lunedì 16 agosto 2010

Zio Barbabianca

Il rintocco ordinato e costante delle campane di mezzogiorno. La mattinata per me è cominciata alle 9.49. Dieci minuti dopo, ancora in pigiama e davanti alla tivù, mia nonna materna e mio zio Barbabianca (da ora in poi così chiamato, per non inserire un sacco di iniziali) a casa mia. Lei l’ho vista quasi tutti i giorni la settimana scorsa, lui non si faceva vedere da un mese abbondante.

Mio zio Barbabianca, il fratello di mia nonna, ha una bellissima storia alle spalle. Fino a questa primavera, era missionario nelle Filippine, vicino a Manila. È inserito in un ordine religioso e adesso, a 75 anni compiuti e ben portati (per la vita che ha fatto in tutti questi anni li porta magnificamente), ha optato per la pensione. Così è spesso a Milano, in una casa con i suoi confratelli, e viene a trovarci circa una volta al mese. Resta con noi per qualche giorno, e si ferma a dormire dalle varie sorelle.

Ovviamente, da quando è stabilmente in Italia, i rapporti si sono intensificati, e ho avuto l’occasione di conoscerlo meglio. È una persona straordinaria, ha molti interessi ed è sempre informato su quanto accade, parla inglese e filippino e difficilmente si confonde quando parla. Ogni volta che lo rivedo è una gioia: ha un forte ricordo di quando ero piccola, e mi ricorda continuamente quell’età. Ridiamo, scherziamo sui miei primi determinati tentativi di pronunciare la erre. Lui se li ricorda bene: mi aveva insegnato a ripetere il cognome dei miei nonni per fare esercizio.

E stamattina, quando è arrivato con la nonna, mi ha subito abbracciata e rassicurata che poco importava se non ero “presentabile”. È una persona che adoro. Li ho invitati a salire e ho offerto loro un po’ d’acqua (caffè no, grazie, lo abbiamo già preso!, mi fa mia nonna) e poi abbiamo chiacchierato per un’oretta prima che tornassero a casa di mia nonna.

Come vi dicevo, è una persona stupenda. Mi sta insegnando a non sottovalutare gli anziani. Con lui, con mia nonna materna e con quella paterna vado particolarmente d’accordo, e mi piace fare loro visita quando posso. Potrei approfittarne qualche volta dopo lavoro, se finisco prima.

A proposito, Ferragosto è trascorso tranquillissimo. Niente grandi gite in giro per il Triveneto, niente ore di macchina incolonnati, accaldati e irritati, solo Santa Messa, un pranzo brioso con i miei, e un pomeriggio passato a Verona da mia cugina e poi da mia nonna, che era in sagra lì vicino. Il perché fosse lì da tutta la giornata è un’altra storia, che vi racconterò. Anche la mia Nonna Azzurra (non è il suo vero nome, è sempre un diminutivo, ma la chiamerò Azzurra perché questo colore mi ha sempre ispirato un senso di pace) è una persona speciale, per tutta una serie di motivi. Sono rimasta con lei in sagra fino alle 21.30, poi ci siamo congedate. A me serve una mezz’ora per tornare a casa, e lei voleva rimanere ancora con un’amica. “A domani, nonna!”, le ho detto. E sono partita.

E voi, com’è andato Ferragosto? Cosa avete fatto?

coccola5

Ps. non riesco a fare a meno dei post scriptum, così è. A proposito, Splinder sta diventando una droga, sarà per quello che scrivo tutti i giorni? Ultimamente ho tantissimo da raccontare, è un bel periodo e voglio approfittarne al massimo. A proposito, se riesco entro stasera vi lascio i miei appunti di viaggio egiziani. Non voglio creare un nuovo post, quindi li inserirò in appendice a questo. Sto pensando di creare un piccolo sito su Altervista, per depositare la montagna di cose che sto scrivendo e che vorrei condividere. Fra queste, un breve racconto. Ad ogni modo, gli appunti sono solo qualche impressione, e qualche bel ricordo. Li avevo scritti pensando esattamente al blog, quindi hanno uno stile leggermente diverso dai miei appunti personali. Li troverete simili ai post del blog. Fatemi sapere se vi piacciono! Enjoy my writing and… keep listening!

Nessun commento:

Posta un commento