Rispetto a qualche anno fa odio molto meno i pranzi di famiglia. Allora portavo con me un buon libro e dopo il desinare mi confinavo in un angolino a leggere finchè qualcuno non mi diceva “andiamo a casa, che dici?”. Le domande sono tendenzialmente sempre le stesse, da parte di nonni che confondono il tuo nome con quelli di metà della tua famiglia (“Anna..?, e no, Laura..?, no, no.. Marta!”, e ancora non si è arrivati a quello giusto), che ti chiedono che classe frequenti anche se vi vedete una volta ogni due mesi.. così è. Fortunatamente con la famiglia di mio padre c’è sempre stato un ottimo rapporto, se non di amicizia in senso proprio, per lo meno di cortesia e simpatia scambievole. Non ci vediamo spesso, dal momento che loro abitano in città, però rivederli è sempre un piacere: mia zia era persino venuta al mio orale di maturità!
Oggi, quindi, siamo andati al compleanno di mia nonna Sorriso (soprannome di fantasia, ovviamente). Compie domani 80 anni, è un bel traguardo, e avevamo deciso di festeggiare con la famiglia al completo. Partenza trafelata da casa, tra l’altro con un fanale dietro andato [ve lo dico perché, se fosse stato per mio papà, lo avremmo aggiustato sul momento, arrivando con mezz’ora e più di ritardo] e via fino a Verona. Abbiamo chiacchierato un poco, poi mangiato un primo abbondante: riso con pesce e pasticcio (o lasagna). Non mancava nulla: vino, acqua, bibite per noi giovini, e infine naturalmente il dolce. Abbiamo cantato “tanti auguri” a mia nonna e poi, ad alta voce e rossa invasata, le ho letto una poesia in dialetto. L'ho guardata spesso, mentre leggevo, mi ha dato felicità vederla commuoversi durante la lettura. Se la poesia fosse durata di più, sicuramente avrei pianto anch'io.
Il momento delle foto è stato qualcosa di drammatico. Va precisata questa particolare dote umana, vale a dire che, mentre un solo essere umano o due hanno la capacità di sorridere insieme e verso lo stesso punto contemporaneamente, quelle due persone perderanno tale capacità se dovranno essere fotografate in gruppo. In poche parole: ce ne fossero almeno due che guardano la stessa macchinetta o che non vengono fuori con facce strane o con gli occhi chiusi! Photoshop è grande a modo suo.
Alla fine siamo rientrati per le 18. E io volevo ancora stare là. Miracles happen sometimes.
coccola5
A me invece è accaduto esattamente il contrario.Da bambina adoravo festeggiare con i miei parenti,fare le cene per natale,andare in campagna per pasqua..insomma,tutte quelle feste che si trascorrono in famiglia.Ora invece detesto tutto ciò,probabilmente perchè sono cambiate tante cose,e mi si è ''aperta la mente''..non mi piace stare in compagnia dei miei parenti,anzi,non li sopporto proprio,ogni volta è una forzatura.Beata te,è bello stare bene con la famiglia :)
RispondiEliminaIo odio i pranzi tra parenti quando si tratta della famiglia di mia madre. Si avverte che i rapporti sono molto freddi e che, quei pranzi fatti per festeggiare i compleanni dei nonni, sono soltanto una facciata. All'ultimo evento si sono tirati indietro: meglio così, dopotutto. ps. meglio così perchè la situazione è un po' complicata.Kiss.
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