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venerdì 11 ottobre 2013

Not a special day

Le cose belle si infilano nella normalità, vi si insinuano e la trasformano. Mi piace dirlo così, le cose belle, con un aggettivo semplice e genuino. Io sono un po' un'estremista e le definisco sempre meravigliose, fantastiche oppure assurde, tristi, bruttissime. Ma oggi non voglio strafare, e allora le cose sono solo belle.

E' stata una settimana qualunque. Da lunedì sino a stasera alle 18 ho avuto lezione in università, soliti rapporti striminziti e un po’ faticosi con le mie compagne ma fa niente recupero in collegio. E lì i sorrisi delle ragazze, le chiacchiere buone della cena e della tisana, ritrovare lo stesso ambiente che l’anno scorso mi ha reso fiera di avere scelto un collegio. Ecco, niente di particolare. Più di qualche mattina mi sono svegliata in ritardo e ho sgambettato per arrivare a lezione in orario.

La cosa bella è stata la riscoperta di Mika. Come cantante non l'ho mai conosciuto a fondo, ne ascolto i successi in radio, li canto come tutti gli altri e, a tormentone passato, li ripongo nel dimenticatoio pensando “alla prossima”. Ne ho qualcuno sull’iPod, punto e a capo. Un paio di settimane fa guardo X-Factor con mia sorella: su Sky è possibile rivedere le puntate delle audizioni, che a me piacciono per farmi un’idea della varietà di umanità che c’è soltanto in Italia, ma in generale un po’ dappertutto. Non sapevo che avrebbe partecipato come giudice, l’ho scoperto accendendo la tv quel giorno, ma confesso che è stata una bella sorpresa: l’ho trovato simpatico e dolce, e al tempo stesso competente, per quanto lo si possa essere in un talent show. Così, penso bene di riascoltare qualche sua canzone e scopro che l’anno scorso ha pubblicato un disco, The Origin Of Love, e lo scarico.

I like it, I like it, I damn like it. È geniale, davvero. Le canzoni hanno un’energia unica, sono dinamiche e la voce acuta e insieme morbida di Mika ti porta in un altro mondo. Considerando che scrive da solo i testi, sono davvero strabilianti. Ricamano immagini dolci, caserecce a volte. Step With Me, ad esempio, canta: this love is delicious like home-cooked dishes, I’m tasting mischievously, creando l’immagine di casa con una mamma che prepara manicaretti e un bimbo che, mischievously, da birichino, li assaggia di soppiatto. Immagini belle, ecco, ma soprattutto ben curate, che funzionano per la loro dolcezza.

E poi posso dirvela una cosa? Mi piace il suo buonumore, il suo ottimismo. Sono stanca di sentire gente che canta di amori finiti, di com’era bello con lui o lei, o di cosa si perde adesso il o la sua ex. L’amore è bello, al di là di tutto. Ovviamente può comportare anche sofferenza, ma innanzitutto è bellezza, gioia di vivere, è luce negli occhi. È quella stessa euforia che torna in ogni canzone di Mika. Quello che voglio dire è che abbiamo tremendamente bisogno di sentirci coccolati quando ascoltiamo musica. C’è una parola perfetta in inglese per descrivere come voglio sentirmi quando indosso le cuffiette: high, fatta, anzi strafatta. Voglio sentirmi su, alta, cinque metri sopra terra. Voglio che la musica mi faccia dimenticare perfino il mio nome. Ma voglio anche trovare qualcuno che sappia giocare con le parole, costruire immagini e portarle avanti, che sappia pronunciare una parolaccia senza farla sembrare volgare. Vuoi l’erba voglio, direbbe mia madre, e perdonate il gioco di parole e l’asfittica ripetizione di “voglio” delle ultime righe.

Ecco, con il tempo ho abbandonato il tentativo di ascoltare musica rock o di generi particolari. Mi piace la musica pop, mi piace davvero, forse proprio per la sua esuberanza. Al contempo, sempre tra le cose belle, mi sono scoperta accanita fan delle Nozze di Figaro di Mozart che, fra l’altro, sono – vergognosamente – la prima opera che ho ascoltato, sempre lo scorso weekend. Le arie, le voci dei cantanti, le parole, tutte ti trascinano in un’altra dimensione. Sabato sera ne ho visto un pezzo del secondo atto per caso su Sky Arte, mentre tentavo di scaricare un film. Pur essendo cominciata da un pezzo, sono rimasta comunque ad ascoltarne una buona mezz’ora, incantata dalla limpidità delle voci dei soprani. Come raccontavo alle ragazze in collegio questa settimana (giusto per non perdere la nomea di quella strana), ne sono rimasta folgorata. Mi si è aperto un mondo.

La cosa migliore è che tutte queste scoperte le ho fatte proprio adesso che ho un’infiammazione gengivale che mi sta  mandando letteralmente fuori di testa.

coccola5

domenica 18 marzo 2012

Lascia che sia la sera

Oggi pomeriggio sono uscita per una passeggiata con Akyra, la mia cagnolina. Ne abbiamo approfittato nonostante la giornata non proprio limpida: quando siamo uscite, verso le tre, c'era appena un occhio di sole sepolto dietro un cielo vagamente annuvolato. La speranza era che, facendo due passi all'aria aperta, il mio raffreddore e la mia gola irritata ne avrebbero tratto giovamento.

La mia cittadina oggi era particolarmente affollata, complici il mercatino dell'antiquariato nel centro storico e le cresime nella chiesa parrocchiale. I due parcheggi vicino casa mia erano praticamente pieni e, nel tentativo di evitare la tantissima gente, abbiamo scelto di percorrere una pista ciclabile poco distante che si è rivelata semi-deserta. Meglio così, ho pensato. In genere non amo molto incontrare gente che conosco, e questo sia perchè di base sono un'antisociale, sia perchè mi vengono rivolte fino alla nausea le stesse domande: ma sei all'università? cosa studi? e quando ti laurei? e i tuoi fratelli? e i tuoi genitori? Perdonate la maleducazione, se così si può chiamarla, ma odio questi convenevoli, e poi non ne capisco il senso. In un paese in cui tutti si conoscono, potresti praticamente registrarti e premere play ogni duecento metri, più o meno.

Ad ogni modo, ho tolto ad Akyra il guinzaglio e l'ho lasciata scorrazzare avanti e indietro per la pista ciclabile. Inizialmente temevo che potesse scappare e che non mi avrebbe ascoltata se l'avessi richiamata, poi le ho dato fiducia. Ogni tanto la chiamavo perchè rimanesse vicino a me, o quando vedevo che era rimasta un po' troppo indietro, ma più tardi si è abituata al mio passo regolare.

Strano a dirsi, mi ascolta molto di più quando la lascio libera. In genere, con il guinzaglio tira come una forsennata e devo sempre tenerla prima di attraversare la strada o se incontriamo qualcuno. Oggi mi guardava negli occhi, si arrestava se anch'io mi fermavo e anche quando abbiamo incontrato dei cani lungo la strada mi è rimasta vicina, ascoltando la mia voce. E' stato un bell'esperimento, ne sono contenta. Avevo già provato qualche volta, ma di fatto è impossibile lasciarla libera in paese: le distrazioni sono tante e rischio che davvero non mi ascolti o che compaia all'improvviso un altro cane e se non hai il guinzaglio è un bel casino.

Nel frattempo canticchiavo. Qualche canzone di chiesa che avevo sentito alla Messa di oggi, i versi di qualche testo di Gianna o di Tiziano Ferro - che, non chiedetemi perchè, da un paio di giorni ascolto più del solito.
Non sono mai riuscita a imparare una canzone a memoria, a parte quelle di chiesa che sento ogni domenica. Se accendo l'iPod canto dall'inizio alla fine le canzoni di Gianna, ma senza la base musicale ricordo solo qualche verso sparso. Ma sono canzoni che, in qualche modo, condiscono la mia vita. La sua voce mi è divenuta familiare, ne conosco ogni sfumatura ed è bello vedere come le sue canzoni, di giorno in giorno, non mi stanchino ma anzi continuino ad acquisire nuovi significati, nuova poesia. Mi sembra quasi di aver trovato la cantante perfetta per me, quella che ti accompagna poi per lungo tempo con la sua musica.

Anche se poi, in ogni momento della giornata, non manca Lui. Che è una necessità per me, un bisogno fisiologico. Un anelito continuo e instancabile dell'anima che grazie a Lui si ripulisce e respira.

coccola5

mercoledì 14 marzo 2012

I giardini di marzo

Da qualche giorno conservo nella mente parole, brevi frasi che ho pensato e che mi sono piaciute. Vorrei scriverci un post, qualcosa di carino, ma al momento sono soltanto una collezione mentale, che se ne sta fra le grinze della mia memoria.
Strano come il libro di David Grossman mi stia aiutanto a recuperare tutte le mie parole. Mi sovvengono con un pensiero flebile, sinuoso, a volte mi prendono quasi alla sprovvista. Mi sento un po' come una bambina, ho bisogno di usare subito queste nuove parole, come se volessi evitare di dimenticarle.
Tempo di fioriture...

L'universo trova spazio dentro me.
   Lucio Battisti, I giardini di marzo

lunedì 5 marzo 2012

Vicini noi, lontani...

Strano come ieri sera, dopo aver letto qualche pagina del mio libro, mi sia addormentata pensando che avevo delle buone idee per un nuovo post. Stamattina, al mio risveglio, non mi ricordavo più niente.

In compenso, faccio spesso strani sogni: protagoniste sono le persone che vedo più spesso, tra cui il mio caro don. La stessa cosa era successa tempo fa con E.: forse il pensiero di lui, così presente nelle mie giornate, portava il mio inconscio ad immaginarlo anche la notte. Mi dava il tormento, dicevo io. Per un po', quando ci siamo allontanati, non è più apparso nei miei sogni: in quel periodo creavo eventi e situazioni assurde, anche se mai spaventose. Quando poi siamo partiti per l'Olanda, quando mi ero "dimenticata" di lui, mi ha fatto visita la prima notte di viaggio. Da allora non l'ho più sognato.

Io trovo sempre strano e stupefacente come ci leghiamo alle persone, e come i nostri legami condizionino la nostra vita. Le mie amicizie sono sempre sottili, quasi appese a un filo, eppure "magiche". Finora ho sempre trovato persone in grado di capirmi al volo, a uno sguardo. E. sapeva quasi leggermi nel pensiero: mi raccontava prima ancor che lo facessi io a parole. Lo stesso, stranamente, per il mio don. Lasciate perdere la religione. A livello umano, stranamente, c'è feeling. Dopo Berlino non l'avrei mai detto...

Ci allontaniamo e poi ci ritroviamo più vicini. 
Lucio Battisti

Mi terrorizza - letteralmente - vedere cambiare una persona com'era successo allora: a livello affettivo non riesco più a riconoscerla, mi manda in tilt. Eppure, da allora siamo molto più vicini, e molti animatori me l'hanno fatto notare. Più gli ho dato a intendere che su molte cose, anche importanti, la vediamo in modo diverso, più lui si avvicina con dolcezza a me, mi tira a sé. Io gli ho sempre detto che su certe cose difficilmente cambierò idea, ma non per testardaggine, quanto perché sono opinioni che ho maturato con l'esperienza diretta. Ma adoro sentirlo parlare di Dio: potrei tracciare una linea curva, che cambia continuamente il suo orientamento e il suo colore, e scintilla lucente. Questo sopra ogni cosa mi affascina di lui. Ecco, parlami di Dio, potrei ascoltarti per ore. 


Mi torna alla mente un bellissimo discorso di Giovanni Paolo II, E' Lui che cercate.
In realtà, è Gesù che cercate quando sognate la felicità; è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate; è Lui la bellezza che tanto vi attrae; è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso; è Lui che vi spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita; è Lui che vi legge nel cuore le decisioni più vere che altri vorrebbero soffocare. E' Gesù che suscita in voi il desiderio di fare della vostra vita qualcosa di grande, la volontà di seguire un ideale, il rifiuto di lasciarvi inghiottire dalla mediocrità, il coraggio di impegnarvi con umiltà e perseveranza per migliorare voi stessi e la società, rendendola più umana e fraterna. 


Ecco, questa è luce dell'anima mia, questo è il respiro dolce e lieve che abita il mio cuore e che, di giorno in giorno, lo trasforma. Non so perché, ma non riesco a farne a meno.

kyrie
ps. ehi, LM, lo so che probabilmente ho rovinato un post carino, ma tu commenta solo la parte dei sogni. Fai uno sforzo, sul resto chiudi gli occhi. Prometto di dedicarmi ad altro, non appena ne sarò in grado!

martedì 15 novembre 2011

Tanti auguri!

Vi assicuro, non rientra assolutamente fra le mie intenzioni lasciare il blog, anzi. Probabilmente, negli ultimi giorni i pensieri e la confusione - in certi momenti - si sono accavallati talmente tanto da non lasciare spazio ad altro.

L'evento di questi giorni, però, pare essere stata la festa di compleanno di mia madre. In occasione dei suoi cinquant'anni, le avevamo organizzato una festa sabato sera, naturalmente a sorpresa. Ciascuno di noi, mio padre compreso, ha preso parte all'organizzazione dell'evento a suo modo: mio padre e mia sorella hanno cercato un ristorante adatto, io ho realizzato un album fotografico assieme al fotografo della nostra cittadina, e mio fratello ci ha dato una mano con gli scherzi. Inizialmente eravamo preoccupati per la riuscita dell'effetto sorpresa, soprattutto quando mio fratello, che normalmente è un tutt'uno con la PlayStation, le ha detto che sarebbe andato a mangiare dalla nonna "per non stare da solo". Incredibile! Probabilmente, l'unica ragione per cui gli ha dato retta è che nel frattempo non trovava più il bancomat.
Alle 19.30 io e mia sorella ci siamo recate al ristorante per sistemare gli ultimi dettagli. Mio padre aveva "teoricamente" prenotato un tavolo per lui e la mamma, ed eravamo d'accordo di trovarci per le 20.30, ma i miei sono dei ritardatari cronici, e a un quarto le nove si stava scatenando uno stato a metà fra l'entusiasmo e l'isteria, una ridarella continua e in sottofondo. Quando sono arrivati nella sala, addobbata a festa e perfettamente apparecchiata, e tutti insieme abbiamo gridato Auguri! mi sono commossa. Di un pianto forte, irrefrenabile e quasi imbarazzante davanti a tutte quelle persone, dettato anche dall'emozione di sapere che ho al mio fianco una persona che mi ama.
Che mi ama con i suoi limiti, certo, ma che comunque fa del suo meglio: probabilmente non riuscirò mai ad affrontare con lei temi delicati come le Beatitudini per averne un'impressione, ma spero ci sosterremo sempre a vicenda.

C'è una frase di Jovanotti che pare adattarsi perfettamente a noi:
io e te, che abbiamo fatto a pugni fino a volerci bene.. (Il più grande spettacolo dopo il Big Bang)

Si riferisce anche a un altro fatto, ma lo riservo per la prossima puntata.

coccola5

martedì 28 giugno 2011

Go(o)d things


Da non credere. Oggi pomeriggio ho dato l'esame di mediazione orale tedesca e al momento ho in mano un articolo del Süddeutsche Zeitung. Paul Kirchhof plant die Steuer-Revolution. Chi sia Paul Kirchhof non lo so ancora, e nemmeno cosa sia la Steuer-Revolution, ma sono curiosa.

Con mia madre, tornando da Mantova, abbiamo parlato anche di curiosità. Io trovo che sia una caratteristica fondamentale, irrinunciabile oserei dire, in una persona. Mi piacciono le persone che fanno tante domande, che non hanno paura di chiedere e alle volte di sembrare stupide. Secondo me hanno una marcia in più per osservare il mondo. 
Ricordo quanto mi incavolavo da piccola perchè non riuscivo a capire cosa dicevano le canzoni in inglese che ascoltavo, i tedeschi che parlavano con quell'accento e quell'intonazione che tanto mi affascinava. 

Ad ogni modo, l'esame di oggi è andato bene. Del mio anno, il secondo, eravamo quattro ragazze: una è stata bocciata, io sono tornata a casa con un 28. Sudato, molto sudato. Ci ho lavorato tutta la settimana leggendo articoli, guardando video, leggendo lettere commerciali. In realtà, oserei dire che credevo che l'esame fosse più difficile. In un certo senso ci speravo, nel senso che in una scuola per traduttori e interpreti al secondo anno dovremmo effettivamente avere un livello abbastanza alto. La prof mi ha fatto interpretare anche in simultanea, ma dovrò trovare un modo per esercitarmi perchè la mia resa sembrava più una consecutiva.

Bene, bene, bene. E adesso ho qualche programma per quest'estate: vacanze a parte, ho una pila di libri da leggere. Sto acquistando gli inserti di Repubblica e rimpolpando un poco la mia biblioteca. Quest'estate vorrei davvero mettermi sotto e leggerli. Voglio migliorare e perfezionare il mio tedesco, come vi dicevo, e probabilmente riprendere in mano gli studi di russo. Avevamo iniziato un corso a scuola lo scorso anno, ma non avevo tempo per seguirlo e infine sono stata costretta a rinunciare. Con le giornate estive vorrei riprenderlo un po' in mano e vedere cosa posso combinare da sola. 
Se una mia amica resterà a Verona, ne approfitterò per fare un po' di conversazione in tedesco, che ne ho davvero bisogno, nonostante il 28 di oggi. E poi.. poi si vedrà. Voglio andare tanto a cavallo, galoppare fino allo sfinimento e sentire l'acido lattico nelle cosce e nella schiena il giorno dopo. So che con JW non può funzionare, ma magari farò un po' di salto a ostacoli con C., il mio istruttore. Non voglio iscrivermi a gare, lo farei solo per piacere personale.
Più o meno così, quest'estate 2011. Non ho al momento particolarmente voglia di vedere tante persone, spesso preferisco passeggiare o fare una gita in bici per i fatti miei, con la musica nelle orecchie e la voce canterina. 
Resto aperta alle sorprese. Che questi mesi portino cose buone. :)

coccola5

sabato 4 giugno 2011

Elencazioni

Stanotte assolutamente non mi va di fare grosse riflessioni, no. Non per via dell’orario, eh, che comunque a quest’ora sono sempre tranquillamente sveglia, ma è il cervello che si oppone! Stasera ha detto ferie, grazie!
Vi propongo dunque un breve (vedremo!, ormai mi conoscete!) elenco in stile Vieni via con me. Il titoletto è: per tutti quelli che… oh yeah! e ci infilo le cose degli ultimi giorni! Quindi.. pronti, partenza, via!

Per tutti quelli che… hanno un tale mal di testa da non riuscire nemmeno a fare le scale (ed è la terza volta in una settimana!)… oh yeah!

Ptqc… (perdonatemi, abbrevio se no poi sclero!) stanno facendo fare i miliardi alle case farmaceutiche (anche se li fanno ugualmente)… oh yeah!
Ptqc… tutti lo sanno che… siamo uno scandalo io e te (G.N.)! E lo cantano da GIORNI!! … oh my God!

Ptqc… hanno una famiglia impazzita come la mia dove: il padre crede di avere gli occhi azzurri benché essi siano castani; il fratello deve leggere una preghiera alla Messa ma non si ricorda dove ha messo la preghiera, in quale momento della Messa deve alzarsi a leggere e a quale Messa deve leggerla; una sorella che passa ore al telefono e prima di riattaccare precisa all’amica “ma dopo ti richiamo!” … oh yeah!

Ptqc… non possono sopportare la nuova canzone di Vasco e, porca la miseria, non riescono comunque a smettere di cantarla perché ha un ritmo che inevitabilmente prende… oh GRRR!

Ptqc… si maledicono mentre cantano la canzone sopracitata! … oh yeah!

Ptqc… non riescono a studiare nemmeno una paginetta e nemmeno sotto tortura… oh yeah!

Ptqc… la madre chiede “ma questi esami, sei pronta?” … oh, basta!

Ptqc… mangiano palline su palline di gelato e intanto pregano di non ingrassare… oh yeah!

Ptqc… ascoltano senza fine la stessa cantante e non riescono a non trovarla unica.. (ah sì, e frattanto impazziscono!) oh yeah!

Ptqc… un’emozione che scorre fortissima dentro come una corsa inarrestabile… OH YEAH!

Ptqc… nemmeno portare le gambe al petto basta a raccogliere tutto il brivido! … oh wonderful!

Ptqc… tutti quelli maledetti con i sogni in gola, quelli che vivranno una volta sola (G.N.) … OH YEAH!!

Prima di lasciarvi, perché i post lunghi sono ormai una mia peculiarità, vi lascio con un altro elenco, quello delle notizie più assurde che ho sentito negli ultimi giorni:
l’applicazione per iPhone i-Silvio… oh my God!! O.O!

una tipa in treno che parla per ben 16 ore di viaggio (e complimenti per la resistenza delle corde vocali, chè anch’io son logorroica ma dopo un po’ sarei schiattata!)

un falsario dell’800 che componeva lettere di Lazzaro, prima e dopo la risurrezione dai morti!

I cartelli di Penny Lane che, dopo il successo dell’omonima canzone dei Beatles, spariscono tuttora dalla via e le autorità inglesi ne hanno ormai due scatole così!

Un uomo che fa l’amore perfino con una panchina.. la disperazione, brutta bestia! E non vi dico com’è andata a finire, vedete la puntata della Littizzetto da Fazio! ;-)

Il concerto di Vasco a Messina rimandato per dei cedimenti del muro dello stadio.. e poi vogliono fare il nucleare!

coccola5
ps. dimenticavo di dirvi una cosa: se  a qualcuno andasse, io giro il gioco dell'elencazione. Kissss! :-)

martedì 26 aprile 2011

Due giorni

Andate, gone. Sia Pasqua che Pasquetta. Due belle giornate. Domenica eravamo a pranzo con i nonni materni: mia madre aveva scelto un ristorante carino qui in paese. Il pranzo, devo dire, è stato lunghissimo. Siamo riusciti a scappare via soltanto alle 15.30! Subito dopo, abbiamo deciso di fare un salto dai parenti di mio padre: ho rivisto tutta l'allegra ciurma. Ci siamo trattenuti, alla fine, sino alle 21, il tempo di tornare a casa e cosa non trovo nei messaggi? Un sms del mio curato che mi invita a mangiare una fetta di colomba e brindare alla Pasqua. La voglia di andarci non abbondava, sovrabbondava invece la stanchezza, ma a non andare mai da nessuna parte passi per l'antisociale di turno. E io godo già ampiamente di questa considerazione. Borsa, allora, giacchetta e via.

Via come il vento, come un lungo fulmine.

Ieri gitina a Brescia con F. Desideravamo visitare la mostra di Matisse al museo di Santa Giulia. L'esposizione era carina, valeva decisamente la pena e i soldi del biglietto (11 euro con la tessera studenti): oltre all'esibizione era possibile visitare il museo e parte dell'ex convento. Devo sinceramente confessarvi che, dopo due ore di visita, volevamo entrambe uscire!
Non abbiamo fatto a tempo a visitare anche la città: abbiamo visto solamente una chiesetta arroccata dei saveriani, un posticino raccolto e simpatico. Un angolino bresciano semplicissimo, probabilmente rimasto senza fondi. Non c'erano le classiche panche per la Messa, soltanto delle sedie di plastica disposte l'una a fianco all'altra, alcune nere, altre marroni. L'abside era di grande sobrietà: soltanto un altare ligneo e, in fondo, appeso alla parete, un grande crocifisso. Mi piacciono questi posti così poco pieni di non-Dio e ricchissimi di una presenza quasi tangibile.
Ma Verona è sempre la migliore!, abbiamo commentato ridendo io ed F. tornando in stazione. Probabilmente sì; per me ha sempre avuto quel giusto miscuglio di tutto, ne sono sempre stata innamorata. Non potrei mai pensare di non rivederla mai più, anche se vorrei trasferirmi in pianta stabile all'estero. Ne ho bisogno, come di una piccola droga.

RItorno di fiato e di sudore. Ritorno in treno, regionale strapieno di gente. Più speravamo che si svuotasse e più si riempiva. Almeno fino a Verona, dove poi una folla informe si è catapultata sul binario. Ho salutato F. e ho proseguito fino alla mia cittadina.
Casina, cena, film e letto.
Si ricomincia, come sempre. Buona settimana anche a voi!

coccola5 (fra poco di ripetizioni! Brr!!)

venerdì 22 aprile 2011

Vacanze pasquali

Le vacanze di Pasqua sono iniziate, almeno sulla carta. Io, però, ne ho di cose da fare!

1. Accompagnare a Verona il figlio di amici
2. Copiare un blocco intero di appunti
3. Fare un macello di traduzioni
4. Vedere F.
5. Ripassare lunghe liste di vocaboli in tedesco e in inglese

Queste sono solo alcune delle cose, fra poco vado da mia nonna, che non vedo da un'eternità e resto da lei a dormire questa sera, domani devo confessarmi per Pasqua e andare a cavallo.. Oddio! Sì, effettivamente sono brava a incasinarmi la vita.

Ad ogni modo, ieri sono uscita per la prima volta con questo ragazzo di cui parlavo nell'elenco. Si chiama Ale, è simpatico benchè timido, come gli altri lascia che parli io. Mi racconta qualcosa della Repubblica Ceca, dove studia Relazioni Internazionali e della Moldavia, dove è nato e cresciuto. Giriamo tutta Soave, ha un passo lungo. E' alto, i capelli biondi e corti, la carnagione un poco scura di chi viene dall'Est, il viso un po' stanco. Mi aiuta poi a uscire con la bici dal cancelletto di casa sua, è molto gentile. Per tutta la sera parliamo in inglese, l'italiano non lo parla granchè. Il mio americano è percepibilissimo, alle volte fatico un pochino a capire lui, ma ci capiamo bene comunque.

Lunedì o martedì volevo accompagnarlo a Verona e mostrargli la mia città. Non ho intenzione di fare un itinerario classico: Arena vista da fuori, piazza delle Erbe e casa di Giulietta, poi S'Anastasia, S. Zeno e Sottoriva, un quartiere carinissimo vicino al duomo.
Riparte giovedì.

Non ci sono nemmeno i miei a casa. Tornano domani sera, sul tardi. Mia nonna materna mi ha spinto tanto a mangiare da lei, ma alla fine ho scelto di andare a mangiare dall'altra nonna, più che altro perchè poi andiamo alla Via Crucis alle 3 e non voglio arrivare tardi. Mi piace stare da lei, ha il sapore della tranquillità e della pace. Stanotte ho sognato mio zio. Ricominciava a bere... Non riesco a non essere terrorizzata anche solo dall'ipotesi lontana che questo avvenga.

Dopodomani è Pasqua. L'unico programma è il pranzo con la mia famiglia e i nonni materni. Spero che porti bene. Ho l'uovo ancora sopra l'armadio in cucina: mia mamma l'ha preso per sfida, "puoi aprirlo quando vuoi, così vedo quanto resisti!". In genere, alla cioccolata non molto.
Maree di auguri e di buoni pensieri. Maree di Cristi crocifissi. Maree di musica.

coccola5
ps. solo perchè non posso farne a meno: http://www.repubblica.it/politica/2011/04/20/news/riforma_costituzionale-15173670/?ref=HREC1-1 . Il cambio della Costituzione no. Questa volta prometto di manifestare anh'io. Tutte queste scemenze mi hanno proprio stancata.

martedì 29 marzo 2011

Assenze

2 aprile 2011, sabato

Intendevo cancellare il vecchio post con su la traduzione e modificare la data ma, non essendo possibile, l'ho fatto manualmente. Mi dispiaceva l'idea di cancellare i vecchi commenti.
La settimana è scorsa abbastanza tranquilla, a parte il pesce d'aprile delle Ferrovie dello Stato, anticipato dalla giornata di scioperi (31 marzo) dei bus, che mi ha costretta ad andare a Verona in auto. Venerdì quindi ho fatto una levataccia: alle 5.20 ero sveglia per prendere il bus delle 6.23. Da Verona avevo un altro bus che mi porta fino quasi in università che sarebbe partito alle 7.40. Arrivata alle 9, entro in stazione per vedere com'è la situazione e scopro che il mio treno in realtà c'era. Mi sono venuti quelli che si chiamano cinque minuti (nel mio caso forse anche quindici).

Stamattina JW era in passeggiata con un amico di mio padre e non potevo uscire. Il gruppo è andato in montagna e io li ho raggiunti a pranzo: due orette piatte, colme di risate e di gente. Io e mia madre spieghiamo la storia di JW: qualcuno la conosce, qualcuno la scopre sul momento. Tanti dicono che in campo tutti i cavalli sono bravi, la sfida è fuori. Mi astengo dal commentare, più che altro per rabbia, che due mesi fa il mio piccolo non era bravo nemmeno in campo, anzi, proprio in campo si impennava e si spaventava. Ma oggi è stato bravo, mi dicono. Mi fa piacere.

Ho terminato la lettura di Togliamo il disturbo - Saggio sulla libertà di non studiare di Paola Mastrocola. Più avanti cercherò di scriverne una breve recensione: è scritto molto bene, mi è parso oggettivo e libero da ideologie di destra o sinistra (sempre che, al momento attuale, di ideologie si possa parlare). Sto leggendo La sinfonia degli addii, di Edmund White. E' una sorta di autobiografia: l'autore racconta circa una trentina d'anni della sua vita partendo dalla sua giovinezza di gay americano negli anni '60, passando per i suoi soggiorni in Italia e a Parigi e per la grande epidemia di AIDS che, alla fine, travolgerà anche lui. E' una storia strana, non avevo mai trovato qualcuno che parlasse di sesso così. Mi piace il modo fisico, naturale e quasi svogliato in cui mette il lettore a parte delle sue vicissitudini con i vari partner. Peccato che la punteggiatura non sia proprio il forte di chi ha tradotto il romanzo in italiano.

Devo copiare un po' di appunti. La cosa mi snerva parecchio, ma forse un po' di musica mi farà scrivere più velocemente. Stasera pizza, film o libro, letto. Domani torna mio padre, è passato un altro mese. Com'è che ci si abitua all'assenza delle persone? Strano caso, questo mese che lui mancava non ho mai litigato con mia madre. Lei però continua a dire che non sono portata per le relazioni umane. Mi rassegno a darle ragione.

Io benedico la tua assenza,
beata me...
pazienza.

  Gianna Nannini - Pazienza

coccola5

giovedì 10 marzo 2011

A proposito, sono felice

Ora sono qui, voglio sorridere. [...] Nell'aria resterai, gioia di vivere.
                                                                                             Gianna Nannini, Maledetto ciao

Avete mai avuto l'impressione che chi scrive di voler sorridere, di partecipare della gioia di vivere debba sforzarsi di essere felice? Debba ricordare continuamente a sè stesso che ogni cosa sta andando per il verso giusto? Voglio dire, ci sono persone serie di indole, che magari faticano a sorridere alla vita anche se è tutto a posto, eppure.. pare che usino questa frasetta, "sono felice, va tutto bene" come un talismano, qualcosa che torna alla mente dopo lo stress e il daffare.

Sapete che fra questi ci sono anch'io? Ci pensavo iersera.. Non so se sia davvero un buon segno.


coccola5

ps. Se mi resta un po' di tempo questa sera, vi racconto un paio di episodi. Quando si dice paura. E quando si dice sfiga, come nel mio caso. Ogni tanto, ma solo di rado, eh, ho l'impressione che la sfortuna mi tenga dolcemente per mano. [Vaffanculo. Non esco mai senza, come dice la Litti, e adesso ci vuole.]
pps. A proposito, sono felice.

martedì 8 marzo 2011

California


Siamo noi la california,
siamo noi la libertà,
siamo noi che lo guardiamo
e ci sembra ancora cielo.

Gianna Nannini - California


 



Tutto quello che sogniamo e con una scusa immaginiamo distante, tutto quello che vorremmo e per cui non abbiamo mai allungato la mano, tutti i sorrisi che non riceviamo e che non abbiamo regalato, tutto quello che ci sembrava orribile e mediocre e tuttavia lo abbiamo fatto.
Ma anche tutte le scalate che faremo verso il cielo, tutta la buona musica che ascolteremo e le persone cui daremo ascolto, tutti quei posti loschi in cui andremo e tutte quelle persone poco raccomandabii che vorremo conosere. Tutti quei giorni che spaccheremo di gioia.

coccola5