mercoledì 30 settembre 2009

Patti chiari... amicizia lunga - Regole

Come sempre si dice, patti chiari... amicizia lunga. Mi dispiace molto dover iniziare il post con questa premessa, ma ubi maior, minor cessat. Il passaporto di questo blog è il rispetto, condizione imprescindibile per chiunque si accinga a commentare. Nella colonna scroll a lato vi è una sezione molto chiara in merito, le mie Rulez, le mie regole.
Rispetto per la mia vita e per le mie scelte, per i miei amici, che sono in questa sede intoccabili e iper-protetti, e per tutto quello che riguarda le cose che vengono qui narrate. Il fatto che io scelga di tenere un blog non significa che la mia vita possa essere giudicata da chiunque.

Scrivo questo a seguito di un commento un tantino spiacevole, ma tant'è. La faccenda è stata chiarita e il commento è rimasto, ma dalla prossima volta i commenti saranno cancellati senza esitazione. Non è questione di chiusura mentale, solo di "privacy". Se non vi piaccio, sul Web ci sono milioni di altri blog, anche più interessanti del mio.

Cambiando argomento, ho fatto un po' quiz per la patente. su 15, ne ho passati 12. Mica male! Domani fisso l'esame di teoria, anche perchè il foglio rosa mi scade a gennaio e devo sbrigarmi!
Prosegue la lettura de Il petalo cremisi e il bianco, e, a proposito, per correttezza devo informarvi che il nome dell'autore non è Michael Faber, bensì Michel. Devo aver sbagliato a digitare. Se mi date qualche giorno vi racconterò meglio l'argomento e la strategia narrativa, è molto interessante.

Stasera ho dedicato parte del mio tempo alla poesia. Ho interrogato mia sorella sulle figure retoriche, così ho ripassato anch'io! Di alcune avevo solo un vago ricordo, ho scoperto! Mi dispiace molto non fare più Latino e Greco, erano le mie materie preferite e mi mancano molto, prof compreso. Il suo modo di spiegare, di interessarsi alla critica rendevano le lezioni molto interessanti. Io poi sono molto curiosa, e, dove mi interessava particolarmente mi sono fatta dire proprio tutto! 
Devo vedere, tra le altre cose, di studiare un po' di Storia del Novecento italiano, a partire dal secondo dopoguerra. Il mio prof era molto lento e ci siamo fermati alla seconda guerra mondiale. Andrò a rispolverare il mio vecchio libro di storia!

Vi lascio, Morfeo mi chiama a gran voce!
coccola5

lunedì 28 settembre 2009

ArtClub - Pensieri

Stra-felice. Le sere passate in ristorante sono le migliori da... non so quanto tempo. Il punto è che, pur lavorando, pur avendo sempre molto da fare, non perdo mai il buonumore. E' già un gran bene per una come me, credetemi, malinconica e seriosa per carattere. Con seriosa, si veda l'ultimo post, "Selvatica", mi sembra abbastanza chiaro in merito.

 


 



 



Ieri sera dopo lavoro sono uscita con B. ed E. Si può dire che esco praticamente solo con loro nell'ultimo periodo. Siamo andati verso Brescia, in una discoteca molto bella e, per quanto possa sembrare assurdo, abbastanza calma. Nel garden esterno c'erano diversi divanetti e si poteva star seduti a far due chiacchere senza l'incubo della musica assordante. Vi confesso che non ho mai amato particolarmente la discoteca, nè come tipo di serata, nè di divertimento. Preferisco in genere un film in compagnia, quattro risate ai giardinetti della mia cittadina.. cose così. Poi ho scoperto che, sentendo il ritmo della musica, mi concentro molto sui miei movimenti e quindi non penso a nient'altro. L'espressione del mio viso si fa annoiata, E. dice che sembro triste ma non è così, la gente mi osserva, qualcuno forse mi desidera e, finchè non mi strattonano, va bene così. Fa bene starsene beata senza l'incubo di dover per forza parlare, fare una battuta, un commento. Ha questo vantaggio la discoteca. Noi poi ci vogliamo bene anche così. E. è sempre molto carino con me: mi spiega tutto, non mi forza a bere o altro, guarda sempre se ci sono. Sono un po' la sua novellina, quella da iniziare agli orari tardi, ai drink che si sentono subito e che fanno girare tutta la stanza, ai genitori che poco importa se dormono o meno sonni tranquilli.



 


Alle volte mi fermo, mi chiedo se tutto questo sia giusto, se abbia un senso oppure no. Fare la bella (e trasgressiva) vita, dire tante cazzate e poi lottare con il sonno e con lo stomaco la mattina dopo. [Perchè questa, di mattina, non è stata particolarmente d'oro, nonostante il detto reciti il contrario. Il mattino, qualche volta, ha un senso di vomito in bocca, e uno stomaco da pugnalare.] Però andare a letto sereni, a parte tutto, addormentarsi col sorriso, anche se per due ore appena.


 


 



coccola5



 



ps. ut dixi poco tempo fa, sto cercando delle icons carine su Fucker Graphic da inserire nei post. Se qualcuno potesse segnalarmi blog o forum "specializzati", gliene sarei davvero grata. O magari anche un link ad un tutorial, che sarebbe la cosa migliore in assoluto. Baci baci.



 



pps. vi lascio con questo video: http://www.youtube.com/watch?v=TtXRJmOmxR8 (Pane di vita nuova - Monsignor M. Frisina). "Pane di vita nuova, vero cibo dato agli uomini, nutrimento che sostiene il mondo, dono splendido di Grazia." Per non dimenticarci mai che a Lui dobbiamo tutto, e che a Lui soltanto vanno la lode e l'inno in eterno. Ri-baci.


sabato 26 settembre 2009

Selvatica

Da più piccola la mia nonna materna mi chiamava spesso, in tono canzonatorio e intristito, “selvatica”. Selvatica perchè rifuggivo gli abbracci, i baci, il contatto fisico. A lei dispiaceva che io odiassi lasciarmi stringere. Non posso biasimarla: per una nonna abbracciare i nipoti è la gioia massima e una nipote come me non era proprio ciò che di meglio potesse aspettarsi. Tuttora le cose stanno così. Non abbraccio o bacio mai nessuno, nemmeno i miei amici, e nemmeno sulle guance. Abbraccio solo persone cui, per un motivo o per l'altro, sono particolarmente legata. Nell'ultimo anno avrò abbracciato mia madre due, forse tre volte. Questo non significa che non le voglio bene, anzi, ma sono fatta così e lei lo capisce.

Vi dico questo perchè stasera, in ristorante, parlavo con B. ed E., miei amici e colleghi. “Eccola!”, ha esclamato E. in tono canzonatorio, “arriva la Scioltezza fatta persona!”. Il commento, lo ammetto, risponde perfettamente al vero. Forse sono stata scottata dall'esperienza lavorativa di giugno al McDonald's, sta di fatto che non riesco a fare battute come loro, mentre gli altri ragazzi nuovi sì.
La cosa non mi secca particolarmente, so che per aprirmi con le persone mi ci vuole molto tempo, ma B., e soprattutto E. premono molto, col risultato che adesso spiccico quasi solo lo stretto necessario. E. mi invita in discoteca, io accetto o no, e il sabato dopo siamo punto a capo. Mi sto molto legando ad E., temo sempre che gli possa succedere qualcosa, forse perchè la mia città, e la provincia soprattutto, non sono poi così gay friendly. B. mi ha detto che le aveva prese tempo fa, credo per una questione politica; la cosa mi ha atterrita.

Tornando a noi, anche M., il mio capo, mi ha fatto notare la stessa cosa. Ho chiarito subito che il problema non è di natura lavorativa, anzi, non potrei trovarmi meglio. Gli ho detto che sto avendo dei problemi fisici per il fatto che, senza volerlo, ho perso più di 4kg (e questo senza una ragione apparente), ma che per la mia “rigidità” non so proprio cosa fare.. Fra un po' passerà, lo so. Mi serve molto tempo.

Ho dovuto scrivere tutte queste cose; credo d'altra parte che se le avessi tenute dentro non riuscirei a dormire, quando chiuderò il portatile e cercherò il sonno. Tutte queste parole, tutte le novità mi fanno pensare molto. Mi servono tempo e carta, o per lo meno un blog, su cui annotarle. Mi serve tenere la mia kefiah bianca e nera al collo, farle prendere il mio odore, che adesso sa ancora di nuova. Mi serve per proteggermi. Da che cosa poi non lo so, ma.. devo attendere piano che tutto passi. E poi passerà.

coccola5

venerdì 25 settembre 2009

Pomeriggio

Pomeriggio in città. Giornata prolifica, quella di oggi, in tutti i sensi. Partita stamattina con una vena descrittiva/filosofica/poetica.. vedete voi!, e conclusasi nel migliore dei modi.

Comunque, mi sono trovata con F., una mia cara amica del Liceo, in città. Abbiamo fatto un bel giro: finalmente ho comprato la kefiah bianca e nera di cui vi parlavo un paio di giorni fa, ho preso un altro libro, che sono ansiosissima di cominciare (Il petalo cremisi e il bianco, Michael Faber, Einaudi Editore), ovviamente in contemporanea con Venuto al mondo della Mazzantini.
Io ed F. abbiamo parlato di vestiti, novità, università, una veloce domanda su possibili e/o improbabili fiancé (se qualcuno sapesse il plurale me lo scriva, please, non riesco a immaginarmelo! ^_^), genitori impossibili come i miei.. Ci siamo fatte un sacco di belle risate.

Mi sento cambiata in quest'ultimo periodo. Più serena, con il cuore finalmente a posto. So che le cose che prima erano andate, passatemi l'espressione, a farsi benedire, si aggiusteranno. Forse anche la crisi spirituale, lo spero tanto. Incontrare persone nuove mi ha fatta sentire viva, nuova io stessa, finalmente considerata, anche per una battuta. Mica male, eh?!

Stra-baci,
coccola5

giovedì 24 settembre 2009

Cieli

Ieri sera mi sono persa ad osservare il tramonto. Ero in cortile, stavo aspettando che la mia cagnolina Akyra finisse di mangiare e intanto guardavo il cielo, stupendamente rosa. Lo vedevo mutare colore minuto dopo minuto, farsi più acceso, nella rabbia del sole che se ne andava. 

Mi piace guardare il cielo, ma non per una qualche ragione filosofica, semplicemente perchè spesso le nuvole formano fantasie molto belle. Il cielo non è uguale ovunque indistintamente. Con particolare affetto ricordo i cieli di Francia. Gli ultimi di cui conservo memoria li ho osservati nel mio ultimo viaggio (una vacanza studio) a Parigi. Non potevamo muoverci liberamente nemmeno nella struttura che ci ospitava, così spesso restavamo distesi sul prato a raccontarcela spassionatamente. Dovrei postare delle foto.
Un altro cielo di cui conservo un bel ricordo riguarda la laguna veneziana. Con mia madre e i miei due fratelli avevamo passato un weekend a Cavallino, in campeggio. Saremmo dovuti rientrare domenica, ma un forte acquazzone ci ha costretti ad anticipare il ritorno. Disfatte le tende in praticamente cinque minuti siamo ripartiti. Quando poi ha smesso di piovere, il cielo era un di un rosso stupendo. Siamo andati a visitare un faro poco oltre.. che nostalgia!

Alzare gli occhi verso l'alto ci fa sentire meno soli. Vediamo che il mondo non è tutto racchiuso nei pochi angoli di cui facciamo parte, che è molto più grande e, forse, molto più bello. Questo dona nuova forza, un impulso forte alla vita, e nuova speranza.

Tanto per restare un pochino filosofica, dato che non posso farne a meno, vi inserisco questa piccola frasetta: "mio malgrado l'infinito mi tormenta" (di A. de Musset). E' una frase generalmente legata al movimento romantico, ma voglio fare emergere anche l'eterno binomio cielo-infinito, e credo sia un buon completamento per un post sul cielo. 

coccola5
ps. Mi piacerebbe inserire delle icons carine su questo post e il precedente. Non avendole trovate ora, prometto di inserirle più avanti. Stra-baci.

martedì 22 settembre 2009

diventare sè stessi

Ci pensavo oggi, dato che le cose più belle a me vengono nei momenti più insignificanti. Tipo mentre stai lavando i piatti.


Saper essere e rimanere sè stessi è l'impresa più bella e straordinaria della nostra vita.

Tante volte, ve lo assicuro, sono tentata di cambiare radicalmente. Mi dico che dovrei adottare uno stile diverso nel vestirmi, più alla moda, più conforme, un taglio di capelli che renda giustizia alla mia povera testa (e ci vorrebbe davvero!), un carattere più estroverso e meno riservato. In quei momenti mi sento tutta sbagliata, come se Chi mi ha progettata non avesse considerato bene le conseguenze nel creare una tipetta come me. Una ragazza introversa, semplice e sempre senza trucco, tacchi alti e troppi fronzoli per la testa. Una brava e normale ragazza. Non do nell’occhio, e quando qualcuno mi nota, fa dei commenti o parla di me, vi confesso che è un po’ una tortura. In genere faccio in modo che la gente non parli di me, dev’essere un modo per difendermi.
Le scuole elementari e medie non sono state esattamente il periodo migliore della mia vita, i miei compagni mi prendevano in giro per via del cognome e per il fatto che a 9 anni ho iniziato ad andare a cavallo, e io mi ero molto isolata. Questa è una parte della mia storia che in genere tengo chiusa nel cuore con il lucchetto, e non racconto mai a nessuno. Neanche (o quasi) ai miei amici più cari. Mi rendo conto che questo significa non aprirsi, o, se volete, non essere del tutto sinceri, ma in genere, quando mi chiedono com’ero da piccola, cerco sempre di tagliare corto e cambiare argomento. La “trasformazione” di cui sono un pochino più orgogliosa è quella del Liceo: frequentare un Liceo Classico per cinque anni, e soprattutto con la classe che ho avuto, mi ha aiutata parecchio. I miei compagni, tra battute e commenti (e commentacci), non hanno mai risparmiato nessuno, e ho dovuto imparare a difendermi con le parole. È stata un’impresa, credetemi: il fatto di essere gentile per natura mi è sempre stato di ostacolo, anche nel rifiutare di aiutare qualcuno che mi aveva fatto dei torti. Eppure, dice Vasco, “adesso sono qui”.

Mi sono persa, me ne rendo conto. ^_^ Spero che abbiate comunque capito ciò che volevo dire. Il fatto è che nessuno deve sentirsi in dovere di cambiare perché giudicato dagli altri: questo è il più grande torto che possiamo fare a noi stessi, e, francamente, il modo più veloce per finire in analisi. La nostra prima e principale missione è quella di diventare noi stessi, ossia di sviluppare la nostra personalità cercando di smussare i difetti e di evidenziare e potenziare i nostri pregi. Mettere a frutto, scommettere sui nostri talenti, come diceva Gesù. Su ogni vita si può scommettere moltissimo, ne sono certa.

Un forte abbraccio,
coccola5

ps. perdonate il mio periodare un po' intricato e, tavolta, sconnesso. So che dovrei semplificare parecchio la mia scrittura, ma questo è il defluire dei miei pensieri. Prendetelo come uno stream of consciousness, o un interior monologue, se volete. Un po' una sperimentazione attualizzata del grande Joyce. Tanti cari saluti.

domenica 20 settembre 2009

dettagli

Inizialmente questo blog era partito, tra l'altro, con l'intento di raccontare delle "scenette". Le scenette, per quelli che mi leggessero da poco, sono dei brevi spaccati di vita, che non necessariamente mi riguardano in prima persona. A volte sono cose che osservo o semplicemente sento, piccoli pezzetti di dialogo.

Fatta questa premessa, vi racconto. Ieri sera, verso l’una, sono uscita con due miei amici, B. ed E., che, per inciso, sono gay. Andiamo in un piccolo bar poco distante dalla mia cittadina, all’aperto, tanto per berci qualcosa e fare due chiacchiere. Parlando, E. racconta velocemente di alcune serate in cui si era vestito (da donna, ovviamente) e infilato i tacchi alti, di cerette.. Io rido tranquillamente con lui e tutti gli altri. Non considero strane queste cose e, in un certo senso, mi divertono. B. parla poco, ogni tanto fa qualche battuta ma di sé non svela nulla, o quasi.
Più tardi decidiamo di prendere la macchina e di andare dal “Merd”, un paninaro, di quelli a bordo strada, poco distante. In macchina si parla. E.: “ma secondo te di me lo ha capito?” B.: “non lo so, magari sì.” E., sbottando: “beh dai, cazzo, se non lo ha capito quando ho detto che mi vesto.. su, svegliati, caro!”. Io ascolto e basta. Preferisco non entrare in questa conversazione tanto delicata. B.: “secondo te, invece lo ha capito di me?” E.: “non credo...”.

 

Mi piacerebbe che la vita fosse più facile. Invece, un particolare, un nostro dettaglio ci dà dei problemi grossissimi. A dimostrazione che la gente guarda sempre le sfumature, invece che l’insieme delle cose, la loro suprema sostanza, come direbbe Aristotele. Come riflettevo in un post di Agosto sul campo-scuola, una persona non è il suo peccato, il suo passato.. una persona non si identifica come brutta, bella, grassa, down, gay.. si identifica come Io, nucleo fondamentale e irrinunciabile. Poi c’è il resto, ma ognuno è quello che vuole, o semplicemente quello che è, ma non per questo meno meraviglioso.

Progetti futuri. Comprare una kefiah bianca e nera. Mi piace molto, e la indosserei per solidarietà verso il popolo palestinese. Finire di studiare per la patente (ah, maledetta!). Cominciare l'università.

A bientòt!
coccola5
 

mercoledì 16 settembre 2009

Inizi

Nella mia cittadina piove da qualche giorno. Precisamente da domenica sera. Sembra quasi che il tempo si voglia sfogare per qualcosa,  forse per il ritorno a scuola di tanti ragazzi che prima mettevano buonumore.
Il rientro a scuola è sempre stato per me un evento "felice". Non fraintendetemi, non amo passare le mie ore sui libri di scuola, ma mi piaceva l'atmosfera della mia classe. Stare insieme fino alle 16, anche se lungo, era divertente, e i professori non ci rendevano le ore insopportabili.
Quest'anno inizio piuttosto tardi, a novembre. Sono eccitata per l'inizio dell'uni, anche se mi dispiace proprio perdere i miei vecchi amici. Farne di nuovi sarà un'operazione lunga e paziente, ma ci devo pur provare, no?
Voi avete già cominciato? Come vi trovate?

baci,
coccola5

domenica 13 settembre 2009

Lo pseudo-ladro

Se proprio ieri affermavo di non avere novità, beh, mi contraddico ora. Un’amica di Splinder commentava tempo fa che con me non ci si annoia mai, ed effettivamente non posso darle torto.


Da alcuni giorni non riesco a dormire molto bene: mi sveglio spesso, ho freddo, sonno leggero.. Stanotte, dopo essermi addormentata alle 3.30, mi sono svegliata alle 6. Vado in bagno, e da lì sento dei rumori provenienti dalla cucina. Essendo a casa da sola, mi agito molto e in fretta. Inizialmente penso di essermi un po’ auto-suggestionata, ma poco dopo il rumore torna: sono delle tazze che vengono spostate e appoggiate. Non vi dico la mia ansia! Spostando la tendina della finestra in corridoio (si intravede bene quello che succede in cucina) vedo la sagoma di un uomo. ‘Santi del Paradiso e Vergine Madre!’, penso, ‘ci sono i ladri!’. Memore degli ultimi fatti di cronaca, decido che affacciarmi sulla porta della cucina non è una buona idea, sveglio mia sorella in preda al panico e guardiamo nuovamente assieme. Con la tremarella fino alle punte dei capelli, ci avventuriamo in cucina e.. non indovinerete mai chi fosse l’intruso! No, non il gatto o il cane, ma mio nonno!


Ora, direte voi, che diavolo ci faceva tuo nonno da te, e soprattutto a quell’ora?? Buona domanda. La mia famiglia ha un piccolo vigneto e un orto, e mio nonno, da alcuni anni, se ne prende cura giornalmente. Stamane, dovendo andare via presto, è arrivato prima e ha pensato bene di farsi il caffè. Ora, dico io, non si entra in casa degli altri a siffatta ora, anche perché, essendo il mio sonno assai leggero, potrei svegliarmi (com’è successo), pensare che ci sia un ladro (com’è successo) e avere un infarto (com’è successo). Le gambe mi sono tremate per dieci minuti abbondanti!


coccola5


sabato 12 settembre 2009

News

Dovete proprio perdonare la mia inattività virtuale degli ultimi giorni. Il fatto è che non ho avuto molto da scrivere, poi ci sono stati problemi con Splinder...


Ultimamente mi crogiolo nell'attesa di inizio università, che per me sarà a Novembre (aiuto!), faccio qualche traduzione per prepararmi al test d'ammissione, e leggo. Ho preso Venuto al mondo di Margaret Mazzantini, per adesso ho letto le prime 60 pagine ma lo adoro!


Quest'anno sembra essere particolarmente in voga anche Zia Mame, la storia di un ragazzino che si trasferisce da una sua zia piuttosto eccentrica, e penso che lo leggerò.


Non ho molte altre novità, a parte per il fatto che penso di essere facebook dipendente. XDXD Ci passo un sacco di tempo, se qualcuno volesse aggiungermi, può mandarmi un mp.


Scappo, ho un po' di cose da fare!


coccola5