lunedì 9 gennaio 2012

A simple life

Lunedì di calma, quella calma che – per forza di cose – segue la tempesta. Calma autoimposta e aiutata dalla musica di Einaudi.

Oltre che di calma, è stato un lunedì di acido lattico. Quando mi sono svegliata stamane avevo la carne greva persino sulle mani, tanto tempo era passato da che avevo stretto nelle palme delle mani le redini. Per la seconda volta non sono uscita con JW. Non provo più grande nostalgia delle passeggiate con lui: è un cavallo “spaventino” e troppo agitato, e non posso illudermi che con me le cose vadano diversamente. Lui è così e io sono diversa da lui, punto.

Mi ha accompagnata Carrie nella gita di ieri. Vi avevo parlato di lei qualche tempo fa, e ieri ho ritrovato la stessa cavalla calma e docile di fine settembre. Non è particolarmente affettuosa, nel senso che non si abbandona a moine e carezze, ma va bene così. Le sue andature sono pesanti e tendono a trascinarsi, ma rispetto a quelle di Beauty, la mia prima cavalla, sono praticamente un sogno. Ha un bel canter (il galoppo “corto”, il cavallo lo esegue facendo passi più brevi e raccolti), lascia in gola la voce bella. Vi confesso che il galoppo vero e proprio, quello che ti innamora subito, lo avevo sperimentato quando rieducavo JW. Per una serie di motivazioni, avevamo scelto di montare all’inglese: il galoppo all’inglese è tutt’altra cosa rispetto a quello trekker, ve lo assicuro.

Ma parlare con questi tecnicismi non innamora nemmeno voi del mio post e non vi dicono niente della giornata di ieri, quindi ora vi racconto per bene. Siamo partiti relativamente presto, verso le 10, un gruppetto raccolto e ben assortito. Con me c’era naturalmente mia madre; in realtà non esco con mio padre a cavallo da tempo immemore. Avevamo deciso di andare a pranzo da mio zio, fuori Verona. La strada è molto bella, è un paesaggio campagnolo rimasto immutato nel tempo. Potrei quasi giurare che dieci, fors’anche vent’anni fa i sentieri e le coltivazioni erano esattamente gli stessi. Almeno, lo sono nei miei ricordi di bambina.

Per tutta la giornata il sole ci è venuto incontro. Durante la mattinata, qualche volta me lo sono ritrovato ridanciano mentre si faceva beffa delle mie preoccupazioni e mi esortava a vivere la giornata spensieratamente. Ad un certo punto mi sono detta: “sarei una pazza a rovinare una giornata tanto bella!”. Ho sospeso i discorsi con Anto su quella cosa, cavalli più o meno pazzi e mi sono concentrata sul passo della mia cavalla. Il segreto sta proprio lì, nel lasciarsi andare alle cose, e quando lo cogliamo tutto funziona come dovrebbe.

Il suo passo, le brevi pause e il trasformarsi di un’andatura in un’altra hanno sortito il loro migliore effetto balsamico e il ritorno mi è parso addirittura brevissimo. In un attimo mi sono ritrovata in stalla e, sì, l’attimo dopo JW aveva saltato la staccionata e ci era corso incontro! Quello ce lo dobbiamo tenere com’è! Lo abbiamo legato vicino a Jade, la cavalla della mamma e lo abbiamo lasciato a coccolarsela. Quando ho tentato di avvicinarmi a lui, era bruciante di gelosia: gli ho fatto una carezza sul muso, ma l’ha presa quasi come un’offesa, e allora l’ho lasciato smaltire la rabbia accumulata. Se ne farà una ragione, prima o poi!

Siamo rientrati per le 18, in tempo per godermi la serata ormai prossima e guardare La vita facile con Accorsi. Si, si, prima che possiate dire qualche cosa, un film abbastanza deludente sotto il punto di vista della trama, ma così son gli italiani. Quindi si accettano consigli su un prossimo film! Guardo principalmente commedie, film biografici o storie vere (o verosimili), ma questa settimana mi servirà qualcosa di scacciapensieri. A voi l’arduo compito!

coccola5

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