mercoledì 1 dicembre 2010

First day abroad

Eccomi qui. Ci sono luoghi come questo così verdeggianti, così distesi tra le colline, da dare l’impressione che si potrebbe rimanere per sempre. E … è uno di questi. Le abitazioni, le costruzioni umane, tutto ciò che non riguarda direttamente la natura è molto semplice. Mi sembra quasi una forma di rispetto: la natura dà la bellezza, l’uomo cerchi di non sciuparla. Impera molto lo stile americano per quello che riguarda la capitale, ma non infastidisce la vista. È quasi un completamento del tutto, anche se detto così sembra molto innaturale o contradditorio.

Ieri saremmo dovuti andare a vedere il cantiere dove lavora mio padre, ma i vigilanti non sono stati permissivi. Pare che recentemente ci siano stati dei furti di pick up, e quindi preferiscono evitare casini di qualsivoglia genere. Così abbiamo cambiato destinazione, e siamo andati al mare. L’acqua del Pacifico ha una certa grazia intrinseca. Abbiamo mangiato in un ristorantino carino senza percorrere altra strada in auto e il pomeriggio siamo rientrati in hotel. L’aria condizionata è talmente forte da impedirti di rimanere al chiuso. Per contro, all’esterno c’è molta umidità e quindi rischio di prendermi qualcosa. Di salute sono abbastanza forte, ricordo influenze rade, ma non è detta l’ultima parola. Ugualmente temo per New York la prossima settimana, dove il continuo passaggio dal freddo esterno al caldo dei negozi sarà ben poco piacevole.

Ad ogni modo, con la famiglia va tutto abbastanza bene. Con mio padre ieri, a pranzo, abbiamo discusso piacevolmente degli scioperi studenteschi (piacevolmente.. si fa per dire, visto l’argomento). Come sempre abbiamo idee del tutto contrapposte, anche se alcuni punti in comune ci sono sugli argomenti principali. Mi ha raccomandato di non unirmi agli scioperanti, dal momento che frequento un ateneo privato e che quindi mi riguardano fino a un certo punto. Concordo con gli studenti sulle motivazioni degli scioperi, ma non me la sento di unirmi a loro. I miei sborsano parecchio per farmi studiare, ho buone probabilità di trovare un impiego e di dipendere relativamente poco dallo Stato quanto a lavoro. Sembra una cosa molto egoistica, ma è così. La mia docente di Letteratura Italiana dice che sciopera chi se lo può permettere, e io francamente no. Mi dispiace tanto.

Mia madre alterna momenti di tranquillità ad altri di irascibilità, ma in fin dei conti mi è grata perché tento di fare un po’ da interprete tramite lo spagnolo e l’inglese. Dire che in spagnolo mi invento metà delle parole credo sia inutile!

Al fuso orario mi sono già abbastanza abituata. Oggi non ho dormito nel pomeriggio per prendermi prima e meglio, e credo stia funzionando. Ricordo che quando sono stata in Australia, andare a letto ore dopo il mio fuso era tragico. Per quattro giorni sono sembrata in letargo e a metà pomeriggio avevo un sonno pazzesco! Andare indietro con le ore è un po’ più facile, almeno per me.

Ho sentito qualche amico su Fb, scaricato le foto sul pc.. perdonate il post a mo’ di elenco, domani cercherò di impegnarmi maggiormente!

coccola5
ps. prime impressioni ottime, domani racconto meglio! [Qui sono le 19.26, non sto impazzendo con gli orari di pubblicazione!]

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