Stasera ho preso il bus delle 21 per rientrare alla mia cittadina. Ne ho approfittato per guardarmi Verona, le sue splendide visuali serali e le luci che, l'una dopo l'altra, si susseguivano veloci. Nel cielo blu scurissimo erano ricomparse le stelle, le stesse che ieri sera non riuscivo a vedere. Mi piace stare a guardarle, mi danno un senso di sicurezza.
Ce n'è una in particolare che cerco ogni sera. Non conosco il suo nome o la sua collocazione, ma la riconosco perchè ai miei occhi è più luminosa di tutte le altre. Sta sempre un passo indietro a me quando cammino, eppure non posso fare a meno di sorridere quando volgo gli occhi al cielo. Ho l'impressione che mi faccia da guida, da accompagnatrice silenziosa e discreta dei miei passi.
Ogni sera, tornando a casa, non riesco a fare a meno di pensare che vorrei che ogni luogo fosse Verona. Che, uscita dal quartiere di Borgo Venezia, il più periferico prima dei paesi della provincia, quell'atmosfera cittadina si rinnovi. Ancora una volta, e poi una terza, una quarta, finché non giunga a casa. Non riesco a negare a me stessa che Verona sarà sempre un'amante per me, una bella signora ingioiellata e preziosa, con le prime eleganti rughe sul viso, ma sempre in ordine.
Ci sono cose della mia vita cui non rinuncerò mai: scrivere, andare a cavallo, la mia città e Dio. Senza una di queste impazzirei sicuramente. Sono linfa dei miei giorni e dei miei respiri e il fatto è che, quando ho provato ad allontanarmene, mi hanno rincorsa piangendo come amanti gelosi, furibondi. Mi hanno tormentata di Sehnsucht fino a farmi tornare con un sorriso. E con un sentimento di commozione in gola.
coccola5
venerdì 27 gennaio 2012
mercoledì 11 gennaio 2012
Prossimamente al cinema
In arrivo qualche novità. Aggiorno con calma il post stasera, per il momento vi lascio con le anteprime:
1. aggiornamento della pagina Bose. Potete vedere il documento che ho inserito a questo link.*
2. Davide. Ma per quello vi lascio con l'acquolina in bocca!
Un caro bacio,
coccola5
*- qualcuno può dirmi nei commenti, solo a titolo informativo, se la pagina si apre da Google Docs? Altrimenti mi mobilito per cercare un altro host..
1. aggiornamento della pagina Bose. Potete vedere il documento che ho inserito a questo link.*
2. Davide. Ma per quello vi lascio con l'acquolina in bocca!
Un caro bacio,
coccola5
*- qualcuno può dirmi nei commenti, solo a titolo informativo, se la pagina si apre da Google Docs? Altrimenti mi mobilito per cercare un altro host..
lunedì 9 gennaio 2012
A simple life
Lunedì di calma, quella calma che – per forza di cose – segue la tempesta. Calma autoimposta e aiutata dalla musica di Einaudi.
Oltre che di calma, è stato un lunedì di acido lattico. Quando mi sono svegliata stamane avevo la carne greva persino sulle mani, tanto tempo era passato da che avevo stretto nelle palme delle mani le redini. Per la seconda volta non sono uscita con JW. Non provo più grande nostalgia delle passeggiate con lui: è un cavallo “spaventino” e troppo agitato, e non posso illudermi che con me le cose vadano diversamente. Lui è così e io sono diversa da lui, punto.
Mi ha accompagnata Carrie nella gita di ieri. Vi avevo parlato di lei qualche tempo fa, e ieri ho ritrovato la stessa cavalla calma e docile di fine settembre. Non è particolarmente affettuosa, nel senso che non si abbandona a moine e carezze, ma va bene così. Le sue andature sono pesanti e tendono a trascinarsi, ma rispetto a quelle di Beauty, la mia prima cavalla, sono praticamente un sogno. Ha un bel canter (il galoppo “corto”, il cavallo lo esegue facendo passi più brevi e raccolti), lascia in gola la voce bella. Vi confesso che il galoppo vero e proprio, quello che ti innamora subito, lo avevo sperimentato quando rieducavo JW. Per una serie di motivazioni, avevamo scelto di montare all’inglese: il galoppo all’inglese è tutt’altra cosa rispetto a quello trekker, ve lo assicuro.
Ma parlare con questi tecnicismi non innamora nemmeno voi del mio post e non vi dicono niente della giornata di ieri, quindi ora vi racconto per bene. Siamo partiti relativamente presto, verso le 10, un gruppetto raccolto e ben assortito. Con me c’era naturalmente mia madre; in realtà non esco con mio padre a cavallo da tempo immemore. Avevamo deciso di andare a pranzo da mio zio, fuori Verona. La strada è molto bella, è un paesaggio campagnolo rimasto immutato nel tempo. Potrei quasi giurare che dieci, fors’anche vent’anni fa i sentieri e le coltivazioni erano esattamente gli stessi. Almeno, lo sono nei miei ricordi di bambina.
Per tutta la giornata il sole ci è venuto incontro. Durante la mattinata, qualche volta me lo sono ritrovato ridanciano mentre si faceva beffa delle mie preoccupazioni e mi esortava a vivere la giornata spensieratamente. Ad un certo punto mi sono detta: “sarei una pazza a rovinare una giornata tanto bella!”. Ho sospeso i discorsi con Anto su quella cosa, cavalli più o meno pazzi e mi sono concentrata sul passo della mia cavalla. Il segreto sta proprio lì, nel lasciarsi andare alle cose, e quando lo cogliamo tutto funziona come dovrebbe.
Il suo passo, le brevi pause e il trasformarsi di un’andatura in un’altra hanno sortito il loro migliore effetto balsamico e il ritorno mi è parso addirittura brevissimo. In un attimo mi sono ritrovata in stalla e, sì, l’attimo dopo JW aveva saltato la staccionata e ci era corso incontro! Quello ce lo dobbiamo tenere com’è! Lo abbiamo legato vicino a Jade, la cavalla della mamma e lo abbiamo lasciato a coccolarsela. Quando ho tentato di avvicinarmi a lui, era bruciante di gelosia: gli ho fatto una carezza sul muso, ma l’ha presa quasi come un’offesa, e allora l’ho lasciato smaltire la rabbia accumulata. Se ne farà una ragione, prima o poi!
Siamo rientrati per le 18, in tempo per godermi la serata ormai prossima e guardare La vita facile con Accorsi. Si, si, prima che possiate dire qualche cosa, un film abbastanza deludente sotto il punto di vista della trama, ma così son gli italiani. Quindi si accettano consigli su un prossimo film! Guardo principalmente commedie, film biografici o storie vere (o verosimili), ma questa settimana mi servirà qualcosa di scacciapensieri. A voi l’arduo compito!
coccola5
Oltre che di calma, è stato un lunedì di acido lattico. Quando mi sono svegliata stamane avevo la carne greva persino sulle mani, tanto tempo era passato da che avevo stretto nelle palme delle mani le redini. Per la seconda volta non sono uscita con JW. Non provo più grande nostalgia delle passeggiate con lui: è un cavallo “spaventino” e troppo agitato, e non posso illudermi che con me le cose vadano diversamente. Lui è così e io sono diversa da lui, punto.
Mi ha accompagnata Carrie nella gita di ieri. Vi avevo parlato di lei qualche tempo fa, e ieri ho ritrovato la stessa cavalla calma e docile di fine settembre. Non è particolarmente affettuosa, nel senso che non si abbandona a moine e carezze, ma va bene così. Le sue andature sono pesanti e tendono a trascinarsi, ma rispetto a quelle di Beauty, la mia prima cavalla, sono praticamente un sogno. Ha un bel canter (il galoppo “corto”, il cavallo lo esegue facendo passi più brevi e raccolti), lascia in gola la voce bella. Vi confesso che il galoppo vero e proprio, quello che ti innamora subito, lo avevo sperimentato quando rieducavo JW. Per una serie di motivazioni, avevamo scelto di montare all’inglese: il galoppo all’inglese è tutt’altra cosa rispetto a quello trekker, ve lo assicuro.
Ma parlare con questi tecnicismi non innamora nemmeno voi del mio post e non vi dicono niente della giornata di ieri, quindi ora vi racconto per bene. Siamo partiti relativamente presto, verso le 10, un gruppetto raccolto e ben assortito. Con me c’era naturalmente mia madre; in realtà non esco con mio padre a cavallo da tempo immemore. Avevamo deciso di andare a pranzo da mio zio, fuori Verona. La strada è molto bella, è un paesaggio campagnolo rimasto immutato nel tempo. Potrei quasi giurare che dieci, fors’anche vent’anni fa i sentieri e le coltivazioni erano esattamente gli stessi. Almeno, lo sono nei miei ricordi di bambina.
Per tutta la giornata il sole ci è venuto incontro. Durante la mattinata, qualche volta me lo sono ritrovato ridanciano mentre si faceva beffa delle mie preoccupazioni e mi esortava a vivere la giornata spensieratamente. Ad un certo punto mi sono detta: “sarei una pazza a rovinare una giornata tanto bella!”. Ho sospeso i discorsi con Anto su quella cosa, cavalli più o meno pazzi e mi sono concentrata sul passo della mia cavalla. Il segreto sta proprio lì, nel lasciarsi andare alle cose, e quando lo cogliamo tutto funziona come dovrebbe.
Il suo passo, le brevi pause e il trasformarsi di un’andatura in un’altra hanno sortito il loro migliore effetto balsamico e il ritorno mi è parso addirittura brevissimo. In un attimo mi sono ritrovata in stalla e, sì, l’attimo dopo JW aveva saltato la staccionata e ci era corso incontro! Quello ce lo dobbiamo tenere com’è! Lo abbiamo legato vicino a Jade, la cavalla della mamma e lo abbiamo lasciato a coccolarsela. Quando ho tentato di avvicinarmi a lui, era bruciante di gelosia: gli ho fatto una carezza sul muso, ma l’ha presa quasi come un’offesa, e allora l’ho lasciato smaltire la rabbia accumulata. Se ne farà una ragione, prima o poi!
Siamo rientrati per le 18, in tempo per godermi la serata ormai prossima e guardare La vita facile con Accorsi. Si, si, prima che possiate dire qualche cosa, un film abbastanza deludente sotto il punto di vista della trama, ma così son gli italiani. Quindi si accettano consigli su un prossimo film! Guardo principalmente commedie, film biografici o storie vere (o verosimili), ma questa settimana mi servirà qualcosa di scacciapensieri. A voi l’arduo compito!
coccola5
Appendice al post precedente
Gli ultimi giorni sono stati un poco tempestosi. Sto cercando di far tornare il sereno, ma non è cosa facile. Pazienza ci vuole, molta pazienza. Ed è l'arte di tutta una vita.
Preferisco dare la password di questo post soltanto a LM, che in fin dei conti è l'unico a conoscere l'accaduto dettagliatamente. Non si tratta di volere escludere qualcuno, piuttosto di voler proteggere parte del mio vissuto. Del resto, essendo il blog pubblico, temo sempre che la persona in questione si riconosca. Non perchè sparlo di lei (vedete dai post che non è mia abitudine, e comunque ho sempre detto in faccia a chiunque quello che pensavo senza remore), quanto perchè Lux è un diario, un piccolo spazio dove riversare la mia interiorità, e non tutti lo capiscono. Soprattutto quelli che ci conoscono nella realtà. Un pensatoio, ecco.
Abbiate dunque pazienza, e non abbiatemene a male. Può darsi che fra qualche tempo racconterò tutto nei dettagli, ma lo farò quando avrò capito a fondo ciò che è successo ora. Non anticipiamo quindi i tempi. Per farmi perdonare, domani vi racconterò ogni secondo della passeggiata a cavallo di oggi (esultate, gente!). Non stavo tanto bene da secoli. E non sono mai stata tanto felice della carne greva che mi verrà. I galoppi, come dico sempre, sono salvifici. Su questo non ci piove.
coccola5
Preferisco dare la password di questo post soltanto a LM, che in fin dei conti è l'unico a conoscere l'accaduto dettagliatamente. Non si tratta di volere escludere qualcuno, piuttosto di voler proteggere parte del mio vissuto. Del resto, essendo il blog pubblico, temo sempre che la persona in questione si riconosca. Non perchè sparlo di lei (vedete dai post che non è mia abitudine, e comunque ho sempre detto in faccia a chiunque quello che pensavo senza remore), quanto perchè Lux è un diario, un piccolo spazio dove riversare la mia interiorità, e non tutti lo capiscono. Soprattutto quelli che ci conoscono nella realtà. Un pensatoio, ecco.
Abbiate dunque pazienza, e non abbiatemene a male. Può darsi che fra qualche tempo racconterò tutto nei dettagli, ma lo farò quando avrò capito a fondo ciò che è successo ora. Non anticipiamo quindi i tempi. Per farmi perdonare, domani vi racconterò ogni secondo della passeggiata a cavallo di oggi (esultate, gente!). Non stavo tanto bene da secoli. E non sono mai stata tanto felice della carne greva che mi verrà. I galoppi, come dico sempre, sono salvifici. Su questo non ci piove.
coccola5
I miei cassetti da chiudere, le mie monete da pesare
I miei propositi per il nuovo anno si sono concretizzati oggi.
1. Chiudi i cassetti.
2. Pesa la moneta per quello che vale.
Due cose che non ho mai fatto, e che quest'anno devo iniziare davvero a fare.
Lasciare tutti i cassetti della mia vita aperti non funzionerà mai, è inutile provarci ostinatamente e poi piangersi addosso: i miei sentimenti non possono fluire costantemente ed indisturbati da uno scompartimento ad un altro della mia esistenza. Le amicizie non possono riversarsi sul lavoro e viceversa, la scuola sulla famiglia e via dicendo. Solo la mia fede deve rientrare in ciascuno di questi ambiti, ella soltanto può governare le cose quotidiane. Ma con una nota: la fede è come una dieta, se sei troppo fiscale rischi di fare un casino. Tutto sta nel calibrare i piccoli sgarri.
E poi, sì, devo pesare le monete e, soprattutto fidarmi della bilancia. Se una moneta vale 5 centesimi, non ne varrà mai cento, e non posso illudermi che sarà così. Se una persona è stronza, lo è e basta: non cambierà stando vicino a me o grazie alla forza delle mie illusioni. Quanto vale, quindi, una persona? Quanto vale il mio rapporto con lei? Ha senso cercare un compromesso?
Perchè, vedete, stare male per una persona, perdere dei chili e fare la parte della martire o dell'eroina è bello, ma a livello letterario. A livello psico-fisico è solo una sofferenza. Ci sono sofferenze che vale la pena patire perchè portano a un miglioramento, e altre che invece portano soltanto alla nevrosi. E io decisamente sono più incline alle seconde, indi per cui abbandonarle sarebbe cosa buona e sana. Il che non vuol dire tagliare i ponti con le persone, solo rapportarsi a loro in modo che non siano causa di nevrosi.
Perdere tre chili in un mese non va bene, è solo nevrastenico. Disperarsi ed esasperarsi perchè a qualcuno non andiamo bene come siamo non va bene. E non è una sofferenza buona, è solo nevrosi. E non è neanche tanto lirico, a dirla tutta.
Tu non sei una cattiva persona, sei solo diverso da me. E io ho sbagliato a confidarmi, ma non perchè mi vergogno di quello che sono, semplicemente perchè sono affari miei. Tu governi la mia fede, la mia fede governa la mia vita: non puoi saltare il passaggio intermedio. Non sei tu a governare la mia vita, così non funziona. Non funziona perchè Dio ci ha salvati entrambi, ma in modo diverso. Non funziona perchè tu sai stare da solo e la cosa non ti pesa, io ho già capito che stare da soli sempre non è sano. E sai perchè ti dico questo? Se al mondo non ci fossimo che tu ed io, potrei pensare di fare l'estremista, ma vivo quaggiù con altri 7 miliardi di persone. Non funziona perchè il nostro Dio non è solo teologia, ma è anche capacità di stare con tutti, accettandoli per quello che sono, e riconoscendo che alcuni cambieranno in fretta, altri lentamente e altri mai nonostante i loro sforzi. E poi ci saranno quelli che non ci proveranno nemmeno, ma questa è la vita. E allora la tua spinta al radicalismo funziona, ma solo se poi sai convivere con il mondo, che necessariamente è altro da te.
Dobbiamo saper convivere con l'altro e sopravvivergli al contempo. E io sto provando strenuamente a fare entrambe le cose.
coccola5
ps. nota di redazione. Non l'ho mai fatto sino ad ora, ma ho apportato delle modifiche di forma al post. Gli ultimi paragrafi, probabilmente perchè scritti quando ero ancora molto nervosa, includevano troppe ripetizioni ed erano decisamente pesanti. Il testo dovrebbe ora risultare più snello. 10 gennaio 2012
1. Chiudi i cassetti.
2. Pesa la moneta per quello che vale.
Due cose che non ho mai fatto, e che quest'anno devo iniziare davvero a fare.
Lasciare tutti i cassetti della mia vita aperti non funzionerà mai, è inutile provarci ostinatamente e poi piangersi addosso: i miei sentimenti non possono fluire costantemente ed indisturbati da uno scompartimento ad un altro della mia esistenza. Le amicizie non possono riversarsi sul lavoro e viceversa, la scuola sulla famiglia e via dicendo. Solo la mia fede deve rientrare in ciascuno di questi ambiti, ella soltanto può governare le cose quotidiane. Ma con una nota: la fede è come una dieta, se sei troppo fiscale rischi di fare un casino. Tutto sta nel calibrare i piccoli sgarri.
E poi, sì, devo pesare le monete e, soprattutto fidarmi della bilancia. Se una moneta vale 5 centesimi, non ne varrà mai cento, e non posso illudermi che sarà così. Se una persona è stronza, lo è e basta: non cambierà stando vicino a me o grazie alla forza delle mie illusioni. Quanto vale, quindi, una persona? Quanto vale il mio rapporto con lei? Ha senso cercare un compromesso?
Perchè, vedete, stare male per una persona, perdere dei chili e fare la parte della martire o dell'eroina è bello, ma a livello letterario. A livello psico-fisico è solo una sofferenza. Ci sono sofferenze che vale la pena patire perchè portano a un miglioramento, e altre che invece portano soltanto alla nevrosi. E io decisamente sono più incline alle seconde, indi per cui abbandonarle sarebbe cosa buona e sana. Il che non vuol dire tagliare i ponti con le persone, solo rapportarsi a loro in modo che non siano causa di nevrosi.
Perdere tre chili in un mese non va bene, è solo nevrastenico. Disperarsi ed esasperarsi perchè a qualcuno non andiamo bene come siamo non va bene. E non è una sofferenza buona, è solo nevrosi. E non è neanche tanto lirico, a dirla tutta.
Tu non sei una cattiva persona, sei solo diverso da me. E io ho sbagliato a confidarmi, ma non perchè mi vergogno di quello che sono, semplicemente perchè sono affari miei. Tu governi la mia fede, la mia fede governa la mia vita: non puoi saltare il passaggio intermedio. Non sei tu a governare la mia vita, così non funziona. Non funziona perchè Dio ci ha salvati entrambi, ma in modo diverso. Non funziona perchè tu sai stare da solo e la cosa non ti pesa, io ho già capito che stare da soli sempre non è sano. E sai perchè ti dico questo? Se al mondo non ci fossimo che tu ed io, potrei pensare di fare l'estremista, ma vivo quaggiù con altri 7 miliardi di persone. Non funziona perchè il nostro Dio non è solo teologia, ma è anche capacità di stare con tutti, accettandoli per quello che sono, e riconoscendo che alcuni cambieranno in fretta, altri lentamente e altri mai nonostante i loro sforzi. E poi ci saranno quelli che non ci proveranno nemmeno, ma questa è la vita. E allora la tua spinta al radicalismo funziona, ma solo se poi sai convivere con il mondo, che necessariamente è altro da te.
Dobbiamo saper convivere con l'altro e sopravvivergli al contempo. E io sto provando strenuamente a fare entrambe le cose.
coccola5
ps. nota di redazione. Non l'ho mai fatto sino ad ora, ma ho apportato delle modifiche di forma al post. Gli ultimi paragrafi, probabilmente perchè scritti quando ero ancora molto nervosa, includevano troppe ripetizioni ed erano decisamente pesanti. Il testo dovrebbe ora risultare più snello. 10 gennaio 2012
giovedì 5 gennaio 2012
Pari
Ho aperto il foglio di Wordpress per creare un nuovo post, per sfogare un po' le mie parole arretrate e quando si è aperto sono rimasta immobile davanti alla tastiera.
Okay, sono in pari con le mie parole. Si ricomincia bene, mi sto rimettendo in carreggiata. Mi ci è voluto un po' di tempo per riprendermi da Berlino, ma ora va meglio.
Che poi non è che vada meglio, va diversamente. Ho le mie domande, sono sempre fondamentalmente una persona logorroica (o con una buona parlantina, come dicono quelli che vogliono essere gentili), non sopporto e amo le solite cose, ma sono in pari.
Sono indefinibile, indefinita, strana, affascinante e pazza, ma sono in pari. Pareggio di bilancio raggiunto. Quanto mi piacciono queste parole, stasera.
coccola5
ps. giusto a titolo informativo, vi segnalo le due nuove pagine di Lux: Bose e Iniziative. Nella prima trovate un breve riferimento alla mia esperienza nell'omonimo monastero e qualche riflessione sui Vangeli di Enzo Bianchi, nella seconda ho iniziato a compilare e linkare le iniziative cui sto prendendo parte. Sentitevi liberi di suggerire, avanzare critiche, proporre stimoli nuovi nei commenti o tramite messaggio privato alla sottoscritta. Enjoy yourself!
Okay, sono in pari con le mie parole. Si ricomincia bene, mi sto rimettendo in carreggiata. Mi ci è voluto un po' di tempo per riprendermi da Berlino, ma ora va meglio.
Che poi non è che vada meglio, va diversamente. Ho le mie domande, sono sempre fondamentalmente una persona logorroica (o con una buona parlantina, come dicono quelli che vogliono essere gentili), non sopporto e amo le solite cose, ma sono in pari.
Sono indefinibile, indefinita, strana, affascinante e pazza, ma sono in pari. Pareggio di bilancio raggiunto. Quanto mi piacciono queste parole, stasera.
coccola5
ps. giusto a titolo informativo, vi segnalo le due nuove pagine di Lux: Bose e Iniziative. Nella prima trovate un breve riferimento alla mia esperienza nell'omonimo monastero e qualche riflessione sui Vangeli di Enzo Bianchi, nella seconda ho iniziato a compilare e linkare le iniziative cui sto prendendo parte. Sentitevi liberi di suggerire, avanzare critiche, proporre stimoli nuovi nei commenti o tramite messaggio privato alla sottoscritta. Enjoy yourself!
Un pidocchio e una iena ridens
Partendo dal presupposto che io mi psicanalizzo fino alla nausea, e costringo gli eventuali lettori di questo blog a diventare parte integrante (o quasi) del mio disequilibrio mentale, vi propongo oggi l'ultima chicca di mia madre, rivolta a mio fratello minore.
Per quanti ancora non lo sapessero, mio fratello di 14 anni, spara in ventiquattr'ore tante cazzate quante ne dico io nell'arco di una settimana. E' evidente che la cosa, come si dice in dialetto veronese, stufa cento paesi e oltre, e in modo particolare la nervosissima madre della sottoscritta.
Lei: Ma chi ti vuole in giro? Te sì un piocio rifato (sei un pidocchio rifatto)!
Fratello: Iena! Iena ridens che non sei altro! Pensa a quei pochi matti che potrebbero volere andare in giro con te!
Immaginate ad una scena del genere, che comunemente si pensa come litigata, accaduta tra le risa isteriche dei due e divertite della sottoscritta, che ormai fa gli addominali ridendo.
La citazione dialettale, a quanto ho intuito, è parte integrante di una barzelletta in dialetto veronese del repertorio di mio nonno. Lo vedrò domattina, e mi riservo di trascrivervela domani con traduzione, se qualcuno volesse farsi due risate. Ovviamente in dialetto non fa lo stesso effetto che in italiano, al limite potete sempre insultarmi nei commenti.
coccola5
Per quanti ancora non lo sapessero, mio fratello di 14 anni, spara in ventiquattr'ore tante cazzate quante ne dico io nell'arco di una settimana. E' evidente che la cosa, come si dice in dialetto veronese, stufa cento paesi e oltre, e in modo particolare la nervosissima madre della sottoscritta.
Lei: Ma chi ti vuole in giro? Te sì un piocio rifato (sei un pidocchio rifatto)!
Fratello: Iena! Iena ridens che non sei altro! Pensa a quei pochi matti che potrebbero volere andare in giro con te!
Immaginate ad una scena del genere, che comunemente si pensa come litigata, accaduta tra le risa isteriche dei due e divertite della sottoscritta, che ormai fa gli addominali ridendo.
La citazione dialettale, a quanto ho intuito, è parte integrante di una barzelletta in dialetto veronese del repertorio di mio nonno. Lo vedrò domattina, e mi riservo di trascrivervela domani con traduzione, se qualcuno volesse farsi due risate. Ovviamente in dialetto non fa lo stesso effetto che in italiano, al limite potete sempre insultarmi nei commenti.
coccola5
martedì 3 gennaio 2012
Anormalità continua
Comincio ad avere la certezza che quando sul vocabolario cercate la voce "anormale", compaia la mia fotografia. Vi spiegherò poi perchè.

Nel frattempo mi dedico alle mie teutoniche traduzioni!
coccola5
A sera sopraggiunta.
Le cose che non ho fatto: le traduzioni, per esempio.
Le cose che ho fatto: incontrare Cavallina e scoprire che è una persona splendida, proprio come l'avevo immaginata. Organizzare la giornata a Milano di domani con mia madre. Raccontare del viaggio a Berlino alla famigliola riunita. Pulire metà casa come un'ossessa in due ore. [Mai successo prima, per la cronaca.]
Cose che mi pento di aver fatto (o forse no): rispondere male a mia sorella, che lavora in un bar dove vendono il caffè in questo modo: 0,80 euro agli italiani e 1,50 euro agli stranieri. La sopradetta sorella, che oggi è stata in montagna con lo snowboard, ci dice meravigliata: "Cavolo, in montagna ti spennano! Ti fanno pagare il caffè un euro e cinquanta!" Io: "Pensa che voi lo fate pagare sempre a questo prezzo assurdo agli stranieri!"
Ah sì, so perfettamente di essere un'autentica stronza.
Se mi mettessi a scrivere ora, pubblicherei dieci pagine di post. Vado quindi a dormire nella speranza che la notte migliori le mie capacità di sintesi, e domani vi racconterò con più calma la giornata di oggi. Buon sonno.
Nel frattempo mi dedico alle mie teutoniche traduzioni!
coccola5
A sera sopraggiunta.
Le cose che non ho fatto: le traduzioni, per esempio.
Le cose che ho fatto: incontrare Cavallina e scoprire che è una persona splendida, proprio come l'avevo immaginata. Organizzare la giornata a Milano di domani con mia madre. Raccontare del viaggio a Berlino alla famigliola riunita. Pulire metà casa come un'ossessa in due ore. [Mai successo prima, per la cronaca.]
Cose che mi pento di aver fatto (o forse no): rispondere male a mia sorella, che lavora in un bar dove vendono il caffè in questo modo: 0,80 euro agli italiani e 1,50 euro agli stranieri. La sopradetta sorella, che oggi è stata in montagna con lo snowboard, ci dice meravigliata: "Cavolo, in montagna ti spennano! Ti fanno pagare il caffè un euro e cinquanta!" Io: "Pensa che voi lo fate pagare sempre a questo prezzo assurdo agli stranieri!"
Ah sì, so perfettamente di essere un'autentica stronza.
Se mi mettessi a scrivere ora, pubblicherei dieci pagine di post. Vado quindi a dormire nella speranza che la notte migliori le mie capacità di sintesi, e domani vi racconterò con più calma la giornata di oggi. Buon sonno.
lunedì 2 gennaio 2012
Come una roccia - Berlino 2011
Berlino è vetro. È una città che rifulge come un pezzo di vetro lucidato, e si ritrova trasparente nella sua semplicità, nella sua atmosfera di nordica accoglienza, pacata e gentile. Berlino non vi accoglierà mai come farebbe Roma, in pompa magna e a grandi parole, lo farà mostrando sé stessa con i suoi pezzetti di muro, con le sue contraddizioni e fragilità, con la sua anima un poco frammentata e silenziosa. Ma è un’anima ben lucida e tiepida. La sua gente rivela nelle cose più piccole la propria beltà e delicatezza, come quella ragazza piccola, dai capelli finemente intrecciati incontrata nel metrò, che socchiudeva gli occhi chiari come se tirasse piano una tenda. E poi è inutile dirlo: Berlino è organizzata, efficiente… tedesca!
Le preghiere che vi si sono svolte hanno portato pace nella pace, non saprei bene come spiegarlo. E si componevano di mille sfaccettature diverse e luccicanti, sembravano salire e scendere da Dio in una frazione di secondo. Le letture che non capivo trasmettevano un velato senso di confusione e la curiosità di comprendere assieme, il desiderio di rileggere, di scandagliare fra le parole. Al pomeriggio partecipavamo a dei workshop, di cultura o di spiritualità, una piccola benedizione per l’anima, un ritaglio nel tempo.
Un tempo che, ad essere sincera, si è bruciato in una strana maniera. Forse anche per via del nostro don, ho vissuto dei momenti di confusione assoluta. Mi riferisco a quando giravamo per la città, perché mi pareva una mina vagante, incerta, un po’ come quei videogiochi in cui pare impossibile controllare la direzione dell’automa. Di qua, di là, aspetta, muoviti, coraggio, ehi!, euforico o stanco... non vi nascondo che in alcuni momenti mi sembrava di non potere reggere questo eccessivo dinamismo. Ma i viaggi insegnano a conoscere le persone più di quanto si creda, scandagliano, senza che l’altro lo voglia, l’anima e la mettono brutalmente a nudo. E io ho capito quanto sono leggibile, quanto gli altri possano raccontarmi con destrezza e precisione. Questo, sì, mi affascina e spaventa al contempo.
Diceva l’imperatrice Elisabetta d’Austria che il bello di viaggiare non è tanto arrivare, conoscere il posto nuovo, l’atmosfera, ma il momento del viaggio, inteso come transito da un luogo ad un altro. Ed io, per quanto non lo voglia, non riesco a non darle torto. Per qualche motivo preferisco il transito alla stasi dell’arrivo, perché è luogo privilegiato per parlare con le persone, scoprire gli interessi che ci accomunano, provare e contraddire tesi e ipotesi.
Ad ogni modo, grazie a tutto e nonostante tutto, è la bellezza che ci viene incontro. Mi ripeto questa frase da un po’ di tempo, e non riesco a contraddirla. Ella ci commuove spesso, a volte spossa e sfinisce, ed è una bellezza per cui dobbiamo lottare sempre, in ogni istante. Non tanto perché non ci abbandoni dopo che l’abbiamo scoperta, quanto perché la Bellezza non ci appartiene, ma dobbiamo sforzarci di ritrovarla in ogni molecola. Per un credente la Bellezza è Dio, per un non credente questa bellezza è quel senso di sacro che ci fa da guida, che accompagna la nostra spasmodica ricerca di verità, serenità e di noi stessi in questo mondo a pezzettini. Ed è una lotta interiore, continua e incessante, che non si ferma neanche mentre sogniamo la notte.
Ho scoperto però una cosa, negli ultimi giorni: se non lottassimo, se non ci lasciassimo incontrare e al contempo ricercassimo la Bellezza, non avrebbe senso il nostro vivere e il nostro inferno quotidiano. La nostra esistenza perderebbe immediatamente di verità. Concludo con una frase che mi si è formata nella mente proprio durante il viaggio di ritorno, e che vi auguro accompagni voi come me in questo novello 2012.
Sii come una roccia di cui il vento cesella le forme, scolpisce per fare più bella, ma che rimane fedele alla sua essenza. Quella di roccia. – Berlino 2011
coccola5
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