sabato 31 ottobre 2009

Worth it

Così tante cose da dire.. ma.. mille sentimenti confusi fra i quali proprio non riesco a fare ordine. E quindi fatico un sacco anche a buttare giù gli avvenimenti con razionalità e soprattutto con lucidità. Allora, occupiamoci delle "myricarum", come direbbe Pascoli, delle tamerici, e lasciamo ad altri l'onere di argomenti più pomposi.

Dopo lavoro sono rientrata subito a casa e, come sempre, quando qualcosa non va, non sono capace di trattenermi. Ne ho parlato con mia madre e poi, piano piano, tutta la cosa (che qui non racconterò per ovvi motivi di privacy) ha preso forma nella mia testa, e, sì, un pochino di ordine. Siamo rimaste a parlare fino alle 3.15, del mio lavoro, di lei, della famiglia, poi ancora di me. E' stata una bella chiacchierata; credo ne avesse bisogno anche lei.

La vedo stanca, in senso generale. Io la aiuto come meglio posso a casa, ma non credo sia questo. Forse è anche l'età e le mille preoccupazioni che la avvincono. In fin dei conti siamo uguali: se non facciamo andare tutto alla perfezione, proprio non siamo contente. Parlando delle mie amicizie, o sedicenti tali, alla fine le ho spiegato il motivo per cui mi trovo tanto con E.: non è soltanto una questione di sintonia, ma è anche una questione di leggerezza. So che quando ci vediamo passerò una giornata, o serata, leggera: trattiamo argomenti superficiali, senza confidarci troppo, beviamo un caffè e facciamo due battute, ma soprattutto stiamo in silenzio. Il nostro è il primo silenzio che riesco ad affrontare serenamente nella vita. In genere ho il terrore, quando esco, di non sapere cosa dico alle persone: con lui questo non accade. Restiamo lì, lo sguardo assorto, per qualche minuto, poi riprendiamo lentamente la conversazione. Il fatto è che, a mio avviso, avere degli amici "superficiali", o perlomeno con i quali si trattano argomenti leggeri, è importante: distraggono dalle preoccupazioni della vita, dall'autocritica costante e spietata che ci facciamo quotidianamente.

Ogni tanto dobbiamo lasciarci stare, mandare a 'fanculo il mondo e pensare che, dopotutto, la nostra vita è splendida così e, comunque sarebbe andata, non avremmo potuto fare di meglio. Il mio lavoro, paradossalmente, mi ha fatta accettare. Anche le nuove amicizie hanno sortito quest'effetto: lasciarmi finalmente in pace, farmi vedere il bello di me, almeno in senso fisico. Ed è già un passo da gigante: my life has changed so much... and, Jesus, it is so much better now!

Ho riascoltato oggi una canzone vecchia dei Sum 41, famosa a suo tempo, "Pieces". C'è una frase che mi si addice perfettamente: "I tried to be perfect, but nothing was worth it". Nothing was worth it. Even now there still ain't something worth it, there'll probably never be. So I am, so we are, and we're the best thing in the world. Ever.

coccola5
ps. devo aprire urgentemente una sezione scherzosa per questo blog, altrimenti diventerà la cosa più barbosa sulla faccia della terra!! pps. ringrazio per gli auguri di compleanno, mi hanno proprio fatto piacere. =))) Purtroppo i commenti hanno deciso, di nuovo, di scioperare. E sono peggio dei treni.

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