criminalmagazine.info/index.php?option=com_content&task=view&id=83&Itemid=2 - l'articolo è un po' attempato, mi pare del 2009, ma il caso di Emanuela è dell'83 e fa solo un resoconto. Probabilmente non dice nulla di nuovo, però collega un po' di cose e fa pensare.
http://it.wikipedia.org/wiki/Emanuela_Orlandi - la voce di Wikipedia fa un po' luce sulla biografia di Emanuela, ed è abbastanza completa, anche per le rivelazioni di Sabrina Minardi.
http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/10_ottobre_9/orlandi-banda-magliana-sa-tutto-1703915497549.shtml - le ultime notizie sul caso Orlandi, qui l'arresto di un uomo collegato al gruppo che probabilmente ha rapito Emanuela
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/06/“i-potenti-ai-miei-piedi”/68302/ - recensione sul libro della Minardi, "Segreto criminale". Sabrina Minardi è stata l'amante di de Pedis, ex capo della Banda Magliana (quella sospettata del rapimento).
http://www.ecodiroma.org/emanuela-orlandi-ancora-viva-.htm - è un articolo di Gabriela Carlizzi, che spiega di essere informata sui fatti, ma di non volerne parlare perchè le autorità non vogliono che sia fatto il suo nome. Qui racconta un curioso incontro avuto...
Questi sono solo alcuni link... Navigando con poca pazienza si scoprono cose allucinanti... Ovviamente non sono in grado di verificare se siano o meno cose vere, ma sta di fatto che alludono tutte a cose oscure e, tavolta, molto macabre. Buona lettura!
coccola5
sabato 25 settembre 2010
Se sono comunista
Ne sentivo il bisogno, e su Fucker Graphic, dove solitamente mi rifornisco, non ho trovato molto. Infine mi sono affidata al grande mago grafico della rete: Deviantart! E' costantemente rifornito, le immagini sono stupende e cercando si trovano un sacco di template carini.
A parte questo. [Che bello mettere i punti dove non andrebbero! Non prendetemi per Moccia, vi prego!] Oggi è stata una giornata intensa: stamattina full immersion di Dr. House - M.D., pranzo da mia nonna che ha parlato per un'ora di non so bene cosa, partenza per Verona.. much money for TranquiPsycho, con cui ho parlato del lavoro, della scuola, della mia ansia... Lui ascolta e ascolta, spero di trovare delle risposte efficaci alla mia ansia, al mio perfezionismo. Soprattutto spero che un giorno saprò rilassarmi senza colpevolizzarmi, fare una battuta sul sesso senza pensare oddio ho detto una volgarità, oddio avrò esagerato?
Lo scopo di tutte queste sedute è, almeno per come la vedo io, arrivare ad essere me stessa. Già, pare che la coccola5 che in genere presento agli altri non sia la vera me. Non che dica bugie, non ne sono capace, ma racconto una parte della verità, ometto le parti che non voglio gli altri sappiano, rifuggo i convenevoli, dico quel minimo minimo che serve. Il blog è uno dei pochi luoghi esente dalla mia maschera. E' uno spazio franco, ecco.
Musicalmente. Ho ascoltato e riascoltato Telephone e Alejandro di Lady Gaga, sono davvero allucinata, non posso fare a meno di queste canzoni. La voce della cantante ha qualcosa di magnetico, che ha a che fare con la droga, davvero: la ascolti una volta e vuoi risentirla di nuovo! Sta diventando un'ossessione!!!! XD
Ah, ho ascoltato anche Generale di De Gregori e Il cielo è sempre più blu nella versione di Giusy Ferreri e anche, già, Matti di Renato Zero (la sigla di Ciao Darwin).
Parentesi di rimpianto-rimorso: spero che FX dia nuovamente Biancaneve, il documentario sul consumo di cocaina in Italia. Il punto è che ho bisogno di storie simili. Ho bisogno che i personaggi delle mie storie siano infelici, di leggere libri dove la gente soffre per vederla stare meglio, per piangere con loro.
Lo scopo della nostra esistenza non è eliminare l'infelicità, ma mantenere il grado di infelicità al minimo. Sempre Dr. House, ma mi pare funzioni.
Questo mi riporta a TranquiPsycho. La mia paura più grossa? Che queste sedute costruiscano una coccola5 con la villetta a schiera, l'italiano in giro e il dialetto a casa, la bella macchinina per essere borghese, il cane (magnifico) da portare a spasso per essere sempre più borghese. Un po' come Radiofreccia, l'ispirazione è quella. Vi lascio il video del discorso di Boris che, a mio avviso, rappresenta bene le mie paure e dice delle grandi verità. Il discorso di Boris
C'è una ragione se sono comunista. Ops, solo di sinistra.
Pensiero choc. Piove tantissimo, c'è un temporale furibondo. Cosa mi renderebbe felice stasera? Stare nuda alla pioggia. Magari a cavallo.
coccola5
ps. c'è un sacco di corsivo nel post di oggi, ma sono solo le cose che importano o quelle sarcastiche, come "giornata intensa". La scenetta di oggi? Un vecchio seduto fuori un bar, nella panchina della veranda. Assolato, spensierato mentre fuori impazzavano il caos e il traffico. Per un momento l'ho invidiato. Per un bel po' ho ammirato l'intima bellezza di quell'immagine. Qualcosa di lirico.
martedì 21 settembre 2010
Il migliore amico dell'uomo
La grande novità di questa volta è la mia caduta da cavallo di domenica, spettacolare e pericolosa. Penso sia la sesta o settima caduta in dieci anni e mezzo di equitazione, ma la prima dovuta "tecnicamente" a me. In pratica, io e mia mamma arriviamo in scuderia con venti minuti di ritardo, gli altri sono già pronti. Selliamo al volo i cavalli. Io mi accorgo di aver sellato JW un po' indietro, ma sul momento non ci penso troppo. Fatti due passi gli tiro il sottopancia di un altro buco per sicurezza, mi sembra a posto.
Più tardi, in passeggiata, avvistiamo una bella spianata tra i vigneti e decidiamo di fare una galoppata. Mia mamma, davanti agli altri, parte. Alla seconda falcata, qualcosa infastidisce JW e lui inizia a saltare su sè stesso. Io mi spavento, subito penso di avergli piantato erroneamente gli speroni sui fianchi ma così non è. Fatto sta che, al quarto salto, io volo in avanti cadendo di faccia. Sul momento la paura (oggettiva) è che il cavallo mi calpesti, ma accorgendomi che non lo fa, cerco di alzarmi per vedere dov'è andato. Non vorrei che fosse scappato. Mia mamma e gli altri mi aiutano a girarmi, valutano come sto, decidiamo che non c'è bisogno di chiamare il 118.
Quando finalmente mi giro, JW è lì di fianco a me. Mi guarda tranquillo, con le redini sotto le zampe anteriori. "Il solito!", penso. C'è da dire che amo quel cavallo: pensavo mi avrebbe pestata e non l'ha fatto, pensavo sarebbe scappato e invece no. La colpa era mia perchè il sottopancia era poco tirato e quindi per questo si era infastidito.
Io e mia madre torniamo in scuderia. Io preferisco rimanere in sella, sono un po' debole. JW non è adatto a trasportare gli infermi: fosse per lui saremmo continuamente sotto un albero! Comunque va piano, si fa pungolare dagli speroni, si fa coccolare.
Chi l'ha detto che il cane è il migliore amico dell'uomo?! Il mio è un cavallo.
coccola5
ps. ve lo dice una che ha due cani.
giovedì 29 luglio 2010
JW - Tutto per te
Per la prima volta, ho affrontato tre giorni di equitazione non stop con JW (leggi Geidabliu, per i nuovi lettori), il puledro di mio padre che attualmente cavalco io. Ha 6 anni, ne compirà 7 il 28 ottobre, ma si può dire che sia ancora un puledro. Non è mai stato addestrato veramente: di lui si sono occupati un amico di mio padre, presso il quale JW era nato, e in seguito mio padre stesso. Per questo motivo, nonostante il cavallo sia eccezionale (per la sua età e per il suo carattere), ha una piccola fobia, quella di perdere il gruppo. In generale rimane quasi appiccicato al cavallo davanti, vizio che fatico a togliergli e che gli rischia qualche calcio e al galoppo, se sente che il cavallo che lo precede si allontana, accelera furiosamente fino a raggiungerlo e talvolta a sorpassarlo. Immaginate l’ansia, alle volte.
A ogni modo, venerdì mattina siamo partiti verso le 8 per arrivare vicino a Caprino Veronese verso le 9.30. Il tempo di far scendere i cavalli, sellarli in pochi minuti e partire. I sentieri bianchi, ma anche gli altri, sono magnifici, le visuali sono proprio stupende, in più abbiamo optato per il “Giro delle Malghe”, panoramico e non troppo lungo. Peccato che la pioggia e il maltempo dei giorni precedenti abbiano rovinato parte dei sentieri e siamo quindi costretti a fare delle piccole deviazioni. Arriviamo in un ristorante, dove avremmo dovuto mangiare qualcosa, verso le 14.30, ma ci dicono che la cucina è chiusa, al massimo ci fanno dei panini. Affamati, non ci pensiamo due volte! A proposito, siamo arrivati poco prima di prendere un temporale pazzesco, che scroscia mentre noi mangiamo qualcosa nella terrazzina coperta. Il proprietario, vedendoci, ci aveva suggerito di legare i cavalli ad un filo appeso tra gli alberi. Mia madre ci pensa su, io guardo il tipo e penso: “Neanche per sogno”. Non è giusto che le nostre cavalcature debbano rimanere proprio sotto le intemperie, almeno possono restare riparati dagli alberi.
Facciamo alcuni sentieri stretti il secondo giorno. In alcuni casi è necessario fidarsi del cavallo, fissare le redini alla sella e lasciarlo andare. Io fatico un po’ e vengo aiutata. Non conosco ancora JW alla perfezione, non me la sento di guidarlo. Non vorrei mai che ci facessimo del male. Sono momenti straordinari: il cuore batte a mille, sei più agitata tu del tuo piccolo e lo coccoli dicendogli “non ti preoccupare” o “non avere paura” come se lo dicessi a te stessa. Ma JW si dimostra impeccabile: avanza con passo sicuro, non inciampa, non fa cabaret rifiutandosi o facendo back e girandosi, come talvolta accade. Si lascia guidare, mi aspetta poi e mi riserva una carezza sulla schiena, come io a lui un bacio sul musetto di appaloosa.
Il terzo giorno andiamo al santuario di Madonna della Neve, e poi a mangiare qualcosa. JW è sempre tranquillo, mi ascolta, fa del suo meglio nonostante la sua amazzone non sia perfetta, mi coccola prima di partire e, al ritorno, prima di salire sul trailer. Devo confessare che è l’unico cavallo che si appoggiava alla mia schiena anche dopo essere stato sellato. L’unico che mi dia, in senso letterale, il bacio del buongiorno e della buonanotte (quando arrivavo, lo salutavo e, prima di iniziare a pulirlo, lo baciavo sul muso. Lui ricambiava appoggiando la bocca sulla guancia!). E’ stupendo, e fra noi c’è sintonia. Questo mi dà molta sicurezza, anche se dovrò cambiargli il morso: il suo non è abbastanza “cattivo”, nel senso che devo tirare troppo, mentre se avessi un morso più sottile non avrei lo stesso problema. Devo anche prendere un paio di speroncini, di quelli a punte tonde, per dargli più ritmo quando cammina.
Forse mi ripeto, ma sono stati tre giorni stupendi. C’è che quando il sentiero è stretto e non osi nemmeno voltarti per rivedere la strada che hai percorso, i nostri piccoli sono più coraggiosi di noi. C’è che quando ti senti stanca, un po’ giù di morale, loro hanno una carezza per te, un gesto delicato del muso per farti sentire meglio. Grazie JW, piccolo mio.
coccola5
sabato 22 agosto 2009
Lessinia
Gli ultimi giorni sono stati pieni di vita. Dopo il ritorno dal campo-scuola, ho partecipato ad un trekking a cavallo con i miei e i loro amici, praticamente le uniche persone che conosca che fanno passeggiate lunghe a cavallo dappertutto.
I primi due giorni sono stati difficili: non uscivo da un paio di mesi, la cavalla (Beauty) era nervosa e continuava a trotterellare, io a sera non mi muovevo praticamente più! Lunedì e martedì un nostro amico ci ha accompagnati, e abbiamo fatto due giri meravigliosi tra le montagne della Lessinia. Devo essere sincera, i paesaggi erano magnifici e tornerei anche subito! La nostra guida, P., ha 81 anni, ma è come se ne avesse venti, sia fisicamente che mentalmente. Ricorda ogni cosa, sale e scende da cavallo con grande agilità. Dovreste vedere il suo cavallo, Siro: è, a mio avviso, ingestibile. Galoppa ad ogni salita, e se trattenuto si impenna, calcia, infine alza la testa e P. non ha più nessun controllo su di lui. Pensate che i nostri cavalli, correndo, fanno circa i 40 km/h, ma Siro ne fa certamente 50. Noi non riusciamo a stargli dietro!
Gli ultimi due giorni sono stati assolutamente stupendi. Beauty si era calmata, perciò andavamo molto più d'accordo. Abbiamo fatto qualche foto assieme, sono proprio belle.
E queste sono un po' le mie ultime news. Ci sarebbe dell'altro, ma, solo per scaramanzia, voglio aspettare a raccontarvi. Intanto devo ringraziare Lui, per l'appoggio di stasera. Non so come farei senza di Te!
coccola5
ps. C'è una canzone di Vasco che a me piace moltissimo, guardate il video, per favore. E' Stupendo. Perchè stupenda è la vita.
"E mi ricordo chi voleva un mondo meglio di così." Vasco Rossi - Stupendo
domenica 8 marzo 2009
Piccolezze
E finalmente scrivo qualcosa. Tra una cosa e l'altra non ho aggiornato per una settimana, sono imperdonabile!
Ebbene, la simulazione di terza prova non è andata poi così male, anche se il mio problema è sempre matematica.. coraggio, dall'anno prossimo non avrò più che a fare con questa materia terribile!
Novità di questa settimana: sono uscite le materie interne, Biologia, Italiano e Tedesco. Tutto sommato mi è anche andata bene, non ho Storia dell'Arte e nemmeno Geografia in Tedesco! Oggi sono uscita anche a cavallo: ho mandato a quel paese lo studio e ne ho approfittato per fare una passeggiata deliziosa.
C'è una cosa negativa. Per la prima volta nella mia vita, credo, ho sperimentato una sensazione di vuoto. Un po' come a dire: e dopo la scuola? Sì, c'è l'interpretariato a Mantova, la novità, il cavallo e quant'altro, ma non vedevo il senso di quello che faccio tutti i giorni. E' stato terribile, lo ammetto.
Mi riprenderò in fretta con un bel romanzo più tardi! =)
coccola5