martedì 21 dicembre 2010

Mille di questi giorni

Dicevo che lo scorso weekend è stato anche altro. E. a parte, succedono molte altre cose belle e degne di essere raccontate.

Venerdì ha nevicato. La frase resta lì statuaria perché, dopo l’alluvione, di maltempo ne abbiamo abbastanza qui a Verona. Ha iniziato poco prima delle 14, e io, che dovevo necessariamente uscire in auto, mi sono un po’ spaventata. Forte delle mie guide con la neve, mi sono messa al volante con un po’ di coraggio e sono andata. Quando sono rientrata, due ore dopo, aveva già attaccato e l’auto slittava leggermente in certi punti. Ho seriamente creduto che, nel salire per il vicolo di casa mia, avrei rinnovato la fiancata della macchina.

L’alluvione mi ha lasciato un certo terrore del maltempo. Ogni volta che piove per più di un giorno ripenso sempre alla mia cittadina invasa dall’acqua, alla gente che ha perso molto. Il piccolo negozietto di scarpe, dove ho ricomprato le babbucce mangiate dai cani, ha avuto danni di quasi 300.000 euro. Me lo raccontava la proprietaria sabato piangendo, “che il negozio adesso è uno schifo con tutto l’odore di muffa e poi non abbiamo mica trenta anni. Anche con gli aiuti statali, non sono sicura che ce la faremo.” Ha fatto quasi piangere anche me. L’ho abbracciata dicendole che, adesso, Dio solo potrà aiutarci. Ne sono convinta. È rimasto solo Lui, adesso. Me ne sono andata con un infinito groppo allo stomaco.

E poi, e poi.. Poi ho incontrato la caposcout di mia sorella. Le ho fatto i complimenti per lo spettacolo sulla mafia della sera precedente. Avevano preparato qualcosa nel loro piccolo, per ricordare e mettere a parte più persone dell’esperienza del campo estivo in Sicilia, in un bene confiscato alla mafia. Un piccolo gesto di coraggio. Usciamo dal mazzo era il titolo dello spettacolo, e di questo si tratta.

Il pomeriggio sono andata in città da F. In realtà sarei dovuta andare in auto, ma vista la neve mia madre mi aveva proibito di muovermi con qualsiasi mezzo di mia proprietà che non fossero le gambe. Decisami per il bus, l’ho raggiunta in Borgo Roma. Mi ha fatto conoscere P., il fidanzato e assieme abbiamo rivisto Pri, un’amica del liceo. Lei aveva cambiato scuola dopo la quarta ginnasio, dal momento che non le piaceva né l’indirizzo né la classe in cui era capitata. Una delle frasi iniziali è stata: “vieni un po’ avanti con me, lasciamo i fidanzatini in pace.”, una di quelle frasi che di solito fanno nascere in me un istinto omicida. So come comportarmi quando ci sono delle coppie senza dare l’impressione che io stia reggendo il moccolo. Ma, a parte questo, la serata è andata benissimo. Ho davvero ritrovato un’amica, una delle persone con cui mi sia davvero sentita me stessa. A parte E., naturalmente. A parte F. e D., naturalmente. Mi ha detto una cosa che ho aspettato per tanto tempo: “sai, dopo te in quarta, ho avuto tante amiche. Tipe con cui fare cazzate se ne trovano in fretta. Ma tu sei speciale, l’unica che mi ha conosciuto fino in fondo. Che sapeva tutto, anche le virgole, di me.” Il vescovo di Verona, ci aveva augurato ancora un paio di anni fa di essere davvero importanti per qualcuno e, anche se immagino di esserlo per E. e per F., non me l’hanno mai detto esplicitamente. E, sebbene loro lo siano per me, nemmeno io glielo ho mai detto a parole. Suppongo si tratti anche di orgoglio. Ogni tanto ci frega. Ma è stato un momento commovente, magico, sentivo le lacrime risalirmi la gola ed è stato un miracolo che non abbia pianto davvero.

Anche P. è simpaticissimo, un ragazzo splendido, davvero. Abbiamo chiacchierato tutta sera assieme a F., tra una cosa e l’altra. Prima di arrivare in città giravamo a braccetto in tre: F. e P. per mano, mentre F. mi aveva presa a braccetto e parlava anche con me. Bello bellissimo. Mille di questi weekend.

E ieri, altra cosa inaspettata, l’invito di S., altra amica (o compagna) che non sentivo da un po’ per Capodanno. Uau. Ripeto. Mille di questi giorni.

coccola5

6 commenti:

  1. Be', son rimasto senza parole.
    Come spesso, del resto
    Brava, coccola mia

    RispondiElimina
  2. E io mi stupisco che tu sia rimasto senza parole. XD Lo consideravo uno dei miei post più mediocri.. XDXD
    Ma perchè così senza parole? Per la mia gioia? In ogni caso ne sono felice. =)

    Un forte abbraccio,

    coccola5
    ps. anche per te mi serve un soprannome da abbinare a "mio", visto il tuo nick non si può fare.. hai qualche suggerimento?
    pps. e ora ti deludo: domani con F. a vedere "La banda dei Babbi Natale"!!!

    RispondiElimina
  3. Ciao coccola!
    Bellissimo post, seriamente. E' toccante, dolce e tenero. Mi piace.
    Bacio
    Daygum

    RispondiElimina
  4. thanx again. Ripeto che l'ho scritto convinta che questa narrazione non sarebbe particolarmente piaciuta.. Mi fa piacere che apprezziate. =) Passo anche da te! =)

    coccola5

    RispondiElimina
  5. che bello :) ci mancano certe volte queste cose ;)

    RispondiElimina
  6. E' bello ritrovare persone che avevamo perso di vista e scoprire che comunque siano andate le cose abbiamo sempre occupato un posticino speciale nel loro cuore! Questi sono veri complimenti, secondo me, sono le cose che contano, non quelle conoscenze di comodo o solo per dire due cavolate... sì, ci vogliono anche quelle, ma se si va a stringere le amiche e gli amici più importanti sono quelli con i quali sei in grado di passare anche 3 ore solo a parlare senza andare a fare chissà cosa.

    RispondiElimina