Ora basta. Mi prendo cinque minuti di sfogo soltanto perchè, a quanto pare, non si memorizza la letteratura tedesca per osmosi. Ma anche perchè un argomento di questo genere non ne merita di più, ma sono arcistufa di sentirne parlare.
Vogliamo urlare tutti assieme un chissenefrega a 110 decibel riguardo Belen e le sue farfalle? Perchè, francamente, la cosa non mi interessa per niente. Per me può fare quello che le pare: che mostri pure le sue grazie, che giri film porno a iosa, che giri nuda per la strada, non me ne potrebbe fregare di meno. Per un motivo molto semplice: la tv italiana e una morale corretta sono esattamente agli antipodi, quindi possiamo fare a meno di scandalizzarci se qualcuno supera il livello normale di pudore. Ma dai, si vedono tutte le sere donne discinte che se non si vede tutto è solo questione di fortuna e facciamo tanto casino quando qualcuno lo fa apposta?
Si, siamo proprio assurdi, noi italiani.
coccola5ps. non c'è bisogno di specificarlo, ma quoto in toto la Littizzetto.
mercoledì 22 febbraio 2012
lunedì 20 febbraio 2012
C'è chi dice no
Venerdì sera, dopo il gruppo adolescenti, ci siamo ritrovati fra animatori per bere un caffè in compagnia. Al momento di decidere dove andare, qualcuno ridendo ha proposto: "Andiamo allo Sky, lista don!" e qualcun'altro gli ha risposto: "Si, si, poi non sai come esci la mattina dopo!" e altre volgarità che la maggior parte delle persone ha preso come "divertenti battutine". Lo Sky è una discoteca gay qui vicino. Ricordo che quando avevo tredici o quattordici anni, era un punto di ritrovo quasi esclusivamente omosessuale, ma negli anni si è molto aperta e adesso è frequentata da quasi tutti i ragazzi della zona (anche perchè le discoteche più vicine sarebbero quelle di Verona, e a quattordici anni i genitori non si fidano ancora a lasciare i loro figlioli in preda agli ormoni a 25 km di distanza). Rimane il fatto, però, che le persone più grandi la stigmatizzano ancora, nonostante sia un luogo assolutamente tranquillo.
Io francamente devo dire che non riesco a mandar giù questi discorsi, in nessun modo, e quando ci siamo ritrovati al bar, ho detto apertamente che non sono d'accordo. A., un animatore con cui vado particolarmente d'accordo, mi ha detto: "Io capisco la tua posizione, ma scherzare su questa tematica non è così grave e non te la devi prendere. E' come se io mi offendessi perchè qualcuno fa battute sui miei capelli rossi. E poi, io la vedo un po' come quando si usano parole come "terrone", riferite ai meridionali. Non sono necessariamente offensive."
Non troppo sbalordita, mi sono limitata ad osservare che io trovo "terrone" un termine offensivo, perchè utilizzato da tantissime persone in senso spregiativo. E trovo anche che utilizzare termini come finocchio, frocio per tacere delle peggiori, sia sempre e comunque offensivo. Perchè si deve ironizzare su questi argomenti? Usare una parola piuttosto che un'altra non è la stessa cosa, anche se lo faccio scherzando. Tesi, questa, che però non riesce a capire un numero abbastanza ampio di persone.
A. mi ha poi detto che, a suo parere, io sono troppo fiscale su questo argomento e che ogni tanto devo anche lasciar correre. Altra cosa che io non capisco proprio. Perchè, invece di lasciar correre, non proviamo ad entrare in un clima di rispetto e di tolleranza? Non mi sembra così difficile.. Io approvo la filosofia del "non condivido, ma rispetto la tua opinione".
Adesso, vi prego, non ditemi che parlarne in un gruppo cristiano è impossibile e preferibilmente da evitare. Lo so che io mi tiro la zappa sui piedi in questi casi, ma non riesco a fare a meno di impuntarmi su certi argomenti.
Prima o poi mi scomunicheranno, ne sono certa!
coccola5
Io francamente devo dire che non riesco a mandar giù questi discorsi, in nessun modo, e quando ci siamo ritrovati al bar, ho detto apertamente che non sono d'accordo. A., un animatore con cui vado particolarmente d'accordo, mi ha detto: "Io capisco la tua posizione, ma scherzare su questa tematica non è così grave e non te la devi prendere. E' come se io mi offendessi perchè qualcuno fa battute sui miei capelli rossi. E poi, io la vedo un po' come quando si usano parole come "terrone", riferite ai meridionali. Non sono necessariamente offensive."
Non troppo sbalordita, mi sono limitata ad osservare che io trovo "terrone" un termine offensivo, perchè utilizzato da tantissime persone in senso spregiativo. E trovo anche che utilizzare termini come finocchio, frocio per tacere delle peggiori, sia sempre e comunque offensivo. Perchè si deve ironizzare su questi argomenti? Usare una parola piuttosto che un'altra non è la stessa cosa, anche se lo faccio scherzando. Tesi, questa, che però non riesce a capire un numero abbastanza ampio di persone.
A. mi ha poi detto che, a suo parere, io sono troppo fiscale su questo argomento e che ogni tanto devo anche lasciar correre. Altra cosa che io non capisco proprio. Perchè, invece di lasciar correre, non proviamo ad entrare in un clima di rispetto e di tolleranza? Non mi sembra così difficile.. Io approvo la filosofia del "non condivido, ma rispetto la tua opinione".
Adesso, vi prego, non ditemi che parlarne in un gruppo cristiano è impossibile e preferibilmente da evitare. Lo so che io mi tiro la zappa sui piedi in questi casi, ma non riesco a fare a meno di impuntarmi su certi argomenti.
Prima o poi mi scomunicheranno, ne sono certa!
coccola5
sabato 11 febbraio 2012
Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino
Ieri sera ho iniziato a leggere Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino di Christiane F. Inutile dirlo, il romanzo mi ha preso dalla prima pagina e ora lo sto divorando. Se lo apro, non riesco a chiuderlo prima di averne lette almeno cinquanta pagine.
E, inutile dirlo, questo libro mi sta riportando velocissimamente ai miei anni di adolescente, benchè gli psicologi moderni dicano che si è adolescenti fino a 23 anni. Accidenti. Conoscevo questo titolo già quando avevo quattordici anni, quando letture come Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire o Trainspotting di Irvine Welsh per me erano pane quotidiano. Ho sempre avuto una forte attrazione verso quelle storie rovescie, dannate e ad ogni libro speravo che il personaggio si salvasse, e due pagine dopo che morisse solo per coronare una storiella drammatica.
Mia madre, di questa come di tante altre cose, non è mai stata al corrente. Non si è mai interessata alle mie letture, forse perchè anche lei non ha mai letto molto. E devo dire che parlarne con lei probabilmente mi avrebbe fatto bene. Mi avrebbe aiutato a prendere le distanze da queste storie. Non che mi sia mai drogata, o mi sia prostituita, o abbia sofferto di anoressia o altre cose, ma mi immedesimavo molto nei personaggi sbandati e sballati e, a romanzo chiuso, cercavo un'altra storia simile.
La motivazione che mi ha spinta a recuperare il testo di Christiane F. in biblioteca è diversa da quella che potevo avere da adolescente: lo sto leggendo principalmente perchè è ambientato a Berlino, perchè in qualche modo la gioventù berlinese mi affascina. Perchè Berlino mi è rimasta nel cuore. Le sue storie, i suoi quartieri periferici, i suoi colori sgargianti e un po' dissintonici. Sto andando alla ricerca di tantissime storie ambientate negli anni '60-'70, e questa sicuramente è ottima per cominciare. Mi ricorda un po' Thirteen, film di alcuni anni fa con una giovanissima Evan Rachel Wood, che come percorso segue abbastanza quello dei Ragazzi dello zoo di Berlino.
Ci ostiniamo a dire che le cose sono cambiate dai tempi di questo libro, pubblicato nel 1978. Io ho l'impressione che invece, mutatis mutandis, la situazione non sia troppo cambiata. Magari i ragazzi non si fanno più di eroina, però sniffano coca e sono disposti a cedere le proprie foto di nudo a degli sconosciuti e, se non per una dose, magari in cambio di una ricarica del cellulare. Come si dice? L'uomo non cambia. Mai.
coccola5
E, inutile dirlo, questo libro mi sta riportando velocissimamente ai miei anni di adolescente, benchè gli psicologi moderni dicano che si è adolescenti fino a 23 anni. Accidenti. Conoscevo questo titolo già quando avevo quattordici anni, quando letture come Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire o Trainspotting di Irvine Welsh per me erano pane quotidiano. Ho sempre avuto una forte attrazione verso quelle storie rovescie, dannate e ad ogni libro speravo che il personaggio si salvasse, e due pagine dopo che morisse solo per coronare una storiella drammatica.
Mia madre, di questa come di tante altre cose, non è mai stata al corrente. Non si è mai interessata alle mie letture, forse perchè anche lei non ha mai letto molto. E devo dire che parlarne con lei probabilmente mi avrebbe fatto bene. Mi avrebbe aiutato a prendere le distanze da queste storie. Non che mi sia mai drogata, o mi sia prostituita, o abbia sofferto di anoressia o altre cose, ma mi immedesimavo molto nei personaggi sbandati e sballati e, a romanzo chiuso, cercavo un'altra storia simile.
La motivazione che mi ha spinta a recuperare il testo di Christiane F. in biblioteca è diversa da quella che potevo avere da adolescente: lo sto leggendo principalmente perchè è ambientato a Berlino, perchè in qualche modo la gioventù berlinese mi affascina. Perchè Berlino mi è rimasta nel cuore. Le sue storie, i suoi quartieri periferici, i suoi colori sgargianti e un po' dissintonici. Sto andando alla ricerca di tantissime storie ambientate negli anni '60-'70, e questa sicuramente è ottima per cominciare. Mi ricorda un po' Thirteen, film di alcuni anni fa con una giovanissima Evan Rachel Wood, che come percorso segue abbastanza quello dei Ragazzi dello zoo di Berlino.
Ci ostiniamo a dire che le cose sono cambiate dai tempi di questo libro, pubblicato nel 1978. Io ho l'impressione che invece, mutatis mutandis, la situazione non sia troppo cambiata. Magari i ragazzi non si fanno più di eroina, però sniffano coca e sono disposti a cedere le proprie foto di nudo a degli sconosciuti e, se non per una dose, magari in cambio di una ricarica del cellulare. Come si dice? L'uomo non cambia. Mai.
coccola5
sabato 4 febbraio 2012
In difesa della grammatica
Ultimamente fatico moltissimo a scrivere. Non saprei dire con precisione perchè, forse è solo questione di pigrizia. Nel frattempo, nonostante stia leggendo con regolarità, ho di nuovo perso le mie parole. Ad eccezione delle persone con cui mi trovo bene e che conosco da molto, mi capita di non riuscire a esprimermi come vorrei. La cosa mi imbarazza tantissimo, inutile che ve lo dica..
Ho bisogno di parole nuove. Di parole che penetrino dritte nel cuore, che trafiggano come spade e che lascino un sentimento di profonda commozione. Mi prende ogni tanto il pensiero che spesso continuiamo a prolungare un chiacchericcio inutile, stagnante e ripetitivo. Ripetiamo a mille persone la nostra idea su un argomento, fino a quando non abbiamo quasi pronta una parte, non recitiamo le nostre idee. Qualche volta è capitato anche a me, una gran brutta sensazione.
E poi sono stanca degli scrittori di ultima generazione che scrivono malissimo. Non parlo solo degli scrittori veri e propri, ma anche di tantissime persone che si accingono a scrivere un testo senza aver capito un emerito di grammatica, trascurando le più elementari nozioni di punteggiatura. Lasciatemelo dire, ne ho le scatole piene della gente che usa una metafora ogni tre righe come fosse una virgola - e senza la minima idea di cosa realmente sia una metafora e di come la si debba costruire a regola d'arte -, di quelli che sbagliano i modi di dire o li stravolgono a proprio piacimento, di quelli che dicono essendo che e nonostante che, di quelli che usano una parola intendendone un'altra. Ne ho le scatole piene, insomma, di questa continua e orripilante imprecisione della scrittura.
Mica tutti sono portati per la scrittura, e non è obbligatorio scrivere. Ci sono miliardi di modi alternativi per sfogare i propri sentimenti: disegnare o dipingere, fotografare, prendere a calci gli oggetti casalinghi o a male parole il prossimo (metodo, quest'ultimo, che non mi sentirei di suggerire caldamente), fare sesso selvaggio... sbizzarritevi, ma lasciate stare le parole.
O, per lo meno, acquistate un manuale di grammatica.
coccola5
Ho bisogno di parole nuove. Di parole che penetrino dritte nel cuore, che trafiggano come spade e che lascino un sentimento di profonda commozione. Mi prende ogni tanto il pensiero che spesso continuiamo a prolungare un chiacchericcio inutile, stagnante e ripetitivo. Ripetiamo a mille persone la nostra idea su un argomento, fino a quando non abbiamo quasi pronta una parte, non recitiamo le nostre idee. Qualche volta è capitato anche a me, una gran brutta sensazione.
E poi sono stanca degli scrittori di ultima generazione che scrivono malissimo. Non parlo solo degli scrittori veri e propri, ma anche di tantissime persone che si accingono a scrivere un testo senza aver capito un emerito di grammatica, trascurando le più elementari nozioni di punteggiatura. Lasciatemelo dire, ne ho le scatole piene della gente che usa una metafora ogni tre righe come fosse una virgola - e senza la minima idea di cosa realmente sia una metafora e di come la si debba costruire a regola d'arte -, di quelli che sbagliano i modi di dire o li stravolgono a proprio piacimento, di quelli che dicono essendo che e nonostante che, di quelli che usano una parola intendendone un'altra. Ne ho le scatole piene, insomma, di questa continua e orripilante imprecisione della scrittura.
Mica tutti sono portati per la scrittura, e non è obbligatorio scrivere. Ci sono miliardi di modi alternativi per sfogare i propri sentimenti: disegnare o dipingere, fotografare, prendere a calci gli oggetti casalinghi o a male parole il prossimo (metodo, quest'ultimo, che non mi sentirei di suggerire caldamente), fare sesso selvaggio... sbizzarritevi, ma lasciate stare le parole.
O, per lo meno, acquistate un manuale di grammatica.
coccola5
venerdì 27 gennaio 2012
Linfa dei giorni miei
Stasera ho preso il bus delle 21 per rientrare alla mia cittadina. Ne ho approfittato per guardarmi Verona, le sue splendide visuali serali e le luci che, l'una dopo l'altra, si susseguivano veloci. Nel cielo blu scurissimo erano ricomparse le stelle, le stesse che ieri sera non riuscivo a vedere. Mi piace stare a guardarle, mi danno un senso di sicurezza.
Ce n'è una in particolare che cerco ogni sera. Non conosco il suo nome o la sua collocazione, ma la riconosco perchè ai miei occhi è più luminosa di tutte le altre. Sta sempre un passo indietro a me quando cammino, eppure non posso fare a meno di sorridere quando volgo gli occhi al cielo. Ho l'impressione che mi faccia da guida, da accompagnatrice silenziosa e discreta dei miei passi.
Ogni sera, tornando a casa, non riesco a fare a meno di pensare che vorrei che ogni luogo fosse Verona. Che, uscita dal quartiere di Borgo Venezia, il più periferico prima dei paesi della provincia, quell'atmosfera cittadina si rinnovi. Ancora una volta, e poi una terza, una quarta, finché non giunga a casa. Non riesco a negare a me stessa che Verona sarà sempre un'amante per me, una bella signora ingioiellata e preziosa, con le prime eleganti rughe sul viso, ma sempre in ordine.
Ci sono cose della mia vita cui non rinuncerò mai: scrivere, andare a cavallo, la mia città e Dio. Senza una di queste impazzirei sicuramente. Sono linfa dei miei giorni e dei miei respiri e il fatto è che, quando ho provato ad allontanarmene, mi hanno rincorsa piangendo come amanti gelosi, furibondi. Mi hanno tormentata di Sehnsucht fino a farmi tornare con un sorriso. E con un sentimento di commozione in gola.
coccola5
Ce n'è una in particolare che cerco ogni sera. Non conosco il suo nome o la sua collocazione, ma la riconosco perchè ai miei occhi è più luminosa di tutte le altre. Sta sempre un passo indietro a me quando cammino, eppure non posso fare a meno di sorridere quando volgo gli occhi al cielo. Ho l'impressione che mi faccia da guida, da accompagnatrice silenziosa e discreta dei miei passi.
Ogni sera, tornando a casa, non riesco a fare a meno di pensare che vorrei che ogni luogo fosse Verona. Che, uscita dal quartiere di Borgo Venezia, il più periferico prima dei paesi della provincia, quell'atmosfera cittadina si rinnovi. Ancora una volta, e poi una terza, una quarta, finché non giunga a casa. Non riesco a negare a me stessa che Verona sarà sempre un'amante per me, una bella signora ingioiellata e preziosa, con le prime eleganti rughe sul viso, ma sempre in ordine.
Ci sono cose della mia vita cui non rinuncerò mai: scrivere, andare a cavallo, la mia città e Dio. Senza una di queste impazzirei sicuramente. Sono linfa dei miei giorni e dei miei respiri e il fatto è che, quando ho provato ad allontanarmene, mi hanno rincorsa piangendo come amanti gelosi, furibondi. Mi hanno tormentata di Sehnsucht fino a farmi tornare con un sorriso. E con un sentimento di commozione in gola.
coccola5
mercoledì 11 gennaio 2012
Prossimamente al cinema
In arrivo qualche novità. Aggiorno con calma il post stasera, per il momento vi lascio con le anteprime:
1. aggiornamento della pagina Bose. Potete vedere il documento che ho inserito a questo link.*
2. Davide. Ma per quello vi lascio con l'acquolina in bocca!
Un caro bacio,
coccola5
*- qualcuno può dirmi nei commenti, solo a titolo informativo, se la pagina si apre da Google Docs? Altrimenti mi mobilito per cercare un altro host..
1. aggiornamento della pagina Bose. Potete vedere il documento che ho inserito a questo link.*
2. Davide. Ma per quello vi lascio con l'acquolina in bocca!
Un caro bacio,
coccola5
*- qualcuno può dirmi nei commenti, solo a titolo informativo, se la pagina si apre da Google Docs? Altrimenti mi mobilito per cercare un altro host..
lunedì 9 gennaio 2012
A simple life
Lunedì di calma, quella calma che – per forza di cose – segue la tempesta. Calma autoimposta e aiutata dalla musica di Einaudi.
Oltre che di calma, è stato un lunedì di acido lattico. Quando mi sono svegliata stamane avevo la carne greva persino sulle mani, tanto tempo era passato da che avevo stretto nelle palme delle mani le redini. Per la seconda volta non sono uscita con JW. Non provo più grande nostalgia delle passeggiate con lui: è un cavallo “spaventino” e troppo agitato, e non posso illudermi che con me le cose vadano diversamente. Lui è così e io sono diversa da lui, punto.
Mi ha accompagnata Carrie nella gita di ieri. Vi avevo parlato di lei qualche tempo fa, e ieri ho ritrovato la stessa cavalla calma e docile di fine settembre. Non è particolarmente affettuosa, nel senso che non si abbandona a moine e carezze, ma va bene così. Le sue andature sono pesanti e tendono a trascinarsi, ma rispetto a quelle di Beauty, la mia prima cavalla, sono praticamente un sogno. Ha un bel canter (il galoppo “corto”, il cavallo lo esegue facendo passi più brevi e raccolti), lascia in gola la voce bella. Vi confesso che il galoppo vero e proprio, quello che ti innamora subito, lo avevo sperimentato quando rieducavo JW. Per una serie di motivazioni, avevamo scelto di montare all’inglese: il galoppo all’inglese è tutt’altra cosa rispetto a quello trekker, ve lo assicuro.
Ma parlare con questi tecnicismi non innamora nemmeno voi del mio post e non vi dicono niente della giornata di ieri, quindi ora vi racconto per bene. Siamo partiti relativamente presto, verso le 10, un gruppetto raccolto e ben assortito. Con me c’era naturalmente mia madre; in realtà non esco con mio padre a cavallo da tempo immemore. Avevamo deciso di andare a pranzo da mio zio, fuori Verona. La strada è molto bella, è un paesaggio campagnolo rimasto immutato nel tempo. Potrei quasi giurare che dieci, fors’anche vent’anni fa i sentieri e le coltivazioni erano esattamente gli stessi. Almeno, lo sono nei miei ricordi di bambina.
Per tutta la giornata il sole ci è venuto incontro. Durante la mattinata, qualche volta me lo sono ritrovato ridanciano mentre si faceva beffa delle mie preoccupazioni e mi esortava a vivere la giornata spensieratamente. Ad un certo punto mi sono detta: “sarei una pazza a rovinare una giornata tanto bella!”. Ho sospeso i discorsi con Anto su quella cosa, cavalli più o meno pazzi e mi sono concentrata sul passo della mia cavalla. Il segreto sta proprio lì, nel lasciarsi andare alle cose, e quando lo cogliamo tutto funziona come dovrebbe.
Il suo passo, le brevi pause e il trasformarsi di un’andatura in un’altra hanno sortito il loro migliore effetto balsamico e il ritorno mi è parso addirittura brevissimo. In un attimo mi sono ritrovata in stalla e, sì, l’attimo dopo JW aveva saltato la staccionata e ci era corso incontro! Quello ce lo dobbiamo tenere com’è! Lo abbiamo legato vicino a Jade, la cavalla della mamma e lo abbiamo lasciato a coccolarsela. Quando ho tentato di avvicinarmi a lui, era bruciante di gelosia: gli ho fatto una carezza sul muso, ma l’ha presa quasi come un’offesa, e allora l’ho lasciato smaltire la rabbia accumulata. Se ne farà una ragione, prima o poi!
Siamo rientrati per le 18, in tempo per godermi la serata ormai prossima e guardare La vita facile con Accorsi. Si, si, prima che possiate dire qualche cosa, un film abbastanza deludente sotto il punto di vista della trama, ma così son gli italiani. Quindi si accettano consigli su un prossimo film! Guardo principalmente commedie, film biografici o storie vere (o verosimili), ma questa settimana mi servirà qualcosa di scacciapensieri. A voi l’arduo compito!
coccola5
Oltre che di calma, è stato un lunedì di acido lattico. Quando mi sono svegliata stamane avevo la carne greva persino sulle mani, tanto tempo era passato da che avevo stretto nelle palme delle mani le redini. Per la seconda volta non sono uscita con JW. Non provo più grande nostalgia delle passeggiate con lui: è un cavallo “spaventino” e troppo agitato, e non posso illudermi che con me le cose vadano diversamente. Lui è così e io sono diversa da lui, punto.
Mi ha accompagnata Carrie nella gita di ieri. Vi avevo parlato di lei qualche tempo fa, e ieri ho ritrovato la stessa cavalla calma e docile di fine settembre. Non è particolarmente affettuosa, nel senso che non si abbandona a moine e carezze, ma va bene così. Le sue andature sono pesanti e tendono a trascinarsi, ma rispetto a quelle di Beauty, la mia prima cavalla, sono praticamente un sogno. Ha un bel canter (il galoppo “corto”, il cavallo lo esegue facendo passi più brevi e raccolti), lascia in gola la voce bella. Vi confesso che il galoppo vero e proprio, quello che ti innamora subito, lo avevo sperimentato quando rieducavo JW. Per una serie di motivazioni, avevamo scelto di montare all’inglese: il galoppo all’inglese è tutt’altra cosa rispetto a quello trekker, ve lo assicuro.
Ma parlare con questi tecnicismi non innamora nemmeno voi del mio post e non vi dicono niente della giornata di ieri, quindi ora vi racconto per bene. Siamo partiti relativamente presto, verso le 10, un gruppetto raccolto e ben assortito. Con me c’era naturalmente mia madre; in realtà non esco con mio padre a cavallo da tempo immemore. Avevamo deciso di andare a pranzo da mio zio, fuori Verona. La strada è molto bella, è un paesaggio campagnolo rimasto immutato nel tempo. Potrei quasi giurare che dieci, fors’anche vent’anni fa i sentieri e le coltivazioni erano esattamente gli stessi. Almeno, lo sono nei miei ricordi di bambina.
Per tutta la giornata il sole ci è venuto incontro. Durante la mattinata, qualche volta me lo sono ritrovato ridanciano mentre si faceva beffa delle mie preoccupazioni e mi esortava a vivere la giornata spensieratamente. Ad un certo punto mi sono detta: “sarei una pazza a rovinare una giornata tanto bella!”. Ho sospeso i discorsi con Anto su quella cosa, cavalli più o meno pazzi e mi sono concentrata sul passo della mia cavalla. Il segreto sta proprio lì, nel lasciarsi andare alle cose, e quando lo cogliamo tutto funziona come dovrebbe.
Il suo passo, le brevi pause e il trasformarsi di un’andatura in un’altra hanno sortito il loro migliore effetto balsamico e il ritorno mi è parso addirittura brevissimo. In un attimo mi sono ritrovata in stalla e, sì, l’attimo dopo JW aveva saltato la staccionata e ci era corso incontro! Quello ce lo dobbiamo tenere com’è! Lo abbiamo legato vicino a Jade, la cavalla della mamma e lo abbiamo lasciato a coccolarsela. Quando ho tentato di avvicinarmi a lui, era bruciante di gelosia: gli ho fatto una carezza sul muso, ma l’ha presa quasi come un’offesa, e allora l’ho lasciato smaltire la rabbia accumulata. Se ne farà una ragione, prima o poi!
Siamo rientrati per le 18, in tempo per godermi la serata ormai prossima e guardare La vita facile con Accorsi. Si, si, prima che possiate dire qualche cosa, un film abbastanza deludente sotto il punto di vista della trama, ma così son gli italiani. Quindi si accettano consigli su un prossimo film! Guardo principalmente commedie, film biografici o storie vere (o verosimili), ma questa settimana mi servirà qualcosa di scacciapensieri. A voi l’arduo compito!
coccola5
Appendice al post precedente
Gli ultimi giorni sono stati un poco tempestosi. Sto cercando di far tornare il sereno, ma non è cosa facile. Pazienza ci vuole, molta pazienza. Ed è l'arte di tutta una vita.
Preferisco dare la password di questo post soltanto a LM, che in fin dei conti è l'unico a conoscere l'accaduto dettagliatamente. Non si tratta di volere escludere qualcuno, piuttosto di voler proteggere parte del mio vissuto. Del resto, essendo il blog pubblico, temo sempre che la persona in questione si riconosca. Non perchè sparlo di lei (vedete dai post che non è mia abitudine, e comunque ho sempre detto in faccia a chiunque quello che pensavo senza remore), quanto perchè Lux è un diario, un piccolo spazio dove riversare la mia interiorità, e non tutti lo capiscono. Soprattutto quelli che ci conoscono nella realtà. Un pensatoio, ecco.
Abbiate dunque pazienza, e non abbiatemene a male. Può darsi che fra qualche tempo racconterò tutto nei dettagli, ma lo farò quando avrò capito a fondo ciò che è successo ora. Non anticipiamo quindi i tempi. Per farmi perdonare, domani vi racconterò ogni secondo della passeggiata a cavallo di oggi (esultate, gente!). Non stavo tanto bene da secoli. E non sono mai stata tanto felice della carne greva che mi verrà. I galoppi, come dico sempre, sono salvifici. Su questo non ci piove.
coccola5
Preferisco dare la password di questo post soltanto a LM, che in fin dei conti è l'unico a conoscere l'accaduto dettagliatamente. Non si tratta di volere escludere qualcuno, piuttosto di voler proteggere parte del mio vissuto. Del resto, essendo il blog pubblico, temo sempre che la persona in questione si riconosca. Non perchè sparlo di lei (vedete dai post che non è mia abitudine, e comunque ho sempre detto in faccia a chiunque quello che pensavo senza remore), quanto perchè Lux è un diario, un piccolo spazio dove riversare la mia interiorità, e non tutti lo capiscono. Soprattutto quelli che ci conoscono nella realtà. Un pensatoio, ecco.
Abbiate dunque pazienza, e non abbiatemene a male. Può darsi che fra qualche tempo racconterò tutto nei dettagli, ma lo farò quando avrò capito a fondo ciò che è successo ora. Non anticipiamo quindi i tempi. Per farmi perdonare, domani vi racconterò ogni secondo della passeggiata a cavallo di oggi (esultate, gente!). Non stavo tanto bene da secoli. E non sono mai stata tanto felice della carne greva che mi verrà. I galoppi, come dico sempre, sono salvifici. Su questo non ci piove.
coccola5
I miei cassetti da chiudere, le mie monete da pesare
I miei propositi per il nuovo anno si sono concretizzati oggi.
1. Chiudi i cassetti.
2. Pesa la moneta per quello che vale.
Due cose che non ho mai fatto, e che quest'anno devo iniziare davvero a fare.
Lasciare tutti i cassetti della mia vita aperti non funzionerà mai, è inutile provarci ostinatamente e poi piangersi addosso: i miei sentimenti non possono fluire costantemente ed indisturbati da uno scompartimento ad un altro della mia esistenza. Le amicizie non possono riversarsi sul lavoro e viceversa, la scuola sulla famiglia e via dicendo. Solo la mia fede deve rientrare in ciascuno di questi ambiti, ella soltanto può governare le cose quotidiane. Ma con una nota: la fede è come una dieta, se sei troppo fiscale rischi di fare un casino. Tutto sta nel calibrare i piccoli sgarri.
E poi, sì, devo pesare le monete e, soprattutto fidarmi della bilancia. Se una moneta vale 5 centesimi, non ne varrà mai cento, e non posso illudermi che sarà così. Se una persona è stronza, lo è e basta: non cambierà stando vicino a me o grazie alla forza delle mie illusioni. Quanto vale, quindi, una persona? Quanto vale il mio rapporto con lei? Ha senso cercare un compromesso?
Perchè, vedete, stare male per una persona, perdere dei chili e fare la parte della martire o dell'eroina è bello, ma a livello letterario. A livello psico-fisico è solo una sofferenza. Ci sono sofferenze che vale la pena patire perchè portano a un miglioramento, e altre che invece portano soltanto alla nevrosi. E io decisamente sono più incline alle seconde, indi per cui abbandonarle sarebbe cosa buona e sana. Il che non vuol dire tagliare i ponti con le persone, solo rapportarsi a loro in modo che non siano causa di nevrosi.
Perdere tre chili in un mese non va bene, è solo nevrastenico. Disperarsi ed esasperarsi perchè a qualcuno non andiamo bene come siamo non va bene. E non è una sofferenza buona, è solo nevrosi. E non è neanche tanto lirico, a dirla tutta.
Tu non sei una cattiva persona, sei solo diverso da me. E io ho sbagliato a confidarmi, ma non perchè mi vergogno di quello che sono, semplicemente perchè sono affari miei. Tu governi la mia fede, la mia fede governa la mia vita: non puoi saltare il passaggio intermedio. Non sei tu a governare la mia vita, così non funziona. Non funziona perchè Dio ci ha salvati entrambi, ma in modo diverso. Non funziona perchè tu sai stare da solo e la cosa non ti pesa, io ho già capito che stare da soli sempre non è sano. E sai perchè ti dico questo? Se al mondo non ci fossimo che tu ed io, potrei pensare di fare l'estremista, ma vivo quaggiù con altri 7 miliardi di persone. Non funziona perchè il nostro Dio non è solo teologia, ma è anche capacità di stare con tutti, accettandoli per quello che sono, e riconoscendo che alcuni cambieranno in fretta, altri lentamente e altri mai nonostante i loro sforzi. E poi ci saranno quelli che non ci proveranno nemmeno, ma questa è la vita. E allora la tua spinta al radicalismo funziona, ma solo se poi sai convivere con il mondo, che necessariamente è altro da te.
Dobbiamo saper convivere con l'altro e sopravvivergli al contempo. E io sto provando strenuamente a fare entrambe le cose.
coccola5
ps. nota di redazione. Non l'ho mai fatto sino ad ora, ma ho apportato delle modifiche di forma al post. Gli ultimi paragrafi, probabilmente perchè scritti quando ero ancora molto nervosa, includevano troppe ripetizioni ed erano decisamente pesanti. Il testo dovrebbe ora risultare più snello. 10 gennaio 2012
1. Chiudi i cassetti.
2. Pesa la moneta per quello che vale.
Due cose che non ho mai fatto, e che quest'anno devo iniziare davvero a fare.
Lasciare tutti i cassetti della mia vita aperti non funzionerà mai, è inutile provarci ostinatamente e poi piangersi addosso: i miei sentimenti non possono fluire costantemente ed indisturbati da uno scompartimento ad un altro della mia esistenza. Le amicizie non possono riversarsi sul lavoro e viceversa, la scuola sulla famiglia e via dicendo. Solo la mia fede deve rientrare in ciascuno di questi ambiti, ella soltanto può governare le cose quotidiane. Ma con una nota: la fede è come una dieta, se sei troppo fiscale rischi di fare un casino. Tutto sta nel calibrare i piccoli sgarri.
E poi, sì, devo pesare le monete e, soprattutto fidarmi della bilancia. Se una moneta vale 5 centesimi, non ne varrà mai cento, e non posso illudermi che sarà così. Se una persona è stronza, lo è e basta: non cambierà stando vicino a me o grazie alla forza delle mie illusioni. Quanto vale, quindi, una persona? Quanto vale il mio rapporto con lei? Ha senso cercare un compromesso?
Perchè, vedete, stare male per una persona, perdere dei chili e fare la parte della martire o dell'eroina è bello, ma a livello letterario. A livello psico-fisico è solo una sofferenza. Ci sono sofferenze che vale la pena patire perchè portano a un miglioramento, e altre che invece portano soltanto alla nevrosi. E io decisamente sono più incline alle seconde, indi per cui abbandonarle sarebbe cosa buona e sana. Il che non vuol dire tagliare i ponti con le persone, solo rapportarsi a loro in modo che non siano causa di nevrosi.
Perdere tre chili in un mese non va bene, è solo nevrastenico. Disperarsi ed esasperarsi perchè a qualcuno non andiamo bene come siamo non va bene. E non è una sofferenza buona, è solo nevrosi. E non è neanche tanto lirico, a dirla tutta.
Tu non sei una cattiva persona, sei solo diverso da me. E io ho sbagliato a confidarmi, ma non perchè mi vergogno di quello che sono, semplicemente perchè sono affari miei. Tu governi la mia fede, la mia fede governa la mia vita: non puoi saltare il passaggio intermedio. Non sei tu a governare la mia vita, così non funziona. Non funziona perchè Dio ci ha salvati entrambi, ma in modo diverso. Non funziona perchè tu sai stare da solo e la cosa non ti pesa, io ho già capito che stare da soli sempre non è sano. E sai perchè ti dico questo? Se al mondo non ci fossimo che tu ed io, potrei pensare di fare l'estremista, ma vivo quaggiù con altri 7 miliardi di persone. Non funziona perchè il nostro Dio non è solo teologia, ma è anche capacità di stare con tutti, accettandoli per quello che sono, e riconoscendo che alcuni cambieranno in fretta, altri lentamente e altri mai nonostante i loro sforzi. E poi ci saranno quelli che non ci proveranno nemmeno, ma questa è la vita. E allora la tua spinta al radicalismo funziona, ma solo se poi sai convivere con il mondo, che necessariamente è altro da te.
Dobbiamo saper convivere con l'altro e sopravvivergli al contempo. E io sto provando strenuamente a fare entrambe le cose.
coccola5
ps. nota di redazione. Non l'ho mai fatto sino ad ora, ma ho apportato delle modifiche di forma al post. Gli ultimi paragrafi, probabilmente perchè scritti quando ero ancora molto nervosa, includevano troppe ripetizioni ed erano decisamente pesanti. Il testo dovrebbe ora risultare più snello. 10 gennaio 2012
giovedì 5 gennaio 2012
Pari
Ho aperto il foglio di Wordpress per creare un nuovo post, per sfogare un po' le mie parole arretrate e quando si è aperto sono rimasta immobile davanti alla tastiera.
Okay, sono in pari con le mie parole. Si ricomincia bene, mi sto rimettendo in carreggiata. Mi ci è voluto un po' di tempo per riprendermi da Berlino, ma ora va meglio.
Che poi non è che vada meglio, va diversamente. Ho le mie domande, sono sempre fondamentalmente una persona logorroica (o con una buona parlantina, come dicono quelli che vogliono essere gentili), non sopporto e amo le solite cose, ma sono in pari.
Sono indefinibile, indefinita, strana, affascinante e pazza, ma sono in pari. Pareggio di bilancio raggiunto. Quanto mi piacciono queste parole, stasera.
coccola5
ps. giusto a titolo informativo, vi segnalo le due nuove pagine di Lux: Bose e Iniziative. Nella prima trovate un breve riferimento alla mia esperienza nell'omonimo monastero e qualche riflessione sui Vangeli di Enzo Bianchi, nella seconda ho iniziato a compilare e linkare le iniziative cui sto prendendo parte. Sentitevi liberi di suggerire, avanzare critiche, proporre stimoli nuovi nei commenti o tramite messaggio privato alla sottoscritta. Enjoy yourself!
Okay, sono in pari con le mie parole. Si ricomincia bene, mi sto rimettendo in carreggiata. Mi ci è voluto un po' di tempo per riprendermi da Berlino, ma ora va meglio.
Che poi non è che vada meglio, va diversamente. Ho le mie domande, sono sempre fondamentalmente una persona logorroica (o con una buona parlantina, come dicono quelli che vogliono essere gentili), non sopporto e amo le solite cose, ma sono in pari.
Sono indefinibile, indefinita, strana, affascinante e pazza, ma sono in pari. Pareggio di bilancio raggiunto. Quanto mi piacciono queste parole, stasera.
coccola5
ps. giusto a titolo informativo, vi segnalo le due nuove pagine di Lux: Bose e Iniziative. Nella prima trovate un breve riferimento alla mia esperienza nell'omonimo monastero e qualche riflessione sui Vangeli di Enzo Bianchi, nella seconda ho iniziato a compilare e linkare le iniziative cui sto prendendo parte. Sentitevi liberi di suggerire, avanzare critiche, proporre stimoli nuovi nei commenti o tramite messaggio privato alla sottoscritta. Enjoy yourself!
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