I miei propositi per il nuovo anno si sono concretizzati oggi.
1. Chiudi i cassetti.
2. Pesa la moneta per quello che vale.
Due cose che non ho mai fatto, e che quest'anno devo iniziare davvero a fare.
Lasciare tutti i cassetti della mia vita aperti non funzionerà mai, è inutile provarci ostinatamente e poi piangersi addosso: i miei sentimenti non possono fluire costantemente ed indisturbati da uno scompartimento ad un altro della mia esistenza. Le amicizie non possono riversarsi sul lavoro e viceversa, la scuola sulla famiglia e via dicendo. Solo la mia fede deve rientrare in ciascuno di questi ambiti, ella soltanto può governare le cose quotidiane. Ma con una nota: la fede è come una dieta, se sei troppo fiscale rischi di fare un casino. Tutto sta nel calibrare i piccoli sgarri.
E poi, sì, devo pesare le monete e, soprattutto fidarmi della bilancia. Se una moneta vale 5 centesimi, non ne varrà mai cento, e non posso illudermi che sarà così. Se una persona è stronza, lo è e basta: non cambierà stando vicino a me o grazie alla forza delle mie illusioni. Quanto vale, quindi, una persona? Quanto vale il mio rapporto con lei? Ha senso cercare un compromesso?
Perchè, vedete, stare male per una persona, perdere dei chili e fare la parte della martire o dell'eroina è bello, ma a livello letterario. A livello psico-fisico è solo una sofferenza. Ci sono sofferenze che vale la pena patire perchè portano a un miglioramento, e altre che invece portano soltanto alla nevrosi. E io decisamente sono più incline alle seconde, indi per cui abbandonarle sarebbe cosa buona e sana. Il che non vuol dire tagliare i ponti con le persone, solo rapportarsi a loro in modo che non siano causa di nevrosi.
Perdere tre chili in un mese non va bene, è solo nevrastenico. Disperarsi ed esasperarsi perchè a qualcuno non andiamo bene come siamo non va bene. E non è una sofferenza buona, è solo nevrosi. E non è neanche tanto lirico, a dirla tutta.
Tu non sei una cattiva persona, sei solo diverso da me. E io ho sbagliato a confidarmi, ma non perchè mi vergogno di quello che sono, semplicemente perchè sono affari miei. Tu governi la mia fede, la mia fede governa la mia vita: non puoi saltare il passaggio intermedio. Non sei tu a governare la mia vita, così non funziona. Non funziona perchè Dio ci ha salvati entrambi, ma in modo diverso. Non funziona perchè tu sai stare da solo e la cosa non ti pesa, io ho già capito che stare da soli sempre non è sano. E sai perchè ti dico questo? Se al mondo non ci fossimo che tu ed io, potrei pensare di fare l'estremista, ma vivo quaggiù con altri 7 miliardi di persone. Non funziona perchè il nostro Dio non è solo teologia, ma è anche capacità di stare con tutti, accettandoli per quello che sono, e riconoscendo che alcuni cambieranno in fretta, altri lentamente e altri mai nonostante i loro sforzi. E poi ci saranno quelli che non ci proveranno nemmeno, ma questa è la vita. E allora la tua spinta al radicalismo funziona, ma solo se poi sai convivere con il mondo, che necessariamente è altro da te.
Dobbiamo saper convivere con l'altro e sopravvivergli al contempo. E io sto provando strenuamente a fare entrambe le cose.
coccola5
ps. nota di redazione. Non l'ho mai fatto sino ad ora, ma ho apportato delle modifiche di forma al post. Gli ultimi paragrafi, probabilmente perchè scritti quando ero ancora molto nervosa, includevano troppe ripetizioni ed erano decisamente pesanti. Il testo dovrebbe ora risultare più snello. 10 gennaio 2012
Purtroppo, condivido.
RispondiEliminaSarebbe bello che tutto confluisse in tutto: in un mondo così anche un bottone varrebbe quanto una moneta da cinque centesimi e forse anche quanto una banconota da cinquecento euro, ma sappiamo entrambi che non è vero.
E forse neanche giusto, se ci pensi.
Partire dal presupposto che tutti siamo diversi e che tutti valiamo in misura diversa ci permette di cogliere le peculiarità di ognuno: come puoi avere un amico del cuore se tutti i tuoi sodali valgono uguali? In questo modo capisci chi ti è veramente vicino, chi ti vuol davvero bene, chi merita di essere davvero nella tua vita: l'innominato protagonista di questo post è tutto questo? E' una persona che ti guarda senza mettere filtri, che ti apprezza per quello che vali e non per la tua ortodossia?
Alla fine, una volta che hai capito il meccanismo vivere così è più facile. E più gratificante, soprattutto :)
Un abbraccio fortissimo