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lunedì 25 aprile 2011

Auguri di buona Pasqua

Sono in ritardo, la giornata è quasi finita ma...


     Tantissimi auguri di una serena Pasqua di Risurrezione a tutti! Vi voglio bene!

   



"Perchè la sete d'infinito,
perchè la fame d'immortalità,
sei Tu che hai messo dentro l'uomo
il desiderio dell'eternità.
Ma Tu sapevi
che quel vuoto lo colmavi Tu,
per questo sei venuto in mezzo a noi!"
     E sei rimasto qui

coccola5

 

lunedì 10 gennaio 2011

Il grande sconosciuto

Ieri sera mi ero ingegnata nella scrittura di un post che riassumesse le mie vicissitudini (si fa per dire) dal 6 gennaio in poi. In realtà, il post che leggete datato 7 gennaio, Medjugorje, l'avevo scritto il 6 e pubblicato la mattina dopo.
Ad ogni modo, Splinder deve avere in odio che io parli di gossip dal momento che ha cancellato tutto quanto avevo scritto! Stasera riprovo, sperando di avere più calma. Per il momento mi attende una noiosa traduzione dal titolo Die Deutschen (i tedeschi) che riguarda il motivo per cui vengono definiti tedeschi dagli italiani, alemanni dai francesi e via dicendo. La cosa mi interessa relativamente, ma fa niente. L'unico fatto curioso di questa traduzione è la fotocopia del testo che ci ha fornito il segretario della facoltà, fronteretro: su una facciata ci sono le pagine 1 e 4, sull'altra le pagine 2 e 3. Come sia riuscito nel suo intento creativo resta per me un mistero. E non che le altre fotocopie vengano poi meglio: il fronteretro, questo grande sconosciuto!
A più tardi!

coccola5

sabato 4 dicembre 2010

Impossible is nothing

Ciò che non avrei mai creduto possibile sono, al momento, due cose:
1) conoscere un bel ragazzo abbigliata decentemente
2) conoscerlo a …, dall’altra parte del mondo.

Quando si dice che la vita è strana e, ammettiamolo, anche decisamente piacevole. Perché stiamo sempre a crogiolarci nel dolore fisico e sentimentale? Raccontiamo anche le belle cose, che noi italiani abbiamo una singolare attitudine a lamentarci. E torniamo dunque a noi. Dopo 100 km di macchina, una singolare emicrania che mi affliggeva dal risveglio e una fame che avrebbe potuto farmi uccidere un leone, mio padre ci chiede di aspettarlo qualche minuto all’esterno dei suoi uffici. Resto in compagnia dei miei fratelli e di due capocantiere che lavorano per mio padre. Facciamo due chiacchere sul cantiere, la pioggia, …, ce la raccontiamo un po’. Poco dopo arriva un ragazzo dai capelli rossi, gli occhi azzurri e il viso spruzzato di lentiggini. Lo avevamo intravisto poco prima, quando mio padre gli aveva rivolto qualche domanda sull’andamento del lavoro.

Ci saluta amichevolmente e, subito, iniziamo a parlare del cantiere, del carattere di mio padre, mi racconta qualcosa di sé. Si sente subito che è uno “sfegatato” del lavoro, uno che ama quello che fa e che resterebbe in ufficio dalle 5 di mattina alle 23 senza mangiare. Mi colpisce per la mente brillante, il sorriso pronto, la capacità di giudicare il suo capo – pur essendo mio padre – con oggettività e dicendomi che alle volte lo mette in difficoltà e soggezione, che gli pare di essere un idiota quando gli rivolge le domande in un certo modo! Ricordo che l’anno scorso ero stata in azienda da mio padre per tradurgli alcune cose verso l’inglese. Avevo fatto una battuta su mio padre per rompere il ghiaccio: c’era un silenzio spaventato. La figlia del capo, chissà cosa dirà. Eppure non sono il tipo: riconosco che mio papà ha dei difetti come tutti e si può anche ironizzare senza cattiveria o senza metterlo in ridicolo davanti ai suoi dipendenti.

Bene. Bene, molto bene. Io e Rosso Belpelo (nel senso spagnolo di “pelo”) dovremmo rivederci sabato sera ad una cena dell’azienda, quindi spero che faremo ancora due chiacchere. Lui dovrebbe rientrare in Italia il 17 dicembre, cinque giorni dopo di noi ragazzi.. speriamo bene! Spero di non farmi troppi film come il mio solito!!

coccola5
ps. vi lascio qualche altra cronaca per il prossimo post!
pps. Ho un'ultima cosa da scrivere prima di chiudere Splinder, questa sera. GRAZIE PER LE 2000 VISITE AL BLOG! Rock My World è un blog di piccola portata, non ha mai coinvolto troppi lettori, però mi fa piacere vedere che qualche afficionado c'è e mi legge con continuità. Il bello della community di Splinder è anche questo: trovare, come nella realtà, un piccolo gruppo di amici con cui parlare e condividere molto. Grazie per leggermi anche nei miei lunghi sproloqui sgrammaticati, come ormai mi piace chiamarli. Vi voglio bene.

giovedì 25 novembre 2010

Il problema di esistere

Questa volta non mi autocensuro con GoogleDocs. Eh no! Vi lascio qui sul blog una riflessione, magari un po' lunga - ma che spero piaccia comunque -, sulle ultime dichiarazioni di Benedetto XVI. Preciso, prima di cliccare su Incolla da Word e poi su Pubblica, che non sono affatto anticlericale, ce l'ho con le persone che aprono la bocca a caso. Tutto qui. Enjoy it!  A proposito, qualcuno ha avuto problemi a visualizzare As normal as you? 

Nel Ventunesimo secolo sono stati fatti progressi in moltissimi campi. Uno, ad esempio, è quello della medicina. Malattie come il colera, la difterite, la poliomielite sono state eradicate, o per lo meno debellate, grazie all’aiuto di strumenti come il vaccino. Per altre malattie che si sono conosciute negli ultimi anni, non c’è sempre un vaccino ed è necessario ricorrere ad altri mezzi per prevenirle, quando sono contagiose. Una di queste malattie, molto temuta e spesso poco conosciuta, è l’Aids. Parlando con le persone, mi sono talvolta resa conto che alcuni non sanno la differenza tra HIV e Aids, cioè tra il virus e la malattia vera e propria, non sanno che il virus si manifesta in un primo periodo (nella fase in cui viene incubato dal corpo) soltanto in forma di HIV e può essere trattato prima che si arrivi alla conclamazione, non conoscono il decorso e i disagi della malattia (oltre a quello prettamente sessuale). Il problema è che quest’ignoranza diffusa nei Paesi occidentali, dove comunque si conosce la malattia almeno un poco, diventa una vera e propria non conoscenza in Paesi più poveri, come quelli africani.

In Africa il virus dilaga per mancanza di informazioni (tenuto conto che moltissime persone sono analfabete, è ancora più difficile spiegare loro di cosa si tratta), e soprattutto per il mancato uso di uno strumento fondamentale alla prevenzione: il profilattico. Probabilmente avrete capito che il mio post non vuole essere un breve saggio scientifico sull’Aids, e immaginerete cosa voglio dire. Domenica mattina, durante la Messa domenicale, Benedetto XVI si è scagliato contro l’uso del profilattico, considerato ammissibile soltanto in singoli casi giustificati. Capite bene che, se in Europa questo messaggio è poco condivisibile ma attuabile perché le persone hanno “cultura”, nel senso che hanno un’istruzione – anche minima – che permette loro di fare delle scelte riguardanti la sfera sessuale, in Africa la realizzazione di un continente libero dal’Aids senza preservativo è impensabile. Fate due ragionamenti e mi darete ragione.

La premessa del primo paragrafo mi è servita da spunto per concludere un altro ragionamento: se all’Aids per il momento non ci sono rimedi esaustivi (intendo vaccini e cure che diano possibilità di guarigione), l’unico modo per evitare che il virus contagi altri milioni di persone è fare attenzione. Condurre una vita sessuale protetta, per esempio. Soltanto prevenirlo farebbe quantomeno auspicare nella possibilità di debellare – o limitare – il virus. Invece no. C’è sempre qualche deficiente pronto a sventolare il vessillo della castità e della contraccezione naturale. Non dobbiamo uccidere la vita ai suoi primi stadi. Sì, ma lasciamo che milioni di persone si ammalino di una malattia inguaribile. In un mondo in cui la gente inizia a dormire nello stesso letto, quando va bene, a 15-16 anni, parliamo di castità. Non che ritenga giusto darla a ogni sconosciuto che incrociamo, però nemmeno negarsi un piacere fortissimo come quello del sesso.

Altra perla del papa, che ho sentito qualche giorno dopo, è sull’omosessualità. Una prova che una persona può doversi trovare ad affrontare nella vita, ma non per questo può essere considerata morale. Certo, perché invece sono morali i preti in discoteca, gli abusi sessuali da parte di preti e pervertiti di qualsiasi sorta e fatta, lo sono le guerre e i silenzi davanti a queste – che per la cronaca sono ben più gravi dei conflitti stessi -, le donne che vengono lapidate e per le quali il papa dice di non potersi pronunciare, i condannati texani alla sedia elettrica. A quanto pare, con una gamma di temi di cui occuparsi vastissima – la crisi, il conflitto in Iraq, l’Italia che taglia sulle riforme (che pure non è affar del Vaticano ma una parolina sull’importanza della cultura l’apprezzerei), la tv impazzita per il delitto di Avetrana al punto da sostituirsi agli inquirenti, e molto altro – di primaria importanza è l’omosessualità. Questi poveracci che amano e basta. Eppure, se si potesse, gli si darebbe la pena di morte. Discriminati in continuazione, il problema non è che vengano picchiati almeno una volta ogni due settimane nel centro di Roma, fuori da discoteche o locali o altro, ma a quanto pare che esistano.

Mi chiedo se Benedetto XVI ce l’abbia con i preservativi e i gay per partito preso, se si sia mai fermato veramente a considerare le cose. Se quando gli scrivono i discorsi, per lo meno li legga. Mi domando cosa farebbe se ad essere ammalato di Aids fosse lui, se ad essere pestato per un bacio, per una mano intrecciata fosse lui. A finirci in ospedale, dico. Poi forse si ricrederebbe.

Studiavo ieri sera l’Illuminismo con mio fratello. Per fortuna che quei sapientoni dicevano che siamo tutti uguali perché dotati della facoltà di ragionare. A quanto pare c’è qualcuno che vale meno.. e mi dispiace che nell’opinione papale, opinione per altro ascoltata e tenuta in considerazione dal mondo intero, siano gli omosessuali.

coccola5
ps. stasera o domani, se riesco, post leggero. Vi dico soltanto che l'argomento è un post di musica un po' eccentrico. Vediamo cosa ne uscirà fuori.

martedì 23 novembre 2010

Intercity 621

In viaggio verso Mantova. Intercity 621 diretto a Lecce via Mantova. Si avvisano i gentili clienti che il treno Intercity 621 delle ore 11.31 diretto a Lecce via Mantova partirà dal binario 7 invece che dal binario 1. Conosco tutto questo a memoria.

Don Luigi ieri diceva, durante la Messa delle 11, che è più bello viaggiare che arrivare. Abbiamo l’impressione di inseguire qualcosa, e questo dà un senso alle nostre esistenze. Io cosa inseguo? Superficialmente la risposta sarebbe fin troppo scontata. Andando a scavare, non lo so bene per cosa sto correndo. So solo che, come tutti gli altri, sto correndo.

Forse è questo a rendere così triste la nostra generazione. Corriamo senza una direzione, con i paraocchi, e ci fermiamo quando siamo andati troppo oltre. Dobbiamo toccare il baratro per risalire. Non sono sicura che ci faccia così bene tutto questo.

Osservavo oggi in bus alcuni ragazzi. Posso dire che catalogarli è fin troppo semplice? Quelli di sinistra si riconoscono subito, è come se ce l’avessero scritto in faccia. Kefiah, capelli poco curati e viso non truccato, giacca a mille tasche e necessariamente Converse ai piedi. Poi ci sono quelli di destra che si vestono come se fossero di sinistra: abbigliamento finto sempliciotto, in realtà li trovi nei migliori negozi di via Mazzini con in mano una banconota da 200 euro e nella shopper soltanto una camicia. E poi ci sono quelli smaccatamente di destra. Abbigliamento curato, non necessariamente troppo costoso ma comunque di buona fattura, aspetto curato (a volte con uno strato di fondotinta in più) e l’aria quasi sempre snob.

Decisamente mi colloco a sinistra. In autunno e primavera porto la kefiah, ho una giacca rivestita in pile che ha qualcosa come due secoli e non è nemmeno un granché a vedersi, però è caldissima. E dimenticavo, sandali da tedesca (o da francescano, fate voi) ai piedi durante l’estate. Quando E. li ha visti a giugno stava per prendergli un infarto e mi ha fatto giurare solennemente di non indossarli mai più in sua presenza. Dopo di che ha detto qualcosa del tipo “dobbiamo necessariamente andare a fare shopping insieme”! Francamente penso di farlo disperare parecchio. Sabato sera sembravo anche io un’intellettuale di sinistra degli anni ’70, senza un filo di matita agli occhi. [In realtà avevo fatto una doccia a mo’ di centrifuga, me n’era mancato il tempo.. dettagli!]
Mi aspettano tre ore di Economia Aziendale e due di Spagnolo, che a differenza dei miei degni compari di sinistra non posso sopportare. [Solo Spagnolo, s’intende]

Come scrissi poche settimane orsono, ho un dolce disperato feroce bisogno di una scopata. Ancora una volta con un uomo. Una donna la voglio per dormire, abbracciata a me e intenta a baciare ogni centimetro della mia pelle. Perdonate questo “voglio”, che suona quasi come un ordine. L’italiano è alle volte manchevole di parole esatte ad esprimere quello che vogliamo dire. 
Peccato.

coccola5
ps. Nella giornata di ieri ho scritto un post che inizialmente pensavo di pubblicare, dal titolo As normal as you. Il fatto è che tale scritto tratta un argomento un po' delicato - l'ospedale psichiatrico Cottolengodi Torino e Padova - e, come sapete, non sempre rispetto i cliché e mi permetto spesso di essere scorretta nei termini. In altre parole, per non urtare la sensibilità di alcuno, e per non costringervi a leggerlo, lo pubblicherò come ho fatto in passato tramite GoogleDocs. Se qualcuno avesse problemi di visualizzazione, mi scriva un commento e provvederò a inviarglielo tramite e-mail Buona lettura.

As normal as you, 21-11-2010

mercoledì 20 ottobre 2010

Clocky e progetti

Vagando qua e là per la rete, ho ritrovato un oggetto di cui avevo sentito parlare tempo fa: Clocky. In realtà lo conoscevo soltanto come “la sveglia che scorrazza per la tua camera da letto”, ma dargli questo nome lo rende più sopportabile!
È costruitto ad hoc per i dormiglioni come me, che spengono la sveglia e non si alzano nemmeno con le cannonate. Appena suona, scende dal comodino e comincia a correre per la stanza aumentando il volume, finchè non la si spegne. Premesso che non so quanto tempo resisterei senza defenestrare la suddetta, potrebbe essere una sveglia efficace. Premesso anche che sveglierebbe tutta la casa e che mia madre mi ucciderebbe dopo pochi giorni. Dal momento che è di fattura americana, spero di riuscire ad acquistarla a New York. Con i miei abbiamo programmato questo viaggio per fine novembre, resteremo cinque giorni a N.Y.C. dopo una deviazione in America centrale. Dovete scusare la mia vaghezza, purtroppo della prima destinazione non posso parlare: mio padre ha un importante lavoro là, e vorrei evitare di esporlo. Non abbiatemene a male.

Ieri sono stata da Tranquipsycho. La scorsa settimana mi aveva lasciato un indirizzo e-mail, cosicchè potessi scrivergli qualche mia riflessione in generale. Finora non gli ho inviato nulla, eppure ne avrei di cose da scrivere. Penso di dover maturare l’idea che una persona che conosco in carne ed ossa legga i miei pensieri. Ho tenuto sempre un diario, da quando avevo otto anni. Gli ultimi diari sono stati i miei blog, questo, Plurali di me e Pensieri svogliati. Raccolgono almeno tre anni della mia vita, e con Rock my world siamo a cinque. Quest’ultimo è stato impostato diversamente dagli altri: raccoglie notizie di attualità, di cui ogni tanto parlo, qualche breve confronto storico, impressioni sui libri che leggo e le famose scenette. Per i nuovi adepti, le scenette sono minuscoli stralci di vita che ho osservato e ritenuto interessanti. Inizialmente il blog era nato al solo fine di raccontare queste e poco altro, poi si è un po’ trasformato.

Progetti futuri. Dal momento che siamo in tema. Mi piacerebbe aprire una sezione di attualità, probabilmente spostandola su Sweet writin’ lab, il mio blog di poesia creativa. Mi piacerebbe che fosse una sezione costruita a più mani, che propone delle riflessioni originali e fuori dagli schemi su ciò che accade nel mondo. Una sezione che non si occupi del Nano o di quanto avviene in primo piano, per lo meno non principalmente, ma di notizie laterali, quelle di cui pochi parlano. Chiunque volesse partecipare, mi scriva un commento o lasci un pvt, così ne potremo parlare meglio.

Per il resto, vi aggiorno oggi con i documenti di Google. Buona giornata a tutti!

coccola5

lunedì 18 ottobre 2010

Just back

Assenza indesiderata. Sono rimasta senza connessione da mercoledì, e senza telefono da venerdì. Mi mancava solo la clava e la pelle di bisonte addosso. Vi posto quello che ho cogitato in quei giorni tramite i documenti di Google nel pomeriggio. Se qualcuno non riuscisse a visualizzarli, non ha che da dirmelo.

Mi rimetto al lavoro: la mia camera ha bisogno di una riordinata mica da scherzo, sono un genio dell'accumulo! Vi scrivo più tardi, ho tante notizie! 

coccola5