Così tante cose da dire.. ma.. mille sentimenti confusi fra i quali proprio non riesco a fare ordine. E quindi fatico un sacco anche a buttare giù gli avvenimenti con razionalità e soprattutto con lucidità. Allora, occupiamoci delle "myricarum", come direbbe Pascoli, delle tamerici, e lasciamo ad altri l'onere di argomenti più pomposi.
Dopo lavoro sono rientrata subito a casa e, come sempre, quando qualcosa non va, non sono capace di trattenermi. Ne ho parlato con mia madre e poi, piano piano, tutta la cosa (che qui non racconterò per ovvi motivi di privacy) ha preso forma nella mia testa, e, sì, un pochino di ordine. Siamo rimaste a parlare fino alle 3.15, del mio lavoro, di lei, della famiglia, poi ancora di me. E' stata una bella chiacchierata; credo ne avesse bisogno anche lei.
La vedo stanca, in senso generale. Io la aiuto come meglio posso a casa, ma non credo sia questo. Forse è anche l'età e le mille preoccupazioni che la avvincono. In fin dei conti siamo uguali: se non facciamo andare tutto alla perfezione, proprio non siamo contente. Parlando delle mie amicizie, o sedicenti tali, alla fine le ho spiegato il motivo per cui mi trovo tanto con E.: non è soltanto una questione di sintonia, ma è anche una questione di leggerezza. So che quando ci vediamo passerò una giornata, o serata, leggera: trattiamo argomenti superficiali, senza confidarci troppo, beviamo un caffè e facciamo due battute, ma soprattutto stiamo in silenzio. Il nostro è il primo silenzio che riesco ad affrontare serenamente nella vita. In genere ho il terrore, quando esco, di non sapere cosa dico alle persone: con lui questo non accade. Restiamo lì, lo sguardo assorto, per qualche minuto, poi riprendiamo lentamente la conversazione. Il fatto è che, a mio avviso, avere degli amici "superficiali", o perlomeno con i quali si trattano argomenti leggeri, è importante: distraggono dalle preoccupazioni della vita, dall'autocritica costante e spietata che ci facciamo quotidianamente.
Ogni tanto dobbiamo lasciarci stare, mandare a 'fanculo il mondo e pensare che, dopotutto, la nostra vita è splendida così e, comunque sarebbe andata, non avremmo potuto fare di meglio. Il mio lavoro, paradossalmente, mi ha fatta accettare. Anche le nuove amicizie hanno sortito quest'effetto: lasciarmi finalmente in pace, farmi vedere il bello di me, almeno in senso fisico. Ed è già un passo da gigante: my life has changed so much... and, Jesus, it is so much better now!
Ho riascoltato oggi una canzone vecchia dei Sum 41, famosa a suo tempo, "Pieces". C'è una frase che mi si addice perfettamente: "I tried to be perfect, but nothing was worth it". Nothing was worth it. Even now there still ain't something worth it, there'll probably never be. So I am, so we are, and we're the best thing in the world. Ever.
coccola5
ps. devo aprire urgentemente una sezione scherzosa per questo blog, altrimenti diventerà la cosa più barbosa sulla faccia della terra!! pps. ringrazio per gli auguri di compleanno, mi hanno proprio fatto piacere. =))) Purtroppo i commenti hanno deciso, di nuovo, di scioperare. E sono peggio dei treni.
sabato 31 ottobre 2009
giovedì 29 ottobre 2009
Cronaca analitica
Splinder è definitivamente la peggiore piattaforma di weblogging esistente, o quasi. Il nuovo editor, disponibile in prova e più adatto al mio Macintosh è andato a farsi benedire, commenti compresi.. Che nervi! Capisco postassi ogni giorno e tre volte al dì, uno magari decide anche di fare uno sciopero, prima o poi.. ma posto tre volte al mese!
Tralasciando le lamentele, la settimana sta scorrendo abbastanza bene. Porterà sfortuna scriverlo adesso, ma sembra che stia finalmente andando d’accordo con mia madre. Un vero e proprio dono del cielo. Il nostro rapporto, l’ho scritto più volte, non è mai stato tranquillo, un po’ perchè caratterialmente siamo molto simili, un po’ per un diverso modo di di vedere il mondo. Questo intervallo di pace però mi sta piacendo molto, perchè è bello essere in sintonia con la propria famiglia, mi fa proprio sentire felice.
Stamattina sono andata a fare gli ultimi acquisti preuniversitari in fatto di vestiario: un paio di jeans stretti e una maglia nera, con stampati sopra dei visi femminili, stile Andy Warhol, per intenderci. Sono uscita con E. Sono state tre ore carinissime, anche se non abbiamo parlato poi tantissimo. Più che a negozi siamo andati a bar: prima a casa sua, abbiamo fatto colazione con un caffè e due chiacchiere, aspettando di svegliarci per bene, poi, dopo i jeans, in un baretto con due cannoncini alla crema e un cappuccino. Ci vedremo il mese prossimo: dobbiamo entrambi comprarci un paio di scarpe, io le Converse a stivaletto, lui non ne ho idea. Mi piace uscire con lui, soprattutto perchè vediamo la vita allo stesso modo, abbiamo gli stessi guai e la stessa età e, nonostante le nostre vite differiscano per molti altri aspetti, ci calmiamo un po’ entrambi. Quando siamo usciti anche con B. non era la stessa cosa: lui è più estroverso e casinista e, honestly, non mi piace la gente che urla o che parla di cose schifide... no, grazie!
Ieri sera ho incontrato M., un mio amico che non vedevo da secoli. Era tanto stravolto dalle mie posizioni sull’omosessualità da volermi incontrare. Io gli ho spiegato che sono molto aperta, e non ho nessun problema ad accettare un amico gay, lui.. mi è sembrato parecchio a disagio. La cosa che mi fa pensare è molto semplice: il fatto che un tuo amico sia o meno gay, non è cosa che abbia a che fare con la tua vita, ma solo con la sua. Non sei tu a fidanzarti con uno, o ad andarci a nanna insieme, quindi perchè tanti problemi? Non capisco la gente.. Una frase che spesso uso è proprio questa: “è la vita degli altri, e noi non siamo proprio nessuno per giudicarla.” Tuttavia, se la gente sapesse accettare la diversità e considerarla una ricchezza, invece che una cosa da condannare, forse avremmo molti meno problemi. E questo è anche un problema tipicamente italiano, anche dello Stato, costretto nella sua inquadratura cattolica tradizionalista e incapace di guardare al di là.. Sono fiera di essere italiana, ma non sono altrettanto fiera dei miei politici e delle loro scelte. Tutto qui.
Sapete, ero convinta di scrivere un post romantico, o qualcosa di dolce, o comunque simili. Invece mi ritrovo con una cronaca analitica degli ultimi avvenimenti. Dovrei riprendere la mia severità nel giudicarmi, nel guardarmi dentro, eppure ho una gran confusione in testa. Non riesco a fare ordine, anche se riconosco che scrivere aiuta parecchio. Sono felice, eppure confusa... aaaaaahh, datemi tempo! Anzi no, datemi delle scatole per sistemare tutto!
A riscriverci,
coccola5
Tralasciando le lamentele, la settimana sta scorrendo abbastanza bene. Porterà sfortuna scriverlo adesso, ma sembra che stia finalmente andando d’accordo con mia madre. Un vero e proprio dono del cielo. Il nostro rapporto, l’ho scritto più volte, non è mai stato tranquillo, un po’ perchè caratterialmente siamo molto simili, un po’ per un diverso modo di di vedere il mondo. Questo intervallo di pace però mi sta piacendo molto, perchè è bello essere in sintonia con la propria famiglia, mi fa proprio sentire felice.
Stamattina sono andata a fare gli ultimi acquisti preuniversitari in fatto di vestiario: un paio di jeans stretti e una maglia nera, con stampati sopra dei visi femminili, stile Andy Warhol, per intenderci. Sono uscita con E. Sono state tre ore carinissime, anche se non abbiamo parlato poi tantissimo. Più che a negozi siamo andati a bar: prima a casa sua, abbiamo fatto colazione con un caffè e due chiacchiere, aspettando di svegliarci per bene, poi, dopo i jeans, in un baretto con due cannoncini alla crema e un cappuccino. Ci vedremo il mese prossimo: dobbiamo entrambi comprarci un paio di scarpe, io le Converse a stivaletto, lui non ne ho idea. Mi piace uscire con lui, soprattutto perchè vediamo la vita allo stesso modo, abbiamo gli stessi guai e la stessa età e, nonostante le nostre vite differiscano per molti altri aspetti, ci calmiamo un po’ entrambi. Quando siamo usciti anche con B. non era la stessa cosa: lui è più estroverso e casinista e, honestly, non mi piace la gente che urla o che parla di cose schifide... no, grazie!
Ieri sera ho incontrato M., un mio amico che non vedevo da secoli. Era tanto stravolto dalle mie posizioni sull’omosessualità da volermi incontrare. Io gli ho spiegato che sono molto aperta, e non ho nessun problema ad accettare un amico gay, lui.. mi è sembrato parecchio a disagio. La cosa che mi fa pensare è molto semplice: il fatto che un tuo amico sia o meno gay, non è cosa che abbia a che fare con la tua vita, ma solo con la sua. Non sei tu a fidanzarti con uno, o ad andarci a nanna insieme, quindi perchè tanti problemi? Non capisco la gente.. Una frase che spesso uso è proprio questa: “è la vita degli altri, e noi non siamo proprio nessuno per giudicarla.” Tuttavia, se la gente sapesse accettare la diversità e considerarla una ricchezza, invece che una cosa da condannare, forse avremmo molti meno problemi. E questo è anche un problema tipicamente italiano, anche dello Stato, costretto nella sua inquadratura cattolica tradizionalista e incapace di guardare al di là.. Sono fiera di essere italiana, ma non sono altrettanto fiera dei miei politici e delle loro scelte. Tutto qui.
Sapete, ero convinta di scrivere un post romantico, o qualcosa di dolce, o comunque simili. Invece mi ritrovo con una cronaca analitica degli ultimi avvenimenti. Dovrei riprendere la mia severità nel giudicarmi, nel guardarmi dentro, eppure ho una gran confusione in testa. Non riesco a fare ordine, anche se riconosco che scrivere aiuta parecchio. Sono felice, eppure confusa... aaaaaahh, datemi tempo! Anzi no, datemi delle scatole per sistemare tutto!
A riscriverci,
coccola5
venerdì 23 ottobre 2009
Buon compleanno a me!
Buon compleanno a me!
Eccomi qui, nel mondo dei 19 anni. Nulla in realtà è cambiato da ieri sera, dal 22 ottobre, ore 23.59. Però è magnifico svegliarsi la mattina e pensare "un anno in più!, una giornata di auguri e di pensieri per me". Confesso con molto piacere che, seppure con un semplice sms, mi hanno fatto gli auguri persone che non credevo si ricordassero di me. Anche su Fb ho ricevuto auguri inaspettati, la cosa mi ha resa stra-felice.
Stasera lavoro, domani anche, poi una piccola festa in discoteca. L'anno scorso, per i 18, avevo invitato un po' di gente, circa una quindicina di persone. Stavolta, me compresa, siamo in cinque, ma va bene così. Festeggio solo con i miei colleghi di lavoro, le persone cui più mi sono affezionata negli ultimi due mesi. I miei erano un po' dispiaciuti, ma non intendo festeggiare con persone che non tengono particolarmente a me. E' strano da raccontare, ma lo scorso anno, non mi sono sentita la protagonista della mia festa, solo un'invitata.. Non ho voluto rifare lo stesso errore. Tra parentesi, fosse stato per me, avrei invitato soltanto B. ed E., poi ho pensato che non era il caso di fare l'asociale!
Eccomi qui, nel mondo dei 19 anni. Nulla in realtà è cambiato da ieri sera, dal 22 ottobre, ore 23.59. Però è magnifico svegliarsi la mattina e pensare "un anno in più!, una giornata di auguri e di pensieri per me". Confesso con molto piacere che, seppure con un semplice sms, mi hanno fatto gli auguri persone che non credevo si ricordassero di me. Anche su Fb ho ricevuto auguri inaspettati, la cosa mi ha resa stra-felice.
Stasera lavoro, domani anche, poi una piccola festa in discoteca. L'anno scorso, per i 18, avevo invitato un po' di gente, circa una quindicina di persone. Stavolta, me compresa, siamo in cinque, ma va bene così. Festeggio solo con i miei colleghi di lavoro, le persone cui più mi sono affezionata negli ultimi due mesi. I miei erano un po' dispiaciuti, ma non intendo festeggiare con persone che non tengono particolarmente a me. E' strano da raccontare, ma lo scorso anno, non mi sono sentita la protagonista della mia festa, solo un'invitata.. Non ho voluto rifare lo stesso errore. Tra parentesi, fosse stato per me, avrei invitato soltanto B. ed E., poi ho pensato che non era il caso di fare l'asociale!
Gli anni mi rendono sempre più rigida, con me stessa e con gli altri. E' il brutto del mio carattere. La postura rigida nel camminare, il poco parlare per timore di dire sciocchezze o di fare figuracce, il sorriso di convenevole e la mia freddezza verso chiunque, le mie impietose analisi di me stessa. Il lavoro mi ha aiutata molto in questo, ma il cambiamento devo farlo io, soltanto io.
Un bacio a chi mi penserà in questa giornata!
coccola5
Un bacio a chi mi penserà in questa giornata!
coccola5
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lunedì 5 ottobre 2009
Senza parole
Passato un altro weekend al ristorante. Come molti mi dicono, più conosco le persone, più apprezzo i cani. Vi racconto l'ultima. Sabato pomeriggio sento E. su Facebook, che mi chiede di andare con lui all'Art dopo lavoro (la stessa discoteca della settimana scorsa), acconsento. In serata domando ad uno dei miei colleghi se gli piacerebbe unirsi a noi, ma mi risponde "che lui non entra nei locali gay". A quel punto faccio velocemente 2+2. Ora mi spiego meglio. Il sabato precedente E. gli aveva chiesto di venire con noi, ma A. (questa l'iniziale del mio collega) ce l'aveva prima tirata lunga, in pratica fino a mezzanotte, poi aveva rifiutato dicendo che i suoi amici non volevano venire.
Il punto è molto semplice: se non ti va di uscire con noi non è un problema, però non raccontare ad E. (o a B.) una cazzata e a me un'altra, almeno per una questione di astuzia. Se io ed E. andiamo fuori insieme, non ti pare che prima o poi potremmo parlarne, e che tu potresti fare la figura dell'idiota?
Io non sopporto gli ipocriti, o comunque le persone double face. Proprio non mi vanno giù. Io sono diametralmente diversa: non ho una tendenza alla bugia, preferisco essere sincera, per quanto è possibile. Questo non significa che io racconti tutto a tutti, tutt'altro, in genere sono piuttosto riservata e parlo poco di me, però non ho problemi a spiegare che non posso fare le otto della mattina in discoteca perchè a casa rischio un nuovo e aggressivo taglio di capelli.
La sincerità semplifica i rapporti, almeno a mio avviso.
coccola5
ps. mi torna alla mente un video molto appropriato all'argomento di oggi, un video del mio personalissimo mito, Vasco Rossi. Vasco Rossi - Senza Parole
Il punto è molto semplice: se non ti va di uscire con noi non è un problema, però non raccontare ad E. (o a B.) una cazzata e a me un'altra, almeno per una questione di astuzia. Se io ed E. andiamo fuori insieme, non ti pare che prima o poi potremmo parlarne, e che tu potresti fare la figura dell'idiota?
Io non sopporto gli ipocriti, o comunque le persone double face. Proprio non mi vanno giù. Io sono diametralmente diversa: non ho una tendenza alla bugia, preferisco essere sincera, per quanto è possibile. Questo non significa che io racconti tutto a tutti, tutt'altro, in genere sono piuttosto riservata e parlo poco di me, però non ho problemi a spiegare che non posso fare le otto della mattina in discoteca perchè a casa rischio un nuovo e aggressivo taglio di capelli.
La sincerità semplifica i rapporti, almeno a mio avviso.
coccola5
ps. mi torna alla mente un video molto appropriato all'argomento di oggi, un video del mio personalissimo mito, Vasco Rossi. Vasco Rossi - Senza Parole
giovedì 1 ottobre 2009
Sogna l'innocenza
Vorrei proporvi questa sera un estratto particolarmente carino dal numero 39 di Famiglia Cristiana, in particolare dalla rubrica Il Vangelo della speranza di don Gennaro Matino. Si tratta del commento al Vangelo di domenica scorsa, ma vi assicuro che il contenuto ha, a mio avviso, valore universale.
Ditemi che ne pensate!
" 'Ora voi ricchi piangete e gridate per le sciagure che cadranno su di voi' (Gc 5,1). Salvare il mondo è recuperare lo spazio da dare al bambino, perchè il bambino, anche quello che è dentro ogni uomo, recuperi i sogni. Per salvare il mondo bisogna fare in modo che i bambini non invecchino della vecchiaia di chi non sogna più, non siano schiacciati dalla mancanza di speranza.
Scandalo è una pietra di inciampo, un impedimento alla libertà del cuore, è voler seguire percorsi alternativi alla verità e alla trasparenza. Per salvare il mondo, per salvare i nostri bambini è urgente che ognuno lotti contro lo scandalo per andare verso l'innocenza, nella sua stessa direzione."
L'articolo dà nel suo insieme una prospettiva cristiana, ma queste parole danno, mi hanno dato, nuova linfa. Scientificamente è stato provato che non si vive senza sogni. I sogni più belli sono quelli fatti ad occhi aperti, la mente concentrata sul proprio futuro, con la consapevolezza che si può, e si deve, "cercare di lasciare il mondo migliore di come l'abbiamo trovato" (Baden Powell, fondatore del movimento scout).
Sono convinta che a tutt'oggi i bambini siano troppo proiettati nel futuro, fin dall'infanzia. Strumenti come il cellulare a nove anni, l'eccessiva tv e i videogiochi, spesso li uccidano dentro. Da bambina avevo una fantasia molto sviluppata, scrivevo tantissimi racconti e storielle, più di quanto non faccia ora. I bambini di oggi sono bambini solo nel corpo, e, purtroppo, non più nello spirito.
coccola5
ps. voglio pubblicare qui, a piè di post, la frase finale dell'articolo, che non ho riportata prima, onde evitare di entrare nell'ambito propriamente spirituale. "Difficile in questi tempi farsi bambino, ma per chi crede nel Maestro di Galilea l'ora più buia della notte è sempre quella più vicina alla luce del giorno".
pps. aggiungo qui il link di Famiglia Cristiana.
Ditemi che ne pensate!
" 'Ora voi ricchi piangete e gridate per le sciagure che cadranno su di voi' (Gc 5,1). Salvare il mondo è recuperare lo spazio da dare al bambino, perchè il bambino, anche quello che è dentro ogni uomo, recuperi i sogni. Per salvare il mondo bisogna fare in modo che i bambini non invecchino della vecchiaia di chi non sogna più, non siano schiacciati dalla mancanza di speranza.
Scandalo è una pietra di inciampo, un impedimento alla libertà del cuore, è voler seguire percorsi alternativi alla verità e alla trasparenza. Per salvare il mondo, per salvare i nostri bambini è urgente che ognuno lotti contro lo scandalo per andare verso l'innocenza, nella sua stessa direzione."
L'articolo dà nel suo insieme una prospettiva cristiana, ma queste parole danno, mi hanno dato, nuova linfa. Scientificamente è stato provato che non si vive senza sogni. I sogni più belli sono quelli fatti ad occhi aperti, la mente concentrata sul proprio futuro, con la consapevolezza che si può, e si deve, "cercare di lasciare il mondo migliore di come l'abbiamo trovato" (Baden Powell, fondatore del movimento scout).
Sono convinta che a tutt'oggi i bambini siano troppo proiettati nel futuro, fin dall'infanzia. Strumenti come il cellulare a nove anni, l'eccessiva tv e i videogiochi, spesso li uccidano dentro. Da bambina avevo una fantasia molto sviluppata, scrivevo tantissimi racconti e storielle, più di quanto non faccia ora. I bambini di oggi sono bambini solo nel corpo, e, purtroppo, non più nello spirito.
coccola5
ps. voglio pubblicare qui, a piè di post, la frase finale dell'articolo, che non ho riportata prima, onde evitare di entrare nell'ambito propriamente spirituale. "Difficile in questi tempi farsi bambino, ma per chi crede nel Maestro di Galilea l'ora più buia della notte è sempre quella più vicina alla luce del giorno".
pps. aggiungo qui il link di Famiglia Cristiana.
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