Mentre facevo pausa dallo studio, pochi minuti fa, ne ho approfittato per fare un paio di telefonate. Dopo aver chiamato l'università per risolvere una formalità, ho digitato il numero di E.
Non lo sentivo.. praticamente da Aprile. Lo avevo chiamato un paio di settimane fa dopo essere tornata in ristorante. I ragazzi mi avevano detto che si informava su di me, di tanto in tanto, e quindi - ne avevo dedotto io - probabilmente gli mancavo. Di sicuro pensava a me. Oggi ci siamo accordati per vederci domani, verso le 17. Un'oretta assieme prima che vada a lavoro. La cosa mi fa sorridere. Non si tratta proprio di gioia, è qualcosa di incerto fra l'attesa e il pregustare la scoperta. Sono curiosa di scoprire se ci sono novità, se ha fatto qualche passo avanti.
Di fatto la telefonata non è durata più di un paio di minuti striminziti e frettolosi. Sono abituata alle telefonate on the way. L'unica con cui parlerei per ore attraveso il ricevitore è F. Con lei le cose da raccontare, i dettagli e i particolari aumentano parola dopo parola. Da un argomento ne nasce un altro, come i fiori a primavera. Sbocciano gentili le risate, il tono della voce cambia lentamente e in modo misurato.
Di fatto, conosco sempre benissimo le persone di cui mi circondo. Alle scuole medie, la mia amichetta si chiamava Melania. Ne conoscevo tutti i possibili toni di voce, e ricordo che, rimanendo all'altro lato della stanza, percepivo esattamente i tempi della conversazione dal suo gesticolare, dal suo modo di muoversi.
Lo stesso è sempre valso anche con E. Dopo qualche tempo, ho imparato a conoscere il suo sguardo meglio di altre persone. Ogni tanto capitava di incontrare l'idiota di turno che diceva qualche cosa stupida in pubblico. E. lo guardava come si guarderebbe uno scienziato, gli occhi fissi sulla sua figura per qualche istante dilatato. Io, non so bene perchè, ho sempre pensato che si rifiuti di giudicare, probabilmente perchè - anche in quanto gay - conosce il peso del giudizio degli altri.
Non so quantificare il mio desiderio di vederlo domani. A distanza di mesi è difficile riprendere un rapporto, e sono certa che mi offenderebbe se E. fingesse che in questi mesi ci siamo visti tutte le settimane, come abbiamo sempre fatto. Mille pensieri vagano effervescenti nella mia testa: la preoccupazione per l'esame e la voglia di staccare, il modo in cui la prenderà mia madre e i miei 20 anni e, in fin dei conti, l'effettiva voglia di incontrarci. Mi sto chiudendo anch'io per qualche ragione: ultimamente spero come non mai di non trovare in giro persone che conosco e di non doverle salutare per forza. E' un periodo di assoluta apatia: parlo pochissimo - il che per me è più unico che raro - e ascolto poca musica, altro fatto per me straordinario.
Dire che sono confusa è riduttivo. Gira, gira, gira la testa senza fermarsi un attimo.
coccola5
Succede.
RispondiEliminaPer quel che mi riguarda, sono i sintomi di un momento di maturazione: quando sono così apatico è perché qualcosa mi sta covando dentro, e non appena uscirà fuori sarò più attivo e coinvolto che mai. Quindi, coccolina mia, resisti fino alla tua primavera ;)
E poi... muoio dalla curiosità con E.! Forza!
Per la verità c'è ancora una gran confusione nella mia testa. Certo, ci siamo visti e mi ha fatto piacere, ma credo la nostra "situazione", per così dire, si sia chiarita quando, nel salutarmi dopo le ciacole, mi ha detto: "Ciao, grazie per la visita." Per un momento ho pensato di aver sentito male, che ad averlo detto fosse stata sua madre o che so.
RispondiEliminaOvviamente non puoi non vedere una persona per quattro mesi e pretendere che le cose siano come prima, lì ad aspettarti. Se il mondo gira senza di te, tu impari a girare per conto tuo, no?
Ma sono confusa. Decisamente confusa. Mi concedo di fare come Rossella O'Hara, ci penserò domani. Domani è un altro giorno. E martedì ho un esame, ha la priorità.
coccola5
Tesoro mio, riallacciandomi al tuo commento dico: sì, è dura riprendere le amicizie dopo lunghi periodi di silenzio. Però, con un po' di pazienza, e voglia da parte di entrambi, il rapporto si ricostruisce. Anche con fatica: tutti i rapporti sono fatti di alti e bassi, e noi siamo esseri umani con dei sentimenti. Magari la prossima volta andrà meglio, no? =)
RispondiEliminadaygum