martedì 10 maggio 2011
Ore nove e diciannove minuti
Vocabolario di tedesco aperto a pagina 1778, cerco "fino a quindici anni fa". Ricerco fino, leggo le varie accezioni del termine, trovo qualcosa che fa al caso mio, digito sul foglio di Word, compongo la frase pezzo per pezzo.
Mi piace costruire un testo in lingua tedesca. Alle volte mi sembra un'operazione complicata, quasi un gioco ad incastro. Prima il soggetto, il verbo sempre al secondo posto, non dimenticare.
Cerco di insegnare questa operazione anche ai miei ragazzini di ripetizioni. Loro niente, il soggetto si salta sistematicamente, che senso ha metterlo? Gehe in die Schule. Sì, ma chi è che va a scuola? Ieri avevo lezione con loro alle 17. Il più oggi ha compito di Inglese, e quindi avrei dovuto dargli una mano. Viene su in camera dopo dieci minuti senza la minima voglia di pronunciare una parola di inglese. Apre il libro, in mezz'ora traduciamo soltanto quattro o cinque righe del minuscolo testo di pagina 63. Il testo, per intenderci, è una cosa del tipo: Hi, I'm Mary. I live in New York and I have got a sister. Capiti? A metà esercizio si stanca, non ne ha più voglia, mi chiede di andare in bagno e ci va con dei disegni, torna e mi dice che l'esercizio era da fare a metà e non tutto. Cerco di farlo proseguire mentre i nervi ballano la tarantella. Dopo cinque minuti, all'ennesimo "prof, non ne ho voglia" gli chiudo i quaderni con un colpo secco. Non ne hai voglia? Benissimo, non è un problema mio la verifica di domani. Non mi va di perdere tempo se tu non vuoi fare qualcosa. Mi guarda un attimo in viso, ma è solo un secondo. Se ti va di lavorare puoi restare, e facciamo le cose seriamente, altrimenti vai a chiamare tuo fratello, così faccio i compiti con lui. Va di sopra.
Sarebbe stupido dire che ci sono rimasta male, o meglio inesatto. Infatti la madre mi chiama: Ma scusa, coccola, hai già finito con A.? La guardo un attimo, prima di risponderle. No, non ho già finito, ma lui non ha la minima intenzione di fare lezione, continua a distrarsi, a giocare con la penna, a distruggere il quaderno. Che senso ha che io lo richiami ogni tre secondi? Chiama il ragazzino, ma questi ci mette un po' prima di presentarsi alla madre. Quand'è così, se non si tratta di mia madre, un genitore perde "verve", per così dire, passa il momento di nervoso a mille necessario per dare una bella sgridata al malcapitato. E infatti così è. Quando A. finalmente arriva, lei lo guarda e non dice una parola, torna di sopra a stirare. E lui l'ha fatta franca, nuovamente. Mi chiedo cosa ne "verrà fuori" da questi ragazzi, che come hobby edificante hanno guardare i cartoni animati o le serie televisive il pomeriggio e anche la sera. Questi che vanno senza vergogna a scuola con i compiti non fatti, senza quaderni e libri. Nessuno ha insegnato loro ad amare lo studio, o per lo meno gli ha detto che studiare è un dovere, almeno sino al termine della scuola dell'obbligo.
Il guaio delle ripetizioni è spesso questo: i ragazzi non solo non capiscono, ma non hanno voglia di provarci. Non hanno curiosità di nessun tipo, non accennano ad aprire i libri nemmeno per sbaglio. E i genitori li appoggiano nella maggioranza dei casi. Ottimo. Chi mi sostiene nel tentativo di farli studiare un pochino?
coccola5
lunedì 9 maggio 2011
Le correzioni
È vero, il libro non è il migliore che abbia letto finora. Lo stile ricco, esuberante di aggettivi rende il romanzo poco scorrevole in certi punti e alle volte non si capiscono i passaggi, ma qualcosa mi spinge a leggere una pagina dopo l’altra. In tre giorni, soprattutto sfruttando i Grandi Spostamenti da casa mia sino all’università, ne ho letto 229 pagine.
Le correzioni tratta la storia di una famiglia: Enid e Alfred, genitori ormai anziani di tre figli sulla trentina, decidono di riunire tutta la famiglia insieme per un ultimo Natale. I figli non vanno particolarmente d’accordo tra loro e con i genitori, in misura diversa a seconda del carattere e delle motivazioni di ciascuno ma, quello che si avverte di più nel libro, è la disapprovazione dei genitori per la vita che conducono i loro figli, così diversa dalla loro. Le storie di Gary, Chip e Denise sono tre storie strane, che alle volte perdono il filo, tutte egualmente crude nella loro inesorabile verità, tutte senza sconti, proprio come la vita vera.
Credo che, anche allora, avessi scelto Le correzioni per questo: lo avevo acquistato prima che diventasse un “libro campione d’incassi”, quando ancora era del tutto sconosciuto e lo sto leggendo adesso che Franzen ha pubblicato Libertà. Volevo dire, comunque: lo avevo acquistato per le storie di vita che conteneva.
Non voglio leggere romanzi che raccontino storie zuccherate o zuccherose, non ne ho bisogno né voglia: non è questa la realtà e non voglio credere che potrebbe esserlo quando non lo sarà mai. Non ho fede nelle favole e credo si avverino solo per i privilegiati. Sono abituata a credere nelle cose piccole, minuscole: gli amici che si rivedono con sincerità e un forte abbraccio dopo molto tempo, amicizie che a volte non nascono per una nota stonata e altre che invece proseguono nonostante le note stonate. È questa la vita, almeno la mia, e non va sempre tutto bene.
Nemmeno casa mia è una favola: ho una madre con una sensibilità decisamente bassa e che non si fa il minimo problema a dirmi come persona fai schifo, il che risale soltanto a sabato. Salvo poi, qualche ora dopo, atteggiarsi come se niente fosse accaduto. Mi sono sentita sminuzzata tutto il giorno in lamelle di ghiaccio e di fuoco, tagliata fra quello che dovevo fingere di essere con le amiche e quello che sentivo. Approfittavo nei secondi di silenzio all’interno di un dialogo per pensare a tutto questo.
Fai schifo. Fai schifo. Fai schifo. Fai schifo.
Questa frase mi ha rintronato il cervello tutta la giornata. Mi ha battuto nelle vene tutto il giorno come un martello pneumatico. Un’infinita e sorda stanchezza ancora prima di fine giornata.
Storia di vita. La mia.
coccola5
mercoledì 4 maggio 2011
E' Lui che cercate
C'è il mio secondo tempo
e non voglio perderlo,
perchè io un po' mi sento
come all'inizio dello show.
Però è il mio secondo tempo
e io voglio godermelo,
perchè io spero che sia splendido!
Max Pezzali - Il mio secondo tempo
Eccoci, domani si ricomincia, dopo un weekend decisamente lungo. Oggi ero a casa a causa delle assenze di alcuni insegnanti, e quindi mi sono un po' riposata.
Solite notizie, solite cose accadute: un principe che si sposa, Bin Laden ucciso... Una cosa però davvero la volevo ricordare: la beatificazione di Papa Giovanni Paolo II. Mi manca questo papa sempre con lo sguardo rivolto verso i giovani, questo papa che diceva:
E' Gesù che cercate quando sognate la felicità;
è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate;
è Lui la bellezza che tanto vi attrae;
è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso;
è Lui che vi spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita;
è Lui che vi legge nel cuore le decisioni più vere che altri vorrebbero soffocare.
E' Gesù che suscita in voi il desiderio di fare della vostra vita qualcosa di grande, la volontà di seguire un ideale, il rifiuto di lasciarvi inghiottire dalla mediocrità, il coraggio di impegnarvi con umiltà e perseveranza per migliorare voi stessi e la società, rendendola più umana e fraterna.
Solo adesso capisco con intensità quanto avesse ragione, o meglio, quanto tuttora abbia ragione. Ti voglio bene, caro Papa. Sapessi quanto mi manchi..
coccola5
sabato 30 aprile 2011
E' stata una serata semplice, piccolina, senza imprecazioni contro il presidente del Consiglio, la qual cosa non mi è affatto dispiaciuta, ben condita da un po' di musica. Al termine, un piccolo rinfresco. Da bere, giustamente, solo acqua! E dunque, vi posto la locandina: non partecipo a tantissime di queste serate, ma alcune valgono proprio la pena.
E poi, soprattutto, ritrovare i compagni del liceo è sempre bellissimo, almeno per me! :)
Vi lascio, è tardissimo!
coccola5
mercoledì 27 aprile 2011
Three, two, one.. go!
A proposito, ditemi che non sono l'unica ad avere una famiglia tanto strana: perchè mio padre crede di avere gli occhi azzurro-verdi mentre invece sono marroni?! Questa cosa comincia a spaventarmi!
Vi lascio, Deutsch wartet auf mich!
coccola5
martedì 26 aprile 2011
Due giorni
Via come il vento, come un lungo fulmine.
Ieri gitina a Brescia con F. Desideravamo visitare la mostra di Matisse al museo di Santa Giulia. L'esposizione era carina, valeva decisamente la pena e i soldi del biglietto (11 euro con la tessera studenti): oltre all'esibizione era possibile visitare il museo e parte dell'ex convento. Devo sinceramente confessarvi che, dopo due ore di visita, volevamo entrambe uscire!
Non abbiamo fatto a tempo a visitare anche la città: abbiamo visto solamente una chiesetta arroccata dei saveriani, un posticino raccolto e simpatico. Un angolino bresciano semplicissimo, probabilmente rimasto senza fondi. Non c'erano le classiche panche per la Messa, soltanto delle sedie di plastica disposte l'una a fianco all'altra, alcune nere, altre marroni. L'abside era di grande sobrietà: soltanto un altare ligneo e, in fondo, appeso alla parete, un grande crocifisso. Mi piacciono questi posti così poco pieni di non-Dio e ricchissimi di una presenza quasi tangibile.
Ma Verona è sempre la migliore!, abbiamo commentato ridendo io ed F. tornando in stazione. Probabilmente sì; per me ha sempre avuto quel giusto miscuglio di tutto, ne sono sempre stata innamorata. Non potrei mai pensare di non rivederla mai più, anche se vorrei trasferirmi in pianta stabile all'estero. Ne ho bisogno, come di una piccola droga.
RItorno di fiato e di sudore. Ritorno in treno, regionale strapieno di gente. Più speravamo che si svuotasse e più si riempiva. Almeno fino a Verona, dove poi una folla informe si è catapultata sul binario. Ho salutato F. e ho proseguito fino alla mia cittadina.
Casina, cena, film e letto.
Si ricomincia, come sempre. Buona settimana anche a voi!
coccola5 (fra poco di ripetizioni! Brr!!)
lunedì 25 aprile 2011
Auguri di buona Pasqua
Tantissimi auguri di una serena Pasqua di Risurrezione a tutti! Vi voglio bene!
"Perchè la sete d'infinito,
perchè la fame d'immortalità,
sei Tu che hai messo dentro l'uomo
il desiderio dell'eternità.
Ma Tu sapevi
che quel vuoto lo colmavi Tu,
per questo sei venuto in mezzo a noi!"
E sei rimasto qui
coccola5
venerdì 22 aprile 2011
Vacanze pasquali
1. Accompagnare a Verona il figlio di amici
2. Copiare un blocco intero di appunti
3. Fare un macello di traduzioni
4. Vedere F.
5. Ripassare lunghe liste di vocaboli in tedesco e in inglese
Queste sono solo alcune delle cose, fra poco vado da mia nonna, che non vedo da un'eternità e resto da lei a dormire questa sera, domani devo confessarmi per Pasqua e andare a cavallo.. Oddio! Sì, effettivamente sono brava a incasinarmi la vita.
Ad ogni modo, ieri sono uscita per la prima volta con questo ragazzo di cui parlavo nell'elenco. Si chiama Ale, è simpatico benchè timido, come gli altri lascia che parli io. Mi racconta qualcosa della Repubblica Ceca, dove studia Relazioni Internazionali e della Moldavia, dove è nato e cresciuto. Giriamo tutta Soave, ha un passo lungo. E' alto, i capelli biondi e corti, la carnagione un poco scura di chi viene dall'Est, il viso un po' stanco. Mi aiuta poi a uscire con la bici dal cancelletto di casa sua, è molto gentile. Per tutta la sera parliamo in inglese, l'italiano non lo parla granchè. Il mio americano è percepibilissimo, alle volte fatico un pochino a capire lui, ma ci capiamo bene comunque.
Lunedì o martedì volevo accompagnarlo a Verona e mostrargli la mia città. Non ho intenzione di fare un itinerario classico: Arena vista da fuori, piazza delle Erbe e casa di Giulietta, poi S'Anastasia, S. Zeno e Sottoriva, un quartiere carinissimo vicino al duomo.
Riparte giovedì.
Non ci sono nemmeno i miei a casa. Tornano domani sera, sul tardi. Mia nonna materna mi ha spinto tanto a mangiare da lei, ma alla fine ho scelto di andare a mangiare dall'altra nonna, più che altro perchè poi andiamo alla Via Crucis alle 3 e non voglio arrivare tardi. Mi piace stare da lei, ha il sapore della tranquillità e della pace. Stanotte ho sognato mio zio. Ricominciava a bere... Non riesco a non essere terrorizzata anche solo dall'ipotesi lontana che questo avvenga.
Dopodomani è Pasqua. L'unico programma è il pranzo con la mia famiglia e i nonni materni. Spero che porti bene. Ho l'uovo ancora sopra l'armadio in cucina: mia mamma l'ha preso per sfida, "puoi aprirlo quando vuoi, così vedo quanto resisti!". In genere, alla cioccolata non molto.
Maree di auguri e di buoni pensieri. Maree di Cristi crocifissi. Maree di musica.
coccola5
ps. solo perchè non posso farne a meno: http://www.repubblica.it/politica/2011/04/20/news/riforma_costituzionale-15173670/?ref=HREC1-1 . Il cambio della Costituzione no. Questa volta prometto di manifestare anh'io. Tutte queste scemenze mi hanno proprio stancata.
martedì 19 aprile 2011
Alive
Stasera avevo ripetizioni. Già questo dovrebbe farvi iniziare una lunga fila di "Sant'Andrea, prega per lei; Santi Pietro e Paolo, pregate per lei". Dei due ragazzini, uno è stato sospeso venerdì: il preside, a quanto pare, ha chiamato a casa i genitori alle 9 dicendo loro che venissero a riprenderlo. Loro non sapevano più cosa fare per tenerlo a bada. La faccenda mi ha sconvolto non poco. Anche ieri, facendo lezione, non sapevo più cosa fare per tenerlo concentrato.. in più, dopo aver controllato il diario per verificare eventuali verifiche, vedo che ce n'è una martedì (ormai domani) di Grammatica. Oggi, parlando con la madre, le dico che devo finire di preparare il bimbo per il test.. che però ha fatto oggi!! Seguono urla, pianti e stridor di denti, ma ormai il compito è fatto. Sul come sia stato fatto non avanzo supposizioni, ma posso aspettarmelo. Penso che il bimbo, stanco di studiare, abbia infine deciso di comunicarmi che il compito era stato posticipato a domani, quando in realtà.. Non so più cosa fare. Ma non me ne preoccupo troppo: chi è causa del suo mal pianga sè stesso.
E poi mio fratello, del quale vi racconto qualche cosa nella prossima puntata. Ho davvero sonno, perdonatemi. Intanto godetevi la chicca di oggi.
Vi abbraccio, bacio e stringo.
coccola5
mercoledì 13 aprile 2011
Via, via, via
il castagno davanti a casa, nel tormento dell’edera,
i susini sul loro tappeto azzurro,
il dolce sentore dell’infanzia e della rovina.
Su per la valle rombano i camion
e l’ombra corre attorno alla casa,
in senso antiorario e studia il dolore.
Persino il pozzo sta lì come una poesia…
Soltanto le strade nel paese sono aumentate,
e una dritta dritta passa per il mio cuore.
Michael Krüger
Chissà perchè mi piace tanto questa poesia? Sto riprendendo l'abitudine di leggerne, ma non credo che scriverò poesie tanto facilmente. La poesia dev'essere musica, altrimenti non vale.
A proposito, perdonate la lunga assenza. Il Vinitaly, dove ho lavorato come hostess, mi ha preso da mercoledì 6 fino a ieri. Iersera all'1 stavo cercando la traduzione di un testo in tedesco antico, che oggi dovrò esporre. Dopo ore di ricerche testarde, stamattina sono arrivata a trovare dei commenti e delle allusioni: ho tradotto dall'inglese al tedesco delle pagine web.. ho gli occhi a palla.
Ho soltanto voglia di dormire: mi sento stanchissima, l'emicrania è sempre in agguato e il caldo non aiuta.
Piccole storie di vita anche al Vinitaly. Una ragazzina che si fa un limoncino (o un'anima nera) tutte le sere. L'autista in bus ieri che mi dice che noi giovani scambiamo l'emotività per problema e che alla mia età devi essere antipatico nei confronti del cliente per difesa. Odio sentire un autista di bus che mi dice che fa un lavoro che porta alla depressione. E' una stronzata. Quelli che lavorano in fabbrica vanno incontro alla depressione, non chi fa lavori leggeri. Quanto mi infastidisce il fatto che la gente si lamenti a caso.
JW.. mio papà è uscito a cavallo domenica. Dice che ha sempre paura, ma con me il piccolino è bravissimo. Qual è la differenza? Perchè mi viene da piangere?
F. sparisce. Non la vedo da tre settimane, se le scrivo mi dice di chiamarla più avanti, salvo poi domandarmi se ci sono in treno il giorno che lavoro al Vinitaly. Non le ho risposto. Mi dà buca in continuazione con una scusa qualsiasi: mia sorella ha la partita di pallavolo, mio papà ha invitato uno a cena.. sì, e io faccio la pàmpana.
Voglio solo parlare in tedesco, ascoltare Gianna Nannini e la sigla di Lady Oscar. Voglio andare a cavallo.
Sono tornata in fase di ipersensibilità, piango per qualsiasi cosa.
Fanculo alle mie lacrime.
coccola5