Eccomi rientrata in Italia. Ore 16 di ieri ero a casa, finalmente. È stato un bellissimo viaggio ma, già quando sono in aereo, mi prende un’ “ansia” da rientro: vorrei essere già sul divano grande di casa mia. E fortuna che stavolta ho dormito per quasi tutte le nove ore di aereo. Ma andiamo con ordine: vi avevo lasciato con la promessa di raccontarvi di Rosso, questo belloccio che avevo conosciuto.
La cena di sabato 4 dicembre male non è andata, tutt’altro, salvo il fatto che abbiamo parlato per molto tempo del lavoro in cantiere, bellezze e difficoltà, gioie e dolori di questo. Uau. E dopo essermi sentita dire che “il dolce lo prendo, tanto paga tuo papà”, “non so se accettarti l’amicizia su Fb perché sai, in fin dei conti sei la figlia di …” e altre amenità che al momento non ricordo, ho preferito cambiare aria. Prima di tutto, che ragionamento è quello che inizia con siccome sei la figlia di? E poi, di insicura ci sono già io, basta e avanza. Mi ha fatto altri ragionamenti del tipo che si sente il colpa per il fatto che il lavoro è indietro e altro.. poi mi sono spostata vicino al socio di mio papà, a ridere, acculturarmi (sa un sacco di cose, e, per inciso, fare le parole crociate con lui non è divertente perché sa tutte le definizioni!), mentre lui discuteva con mio padre di chi sa chi. Poco male, no?
New York è andata bene. Ho fatto spese per tutto l’anno prossimo, o almeno per tutto l’inverno, in fatto di abbigliamento. Ho contato la bellezza di 4 maglioni, 1 maglietta leggera, 2 paia di jeans, un paio di scarpe da tennis e 1 t-shirt estiva all’Hard Rock Cafè. Tralasciamo le tre magliette per E., F. e la sorella di quest’ultima. Più l’iPod nuovo, a prezzo scontato per via del cambio euro-dollaro. Per un attimo, prima di essere smontata dalla commessa, ho desiderato acquistare l’iPhone, salvo poi scoprire che fuori dai confini statunitensi non funziona. Ne abbiamo approfittato per girare bene la città, visitando il MoMA, il Museo di Storia Naturale, il sito di Ground 0 (memorial dell’11/9), la Statua della Libertà, la Columbia University, la cattedrale di St. Patrick... Ho trovato New York bella come me l’aspettavo, quasi di una bellezza statica. Una di quelle città che, per quanto grandi e frenetiche, potresti tornarci cinque anni dopo e trovarle (quasi) uguali a come le hai lasciate. Come Verona, del resto. Ho trovato invece scortesi i newyorkesi: freddi e duri, difficilmente disposti a spiegare una seconda volta al turista spaesato, restii a ripetere in modo più comprensibile – e, quando lo hanno fatto, è stato sillabando le lettere come se parlassero a un cretino – lenti nei pagamenti, all’aeroporto e nei negozi. Siamo stati alla boutique della Levi’s in Time Square: siamo stati accolti da commessi freddi che, pur avendoci di fronte, non si sono degnati di salutarci e di darci una mano se non con un fare scontroso e annoiato. Alla cassa della metro, dopo aver fatto l’abbonamento, siamo stati aggrediti in malo modo dall’impiegata perché quella di mio fratello non funzionava e io non riuscivo a capire. Ancora, all’Empire State Building, dopo l’ennesima insistenza di un cassiere per lasciarci una cartina dell’edificio, ho chiesto se questa fosse gratuita. Mi sono sentita rispondere in tono sarcastico che “questa è New York, e niente di niente viene dato gratis.” Benché la mia domanda possa essere stata stupida, è stata quanto meno lecita dal momento che avevamo pagato 21 dollari per salire fino all’86esimo piano, e sarebbero stati 36 se avessimo deciso di salire fino all’ultimo, il 102esimo. Anche in altre città non mi sono mai sentita tanto sfottuta.
C’è un ultimo pensiero che vi lascio: noi italiani abbiamo bisogno di vedere il cielo davanti senza dover alzare lo sguardo. Non so perché, è venuto di getto quando guardando davanti a me non vedevo altro che grattacieli. Dovevo alzare completamente la testa per rivedere l’azzurro che ci è stato regalato, ed era tutto frammentato, spezzettato dal grigio delle costruzioni. Abbiamo bisogno che ci accompagni la Storia.
coccola5
Okay.
RispondiEliminaAllora domani monto in macchina, vengo a prenderti, partiamo col primo volo dal Catullo sino al Rosso e gli andiamo a dare un fracco di legnate.
Ecco.
Perché non può prima farci illudere (noi bloggers, bada, mica te! ) e poi comportarsi così... così... da bischeraccio!
Bah, 'sti uomini... Meglio i cavalli, mi sa!
Ah, a proposito... Ben tornata
Grazie! In realtà, per certi versi, preferirei essere ancora in vacanza.. a parte il fuso, ho un sacco di cose da fare..! Va beh, da venerdì iniziano le vacanze di Natale! Meglio così!
RispondiEliminaComunque, dopo certe affermazioni, un sacco di legnate gliele avrei date anch'io!! Sai quando si dice che certe cose si pensano e basta?
Un abbraccio,
coccola5
Bentornata Cara!!! Mi sono mancati i tuoi post!!!
RispondiEliminaPer quanto riguarda il tizio: no comment. E' tornato ad essere un rosso Malpelo. Anzi, direi che "Malpelo" non è l'aggettivo adatto: il protagonista della novella non era così indeciso ed insicuro. "Tu sei la figlia di..." ma che ti frega?? Se una ragazza ti interessa davvero, dovresti fregartene di certi dettagli, tra l'altro inutili.
Accidenti, che cafoni questi newyorkesi. Io penso che avrei reagito con un " E allora ficcatela in bocca la tua grande mela di merda, così almeno non dici stronzate."
In compenso, approvo fortemente il tuo shopping. Anche se non sono molto amante dell'I-phone. Io ho un Sony Ericcson ultimo modello, e mi pare che funzioni meglio rispetto all'I-phone di un mio amico. Questione di gusti, credo..
Mio zio, quando viaggiava spesso a New York, partiva da casa con due magliette e un paio di jeans, poi là faceva incetta di Levi's e quant'altro. In pratica si rifaceva il guardaroba.
la maglietta dell'hard rock cafè!!! Non sono mai riuscita ad entrarci, e ci sono passata vicinissimo per ben due volte (roma e Berlino)!!!
A presto, Baciotti!
daygum
Come non sei mai riuscita a entrarci?? L'entrata è libera, che io sappia!
RispondiEliminaSì, comunque piccola precisazione sul post: non ho speso miliardi perchè là le cose sono molto scontate rispetto a qui. I jeans, anche di marca, si pagano sui 40 euro, quindi ne vale la pena. Ecco tutto. =)
Kiss
coccola5
ps. posta di più, che mi manchi tra un post e l'altro!
Non sono mai riuscita ad entrarci perchè, sempre all'ultimo momento, c'era un cambio di programma da parte di qualcuno! =)
RispondiEliminaDomani scriverò di sicuro qualcosa, ho molto tempo libero: sono iniziate le vacanze! Hai letto il post su Santa Lucia? Porta i regali anche dalle tue parti giusto?
Bacio!
Comunque non mi aspettavo che i nyorkesi fossero così come dici,però se ci pensi in tutte le città affollate e moderne è così,nessuno ha mai troppa voglia di dedicarti del tempo.
RispondiEliminaAlcuni uomini son privi di tatto -.-
RispondiEliminaSe è un tale imbecille lascialo fare insomma.
Certe cose uno se le può risparmiare,anche perchè sono estremamente imbarazzanti.
Va bene la schiettezza,ma così è troppo -.-