Si dice che è importante saper stare soli, ma non si dice
solitudine. Fa tanta paura questa parola, e invece è solo il sostantivo
derivato dall'aggettivo.
Ho vissuto da sola alcuni dei momenti più belli della mia
vita. Nel 2007 andammo ad Assisi con il gruppo adolescenti. Per me era un periodo
di grande fervore spirituale, contemplavo anche la possibilità di farmi suora.
Pensavo alle clarisse, in realtà, che mi affascinavano perchè per me
rappresentavano un ottimo connubio tra vita con gli altri e con sè stessi. Un
compenetrarsi perfetto di due componenti che sento egualmente importanti ancora
adesso. In quel campo ci furono momenti magnifici, come alcune mie preghiere
alla basilica di S. Chiara o distesa sul mio letto la sera. Ero talmente
abituata alla solitudine che un'idea simile, quella di entrare in convento, non
mi sembrava tanto assurda come mi pare ora, o come pare a tanti altri. Per me
era una valida alternativa.
Ancora adesso, apprezzo ancora i momento di viaggio (inteso
come spostamento) più di quelli vissuti in compagnia. Mi danno la possibilità
di sguinzagliare i pensieri, a volte mi sembra di ri-scoprire tracce di me che
pensavo ben sepolte, o almeno sopite.
Adoro la solitudine perchè ci vivo cose che non potrei mai
raccontare ad altri. Non perchè scandalose, ma perchè se lo facessi
perderebbero la loro bellezza. È il segreto, il trucchetto magico della
memoria, che conservando i nostri ricordi li alimenta con il suo prezioso
carburante, li ricopre di una polverina che li mantiene intatti e bellissimi.
Fors'anche ci frega quando li decora o modifica, ma che importa?
È un po' come quei libri che parlano di luoghi o persone che
non riusciamo a vedere con gli occhi della mente, non sono descritti
accuratamente o lo sono troppi, e perdono il loro mistero.
Non ci rimangono impressi, segno che l'autore ha fallito.
E allora è chiaro perchè fatico tanto, e quasi non mi
interessa, trovare un fidanzato. Cosa ci sarà mai di tanto importante da
condividere che presupponga una relazione anche fisica? E quello che condivido,
sarà davvero compreso? Perchè ho l'impressione che sia molto più facile entrare
in collisione con qualcuno che in comunione con lui. Sono più i meteoriti che
si schiantano sulla Terra che le stelle che passano guardandoci dall'alto.
Nella mia fantasia immagino quanto possa essere divertente il primo litigio, ma
nella realtà non voglio schiantarmi. Non voglio nemmeno essere fraintesa.
Diciamolo, tutte queste cose mi fanno paura perchè succedono perfino in casa
mia, quindi è altamente probabile che su verifichino con un mezzo sconosciuto.
Non voglio sposarmi, non voglio che qualcuno si sprechi a promettermi un per
sempre che non si può mantenere. Al massimo voglio trovare qualcuno abbastanza
affascinante da venire a letto con me e abbastanza benevolo da concedermi la
sua amicizia. Una qualche sorta di E.
L'ho capito adesso, scrivendo, proprio
mentre Britney Spears canta Gimme More, dammi di più. Lo dico sempre che la
vita è ironica. O che ci prende per il culo.
coccola5
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