Ovvero, anche Demostene si arrenderebbe
L’intenzione per oggi era di pubblicare un post molto tranquillo sulle letture che sto facendo, un commento spassionato e allegro su un libro molto bello. Di fatto, tuttavia, le circostanze mi costringono a scrivere d’altro e questo blog è l’unico mezzo che mi rimane per far sentire la mia voce.
In data 8 dicembre 2011 gli orari dei treni sono cambiati come ogni anno. La differenza di quest’anno consiste però nel fatto che quel giorno e i successivi erano “ponte” e quindi la comunicazione è passata inosservata: testimonia questo anche la lunga fila di dimostranti all’ufficio informazioni. Le comunicazioni sono state scarse in stazione, sul sito inesistenti e, per di più, tardive. Stamattina, quindi, sono arrivata alle 11 per acquistare il supplemento consueto per l’Intercity delle 11.30 e il treno è stato cancellato. Non oggi, ma per sempre e nei secoli eterni. Kein mehr Intercity nach Mantua. Constatato questo con grande nervoso d’animo, ho preso un caffè per acquietare lo spirito e poi mi sono recata in ufficio informazioni.
Ho chiesto spiegazioni all’addetto che mi ha risposto confusamente, dicendomi tuttavia che essendo cambiati gli orari, sta a me fare attenzione. Inconfutabile considerazione, rispondo nel tentativo di mantenere i nervi saldi, ma sul sito non ci sono osservazioni di genere né si riscontrano cambiamenti di orario se si digita la destinazione. Vorrei poi chiarire che io non sono amministratrice di Trenitalia, sono invece utente (e utente bistrattato, aggiungerei) che paga un abbonamento e ha diritto ad avere informazioni complete e tempestive riguardo variazioni di orario, ritardi, soppressioni. Nessuno di questi punti è stato sinora osservato, anzi: numerose sono state le circostanze in cui mi sono trovata in situazioni inconvenienti per ritardi non annunciati, soppressioni dell’ultimo minuto. Mancava solo la cancellazione permanente di un Intercity.
Il mio treno, per correttezza Intercity 621 da Bolzano a Lecce via Mantova, non era frequentato da poche e spartute persone, anzi. Mi era capitato di avere difficoltà ad acquistare il biglietto perché il treno era al completo. Avrei avuto diritto, a maggior ragione, ad avere un’informazione completa sulla situazione attuale. Invece niente, ho perso un’ora di lezione e ho frequenza obbligatoria all’università.
Vorrei che le sciagure qui terminassero ma, ahimè (e ahinoi!) non è così. Dalle ore 21 di giovedì alle ore 21 di venerdì è stato indetto uno sciopero generale – anzi, universale – di treni, bus e non so cos’altro contro la manovra del novello governo Monti. Le fasce protette sono quella tra le 6 e le 9 di mattina e nel primo pomeriggio (io dovrei prendere il treno alle 19.40, è uno dei pochi garantiti). In altre parole, venerdì corro seriamente il rischio di rimanere a Mantova senza trasporti e ho deciso di rimanere a casa mio malgrado. A proposito, l’impiegato mi ha consigliato caldamente di rimanere a casa venerdì, senza pensare che io ho lezione all’università e altre persone lavorano.
Tengo a precisare altresì che non soltanto scioperano i treni, ma anche i bus urbani ed extraurbani di Atv, la compagnia di trasporti veronese, e lo fanno in queste modalità: giovedì sciopero generale dei bus extraurbani (quelli che prendo io per tornare a casa e arrivare a Verona), venerdì sciopero degli autobus urbani. Con un poco di fortuna, giovedì sera dovrei trovare un bus che dalla stazione dei treni mi porti a casa di mia nonna, che abita poco fuori dal centro cittadino. Venerdì invece, sta perfettamente alla disperazione come il sole sta al beltempo.
Di quest’anno, questo è il primo reclamo scritto e il secondo orale con il personale dell’ufficio informazioni. Non è la prima volta che mi trovo ad affrontare simili situazioni e ho iniziato le lezioni soltanto un mese fa. Questa situazione è intollerabile, considerato che quest’anno pago 52 euro di abbonamento, mentre l’anno scorso ne pagavo 5 in meno, cioè 47. Andare a scuola per me sta diventando come fare il pellegrinaggio a Santiago de Compostela a piedi ed è inutile ricordare che al prezzo non corrisponde affatto la qualità.
Cosa non meno importante è che Trenitalia si premura sì di rispondere ai reclami degli utenti, ma con una lettera prestampata. Di fatto, quindi, le lettere non vengono nemmeno aperte e le richieste della clientela raramente vengono prese in considerazione. All’ufficio informazioni sono stata bistrattata per le mie lamentele: mi rendo conto che non sarò certo l’unica a lamentarmi e che questo ha un effetto sull’umore dell’impiegato, ma io non ci sto.
In altre parole, credo che nemmeno Demostene, se vivesse in questi anni, riuscirebbe a scrivere una filippica sufficientemente efficace. Vi dirò di più: si arrenderebbe sicuramente!
Ma io, se pur non sono Demostene, sono una cliente regolare e voglio far sentire la mia voce con l’unico mezzo che mi rimane e che spero sarà ascoltato. Ho un account Twitter e Facebook, e condividerò questo mio post anche lì, nella speranza che venga letto da molte persone e che insieme si possa fare qualcosa.
Volete fregarci? Non ci riuscirete!!
coccola5
Cara, pure io ti tengo d'occhio da un po', tramite quel vecchiaccio di LM. A tal proposito, le mie lagnose filippiche (molto più sgraziate delle tue) le dedico direttamente al mio capro espiatorio di trenitalia preferito: il suddetto LM. Riversare bile sulla sua scorza impermeabile dà gran sollievo, ti assicuro =) ma sembri forse troppo buona per farlo.
RispondiEliminaMa no, ogni tanto lo prendo in giro anch'io! E su Wordpress era diventato un ottuagenario lagnoso, quindi sul blog lo avevo adeguatamente ripreso! :D In effetti, comunque, è vero che Wordpress è abbastanza incasinato. Trovare una guidina per capirci qualcosa di più, mi sa che sarebbe una gran bella cosa. Tu come ti trovi qui?
RispondiEliminaBuon sabato!
coccola5
Non ci riuscirete?
RispondiEliminaCoccolina mia, ci sono già riusciti :)
Hanno smantellato la rete ferroviaria italiana, preferendo assecondare i loro introiti per i treni "importanti" e volutamente mandando in malora tutto il resto. Le tratte sono spesso tecnologicamente insufficienti, i treni non bastano mai per la richiesta di mobilità che c'è - eppure tutto questo viene ancora peggiorato, come testimonia il taglio al servizio universale di cui il tuo InterCity faceva parte.
Come rispondo spesso a Secch: avete voluto le privatizzazioni? Ora tenetevele strette.
(Scritto con il sorrisetto che può permettersi chi vede abbastanza chiaramente come le cose possano peggiorare ancora di più.)
Confermo assolutamente.
RispondiEliminaPer quanto riguarda le privatizzazioni, mai volute. Sono convinta che lo Stato italiano possa dare molto più di quanto oggettivamente faccia, anche se al momento resto convinta che potrebbe andarci peggio. E che quasi sicuramente succederà. Però resta il fatto che io pago cinque euro mensili di abbonamento in più e... ho anche un treno in meno! Meraviglioso.
coccola5
Io qui mi trovo bene, ad ogni modo quello che dice il Nonnino qui sotto è terribilmente vero, io mi arrabbio con lui solo perché sono una checca isterica, ma le condizioni animali in cui viaggiamo sono frustranti e ancora più frustrante è il fatto che da trenitalia dipendiamo, volenti e soprattutto nolenti.
RispondiEliminaConfermo e sottoscrivo ogni parola.
RispondiEliminacoccola5