lunedì 1 aprile 2013

Dio della meraviglia

Ecco, buona Pasqua. A mezzanotte e due minuti del primo aprile. Credo si possano considerare a buon titoli degli auguri in ritardo.

Forse c’è una ragione se arrivano così tardi, e non è dovuta ai tanti parenti per casa – siamo stati noi cinque tutta la giornata, né al particolare daffare – abbiamo guardato la tv tutto il pomeriggio e la sera. Sono dovuti a una leggera pigrizia, anche se la mia mania di fare collegamenti direbbe forse a una leggera mancanza di fede, così, per essere ironici. In realtà, non c’è un motivo particolare per cui debba raccontare tutta la storia sul blog, e cioè a tutti gli internauti e cioè, in un’ipotesi pessimistica a tutto il mondo – od ottimistica, se mi facesse piacere che tutto il mondo leggesse il mio blog, ma di fatto lo leggono in quattro gatti, quindi il problema non si pone – ma è un piccolo sfogo, una versione delle cose, e mi va di raccontarla.
Per carità, non prendetelo come chissà quale argomentazione sul perché sia giusto odiare, o dissentire dalla Chiesa cattolica, non prendetelo nemmeno come un delirio anticlericale; prendetelo per quello che è: la mia versione.

Partiamo da stamattina, quando sono andata alla Messa delle 11 con la mia famiglia, perché a Pasqua si deve andare, perché ci si fanno gli auguri, ma soprattutto perché non mi andava di litigare la mattina di Pasqua. Ascolto poco o niente, non mi va, ho la testa nei miei pensieri, mi risveglio solo alla predica del parroco. Che afferma: tanta gente ha perso il lavoro, ma non solo, assieme a quello ha perso anche la speranza. Ora, fossi Beppe Grillo griderei un sonoro vaffa e morta lì, ma non sono Beppe Grillo – e viva dio! Ora, spiegami come fa una persona senza lavoro ad avere ancora speranza. Nel 2013. Con l’Italia quasi in bancarotta. Con il costo della vita alle stelle e gli imprenditori che si impiccano. No, perché quando perdi il lavoro, non è che lo Stato dice ti faccio il condono, le bollette non me le paghi più, tanto per dire. Arrivano sempre, quelle, puntuali come la morte, e vanno pagate, se no resti senza luce acqua gas e vivi come l’uomo preistorico. Poi mettiamo anche che hai dei figli, e come gli paghi l’abbonamento ai mezzi? Come gli paghi tutte le altre spese, magari una visita, eccetera? Se non hai soldi, non puoi fare niente. E pensi a tutto, tranne che alla speranza. Però per la Chiesa devi sempre sperare. Sì, nella manna dal cielo. Voi preti avete la casa e non ci pagate l’IMU, vi danno 800 euro al mese solo per dir messa la domenica e qualche rosario per quelli che muoiono, voi si che sperate in santa pace. Ma gli altri no. Gli altri si impiccano. Ve lo fate un giro fra la gente comune, quella che non sa come arrivare a fine mese? L’unica cosa da sperare è che la matematica diventi matemagica, come diceva la mia prof, e i conti quadrino per miracolo.

Un po’ dopo, il parroco afferma che sarà contento solo quando quelli che non credono si saranno messi in ricerca. Perché chi cerca trova. Poco ma sicuro. Però per voi trovare significa automaticamente trovare Gesù, la Chiesa cattolica. Se trovi Allah, Jaweh o Buddha hai cercato male. O se trovi Dio, ma non come dicono loro, hai sempre cercato male. Sapete cosa vi dico? Che io ho cercato tanto, ma quando ho detto al mio curato – maledetta quella volta – che sono bisessuale, prima ho pensato che gli stesse prendendo un infarto, dopo un po’ di tempo è quasi preso a me. Perché voleva mandarmi dal sessuologo, a farmi spiegare che il sesso giusto è solo quello tra uomo e donna, il resto ciccia. Vi dico che mia zia sono anni che non fa la comunione, però non ha divorziato perché di punto in bianco si è stufata, lo ha fatto perché il marito se la faceva con le altre. Scusate un attimo, non vorrete mica che stiamo buone buone mentre nostro marito si scopa mezzo mondo? E magari facciamo finta di niente? Perché quando lui ci tradisce, il nostro matrimonio non funziona, c’è poco da fare. Io non ci credo che si può perdonare, io non ce la farei mai. Io ho cercato tanto, ecco, per tanti anni, ma ho scoperto che se non sei d’accordo con la Chiesa finirai sempre per scontrartici, prima o poi. Non sono la classica osservante ma non praticante, per intenderci. Non se ne parla, non fa per me.

Allora niente, non c’è niente? Non lo so. Amo pensare che lassù qualcuno ci sia e che ci ami profondamente, perché altrimenti chi gliel’avrebbe fatto fare di creare degli esseri così meschini che si fanno la guerra da millenni? Chi gliel’avrebbe fatto fare di lasciarci qui a rovinare la sua creazione? Amo pensare che ogni tanto guardi in giù, vegli su di noi come un silenzioso angelo custode, ma senza pretendere nulla in cambio, nemmeno le nostre scuse quando sbagliamo, perché errare è umano, perdonare lo può solo Dio, non noi. Noi al massimo possiamo chiudere gli occhi e ricominciare, e io cerco di farlo. Evitare di guardare agli sbagli, questo possiamo. Ma perdonare, no. Amo anche pensare che non gliene freghi niente se facciamo l’amore tutti i giorni, con mille donne o uomini diversi, con chi lo facciamo. Vuole solo che siamo il più felici possibile, e che facciamo tutto ciò che è in nostro potere per esserlo.
Il mio, è il Dio della meraviglia, che vuole che continuiamo ad esplorare il mondo, le persone, per cambiare punto di vista, per avere misericordia dell’umana miseria. Vuole che alziamo gli occhi per guardare il sole e che sorridiamo.

Buona Pasqua!

coccola5

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