Volevo raccontare, ancora lunedì, della mia gita in questura. Niente di grave, soltanto la necessità di rinnovare il passaporto con validità per gli USA. L'unico commento che potrei fare è che è stato più o meno tragico.
Arrivo in città verso le 9.20, dopo varie peripezie perchè avevo sbagliato strada e, vedendo il parcheggio della questura (a prezzo molto basso) decido di non girare oltre con l'auto. Solo per parcheggiare mi ci vogliono venti minuti. Il primo passo è effettuare la svolta a sinistra, il secondo (e il più difficile) attendere pazientemente che si liberi un posto... Finalmente riesco a scendere dall'auto ed entrare. Una guardia all'ingresso mi chiede il motivo del mio arrivo, un'altra controlla la borsa mentre io passo il metal detector, una terza mi prende il biglietto e indica la fila.
E fin qui tutto bene. Mi guardo intorno per sedermi, ma non c'è nemmeno un centimetro libero. Ci sono donne con bimbi che strillano come aquile, ragazzi appoggiati alle colonne dell'edificio, gente nella fila sbagliata o comunque in fila venti numeri prima... Mi rassegno. La maggior parte dei presenti deve semplicemente rinnovare il permesso di soggiorno, e infatti la fila scorre veloce. Io guardo il mio numero: H45, la fila è ancora all'H20. Nell'attesa, si fa 12 prima che venga chiamato il mio numero.
Mi accoglie un'impiegata fredda e seria, mi chiede sgarbatamente di porgerle i documenti e poi di apporre il dito per la rilevazione delle impronte digitali. Il tutto mi prende più di dieci minuti.
Finalmente vado a casa! Alla mia migliore amica che mi scrive se ce l'ho fatta, rispondo "L'urlo liberatorio del sopravvissuto". Mi manda uno smile. Mezz'oretta di auto, a casa per le 13.
Morale della storia? Come farsi arrestare in cinque minuti per oltraggio a pubblico ufficiale.
Postille. Da una guardia, cui avevo chiesto cosa sarebbe successo se il mio numero non fosse stato chiamato prima di 12.30, mi sento rispondere: "Deve tornare domani." Lo guardo chiedendogli di ripetere. "Mi scusi, avevo capito male", mi dice. E ci mancherebbe altro!!!
coccola5
mercoledì 13 ottobre 2010
Ufficio passaporti
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oh ma negli uffici li selezionano secondo il grado di freddezza i dipendenti?mah.
RispondiEliminaMon dieu. Tutti sempre molto gentili e disponibili, vedo.
RispondiElimina@ RamyRamy e Daygum89: a quanto pare, un'accoglienza calorosa e gentile non è il loro forte. Ma non li biasimo: spesso arriva gente senza documenti e carte, c'è chi capisce la metà, chi non capisce affatto e chi riscontra problemi. Prima di me c'era una signora che doveva iscrivere sul passaporto un figlio adottato, e già lì è un casino e un manipolo di carte in più. Effettivamente come lavoro è una palla, però io amo la gentilezza di facciata, la esigo. Quando attendo una mattinata e pago quasi 100 euro per un documento, esigo che il servizio sia svolto in un certo modo. Eh.
RispondiEliminacoccola5