Spesse volte, mentre traduco dall'inglese verso l'italiano, mi ritrovo intenta a ricercare un particolare termine nella mia mente. Altre volte immagino, conosco già il significato di parole che non ho mai incontrato prima: prefiguro nella mia testa quello che possono significare, le ripeto ad alta voce per non scordarne il significato. E poi ci sono momenti in cui so cosa vorrei esprimere tramite le parole, ma non riesco a trovarle. Quando si dice "ce l'ho sulla punta della lingua".
Un po' come stamane o ieri sera. Sento forte la voglia di scrivere, vorrei abbozzare qualcosa di lirico, e mi vengono in mente solo versi di canzoni che amo, che mi hanno accompagnata durante i periodi della mia vita. Sono rimasta sola a lungo in tempi diversi, la musica mi ha sempre tenuto buona compagnia. Gli autori che ascoltavo qualche anno fa non sono troppo diversi da quelli che mi appassionano tuttora. Ho gusti piuttosto classici, non evado troppo: Vasco Rossi, Ligabue, Laura Pausini, Eros Ramazzotti, Marco Ferradini (Teorema), Max Pezzali e gli 883, Lady GaGa, Dido... i più conosciuti, insomma. Ma ho sempre pensato che, pur essendo molto conosciuti, siano tutti artisti che hanno sempre qualcosa da raccontare, che non sprechino canzoni.
C'è un cantante che accompagna i miei momenti di empatia: Eminem. Lo ascolto dai tempi di "The Eminem Show", precisamente dal 2004. Le sue canzoni sono piene di rabbia, ti fanno pensare, ti ricordano che non esistono solo situazioni fortunate come la tua o la mia. E' adatto a quando penso a qualcuno che amo e che si trova in un particolare periodo della sua vita.
Poi ci sono i Simple Plan, perfetti per i momenti di rabbia: Welcome to my life e Shut up hanno veramente una potenza insita pazzesca. Prima ti caricano, poi ti calmano, ti fanno vendicare mentalmente.
I Nickelback, che prima, come i Simple Plan, non ho citato, sono adatti ai miei innamoramenti. Far away è la canzone dell'estate 2006, quando mi ero innamorata di un ragazzo stranissimo, Chad. Ho trascorso quell'estate in Canada ed è stata tra le migliori della mia vita: c'è stato quel ragazzo, l'inglese che ho imparato, le mie vicine di casa simpaticissime, due amicizie via Internet che si sono protratte nel tempo... La ricordo in particolare perchè sono stata davvero bene, farmi conoscere in un posto nuovo mi ha permesso di togliere quelle etichette che mi affibbiano quando sono nella mia cittadina.
C'è Lady GaGa, che si addice perfettamente ad E. Poker face ha ormai la sua storia, ma mi fa rabbrividire ancora ogni volta che la ascolto sull'iPod. Quella canzone non aveva niente di speciale prima di andare la prima volta allo Sky con E. Lì mi ha fatta ballare, si è preso cura di me, mi ha toccato i capelli. Quella canzone l'ho ballata con i suoi fianchi pressati sulla schiena e le sue mani intorno alla vita. Non lo dimenticherò mai. E' un ricordo stupendo.
Ci sono le canzoni degli YMCA e di altri gruppetti stile country-folk che ricordano il mio periodo nel vecchio ristorante. A fine serata accendevamo la musica a palla e pulivamo, e poi mangiavamo insieme il dolce. Qualche sera siamo rimasti fino alle 2, abiamo riso, scherzato. Sono state sere magnifiche, a modo loro, mi hanno cambiata, dopo tutto.
E infine c'è Vasco. Lo cito per ultimo perchè è il più importante. Di Vasco non saprei scegliere una canzone: in certi momenti ho amato Vivere, in altri Stupido Hotel o Hai mai. Vasco mi è sempre piaciuto per la sua semplicità di parole, per la sua schiettezza. Nascondersi dietro a un dito, dietro a un "sono cambiato" non fa per me. Coca Cola rappresenta perfettamente quello che sto dicendo. Non ho mai amato Albachiara, ci ho visto sempre e soltanto l'immagine di una ragazza che si tocca, sola in una stanza. Null'altro. L'immagine della brava ragazza che poi. Vasco ha sempre rappresentato la libertà, quella che tutti noi cerchiamo disperatamente e che non sappiamo trovare, quel senso di infinito che solo la musica e la poesia ci danno. Qualunque cosa vogliamo essere, non sarà mai quello che siamo. Siamo così, imperfetti e perfetti a modo nostro, e va bene. Non cambieremo mai perchè non credo nei cambiamenti, credo soltanto che avvengano per necessità. Ma almeno siamo noi stessi.
coccola5
E' vero, la musica accompagna sempre i momenti importanti della nostra vita, li caratterizza...I Simple Plan li ascoltavo anch'io nei momenti in cui ero molto triste e arrabbiata, mi ci rispecchiavo in pieno in quegli attimi in cui l'autocommiserazione sembrava farmi stare meglio. "Everytime" su tutte la sentivo mia... quanto ci ho pianto!
RispondiEliminaio sento molto mia, a volte ancora adesso, "Welcome to my life". Invita gli altri ad astenersi dal giudicare le vite degli altri, che non sono mai semplici quanto sembrano. Il problema è che davvero poche persone sanno farlo, a volte anch'io critico. Penso sia naturale per l'uomo, forse; penso che per natura non possiamo farne a meno.Kiss.
RispondiEliminaSì lo penso anch'io... l'impulso a criticare è un qualcosa di forte in noi, anche se a volte non esterniamo... forse è un modo per non pensare alle nostre, di vite.
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