lunedì 17 gennaio 2011

Non risalirò

Una tragica percezione di un mondo che, lentamente, si frammenta sempre di più.

Avete mai pianto per la delusione, la rabbia e… per la sconfitta? Lo hanno fatto tutti, chi prima e chi dopo, chi per un motivo e chi per un altro. Ma avete mai pianto perché avete capito che una parte del vostro mondo stava finendo? Io l’ho fatto questa mattina, dopo l’ennesimo spavento a cavallo. Quello più forte, probabilmente.

Dopo cento metri di strada asfaltata, cinque minuti dopo che siamo partiti, dopo aver tentato inutilmente di calmare JW agitato per non so quale motivo, quest’ultimo si impenna sulle zampe posteriori per due volte consecutive. Non ho quasi nemmeno il tempo di rendermene conto, per un attimo non vedo nulla, poi parte un urlo acuto e lungo, preludio di una possibile caduta. Il paesaggio attorno a me è piccolo, continua a muoversi, sto per vomitare. Sono terrorizzata, non riesco a muovere un muscolo e ho paura di cadere. Ho paura che arrivi una macchina e ci spazzi via, che succeda il finimondo. Mi sento leggera, minuscola e impotente. Il cavallo riappoggia le zampe a terra e io scendo al volo. Non me la sento. Oggi non ce la faccio. Nel momento in cui lo dico mi rendo conto che non risalirò su JW, che non ne ho la forza. Che ho perso la fiducia in lui, che si è cancellato tutto in un attimo. Prendo le redini in mano, mi giro e ritorno in scuderia. Mia madre è d’accordo, naturalmente. Abbiamo sentito entrambe un’ansia troppo forte.

In scuderia non riesco nemmeno a togliere la testiera e il morso al cavallo. Mi tremano le mani dall’agitazione. Il senso di sconfitta, di essermi arresa è più forte di qualsiasi altro sentimento. Sento le lacrime pungermi agli occhi. Mi fermo ad accarezzare JW prima di riportarlo in box, ma sembra l’abbraccio di due innamorati che si sono lasciati. Lo accompagno alla longhina, mentre le lacrime mi scendono sulle gote tre alla volta, tre per guancia. E le mie guance sembrano le tracce vuote di un torrente che, per causa della pioggia, si riempie velocemente d’acqua. Scusa, piccolo mio. Mi dispiace tanto. È tutto quello che riesco a sussurrare a JW prima di uscire dalla scuderia, con le lacrime agli occhi. Fuori mi aspetta Anto, un’amica che esce a cavallo con noi. I nostri fanno comunque una passeggiata e noi, a questo punto, li raggiungiamo per pranzo. Ne approfittiamo per chiacchierare: io per calmarmi, lei per raccontarmi un po’ di cose. Parliamo ininterrottamente fino alle quattro di pomeriggio, quando i ragazzi tornano da cavallo.

Eppure… eppure questo sensazione di essermi arresa, di non essere stata all’altezza della situazione, di non aver avuto sufficientemente coraggio. A fatica lo reprimo dicendomi che tornare indietro è stata la soluzione migliore, che così facendo ho evitato di rompermi una gamba o di cadere malamente. Che l’ammettere che un cavallo non sia quello giusto per me non significa arrendermi. Ma quanto mi odio?

Mi rendo conto che, per quanti non frequentano l’ambiente equestre, questo possa assomigliare ad uno spavento da cui ci si riprende facilmente. La mia reazione può sembrare inconsulta ed esagerata, ma chiedetevi quanti di voi risalirebbero su un cavallo che si alzato sui posteriori – e sull’asfalto. Andare a cavallo significa stabilire un rapporto di amicizia e fiducia con l’animale, che in questi momenti si cancella. Non ci si sente più sicuri e, quando l’ansia ci impedisce di dominare il cavallo, succede sempre il finimondo. Finisce un pezzo del mio mondo perché andare a cavallo è per me qualcosa di fondamentale, è vitale. Galoppare mi fa sentire libera, nelle falcate di un canter io rinasco continuamente, mi ricarico positivamente per la settimana successiva. Ma non così. Andare a cavallo non significa necessariamente essere spericolati e cercare di farsi del male. Io ho paura di finire con una gamba o un braccio rotto. E d’altra parte vado a cavallo da quando avevo nove anni, ritrovarmi ora così impaurita mi terrorizza perché non credevo che avrei mai avuto paura su un cavallo. Mi terrorizza per l’orrida novità della sensazione.

Volevo chiudere con le parole di una canzone (Meravigliosa creatura) di Gianna Nannini, cantante che io amo. Forse nel mio inconscio si collegano a quanto è successo oggi.

Meravigliosa creatura,
sei sola al mondo.
Meravigliosa paura
di averti accanto.


coccola5
Aggiornamento mattutino: (12.17) Okay, questo potrebbe essere il mio ultimo post. Ho lezione dalle 12.45 alle 19. Ininterrottamente. Nel caso non vedeste miei post futuri, il mio funerale si terrà giovedì alle 15 in Scuderia. A fianco a me JW e la Jade. Anche Beauty è invitata.
Ho tre ore di Diritto, due di Spagnolo e tre di Mediazione Orale Tedesco. Sono le ultime tre ore a preoccuparmi, quelle con la prof AncoraALetto. Stasera vi spiego come mai.

5 commenti:

  1. Io tutta questa poesia interna non la vedo,ma va bene lo stesso :)
    Comunque io non sono mai andata a cavallo e quindi non posso capire cosa si provi,però certo è che la paura distrugge ogni cosa.
    Probabilmente ti sei resa conto che nonostante sia un animale a cui tieni molto e a cui hai empre dato fiducia è pur sempre un animale.
    E questo ti ha spaventata tantissimo,forse più della situazione di per sè.
    Comunque sono sicura che pian pianino e con un po' di coraggio non abbandonerai questa tua passione!
    ;)

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  2. Mi dispiace per come ti senti, e anche se non vado a cavallo perchè ho paura, credo di aver capito la tua sensazione. Una certezza che scompare, pensare di aver fallito, di aver buttato nel cestino anni di convizioni... io l'ho provata in ambito lavorativo, diciamo. E non è per niente bello...
    Comunque spero che possa trattarsi di un momento passeggero. E non provare a smettere di scrivere sul blog, che ti vengo a prendere lì dove sei per convincerti a scrivere :)

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  3. @ candylovesme: fidati, il tuo blog contiene più poesia interna di quella che vedi tu che lo scrivi. Anche voi mi avete confidato la stessa cosa a riguardo del mio in diversi modi, cosa che io non sospettavo. Ed è una cosa bellissima. =)
    Concordo sul tuo commento, è un aspetto cui non avevo pensato. Probabilmente umanizzo troppo il mio piccolo JW.

    @ pequenaeva: Grazie per capirmi e.. ti ricapisco! XD
    Comunque non intendo affatto smettere di scrivere, lo dicevo come battuta perchè la giornata era distruttiva! E alla fine sono scappata prima!! XD Quindi.. ancora viva!

    coccola5

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  4. ma sembra l’abbraccio di due innamorati che si sono lasciati.

    Non sono un equestre, però penso che effettivamente il paragone sia questo.
    E perdere fiducia in un amante e poi ritornarci a letto... Boh, dev'essere difficile. Così come ricominciare da zero, o quasi.
    Non ti invidio, coccolina. Però (ovviamente!) ti abbraccio.

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  5. Già, è un po' perdere e dover poi, tra un po', ritrovare un amante. Con tutta l'ansia del caso..
    Ti abbraccio anche io,

    coccola5

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