Sono stata sfiorata da così tanti pensieri negli ultimi giorni, da quando sono arrivata in Svizzera. Lavorare in un albergo a quattro stelle, dove i clienti sono in generale ricchi e, diciamolo, ipocriti e mediocri, mi ha fatto riflettere tantissimo. Specie su quei tanti valori della vita su cui spesso sorvoliamo, sulle cose importanti che dimentichiamo davvero. Anch’io me ne dimentico a volte, tutti lo facciamo prima o poi.
Perdiamo la semplicità, il silenzio e la quiete. Ci riempiamo di rumori, parole, suoni, atteggiamenti. Alle volte ne siamo tristemente consapevoli, altre meno. La seconda opportunità è la più fortunata, consente di vivere la propria vita in assoluta tranquillità. Diciamoci la verità: nessuno è costretto a fingere, abbiamo sempre una scelta. La più difficile, ma anche la più semplice, alla fine, è quella di essere noi stessi, così come siamo.
Per quanto posso, mi rifiuto di fingere gentilezza, sorrisi, false parole. Se per il mio lavoro devo adottare un comportamento simile, tento per altro di non ascoltare nulla di ciò che viene detto, di pensare soltanto a quello che devo fare, alla mia vita, se posso. Sembra contradditorio, ma non lo è: si assume quel convenevolo minimo, quella parola giusta, ma assolutamente nulla di più. Si resta consapevoli di essere diversi, e questo “salva il salvabile”.
Ho dato un’occhiata alle recensioni dei due film con Leonardo di Caprio e Kate Winslet, Titanic e Revolutionary Road. Mi sono piaciuti, e li amo ancora, per il fatto che mettono in luce la mediocrità e lo sbaraglio cui questa porta. Nel primo caso, ad un amore vero, ad un cambiamento interno, nel secondo alla disperata ricerca di una soluzione (alla fine di un matrimonio) e, alla fine, all’accettazione, più o meno rassegnata, di questo.
Ho preso questi due film ad esempio perché non vorrei mai trovarmi in nessuna delle due situazioni. Come evitarlo, allora? La risposta è forse nelle prime righe, ma non vuole essere qualcosa di dogmatico, di assoluto, semplicemente una presa di posizione. Come dicevo, ognuno scelga di essere sé stesso.
Anch’io sto scegliendo. La religione, che mi ha sempre fatto da compagna, mi dà sempre una mano. Non si vuole qui discutere dell’esistenza o meno di Dio, sede per altro inappropriata e compito di cui non vorrei mai assumermi le responsabilità, ma semplicemente constatare che personalmente, sono molto aiutata dal credere. Mi riporta costantemente con i piedi per terra, mi fa sentire le mie mancanze, non mi rende superba, e questo è un bene.
Mi è stato spesso detto, e di questo ho per altro già molto scritto, che sono rigida, perfezionista, selettiva. Tutto vero, ma questo mio comportamento viene, credo, dalla consapevolezza di una forte insicurezza. Per contrasto scelgo quindi sempre persone di carattere molto diverso dal mio, ottenendo un’amicizia sempre molto particolare, esclusiva (nel senso che esclude gli altri). Fino a un anno fa è stato sempre così, poi sono uscita molto di più, ho cercato maggiormente di vedere diverse persone, di essere più alla mano. Essere me stessa, certo, ma anche smussare un po’, quello che serve.
coccola5
ps. il video di Ligabue è d'obbligo. =) Luciano Ligabue, Una Vita Da Mediano.
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