Quando pago un servizio, il diritto all'arroganza non è incluso.
Non vuole essere una frase statuaria, nè una massima inventata da me, ma questa sera vi spiego tutto.
coccola5
Aggiornamento tardivo (2.45): perché scene in giro se ne vedono tante. La frase che avevo inserito all’inizio del post, va riferita a un fatto di oggi pomeriggio, accadutomi in università. Frequento il secondo anno universitario alla facoltà di Scienze della Mediazione Linguistica di un ateneo privato. Questa minuscola premessa è importante per capire quello che accade. Abbiamo, oggi pomeriggio, tre ore di Mediazione Orale di Inglese, spezzate da un intervallo. All’inizio della lezione, l’insegnante chiede chi si sia iscritto all’esame del primo anno – chi, in pratica, deve ancora darlo – e tre ragazze alzano la mano. Per farle esercitare, chiede loro di uscire, una dopo l’altra, per tradurre in consecutiva dei testi. Non prendetevela troppo se non sapete cosa sia la traduzione consecutiva, non è questo che importa. La prima ragazza, tale Svampita (e la ragione del nomignolo è chiara..) esce, ma la sua interpretazione è oggettivamente pessima: mancano grammatica di base dell’inglese, capisce poco e male, traduce le parole praticamente a caso. Un disastro. L’insegnante precisa che, se l’esame andrà similmente, probabilmente la fanciulla sarà segata. Non queste parole, è chiaro, ma il concetto è lo stesso. All’intervallo, chiedo ad una compagna, per altro vicina di banco di Svampita, di prendere un caffè con me. Mi risponde che arriva subito, solo il tempo di prendere il portafogli, ma intanto si avvia tra lei e la sopracitata vicina una discussione. “Ma, dal momento che io pago una bella cifra ogni anno, non mi sembra giusto essere demoralizzata così dall’insegnante.” – sguardo mio e della mia compagna davvero stupito. “E poi, comunque, la prof dovrebbe metterci nelle migliori condizioni per passare l’esame.” Ma, tesoro, l’ha fatto lo scorso anno spiegando tutto sul turismo, argomento d’esame!! E poi scusa, siccome paghi l’insegnante non può darti un giudizio sulla tua esercitazione? Spero di non aver colto male, ma mi sembrava che il messaggio, nemmeno troppo implicito, di Svampita fosse: la scuola è privata, perciò devono promuovermi ad ogni esame. Giudicate voi, io sono stanca di “fare la morale” ogni volta e di sgolarmi a casa e con gli amici su cose che ritengo stupide, ma, più che stupide, decisamente arroganti.
E poi la sera in stazione basta. Ad aspettare il bus per il ritorno tre sere su cinque nella completa insicurezza. Una sala di aspetto che dopo le 20 si trasforma in un circo, senza nessuno che sorvegli la situazione. L'altra sera è entrato un tipo urlando che presto la rivolta del pane arriverà anche in Italia. Rabbia scatenatasi, la sua, quando ha chiesto al cameriere del servizo minibar che riportava il carrello il costo di un tè caldo. E vederlo importunare mezza sala d'aspetto per chiedere a tutti se hanno qualche euro da dargli.
Questa sera un altro tizio che viaggiava suonando il clacson sulla macchina per pulire il pavimento della stazione. E non era, come molti hanno suggerito, il netturbino della stazione. Sempre questa sera, un secondo tizio che si serve liberamente di Cipster e acqua minerale dal carrellino minibar, che dopo le 20 viene portato in sala d'aspetto e lasciato incautamete (e deficientemente) aperto. Apre l'acqua, ne beve un sorso, la richiude e reinfila nel carrellino. E, a me che l'ho visto, rivolge un'occhiata di sfida.
Basta, non posso, essendo costretta a rimanere in stazione per non patire il freddo, essere spesso importunata da gente che vuole qualche euro, il mio panino e così via. Dalle mamme che mi mandano la bambina a chiedermi l'elemosina. Basta con questa anarchia degradante e decadente. Qualcuno intervenga. Io non ne posso più. E ho un altro anno e mezzo di università davanti.
Divido in due parti il tuo intervento.
RispondiElimina1) Sì, al mondo c'è gente come Svampita che è convinta che il denaro dia diritti. Gente senza la minima capacità autocritica che non riesce a vedere se stessa in altri termini che non siano lo status, il denaro, il potere. Io sono perché ho, ho e quindi merito. Non pago la retta di un'università privata per avere l'accesso ad un sapere magari più specifico o per un insegnamento migliore: pago per trasformare il mio denaro, per investirlo in titoli (di borsa o di studio, a quanto pare, c'è poca differenza).
Togli loro il libretto degli assegni e la carta di credito e li vedrai sprofondare nell'unica crisi esistenziale possibile della loro vita.
2) Capisco che sei una ragazza e poco più che maggiorenne (e che, pertanto, la gente t'importuna enne volte più di quanto non importuni me, quasi trentenne alto e stazzuto e con la barba incolta), però: occhio, la deriva poliziesca è dietro l'angolo. Ciclicamente il lassismo viene lasciato correre laddove si è già pronti per correre ai riparii: oggi l'elemosina, domani strade sicure. L'insicurezza e il fastidio che provi oggi sono le sensazioni che potrebbero, un domani, farti inneggiare all'ordine e alla disciplina.
La soluzione non è nel giro di vite ma in una diversa impostazione della società. Non militarista, ovviamente.
Evidentemente sono in molte persone a pensarla in quel modo... che siccome pagano profumatamente per fare un certo corso di studi, questo implica che debbano essere automaticamente promosse. Eh no, non funziona così. O meglio, non dovrebbe... però il problema è che spesso va a finire che è proprio così. Tristezza...
RispondiEliminaIo ho paura come te quando vado in giro. E' veramente penoso dover andare in giro preoccupandosi di incontrare qualche pazzo. E, come dici tu, nessuno fa nulla. Ma che vuoi che facciano? Si sa che c'è della gente fuori di testa, ma finchè non ci scappa il morto, stanno in giro a dar fastidio alla gente. E poi il morto neanche basta più ormai... con tutti gli sconti di pena che ci sono, chi fa un reato esce subito dal carcere. Questo paese ha veramente delle grosse carenze, se dovessi consigliare a una persona un paese dove andare, di certo non gli consiglierei l'Italia.
Oddio, rileggendomi forse sono stata troppo dura... l'Italia ha anche dei lati positivi, chiaramente, però in confronto al passato secondo me sta peggiorando.
RispondiElimina@ LM: Concordo pienamente sulla prima parte del commento. Sulla seconda specifico un paio di cose. Non desidero che queste persone vengano mandate via o altro, del resto il fatto che si servano liberamente dal carrellino o facciano i matti non vuol dire che sono venuti a rompere le scatole direttamente a me, semplicemente che disturbano la quiete pubblica o che, per essere esatti, si sentono liberi di fare quello che vogliono. Cose legali e no (servirsi dell'acqua non è legale; la mattina dopo la bottiglietta dovrà essere buttata e quindi averne bevuto corrisponde ad aver rubato la bottiglietta). Io desidero soltanto che la polizia ferroviaria, da sempre presente alla stazione veronese, si adoperi per effettuare qualche controllo, oltre che girare meccanicamente in atrio, sala dove non passano che le persone che vanno ai binari a prendere il treno! Sarebbe utile se ci fosse qualcuno a sorvegliare su una situazione di fatto spesso inquieta. Insomma, la stazione dei treni veronese non è mai stata nota come un bel posto, tanto per essere chiari.
RispondiEliminaUna sera un tipo mi ha seguito, prima al Mac mentre prendevo un panino, poi in sala d'aspetto. Di certo non posso sentirmi sicura. Naturalmente sono tanti gli stranieri che vengono in stazione, aspettano il loro treno e poi vanno, o anche i senzatetto (se mi permetti l'espressione) che restano lì la sera, non piantano a fare casino e dormono o ascoltano musica. Come tutti gli altri senza creare anarchia o disturbare.
@ Pequenaeva: tristemente concordo. Tristemente nel senso che mi dispiace notare che tristemente è così. Quest'Italia mi fa sempre pensare alla Sicilia del "Gattopardo"..
coccola5
Sulla seconda specifico un paio di cose.
RispondiEliminaNon ce n'era bisogno: nonostante ti legga da poco, ero convinto che il tuo non fosse il caso di cui ho parlato. Però mi premeva dirlo, anche un po' per esorcizzare questa paura.
Sarà che ne sento tanti, quasi ogni giorno, augurarsi che ritorni un non meglio identificato "lui" che, a quanto pare, benché si stesse peggio faceva stare meglio.