sabato 26 settembre 2009

Selvatica

Da più piccola la mia nonna materna mi chiamava spesso, in tono canzonatorio e intristito, “selvatica”. Selvatica perchè rifuggivo gli abbracci, i baci, il contatto fisico. A lei dispiaceva che io odiassi lasciarmi stringere. Non posso biasimarla: per una nonna abbracciare i nipoti è la gioia massima e una nipote come me non era proprio ciò che di meglio potesse aspettarsi. Tuttora le cose stanno così. Non abbraccio o bacio mai nessuno, nemmeno i miei amici, e nemmeno sulle guance. Abbraccio solo persone cui, per un motivo o per l'altro, sono particolarmente legata. Nell'ultimo anno avrò abbracciato mia madre due, forse tre volte. Questo non significa che non le voglio bene, anzi, ma sono fatta così e lei lo capisce.

Vi dico questo perchè stasera, in ristorante, parlavo con B. ed E., miei amici e colleghi. “Eccola!”, ha esclamato E. in tono canzonatorio, “arriva la Scioltezza fatta persona!”. Il commento, lo ammetto, risponde perfettamente al vero. Forse sono stata scottata dall'esperienza lavorativa di giugno al McDonald's, sta di fatto che non riesco a fare battute come loro, mentre gli altri ragazzi nuovi sì.
La cosa non mi secca particolarmente, so che per aprirmi con le persone mi ci vuole molto tempo, ma B., e soprattutto E. premono molto, col risultato che adesso spiccico quasi solo lo stretto necessario. E. mi invita in discoteca, io accetto o no, e il sabato dopo siamo punto a capo. Mi sto molto legando ad E., temo sempre che gli possa succedere qualcosa, forse perchè la mia città, e la provincia soprattutto, non sono poi così gay friendly. B. mi ha detto che le aveva prese tempo fa, credo per una questione politica; la cosa mi ha atterrita.

Tornando a noi, anche M., il mio capo, mi ha fatto notare la stessa cosa. Ho chiarito subito che il problema non è di natura lavorativa, anzi, non potrei trovarmi meglio. Gli ho detto che sto avendo dei problemi fisici per il fatto che, senza volerlo, ho perso più di 4kg (e questo senza una ragione apparente), ma che per la mia “rigidità” non so proprio cosa fare.. Fra un po' passerà, lo so. Mi serve molto tempo.

Ho dovuto scrivere tutte queste cose; credo d'altra parte che se le avessi tenute dentro non riuscirei a dormire, quando chiuderò il portatile e cercherò il sonno. Tutte queste parole, tutte le novità mi fanno pensare molto. Mi servono tempo e carta, o per lo meno un blog, su cui annotarle. Mi serve tenere la mia kefiah bianca e nera al collo, farle prendere il mio odore, che adesso sa ancora di nuova. Mi serve per proteggermi. Da che cosa poi non lo so, ma.. devo attendere piano che tutto passi. E poi passerà.

coccola5

3 commenti:

  1. Ognuno è fatto a proprio modo e c'è sempre una ragione...
    Fà bene scrivere, buttare nero su bianco quel che si prova.Spero tu sia riuscita a dormire.

    Mr.Loto

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  2. Ognuno è fatto a proprio modo, è vero, ma io dovrei migliorare nelle relazioni sociali! Questo significa prendere il coraggio a due mani e sforzarmi, perchè è necessario. Non è che posso proprio fare l'eremita! =)

    coccola5

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  3. Per certe persone può bastare quel surrogato di felicità che dà la bella (?) vita trasgressiva, ma non sembra proprio che tu sia quel tipo di persona.
    Il mondo non è propriamente pieno di intelligenza, di amore e cose simili, ma se cerchi al di fuori delle discoteche qualcosa trovi.
    P:S: Non ce l'ho con le discoteche, dico solo che è tempo perso verso la ricerca della felicità, cui tutti aspiriamo e abbiamo diritto.
    Ciao, spero che tu stia bene,

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