venerdì 12 agosto 2011

Mi sto tirando fuori

L’intento era quello di raccontare della rottura con D., per altro nell’aria già da qualche tempo, ma non voglio stancarvi con queste cose. È un rapporto che se ne stava andando da un po’, averlo lasciato non mi fa stare peggio.

E invece… ci sono cose belle ogni giorno. Scoprire un’altra fan di Gianna al lavoro, stare benissimo in cucina come in cassa, trovarmi benissimo col mio collega che fa il matto e ride in continuazione, essere in buoni rapporti con le mie responsabili. E riuscire a fare la distinta da sola. E non trovare la fila al casello dell’autostrada, il che, credetemi, è un autentico miracolo.

C’è qualcosa di nuovo in questo lavoro: mi sta un poco abbandonando il senso di inadeguatezza, di eccessiva timidezza e freddezza. Gli ultimi giorni mi hanno sfinita al punto da causarmi uno sfogo sottocutaneo sulla schiena, ma ora sembra essere iniziata la discesa. Non voglio mettere troppo le mani avanti, ma sto bene. È così esilarante dirlo e sapere che è vero.

Mi conoscete, non so mentire su di me. Ogni volta che l’ho fatto è crollata poi parte della mia vita, e dalle batoste qualcosa si impara. Ogni tanto mi faccio un po’ paura, ma so che sto diventando vera. Sto diventando donna e la persona che ho immaginato a lungo di essere: amabilmente di sinistra, attenta ai temi sociali ed ambientali, informata sulla politica, abbastanza schietta da non lasciarmi calpestare e altrettanto sensibile da non offendere il prossimo.
Certo, soffro ancora di una tale ansia da far preoccupare chi mi sta intorno, ma per qualche insolita ragione, lo considero un problema secondario.

Faccio sempre i miei strani sogni. Mi tocco spesso perché così sto bene con me stessa e perché ne sento il bisogno quotidiano, parlo delle donne che mi attizzano con gli amici che mi sono vicini e ascolto ogni giorno due ore di musica come un mantra che poi funziona. Considero sempre il galoppo a cavallo la cosa più bella, libera e arrapante sull’universo e non riesco a non pensare che senza JW ho perso una parte di me, ma ancora non riesco a stimare il danno.

Ora sono proprio io, forse faccio un po’ paura, ma mi sto tirando fuori. (G.N.)

coccola5

2 commenti:

  1. Bellissimo.
    Il processo e come lo racconti, intendo.
    A parte quell'amabilmente di sinistra, ovvio 

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  2. :P !! 
    Fa piacere anche a me riconoscere che quella coccola a lungo immaginata nella mia testa e desiderata sta uscendo dal guscio. Non c'è niente di meglio. :)

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