lunedì 16 maggio 2011

L'idea di me

Tempo fa, girovagando su Fb, ho rivisto delle foto ormai parecchio datate (!). Le aveva postate una mia compagna di classe delle scuole medie e riguardavano uno scambio culturale francese, con dei ragazzi che abitavano vicino a Parigi. Cerca che ti cerca, alla fine avevo trovato, dopo le risate per il modo in cui ci conciavamo all’epoca, qualche foto di David (naturalmente con l’accento sulla i, alla francese!), il ragazzo per cui mi ero presa una cotta pazzesca. Dopo aver appurato che il ragazzo in questione è iscritto a Faccialibro, clicco sul suo nome: pura curiosità, volevo vedere come si era trasformato quel ragazzo bello e decisamente propenso a non aprire libro fino al termine della scuola.

La foto mi ha lasciata a bocca aperta: ha messo su una bella pancetta, porta dei maglioncini che neanche mio nonno e gira con una bicicletta da scampagnata, una cosa che dovrebbe essere sul vintage, più o meno. I lineamenti del suo bel viso si sono tutti riempiti e adesso sono ornati da una barba incolta, porta i capelli lunghi..

È strano come le persone cambino alle volte, no? Ci sono persone che restano identiche nel corso degli anni, e quando le rivedi corrispondono perfettamente all’immagine di loro che ti è rimasta impressa, e altre che invece diventano irriconoscibili, altro. Io non sono una di quelle che si trasforma: i cambiamenti non fanno troppo per me, in un certo senso mi spaventano. Ho paura che la nuova immagine di me non corrisponda perfettamente a quella che ho nella mente. Seguo un po’ la Teoria delle Idee di Platone.

La parola idea ha una radice affascinante: deriva dal verbo greco eidéo, vedo, mi raffiguro qualche cosa nella mente e a questo faccio corrispondere il reale.

Voi riuscite a corrispondere all’idea di voi stessi? Io ci provo continuamente. Alcuni giorni la cosa riesce, altri meno. Mi rendo conto che spesso dipende da quanta pazienza riesco ad avere nei confronti dell’altro, da quanto sono bendisposta, e spesso, la sera, da quanto sono riuscita a combinare durante la giornata. Per il momento non c’è niente di completo.
È tutto in divenire.

coccola5

3 commenti:

  1. Io ho molte idee di me stessa, dipende dai giorni. Ma quasi mai riesco a far corrispondere la realtà alle mie idee. Ci provo: a volte ci arrivo molto vicina (raramente, ma succede), altre volte ne sono molto lontana, altre volte ancora arrivo ad un risultato completamente opposto ma che mi soddisfa. Strana la vita. =)

    RispondiElimina
  2. Pure io non amo molto i cambiamenti, ma purtroppo (o per fortuna? non lo so) la vita è un cambiamento continuo, quindi bisogna abituarsi al cambiamento (un po' buffa questa cosa... bisogna abituarsi, che è un qualcosa di statico, al cambiamento, che è un qualcosa di dinamico).
    Quanto all'idea di sè... il sè nel corso di studi che faccio è un argomento fondante, quello di cui parli è il Sè Ideale, e rispondendo alla tua domanda, a volte il mio sè Ideale corrisponde al mio Sè Attuale, altre volte no...

    RispondiElimina
  3. Anni fa (molti, molti anni fa), leggendo Due di due di De Carlo mi imbattei in una pagina in cui diceva, grosso modo, che il problema è che appiccichiamo alle persone la fotografia che facciamo loro in un determinato momento e poi non la aggiorniamo più. Ecco perché, continuava il libro, ad un certo punto io ti guardo e non ti riconosco più: ho perso la tua evoluzione, il tuo cambiamento, ed ora sei un'estranea se ti raffronto con quella vecchia foto.
    (Questo, almeno, è quanto mi ricordo di quel passo )
    Mia madre dice che sono uguale a quand'ero piccolo. Io ho poche foto ma alcune, sì, mi raccontano. Ancora adesso. Perché, tra tutte le cose che cambiano, il mio sorriso sembra essere rimasto lo stesso (e scusate se è poco).
    Altro discorso quello dell'idea, invece. Io non ho un preciso obiettivo da raggiungere: voglio soltanto essere migliore. E' solo una tensione, una spinta continua e incessante (e stressante). Anche perché è difficile riuscire ad essere come nemmeno-tu-sai-bene-come.
    E forse è proprio dalla consapevolezza di questa aspirazione impazzita che parte quel lento processo dell'accettazione di sé.

    (Bel post, coccolina Nonché stimolante)

    RispondiElimina