Le cose belle si infilano nella normalità, vi si insinuano e la
trasformano. Mi piace dirlo così, le
cose belle, con un aggettivo semplice e genuino. Io sono un po'
un'estremista e le definisco sempre meravigliose,
fantastiche oppure assurde,
tristi, bruttissime. Ma oggi non voglio strafare, e allora le cose sono solo belle.
E' stata una settimana qualunque. Da lunedì
sino a stasera alle 18 ho avuto lezione in università, soliti rapporti
striminziti e un po’ faticosi con le mie compagne ma fa niente recupero in collegio. E lì i sorrisi delle
ragazze, le chiacchiere buone della cena e della tisana, ritrovare lo stesso
ambiente che l’anno scorso mi ha reso fiera di avere scelto un collegio. Ecco,
niente di particolare. Più di qualche mattina mi sono svegliata in ritardo e ho sgambettato per arrivare a lezione in orario.
La cosa bella è stata la riscoperta di Mika. Come cantante non l'ho mai conosciuto a fondo, ne ascolto i successi in
radio, li canto come tutti gli altri e, a tormentone passato, li ripongo nel
dimenticatoio pensando “alla prossima”. Ne ho qualcuno sull’iPod, punto e a
capo. Un paio di settimane fa guardo X-Factor con mia sorella: su Sky è
possibile rivedere le puntate delle audizioni, che a me piacciono per farmi un’idea
della varietà di umanità che c’è
soltanto in Italia, ma in generale un po’ dappertutto. Non sapevo che avrebbe
partecipato come giudice, l’ho scoperto accendendo la tv quel giorno, ma
confesso che è stata una bella sorpresa: l’ho trovato simpatico e dolce, e al
tempo stesso competente, per quanto lo si possa essere in un talent show. Così,
penso bene di riascoltare qualche sua canzone e scopro che l’anno scorso ha
pubblicato un disco, The Origin Of Love,
e lo scarico.
I like it, I like it, I damn like it. È geniale, davvero. Le canzoni hanno un’energia
unica, sono dinamiche e la voce acuta e insieme morbida di Mika ti porta in un
altro mondo. Considerando che scrive da solo i testi, sono davvero
strabilianti. Ricamano immagini dolci, caserecce a volte. Step With Me, ad esempio, canta:
this love is delicious like home-cooked dishes, I’m tasting mischievously,
creando l’immagine di casa con una mamma che prepara manicaretti e un bimbo che,
mischievously, da birichino, li
assaggia di soppiatto. Immagini belle, ecco, ma soprattutto ben curate, che
funzionano per la loro dolcezza.
E poi posso dirvela una cosa? Mi piace il suo buonumore, il suo
ottimismo. Sono stanca di sentire gente che canta di amori finiti, di com’era
bello con lui o lei, o di cosa si perde adesso il o la sua ex. L’amore è bello, al di
là di tutto. Ovviamente può comportare anche sofferenza, ma innanzitutto è
bellezza, gioia di vivere, è luce negli occhi. È quella stessa euforia che
torna in ogni canzone di Mika. Quello che voglio dire è che abbiamo
tremendamente bisogno di sentirci coccolati quando ascoltiamo musica. C’è una
parola perfetta in inglese per descrivere come voglio sentirmi quando indosso
le cuffiette: high, fatta, anzi
strafatta. Voglio sentirmi su, alta, cinque metri sopra terra. Voglio che la musica mi faccia dimenticare perfino il
mio nome. Ma voglio anche trovare qualcuno che sappia giocare con le parole,
costruire immagini e portarle avanti, che sappia pronunciare una parolaccia
senza farla sembrare volgare. Vuoi l’erba
voglio, direbbe mia madre, e perdonate il gioco di parole e l’asfittica
ripetizione di “voglio” delle ultime righe.
Ecco, con il tempo ho abbandonato il tentativo di ascoltare musica
rock o di generi particolari. Mi piace la musica pop, mi piace davvero, forse
proprio per la sua esuberanza. Al contempo, sempre tra le cose belle, mi sono
scoperta accanita fan delle Nozze di
Figaro di Mozart che, fra l’altro, sono – vergognosamente – la prima opera che ho
ascoltato, sempre lo scorso weekend. Le arie, le voci dei cantanti, le parole,
tutte ti trascinano in un’altra dimensione. Sabato sera ne ho visto un pezzo
del secondo atto per caso su Sky Arte, mentre tentavo di scaricare un film. Pur
essendo cominciata da un pezzo, sono rimasta comunque ad ascoltarne una buona
mezz’ora, incantata dalla limpidità delle voci dei soprani. Come raccontavo
alle ragazze in collegio questa settimana (giusto per non perdere la nomea di quella strana), ne sono rimasta folgorata. Mi si è aperto un mondo.
La cosa migliore è che tutte queste scoperte le ho fatte proprio
adesso che ho un’infiammazione gengivale che mi sta mandando letteralmente fuori di testa.
coccola5
Nessun commento:
Posta un commento