sabato 6 novembre 2010

Good days

E domani Fieracavalli. Finalmente, mi ci voleva, e poi non vado da un paio di anni. Ero più o meno d’accordo di andarci con E., che però oggi, parlandone, ha glissato perché un po’ giù di morale per via del lavoro. Quando sono tornata dalla passeggiata a cavallo ho incontrato degli amici che talvolta escono con noi. Parlando con loro, in particolare con Giada (una ragazza che ha circa la mia età), mi hanno detto che domani vanno e mi hanno proposto di unirmi a loro. Tra l’altro ci sarebbe la possibilità di entrare con una riduzione, dal momento che hanno qualche conoscenza nell’ambiente. Detto così fa molto “raccomandata”, e generalmente detesto queste cose, ma voglio contraddirmi, per una volta. Il biglietto per la Fiera costa 22 euro a prezzo pieno, e inizialmente dovevano essere 35 euro, il parcheggio ne costa 8 e il biglietto dell’autostrada altri 3 (andata e ritorno). In totale 33 euro, se poi aggiungiamo circa 10 euro di pranzo all’interno della Fiera si spendono circa 50 euro. Con una riduzione, o forse il biglietto gratuito, spenderei circa 20 euro e passerei una splendida giornata. Il che non dispiace minimamente alle mie finanze. Perdonate il mio discorso, magari non del tutto condivisibile però, detto fuori dai denti, credo che in fin dei conti non dispiaccia a nessuno risparmiare qualcosa, specie con i tempi che corrono.

In ogni caso, avevo promesso a pequenaeva un piccolo aggiornamento su E., ma d’altra parte è anche d’obbligo, visto quanto ve ne ho parlato e tutte le paranoie di cui vi ho messo a parte recentemente. Giovedì sera ci siamo visti verso le 21.30. Siamo andati a bere un caffè (caffè shekerato, questa volta!) vicino a casa sua, a cinque minuti di strada da me. Abbiamo iniziato a raccontarci della sua giornata lavorativa, di un cliente che lo aveva fatto impazzire, e poi abbiamo condiviso tutte le ultime novità. A fine serata, tornando a casa, mi sono scusata per quanto accaduto e gli ho raccontato di mia madre. Gli ho detto che mi dispiace che la sua antipatia per lui condizioni la nostra amicizia e che, al momento attuale, si è rassegnata. Non ha accettato la cosa, ma ha semplicemente chiuso l’argomento con un “tanto fai sempre quello che vuoi”. Dal nervoso, E. ha girato per il paese in macchina con me per tre quarti d’ora, mentre tentavo di spiegargli che l’antipatia di mia madre per lui è qualcosa di immotivato, che nemmeno io capisco a fondo e che è anche una cosa a pelle. Lui non riesce a capirlo e ad accettarlo, e d’altra parte non posso biasimarlo. Il colmo, tuttavia, è stato mercoledì, quando mia madre mi ha chiesto di portare E. a casa. Giovedì ne ho parlato con lui, entrambi eravamo allucinati da questa proposta: ma se lo ucciderebbe seduta stante!! Ad ogni modo, mi fa piacere aver riallacciato il rapporto con lui. Mi ha detto che inizialmente si era arrabbiato: non sono l’ultima battona, mi ha detto, e senza che aggiungesse altro, ho capito al volo quello che voleva dire. Ha perfettamente ragione. Spero solo abbia capito la motivazione del mio gesto.

Questa sera serata tranquillissima. Non credo di uscire, a meno che E. non voglia fare quattro chiacchere dopo lavoro, ma penso che resteremo entrambi a casa e che ci vedremo domani, se avremo voglia di uscire. Credo che un buon libro, La stanza degli usignoli, mi terrà buona compagnia. Se riesco ad aggiornare domani, vorrei recensire il libro di Dacia Maraini di cui vi avevo parlato, lettura che personalmente consiglio.

Buona serata anche a voi.

coccola5

3 commenti:

  1. Io continuo a pensare che il vostro rapporto sia molto ambiguo... che per te lui abbia un altro valore, che non sia un semplice amico.
    Nel senso: io non direi mai a un mio amico che mia madre ha antipatia per lui, che senso ha? Mica devono avere un rapporto stretto, mica lo devi portare spesso in casa... insomma, secondo me il coinvolgimento dei genitori nel tuo rapporto con lui è indice di qualcosa.
    Magari mi sbaglierò, magari abbiamo un modo di vivere le amicizie diverso... però la sensazione che ho leggendoti è questa.

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  2. Il rapporto fra me ed E. è effettivamente ambiguo, in quanto molte persone credono che io ne sia innamorata, ma non è così. E' una delle mie amicizie particolari, come le chiamo io, nel senso che sono molto legata a lui. Per me le amicizie sono tutte quasi come degli innamoramenti. Diciamo che la questione "mia madre", effettivamente spinosa, ha acquisito importanza perchè lei mi impediva di vederlo, e perchè mi ha causato tutto questo problema con lui. Ovvio che, in casi normali, non riporto alle persone che i miei genitori non le vedono di buon'occhio. Anche con lui, generalmente, è un argomento che cerco di scansare, dal momento che mi trovo a non condividere troppo il ragionamento di mia madre.. 

    Quanto al vivere le amicizie, io sono molto passionale,nel senso che mi dono completamente all'altro/a, e a volte capita di prendere qualche "sbandata", nel senso di scoprire che la persona che trovi non è esattamente così. Ma ho imparato a riconoscere le persone a colpo d'occhio, a fare una selezione accurata all'inizio, anche se come concetto magari non è condivisibile. Ma vedo che ho un ottimo sesto senso, quindi..!

    coccola5

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  3. Sì sì, avevo letto le tue risposte...
    "Per me le amicizie sono tutte quasi come degli innamoramenti ", ecco, secondo me invece non può essere così. Quando avrai una persona fissa accanto queste amicizie non saranno più vissute in questo modo, perchè avrai quella persona a svolgere certi ruoli per te; adesso che magari sei più libera puoi permetterti di cercare negli amici quello che in realtà potrebbe darti un partner...
    Ti dico questo sempre basandomi sulla mia esperienza, può darsi che continuare a viverle in questo modo, ma non credo, perchè se hai il cuore da una parte poi il resto si ridimensiona, e soprattutto la persona che avrai accanto non credo possa accettare con facilità delle amicizie di questo tipo. Poi per carità, il mondo è vario e tutto può essere ;)

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